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lavoro pubblicato martedì 9 maggio 2017
ultima lettura mercoledì 20 novembre 2019

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Cronache delle terre di Aidrabmol - Capitolo 9

di Chyprill. Letto 292 volte. Dallo scaffale Fantasia

aCapitolo Noveb     Le scuderie reali erano situate sul lato est del palazzo, scostate dalla costruzione principale si estendevano per buona parte della cinta muraria più interna. La stalla offriva un comodo riparo per cavalli di og...

aCapitolo Noveb

Le scuderie reali erano situate sul lato est del palazzo, scostate dalla costruzione principale si estendevano per buona parte della cinta muraria più interna. La stalla offriva un comodo riparo per cavalli di ogni razza e colore, Arabi, Bai, cavalli delle Camarq ma tra questi saltava all’occhio un esemplare di cavallo Bisbiniano dal fulgido crine. Cavalli fieri e liberi dal fisico asciutto e solido come si addiceva ad un abitante del nord. Il nord era infatti il luogo di provenienza di questa razza, per secoli avevano vissuto allo stato brado tra le montagne poi i cacciatori ne avevano fatto i loro destrieri instaurando una fratellanza di spirito fra uomo e cavallo. Il Bisbiniano era dunque il cavallo per eccellenza dei cacciatori e l’unico Bisbiniano di corte non era del re ma bensì del capitano delle guardie reali.

Lui se ne prendeva cura personalmente e non permetteva a nessuno di cavalcarlo anche se di fatto il cavallo stesso non l’avrebbe permesso a nessuno che non fosse lui.

Stava ormai scendendo la sera e gli scudieri aveva già messo a riposo tutti gli animali, mancava il cavallo del capitano ma non se ne preoccupavano sapendo che lui stesso avrebbe provveduto a ricoverarlo.

Quando tutti se n’erano ormai andati da un pezzo si sentì cigolare il chiavistello della porta che strisciando sulla terra battuta della stalla si aprì lievemente lasciando entrare una figura incappucciata avvolta in un ampio mantello. Il tale entrò e si sedette come in attesa nello stanzino dove venivano riposte le selle e i barda menti da cerimonia. Poco dopo si sentì nuovamente strisciare la porta e si sentirono i passi di un uomo e gli zoccoli di un cavallo, seguirono rumori metallici e scricchiolio di legno vecchio. Quando il rumore si chetò e si sentirono solo i passi sulla terra il tale che si trovava nello stanzino si mosse e si affacciò alla porta.

“Eric…”

“Che cosa ci fate qui?”

“Lo sapete bene senza che io ve lo dica”

“Ah, ma Voi sapete che tutto ciò è sconveniente per voi e per me”

“Lo era anche la prima volta ma non vi siete tirato indietro”

Eric rimase in silenzio pensoso per pochi attimi poi volgendo la schiena al suo interlocutore riprese a parlare.

“Sapete che sono fidanzato con la principessa fin da quand’ero bambino”

“Non vi chiederei mai di rinunciare al vostro fidanzamento sapete, gradirei solo passare del tempo con voi”

Ancora una volta il capitano tacette poi si voltò e incalzò la persona sospingendola nuovamente nello stanzino.

Era buio e non si vedeva a un palmo, Eric avvicinò la mano all’ampio cappuccio e lo scostò appena scoprendo l’esile collo e alcune ciocche dorate, accorciò le distanze e con un filo di voce sussurrò all’orecchio della donna.

“Iris…”

Poi posò le labbra sull’orecchio e sul viso fino ad arrivare alle labbra di lei.

Le bocche si schiusero e le lingue si intrecciarono in un umida danza.

La mano sinistra si posò sul collo e nel insinuarsi fece scivolare il lembo di stoffa che ricopriva il capo provocando la cascata del soffice manto di capelli della regina.

“Eric...”

La mano candida di lei si posò sul petto tonico saggiandolo con le dita.

Indugiarono un altro poco poi lui si scansò ritraendosi.

“No, non possiamo, non più”

“Perché? Qui non ci troverà nessuno!”

“O vi prego...sapete bene che non è così”

“No non so è non ti capisco”

“Da che la principessa è scomparsa la sorveglianza è aumentata ed io dovrei sorvegliarvi per la vostra incolumità!”

“Sono con te in che modo più potresti sorvegliarmi!”

“ Iris ti prego...”

“ti prego, ti prego non riuscite a fare altro che pregarmi!”

“Ho idea che voi non capiate fino in fondo la gravità di questa cosa...”

“Mi state dando della stupida?”

“Non mi permetterei mai”

La regina stizzita tornò a coprirsi col cappuccio avendo cura di nascondere ogni singolo capello e sistemò il mantello in modo che neanche un minimo lembo del tessuto sottostante potesse essere visto.

“ Ritrovate mia figlia il prima possibile così che possiate sedare i vostri dubbi e tornare da me”

La sovrana imboccò l'uscita e se ne andò facendo meno rumore possibile infine si udì la porta strisciare e poi più niente, Eric rimase li per alcuni lunghi minuti fissando i bardamenti che al buio non poteva distinguere ma che riusciva a figurarsi con la memoria.

“Padre...ho bisogno del vostro aiuto...”



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