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lavoro pubblicato venerdì 12 maggio 2017
ultima lettura martedì 25 giugno 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Cronache delle terre di Aidrabmol - Capitolo 13

di Chyprill. Letto 245 volte. Dallo scaffale Fantasia

aCapitolo Tredicib   6 mesi prima   “Altezza! Dove state andando?” “In nessun luogo, stavo solo passeggiando” “Ve ne prego tornate nelle vostre stanze, questa sera si terrà l’incontro diplomati...

aCapitolo Tredicib

6 mesi prima

“Altezza! Dove state andando?”

“In nessun luogo, stavo solo passeggiando”

“Ve ne prego tornate nelle vostre stanze, questa sera si terrà l’incontro diplomatico con gli ambasciatori dei regni alleati e dovrete presenziare alla festa da ballo che si terra in seguito”

“Lo so benissimo, ma manca tutta la giornata ancora, potrò liberamente decidere di passeggiare per casa mia?”

“Sicuramente siete libera di farlo ma vi supplico di tornare per tempo”

“Lo farò, potete congedarvi ora”

Dopo lunghi mesi di preparazioni il giorno del gran gala degli ambasciatori era giunto, in quell’occasione dato la solennità dell’evento il sovrano aveva deciso di ufficializzare il fidanzamento di sua figlia che da li a poco sarebbe divenuta adulta per la legislazione ed avrebbe potuto contrarre matrimonio. Il fidanzamento in questione era noto a tutti tant’è che non pareva neanche necessario formalizzarlo ma il re desiderava che a parte la principessa, i nobili e i notabili stranieri facessero la conoscenza del suo promesso sposo.

Fin da bambina la figlia del sovrano era stata educata e cresciuta con già l’idea di chi sarebbe stato il suo consorte una volta raggiunta l’età e nonostante tutto mai una volta ve ne si era lamentata.

D’altra parte non tutte le figlie di notabili avevano la fortuna di avere un matrimonio combinato con un uomo prestante e di bel aspetto come lo era il suo fidanzato e la cosa la riempiva di frivolo orgoglio.

Era anche vero che nonostante quello fosse l’uomo che le era stato destinato mai una sola volta vi era stato un contatto più intimo del dovuto.

Il capitano le baciava la mano, la portava a passeggio sotto braccio, le faceva carezzare il suo cavallo che nessun a parte lui poteva sfiorare, teneva un comportamento esemplare e non che ciò le dispiacesse ma sentiva che ad averne l’occasione avrebbero potuto indulgere in attività più carnali.

Quando le capitava si incamminava per il palazzo passando soprattutto nelle zone riservate alla servitù fiancheggiando le pareti e tendendo l’orecchio per cogliere suoni di attività interessanti. Sapeva per certo che una delle sue cameriere aveva un intrigo amoroso con uno degli stallieri e di conseguenza quand’ella si recava nella sua stanza per il riposo la principessa la seguiva di nascosto e attendeva che lo stalliere si presentasse ed iniziassero i giochi.

La sera del gala il fidanzamento sarebbe stato ufficializzato agli occhi del mondo e quindi aveva deciso che quella sera stessa, dopo la festa, avrebbe fatto visita alle stanze del comandante delle guardie reali.

Mentre ancora passeggiava su e giù per il palazzo vide sua madre che di buon passo si recava verso le sue stanze, le guance erano rosate e il respiro un poco affannato come dopo una corsa, non si accorse di lei e proseguì il suo percorso.

“Da dove arriverà mai così trafelata?”

Pensò tra se e se e decise di dirigersi verso la direzione da cui la madre era arrivata.

Seguì un intrico di corridoi e seguendo l’unica via possibile arrivò dalle parti della caserma delle guardie.

Il silenzio era di tomba, non una mosca volava rendendo il luogo vagamente inquietante, stava per andarsene quando il silenzio fu rotto dal rumore di acqua che scorre.

Accostò l’orecchio e capì che il suono proveniva dal fondo della caserma e che si era propagato fino a li per il vuoto. Piano piano tirò la porta e strisciò dentro dallo spiraglio che aveva creato, si tolse le scarpe e trattenendo il respiro si avvicinò al luogo da cui proveniva lo sciacquettio.

La porta non era chiusa ma solo accostata così poté sbirciare chi vi si celasse al di là.

