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lavoro pubblicato sabato 29 aprile 2017
ultima lettura giovedì 12 dicembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

VALENTINE (Capitolo 12: La cavia)

di Alexinfaa. Letto 416 volte. Dallo scaffale Fantasia

Prima o poi il volere di Ares si sarebbe mostrato e non si fece tanto attendere, in quella macabra stanza oscura, dove la morte aveva fatto visita. Lancie era a terra, al centro della stanza, poco distante da tutti coloro che l'avevano ritenuto loro se.....

Prima o poi il volere di Ares si sarebbe mostrato e non si fece tanto attendere, in quella macabra stanza oscura, dove la morte aveva fatto visita.

Lancie era a terra, al centro della stanza, poco distante da tutti coloro che l'avevano ritenuto loro servitore, almeno fin a quella sera.

Gridando mi disse "MA CHI CAZZO TI CREDI D'ESSERE, PENSI DI FARMI PAURA? FORSE NON SAI CHI SONO IO!!" con quella sua risata arrogante.

Stavo per fiondarmsi contro di lui, per prenderlo dai capelli e portarmelo in un posto più tranquillo ma nonostante tutto, dentro di me, volevo evitare di lavorarmelo davanti a tutti, rischiando di traumatizzare irreversibilmente quella parte di pubblico che era rimasta li a terra, quella plebe che forse pensava fossi il loro salvatore.

Ma la volontà di Ares si mostro immediatamente, muovendo quel suo uccellaccio su quella lavagna, dove vi era quel maledettissimo cuore che avevo tempo fa disegnato; quasi me n'ero dimenticato di quel cuore e da un lato me ne pentì amaramente di averlo disegnato.

Per quale motivo avrei dovuto dimostrare che non ero un mostro, che motivo avevo per mostrarle cosa avevo dentro, cosa provavo per lei, tanto, era tutto inutile, io ero e sono solo un mostro.

Con quel suo verso simile a un corvo, quell'uccello, gracchio così forte d'attirare l'attenzione di tutti quanti, mentre si muoveva sopra quella lavagna, picchiando con il suo becco, quel maledetto disegno.

Un lampo e un tuono mi fecero subito capire che Ares teneva pronti i suoi spilli, pronti per conficcarli in quella bambola vudù con su scritto il mio nome.

Voleva che portassi a termine il suo stramaledetto piano.

Mi avvicinai a quel foglio e capii subito che quelle lettere, quella soluzione, non vi era arrivata lei; troppo complesso capire la mente contorta di un mostro.

Lancie mi rise in faccia gridando "SEI QUI PER LA TUA ‘V'? MAGARI E' UNA DI LORO?".
Mi bastò guardar più intensamente quel disegno per fargli prendere fuoco, un fuoco che si propagò su tutta la lavagna e su tutto ciò che vi era vicino. Quel mio gesto, la mia assurda speranza che il fuoco potesse cancellare, cancellare i pensieri di coloro che avevano capito cosa quel disegno significasse; cancellare o dimenticare, si, come quando io persi la memoria, quando mi bruciarono vivo.

Mi allontanai quasi subito da quel fuoco che mi bruciava fuori e mi bruciava dentro; vidi un oggetto sul mobile e lo presi per guardarlo, per distrarre in qualche modo la mente da quegli orrendi pensieri che mi ossessionavano, poi mi calmai e riposai quell'oggetto.

Lancie mi grido "MA CHE CAZZO FAI? MA CHI CAZZO SEI? PARLA! PARLA!!" a quel punto lo guardai dritto agli occhi e la luce di quell'incendio illuminò il mio viso che nonostante avesse quei colori bianco e nero, era il mio vero viso e non quello di quel mostro di Ares.

Lui mi guardò dritto agli occhi e io vidi dentro di lui emergere i suoi ricordi "Benvenuto su Valentine!....Hai da accendere?". Sorrise per quei ricordi, si mise la mano al petto e prese in mano la mia collana che portava ancora al collo, esultò "Aspetta, ma, io ti ho già visto!! Si, ti conosco!!" mentre tutti gli altri lo guardavano increduli, e aggiunse sempre sorridendo "tu sei il terrestre che abbiamo rapito sulla terra" ma il suo sorriso si spense alle parole "noi ti avevamo bruciato vivo!!".

A quel punto si accese il mio di sorriso.

Ora sapeva chi fossi e come lui, avevano capito anche gli altri, gli altri che ancora credevano che io non sapessi ciò che in verità facevo solo finta di non sapere.

