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lavoro pubblicato mercoledì 10 maggio 2017
ultima lettura venerdì 12 aprile 2019

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Cronache delle terre di Aidrabmol - Capitolo 11

di Chyprill. Letto 256 volte. Dallo scaffale Fantasia

aCapitolo Undicib   Verso est dal punto in cui Edera era giunta dopo giorni di cammino si poteva scorgere l’imponente costruzione del palazzo reale. In tutti i suoi diciotto anni di vita mai una sola volta si era spinta così a sud e...

aCapitolo Undicib

Verso est dal punto in cui Edera era giunta dopo giorni di cammino si poteva scorgere l’imponente costruzione del palazzo reale. In tutti i suoi diciotto anni di vita mai una sola volta si era spinta così a sud e di conseguenza mai una sola volta aveva veduto la capitale del regno. Suo padre gliene aveva parlato alcune volte distrattamente ma nelle sue spensierate giornate di bambina trovava più avvincente recarsi sui monti e giocare tra gli alberi del bosco che non interessarsi di affari burocratici.

L’incontro al fiume con il soldato aveva ora però acceso in lei l’interesse e anche se sapeva che una deviazione verso Onalim non era di alcuna utilità decise di avvicinarvisi anche solo per vedere come viveva la gente di quelle parti.

Due fiumi attraversavano la città, l’Orbmal da est e l’Onicit da ovest entrambi poi confluivano insieme in un unico flusso col grande fiume Op.

Edera si incamminò continuando a seguire il corso del Onicit come aveva fatto fino a quel momento e il giorno seguente di buon mattino giunse alle porte della contea.

Entrata si trovò davanti un mondo sconosciuto, case, botteghe, carri, un viavai di genti come mai aveva visto prima e davanti a lei ancora più massiccio ed enorme il castello.

Sapeva che di certo non sarebbe potuta arrivare aldilà della cinta muraria ma almeno voleva arrivare a guardare da sotto quell’imponente costruzione.

Era giorno di mercato e divincolarsi tra la folla non fu facile ma sgattaiolando tra un vicolo e l’altro arrivo alla sua meta.

Le mura erano talmente alte che rimanendo rasenti alla parete anche il sole veniva oscurato.

Nel punto in cui era giunta non v’era traccia di ingresso e nemmeno gettando lo sguardo a destra e a sinistra si riusciva ad intravederne uno, decise allora di incamminarsi costeggiando uno dei due lati in modo tale che trovata la porta con un po’ di fortuna avrebbe potuto scoprire come fosse la parte interna. Fortunatamente arrivò senza dover fare l’intero giro, capì di essere giunta quando vide due sentinelle armate di spada e vestite coi colori del regno.

Appena le scorse pensò che forse il soldato che aveva conosciuto era anche lui di guardia ad un ingresso come quello, magari nel punto opposto delle mura.

Con aria tranquilla cercando di non sembrare una forestiera si avvicinò ai due uomini ma i due non appena la videro cominciarono ad osservarla con sospetto.

“Madamigella cercate forse qualcuno?”

“No, in vero ero solo incuriosita da voi”

“Da noi? Per qual motivo?”

“Mi raccontavo tra me e me quanto fosse rigoroso il vostro mestiere”

“Dunque vorreste che fossimo più malleabili e distratti?”

“No no per carità apprezzo ciò che fate, la mia era solo stima nei vostri confronti”

Proprio mentre Edera pronunciava queste parole si avvertì al di là del portale scalpiccio di zoccoli e una delle due sentinelle aprì la feritoia che si trovava alle sue spalle.

Dalla parte opposta si udì la voce di un altro uomo a cui il soldato esterno rispose con riverenza e quando gli zoccoli ripresero a scalpitare la finestrella venne richiusa e lui ritornò alla sua posizione frontale.

“Chi era l’uomo a cui avete risposto?”

“Non è affare che vi riguardi”

“Scusate se la mia curiosità vi è di fastidio”

L’altro soldato allora un po’ rabbonito dalle lusinghe di poc’anzi rispose per il suo commilitone.

“Era il comandante delle guardie reali”

La risposta gli costò un occhiata greve dell’altro.

“Oh, dunque una personalità di così alto rango passeggia tranquillamente sul limitare del confine interno?”

“Il vostro interesse si sta facendo troppo invadente madamigella”

“Perdonatemi ancora ma è sempre colpa della mia terribile curiosità”

“Sia quel che sia ma credo che sia ora che ve ne andiate”

“Sarà fatto e scusate se vi ho importunati con la mia presenza, buona giornata!”

Edera salutò i due poi si riavviò senza fretta alcuna verso il mercato.

Non appena si fu allontanata abbastanza da non sentire il soldato che prima aveva conversato con lei si voltò nuovamente ed aperta la finestra tirò un ingranaggio che fece tintinnare un pendolo, da li a poco apparve un'altra guardia.

“La vedi quella ragazza laggiù? Seguila e vedi dove va, il suo comportamento è alquanto sospetto”.



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