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lavoro pubblicato venerdì 5 maggio 2017
ultima lettura giovedì 14 marzo 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Cronache delle terre di Aidrabmol - Capitolo 6

di Chyprill. Letto 192 volte. Dallo scaffale Fantasia

aCapitolo Seib     L’alba stava arrivando sulle lande a sud, la luce fioca dell’aurora già  aveva toccato i germogli freschi degli arbusti disseminati in ordine sparso sulla piana creata dal corso del fiume Onicit. ...

aCapitolo Seib

L’alba stava arrivando sulle lande a sud, la luce fioca dell’aurora già aveva toccato i germogli freschi degli arbusti disseminati in ordine sparso sulla piana creata dal corso del fiume Onicit. Edera seguiva l’ansa del fiume tenendo l’orecchio teso in ascolto e sperando di individuare tracce di passaggio. Lei e il padre giunti ad un punto avevano deciso di separarsi per ottimizzare i tempi della ricerca, lo sterminatore aveva preso la via per l’ovest mentre lei aveva puntato a sud.

Cercava senza sosta ormai da un paio di giorni ma delle tracce della principessa nemmeno l’ombra. L’entusiasmo le stava venendo meno e stare in quelle terre piatte la avviliva al punto che iniziò a desiderare di trovare la ragazza al più presto anche ridotta in pezzi.

Sostò per abbeverarsi sul greto del fiume e chinandosi per attingere acqua vide il suo viso riflesso e si rese conto di non sapere neppure che faccia avesse la persona che stava cercando.

Mentre ancora si stava specchiando la sua immagine venne rotta da della ghiaia che infrantasi generò tanti piccoli cerci concentrici. Si voltò e alle sue spalle riconobbe la figura atletica e massiccia di un cavallo Bisbiniano. Risalì con lo sguardo dagli zoccoli al muso e fu allora che vide anche il cavaliere. Un uomo di una certa imponenza sul cui viso contrastavano una barba ben curata con dei bruni capelli scompigliati.

Portava pantaloni di cuoio neri, stivali robusti e una maglia di cotone bianco grezzo che lasciava intravedere il petto tonico e scolpito.

“Buongiorno”

“Buongiorno a voi messere”

L’uomo smontò da cavallo con un mirabile gesto atletico, riassestò la sella e passò a mo di carezza la mano sulla criniera dell’animale che gli rispose con un placido nitrito.

“Cosa ci fa una giovane fanciulla come voi a quest’ora della mattina in aperta campagna?”

“Vado in visita da parenti lontani quindi sono partita di buon ora e comunque non è affare che vi riguardi”

“Se ve l’ho chiesto è solo perché mi preoccupavo della vostra incolumità ma perdonate se sono stato inopportuno”

“Vi perdono, ma anch’io potrei chiedere a voi cosa fate nei boschi prima dell’alba”

“Avete ragione, ebbene portavo il mio cavallo a sgranchirsi le gambe prima di entrare in servizio”

“In servizio? Siete dunque un soldato?

“Si, capite dunque perché il mio primo pensiero sia stato per la sicurezza della vostra persona”

Edera si trovava ancora inginocchiata sulla rena, il soldato indugiò pochi attimi poi allentò la cintola dei calzoni e si sfilò la maglia adagiandola in groppa al Bisbiniano. Lei non distolse lo sguardo neanche per un attimo, senza pudore alcuno fissò i muscoli marmorei dell’uomo fin tanto che le fu possibile. Lui si chinò a sua volta e posando un ginocchio a terra e reggendosi sull’altro con due grandi bracciate si gettò acqua sul viso e sul corpo.

L’acqua caduta sul mento irsuto lentamente sgocciolò lungo il collo e percorse la linea che portava alla clavicola unendosi con il resto delle gocce fresche che inumidivano il petto e l’addome.

“Qualcosa vi incuriosisce?”

Chiese lui sentendosi osservato.

“Constatavo che voi militari dobbiate, presumibilmente, esercitarvi molto e condurre una vita alquanto spartana”

“Non so quanto per voi sia molto ma vi assicuro che il mio allenamento è poco più di una giornata qualsiasi su a nord”

Dicendo ciò si rivolse a lei con lo sguardo e le sorrise maliziosamente.

Edera intuì che quel tale aveva capito sin da subito che la storia dei parenti era pura fantasia e che anzi si era preso beffa di lei nominandole persino il suo luogo di partenza.

“Se lo credete allora andate a nord a verificare con i vostri occhi!”

Uno sguardo fiammeggiante apparve sul viso della ragazza e il soldato scoppiò in una bonaria risata.

“Perdonatemi non volevo offendervi volevo in verità vedere se riuscivo a farvi arrossire”

“Dovreste impegnarmi in un attività che mi procuri un grande sforzo per vedere il mio viso rosso!”

Lui rimase in silenzio con le labbra socchiuse poi senza scomporsi poggiò in terra anche il secondo ginocchio e roteò verso Edera sbilanciandosi in avanti lievemente.

“E pensate che potremmo adoperarci per renderlo possibile?”

“Dopo che mi avete offesa senza ritegno?”

“Saprò farmi perdonare”

Detto ciò le afferrò i polsi e la sollevò poi lasciata la presa tirò i lacci che tenevano chiuso il corpetto di pelle, uno ad uno fino ad aprirlo e raccoglierlo col palmo. Adagiato a terra l’indumento passò all’ampia casacca sotto cui lei non portava nulla.