Continuò a parlare, quasi contento "Allora avevo ragione! Ares non ha cambiato i suoi piani! Governeremo insieme Valentine!" ma dal mio sguardo capì subito che la mia volontà era un'altra, e i suoi occhi si persero nello sguardo della morte.

Mi avvicinai a lui, con una rabbia infinita dentro di me e gli strappai la collana che portava al collo, per poi indossarmela.

Il mostro dentro di me aveva smesso di torturarmi, era un suo segno, il suo suggerimento, spingendomi nel farmi rendere conto, farmi capire cosa effettivamente era giusto fare, perché era sbagliato ciò che stavo per fare.

Non doveva essere lui la mia cavia e io mi ostinavo ancora a far finta di non saperlo o averlo dimenticato.

Fu proprio Lancie a ricordarmelo, mentre negli occhi guardava la Principessa Saintvale, con quelle sue parole "Dovresti esserci tu al mio posto!".

Ed ecco lo spillo infuocato che Ares conficcò dentro quella bambola, dentro il mio cuore, rimostrandomi nella mente una scena di un passato che non riguardava il mio passato, ma il passato di Lancie.

La scena di una verità troppo cruda, una scena che avevo sempre cercato di cancellare, di nascondere da quando Ares me la fece vivere; una scena che in quel momento non la seppi trattenere dentro la mia testa, perché continuavo a respingerla, e la dovetti condividere nella mente di coloro che in quel momento erano li, vicino a me.

La scena in cui, tempo addietro, Lancie inginocchiato a cospetto della principessa Saintvale, gli chiese "Principessa Saintvale, abbiamo preso il terrestre, che ne facciamo?" e la sua risposta "Bruciatelo vivo!!! Come si fa con le streghe ahahhahahah".

A quella scena mi misi le mani in testa, me la sentivo come se stesse per scoppiare perché quel mostro dentro di me ricominciò a mordermi le membra più di prima mentre Ares girava e rigirava nel mio cuore quel maledetto spillo infuocato.

Presi Lancie dalle gambe e mi alzai di scatto.

Tremavo, tremavo come un bambino, per la prima volta, da quando mi ero risvegliato da quel rogo dove avrei preferito morire e non essere più rinato.
Non tremavo per rabbia, tremavo per paura.

Si, per paura, la paura per quei poteri, la paura per quel mostro che dentro di me mi spingeva a ucciderla, per quel mostro che mi distruggeva la mente e mi spingeva in ogni modo a fare ciò che non avrei mai voluto fare, ucciderla.

Si!! Martoriava la mia mente ma non il mio cuore che, anche se sanguinante per quello spillo infuocato che Ares gli rigirava dentro, continuava a pulsare per lei

Girai lo sguardo e vidi Shelly, era accanto a lei. Quella tigre, immobile mi guardava dritto negli occhi, sembrava che capisse tutto, come se potesse leggere in me e vedere ciò che stessi provando in quel momento.

Quella tigre reale abbassò la testa come se volesse dimostrarmi la sua inferiorità, dimostrare il suo sostegno per quello sforzo sovraumano che in quel momento cercavo di fare.

Feci un respiro e apri il mio ultimo varco nel buio, quell'oscuro varco che mi permise di sparire insieme a Lancie.

Sparire lontano da quella che doveva essere la mia vera cavia.



Commenti

pubblicato il sabato 29 aprile 2017
Alexinfaa, ha scritto: Magari avrò sbagliato qualche verbo o qualcos'altro, magari per qualcuno non è il massimo come racconto ma quando leggo ciò che ho scritto, mi meraviglio di me stesso. Metti in loop e leggi: https://www.youtube.com/watch?v=HY1kQnMVRZw
pubblicato il sabato 29 aprile 2017
JaredMarcas, ha scritto: Stesso pensiero che ho io! Voglio iniziare a leggere la tua storia dall'inizio, spero di iniziare già da stasera!
pubblicato il sabato 29 aprile 2017
JaredMarcas, ha scritto: Stesso pensiero che ho io! Voglio iniziare a leggere la tua storia dall'inizio, spero di iniziare già da stasera!
pubblicato il sabato 29 aprile 2017
Alexinfaa, ha scritto: Ti avviso che non sono bravo come voi nel raccontare le storie, sono ancora alle prime armi
pubblicato il sabato 29 aprile 2017
JaredMarcas, ha scritto: Tranquillo, anche io ho iniziato da poco!
pubblicato il sabato 29 aprile 2017
Alexinfaa, ha scritto: Spero che non hai letto già questo capitolo altrimenti ti sei rovinato già il finale della storia.

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