Arrossì constatando che si trattata di un uomo ma non distolse lo sguardo ed anzi iniziò ad analizzarlo in ogni dettaglio, i polpacci ben disegnati, la gamba tonica, il sedere marmoreo che pareva cesellato con lo scalpello. Il viso ora le stava avvampando e sentiva il calore diffondersi per tutto il corpo. Gioia e sgomento la colpirono quando l’uomo si voltò svelando essere il capitano!

Turbata indietreggiò cadendo a terra e un turbinio di pensieri le attraversarono la mente, aveva già progettato di fargli visita quella notte, ma dato che la fortuna aveva giocato d’anticipo si chiese se non fosse il caso di palesarsi e aspettarsi una ragionevole reazione.

Il quel tanto che le servì per pensare la doccia finì e lei si trovò di colpo in trappola, che fosse rimasta o che si fosse alzata per scappare lui l’avrebbe vista di certo.

Non fece in tempo ad agire che la porta si aprì e comparve Eric.

“Principessa cosa ci fate qui?!”

Lui era coperto solo da un panno intorno alla vita e il corpo era ancora umido d’acqua.

“ah-ehm, vi stavo cercando capitano!”

“In cosa posso esservi utile? Però aspettate dovrei rivestirmi…”

“No! Cioè, aspettate!”

Eric la guardò interrogativo e lei annaspava senza dire nulla.

“Vi aiuterò ma prima permettetemi di coprirmi”

“no, no e che io vorrei che voi, che noi che insomma…”

Lui sempre più confuso stava in attesa che la principessa esprimesse il suo pensiero.

“Io credo che siano ormai maturi i tempi per giacere con voi!!”

Le sopracciglia di Eric si sollevarono e la bocca si aprì per dire qualcosa ma non uscì nulla, ci fu un lunghissimo minuto di silenzio imbarazzato poi qualcosa si mosse.

“E dunque, se volete, non vorreste essere nei vostri appartamenti?”

“Ah no, le mie dame sono sempre tra i piedi”

“Capisco allora…le mie stanze sono poco distanti da qui se volete…”

“S-sì”

Il capitano passando dall’anticamera trovò i suoi pantaloni e li infilò a pelle mentre lei era voltata poi si avviarono svelti per evitare di essere visti.

Giunsero alla camera e vi entrarono. Il locale si presentava diviso in due ambienti, uno sulla sinistra dove si poteva notare uno scrittoio e un divanetto nonché la porta che nascondeva la stanza da bagno e uno a destra dove era posizionato un ampio letto sormontato da un baldacchino di legno scuro.

“Bene…eccoci giunti dunque, questo è il luogo in cui soggiornate”

“E’ il luogo in cui vivo, in verità da molto più tempo di voi”

Dopo l’iniziale stupore Eric si era fatto più spavaldo sapendo di avere lui il coltello dalla parte del manico. La principessa si faceva sempre più agitata ma era pur vero che ormai non poteva più tirarsi indietro e d’altronde non ve n’era motivo dato che presto o tardi sarebbe accaduto comunque.

“Bene…allora come intendete iniziare?”

“Come desiderate voi”

“ah, bene però io non posseggo alcuna nozione se non superficiale sull’argomento perciò gradirei che decideste voi da che punto cominciare”

“Allora comincerei col baciarvi, cosa ne pensate?”

“Mi pare un ottimo inizio”

Eric allora le si avvicinò le posò la mano sulla guancia carezzandola col pollice poi si chinò su di lei e appoggiò le labbra sulle sue. Poco per volta le diede dei piccoli baci fino a dischiuderle dolcemente la bocca e quando gli sembrò sufficientemente a suo agio iniziò a toccarla con la punta della lingua fino a che la insinuò e la intrecciò a quella della principessa.

Azalea si sentì avvampare e capì che il suo corpo desiderava di più, molto di più.

“Volete che mi spogli ora?”

“Avete molta fretta principessa”

Disse lui sorridendo lievemente.

“Ah, e, no, sapete potrebbe arrivare qualcuno, sapete”

“Ahah e sia allora vi concedo di spogliarvi”

La principessa intuiva che ci fosse un velo d'ironia nelle parole di lui ma il desiderio era troppo grande e non voleva indugiare oltre.

“Potete per cortesia voltarvi?”

