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lavoro pubblicato mercoledì 3 maggio 2017
ultima lettura lunedì 6 aprile 2020

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Stupro

di Ilarina. Letto 1570 volte. Dallo scaffale Eros

Sto tornando a casa. Lo so è molto tardi, ma la serata è stata piacevole. E poi Marco mi piace. Tanto. Chissà cosa pensa lui di me. Penso, così, fra me e me. Forse canticchio. Un colpo violento, preciso, spezza... Cercami: @ilaria[underscore]ics

Sto tornando a casa. Lo so è molto tardi, ma la serata è stata piacevole. E poi Marco mi piace. Tanto. Chissà cosa pensa lui di me.
Penso, così, fra me e me. Forse canticchio.
Un colpo violento, preciso, spezza ogni pensiero. Sento esplodere la tempia destra. Cado per terra. Forse perdo sangue. Non sono sicura. La testa mi duole, dovunque.
Un calcio nel ventre. Fortissimo.
Non respiro.
Forse muoio.
-Brutta troia. Stai ferma ora, d'accordo?-. Ho davanti due uomini. Alti. Uno forse è biondo. Mi alza da terra per un braccio, mi sbatte con forza addossa ad un'auto.
Non c'è nessuno, oltre loro.
Io sono la vittima di stasera.
Sento i loro aliti che puzzano di alcolico. Non riesco neppure a parlare.
-Togliti quei calzoni, stronza-. Io non riesco a muovermi. Neppure capisco. Un altro ceffone. Quasi rotolo sull'auto.
Mi spogliano loro. Mi strappano via di netto il maglione, mi sfilano i jeans.
Provo a divincolarmi.
Quello più grosso, ora vedo che ha la barba, mi tiene bloccate le braccia ed il collo. Non muovo un muscolo.
L'altro mi prende per i capelli. Mi fa rotolare per terra.
In ginocchio, ho davanti il suo pene, già eretto. Con un colpo alla nuca mi penetra in bocca. Non è un pompino che vuole. Io sono brava, so quanta dolcezza è necessaria. A lui non interessa. Il biondo mi sta già scopando. La mia bocca, ora, è la sua vagina.
Poi tocca anche all'altro. E' più peloso e più sporco. Sento un misto di sperma e urina. Vorrei vomitare. Ma ho paura di essere uccisa.
Pompano a turno. Quasi con cattiveria.
Ridono, Mi offendono. Grugniscono. Ansimano. Poi mi alzano in piedi.
Barcollo.
Faccio un passo.
- Dove pensi di andare? Ma guarda che grande puttana! -. Mi assestano un calcio. Sento l'osso della gamba destra ormai rotto. Di peso mi adagiano su un cofano. Non ho più le mie mutandine. Scattano foto alla mia nudità, ci versano birra, la bevono leccandomi, immergono nel mio corpo una due tre dita. Vogliono sentire le mie urla. E io urlo. Urlo. Urlo. E' un dolore fortissimo.
Sento ancora risate. Passa un minuto o un'ora. Non esiste più il tempo.
Finalmente mi penetrano.
Ma sono dentro un corpo morto. Hanno peni piccoli. L'ho visto prima. Li ho accolti per intero nella mia bocca. Ora, dopo che mi hanno brutalizzata, che ho subito le dite, le bottiglie di birra, la loro cieca violenza, non sento più nulla. Li lascio fare. Sogno per conto mio. Sogno Marco. Sogno il cazzo di Marco che finalmente mi prende. Sogno il suo corpo profumato che mi bacia. L'alito osceno dei due violenti non mi arriva più.
Chiudo gli occhi. Forse sorrido. Troppo.
Un tremendo cazzotto quasi mi apre il cranio.
-Ridi maiala? Ridi???-.
E' di nuovo il più grosso. E' più cattivo, per giunta. Mi gira di scatto, con un colpo alla nuca mi piega. Quasi mi schiaccia la testa sul cofano. Con una mano mi apre le natiche. Sento il suo pene durissimo entrarmi dentro, quasi dividere le mie viscere. E si muove. Con violenza. Perdo sangue. Piano e chiedo pietà. E lui continua, più forte. Sempre più forte. Sono ormai piena di lui.
Il dolore, d'un tratto, scompare. Riprendo fiato. Uno stupratore mi sta sodomizzando, ma il male è passato. Ripenso a Marco. Con lui farei una cosa del genere? Penso, e mi scopro piena di vergogna a muovere il pube. Mi inizia a piacere. Vado avanti ed indietro, ritmicamente, le grandi labbra si allargano, i miei succhi mi irrorano, il clitoride gonfia. Mi accarezzo con la mano sinistra. La spalla destra devo averla slogata.
Mi accarezzo come fosse Marco ad accarezzarmi. Quasi mi arrabbio quando i due si alternano. Prima il moro, poi il biondino. Poi ancora il moro. Lui è il capo. Mi viene dentro e io vengo con lui.
Ora sa che è finita.
Un'altra manata me lo assicura. Resto stesa sull'asfalto. Sono anch'io strada, ormai. Chiudo gli occhi.


Commenti

pubblicato il giovedì 4 maggio 2017
Ilarina, ha scritto: Ciao, mi farebbe piacere ricevere vostri commenti qui o su Twitter. Un bacio!

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