“Ora ci troviamo nella medesima condizione”

“Invece di dar aria alla bocca potreste impiegarla per attività più piacevoli”

“Sarà fatto”

L’uomo si inginocchiò ai piedi di lei allentò le cinture della gonna e la lasciò cadere sui lunghi calzari intrecciati di lei.

Affondò le dite nelle natiche e con la punta della lingua umida tracciò una linea sul pube ricoperto da un sottile strato di cotone. Senza staccarsi le prese le mani e la invitò a scendere.

Edera l’osservò mentre leccava da sotto il bordo delle mutande le sue parti intime e quando si sentì tirare mollemente si scostò e andò a sdraiarsi lì a fianco. Si liberò dell’ultimo indumento e rimasta con solo i sandali di cuoio stesa supina piego le ginocchia e aprì le gambe mostrandosi a lui.

“Se volete favorire…”

“Con piacere”

Allora lui riprese la sua esplorazione potendo ora immergere l’intero viso tra le gambe.

Esaminò con cura certosina la vulva della ragazza poi giunse al clitoride che prima punzecchiò con la lingua e poi succhiò avidamente con le labbra.

Edera sussultò al gesto lasciandosi andare a versi lascivi.

“E’ sufficientemente piacevole per voi?”

“Oh! Per Dio! Tacete e non vi fermate!”

Lui ridacchiò e riprese da dove aveva interrotto. Continuò a dimostrare le sue capacità oratorie e finalmente vide le gote di lei farsi rosse e il corpo spasimare accaldato. Lasciò il basso ventre e risalì il corpo leccandolo e mordicchiandolo fin tanto che ancora era in preda all’eccitazione.

“Siete soddisfatta madamigella?”

“Potrei darvi una sufficienza, sì”

“Ah solo una sufficienza? Allora dovrò mostrarvi altro se permettete”

“E cosa, di grazia, volete che vi permetta di mostrarmi?”

“Se permettete e dico se, desidererei penetrarvi con la mia verga”

“E sia, ve lo permetto ma fate in fretta prima che cambi idea!”

Il soldato le sorrise si alzò finì di slacciare i calzoni di cuoio e se li sfilò virilmente. Sotto non indossava altro e il suo membro turgido e duro si mostrò in tutto il suo vigore.

Edera lo fissava ancora più indiscretamente della prima volta, puntando lo sguardo sulla grande asta con la bocca dischiusa e umida.

Lui guardandola compiaciuto e sorridente le si inginocchiò nuovamente ai piedi.

“E’ un vero piacere vedere quanto siano inopportuni i vostri sguardi”

“E’ perché ci state mettendo troppo tempo, cosa state aspettando?”

“Perché non venite a vedere da vicino”

Lei allora si tirò su a sedere e strisciò a carponi da lui.

“E dunque cosa dovrei vedere?”

“Ora ve lo mostro, venite più vicina”

Detto ciò la prese per la vita e se la portò in grembo.

“Sapete cavalcare?”

“Naturalmente”

“Bene, allora cavalcatemi come fareste con un Bisbiniano!”

Edera strinse il pene bollente e vi s’impalò infilandoselo dentro di lei fino all’ultimo centimetro poi si sistemò ed iniziò a muoversi come se andasse al galoppo. Si inarcò all’indietro mentre lui la sosteneva con una mano sulla schiena e una sul sedere. Si piegò al punto da stare per cadere ma l’uomo prontamente attutì la caduta facendola adagiare, le prese le caviglie e se mise sulle spalle e continuò a spingere a fondo.

“Ahhh, non fermarti!”

Il sole era ormai salito e tutta la scena si era svolta col bene placido del cavallo che era rimasto tutto il tempo li a fianco ad osservare.

“Ohh, sii!”

“Ahhh!”

I due, stanchi e sudati, rallentarono sino a fermarsi e si staccarono.

Si ricomposero, rivestendosi ognuno per se senza proferire parola.

“Dunque è ora che io vada, il servizio mi attende”

“Andate, nemmeno io ho tutto questo tempo, dovrò affrettare il passo”

“volete che vi accompagni per un tratto a cavallo?”

“No, non sono tipo da farsi portare a cavallo da un uomo!”

“Non mi è difficile crederlo!”

Il soldato assestò con dei piccoli colpi la sella e poi vi montò su rapidamente, Edera intanto raccolse il suo bagaglio che si componeva solo di una bisaccia a tracolla e di una balestra e la sua faretra.

Il Bisbiniano iniziò a scalpitare e il suo cavaliere dovette imporsi su di lui trattenendolo.

“Come vedere il mio cavallo è impaziente di andare perciò credo che mi congederò da voi madamigella”

“Potete andare, ve l’ho già detto”

“Potrei sapere almeno il vostro nome? Nel caso in cui venissi a trovarvi a nord saprei chi cercare”

“Tsk! Il mio nome è Edera, venite pure quando volete ma io non sarò certo li ad aspettarvi!”

Gli voltò le spalle e si avviò senza neanche chiedere a sua volta quale fosse il nome dell’uomo con cui aveva giaciuto, non voleva saperlo perché in cuor suo sapeva che non l’avrebbe rivisto mai più.



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