“Naturalmente sì”

E si voltò rimanendo dritto in attesa.

Lei cominciò a sfilarsi gli indumenti uno dopo l'altro, lo scialletto, l'ampia gonna a pieghe, le scarpette, la camicetta ricamata e infine il corpetto e le mutandine di raso color crema.

“Sono pronta, ora ditemi cosa devo fare?”

Sempre voltandole le spalle le rispose.

“Se vi sentite in imbarazzo potete scostare le coperte e infilarvi a letto io poi vi raggiungerò”

“Va bene”

Azalea con passo leggero raggiunse il talamo e vi si adagiò supina.

“Posso voltarmi ora?”

“Si voltatevi pure”

Eric ruotò piano su se stesso e vide la principessa nel letto con le lenzuola tirate fin sotto al mento, le si avvicinò con calma, lei seguiva ogni passo con lo sguardo.

“volete chiudere gli occhi mentre mi spoglio?”

“ah, no, no gradirei tenerli aperti, sapete, per abituarmi a voi”

Sentendo ciò lui ridacchiò dentro di se ma sempre mantenendo un esteriore imperturbabile contegno, avvicinò le mani alla vita e calò i calzoni di pelle sotto gli occhi attenti della sua fidanzata.

Una volta nudo senza più chiedere il permesso sollevò la coperta ed entrò nel letto.

Allungò una mano e la fece scivolare lungo il corpo di lei dall'alto verso il basso, tastò l'incavo tra i seni e poi la linea dell'addome e arrivò al pube.

Appoggiò piano la mano sul soffice cuscinetto e con le dite indugiò fra le cosce di lei.

Azalea ebbe un tremito non avendo mai sperimentato il tocco di un estraneo in una sua parte così intima ed un attimo dopo sussultò sentendo quella stessa presenza farsi varco nella sua umida intimità.

“oh!”

“volete che mi fermi?”

“no, no procedete pure”

Il dito scivolò lento sempre più a fondo e poi si mosse con ritmo incalzante, avanti e indietro, dentro e fuori.

Le guance della principessa si fecero rosate e i respiri soffocati.

Mentre lei era rapita dalla nuova sensazione Eric aveva il pieno controllo di se e con mossa sicura le montò sopra posizionandosi fra le sue gambe.

“ooh!”

Azalea non riuscì a trattenere un verso di disappunto quando lui si fermò e sfilò il dito da dentro di lei.

“Principessa, ora è possibile che avvertiate un po’ di dolore, ditemelo se volete che mi fermi”

“S-si”

Rispose senza grande cognizione di se, desiderosa solo di proseguire.

Eric le prese saldamente le cosce ed avvicinò il suo membro bollente, spingendo con la punta per violare la vulva.

“Aah, è grosso…!”

Quell’affermazione non fermò il capitano che con vigore affondò la sua verga fin in fondo alla vagina.

“aaahhmm”

Un verso misto di piacere e di dolore uscì strozzato dalle labbra di Azalea.

Eric si fermò un istante per darle il tempo di assaporare la sensazione nuova poi iniziò a muoversi così come aveva fatto con le dita.

“ah-a Eric..!”

“Si principessa!”

“No-non fermarti!!”.

Dopo che il culmine del piacere era stato raggiunto Eric uscì da lei e rimase un attimo in attesa di una qualche sentenza.

“ah è stato diverso da come lo immaginavo”

“Siete scontenta mia signora?”

Azalea lo guardò sorpresa e rossa in viso considerando impossibile che si potessero credere scontentezza le manifestazioni vocali a cui si era lasciata andare imprudentemente.

“No, no credetemi non era quello che intendevo dire”

“Mi fa piacere sentirlo”

Le rispose e sorridente si spostò sul fianco della fidanzata.

“Bene, ora…ora però credo sia il caso di iniziare ad avviarmi o le mie dame si insospettiranno”

Rigirandosi un poco per sbrogliarsi dalle lenzuola Azalea saltò giù dal letto e con malcelata calma rinfilò ad uno ad uno i suoi indumenti fino a che non fu di tutto punto vestita.

Eric in silenzio la osservava dal letto da cui non si era mosso.

“Allora io andrei”

La principessa si voltò verso il capitano e accennando un sorrisetto complice lo salutò.

“Ci vediamo più tardi, capitano”

“Sì, a più tardi, Azalea”



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