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lavoro pubblicato giovedì 27 aprile 2017
ultima lettura martedì 9 luglio 2019

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VALENTINE (Capitolo 10: L’amore)

di Alexinfaa. Letto 249 volte. Dallo scaffale Fantasia

Iniziò a piovere e mentre in lontananza si udiva il rumore dei tuoni, nel palazzo del Re proseguivano i discorsi su di Ale ed Ares che in quel momento erano entrambi sul Scelly. Nessuno riusciva a capire come mai quel loro imperatore non fosse g............

Iniziò a piovere e mentre in lontananza si udiva il rumore dei tuoni, nel palazzo del Re proseguivano i discorsi su di Ale e Ares che in quel momento, erano sul Scelly. Nessuno riusciva a capire come mai quel loro imperatore non fosse già lì per governare Valentine. Il progetto di Ares era chiaro a tutti ormai, Ale doveva governare l'universo insieme a lui, insieme ad Ares, ma lo strano comportamento di questo strano ragazzo, di cui nessuno sapeva la provenienza, non faceva altro che animare forti discussioni fra loro.

"Ares doveva entrare in me!! E non in quel deficiente!!" gridò Lancie, mentre si muoveva come un forsennato avanti e indietro, davanti quella cartina con disegnati quelle lettere e quel cuore. Poi aggiunse "Non crederò mai che Ares abbia cambiato qualcosa del suo progetto, lo sarei venuto a sapere!".

A questa affermazione Locky cominciò a capire e più pensava e più capiva il perché Ares stesse ancora sul quel pianeta; seduto al tavolo si rivolse a Lancie "Ares è il Dio della guerra intesa come sete di sangue, non c'e' amore in lui e non poteva prevedere l'amore!"
"Ma che diavolo stai dicendo Locky? Amore? Qui si intende la volontà di conquistare Valentine e non di amore!" ribatté ad alta voce Lancie.
"Ne sei così tanto sicuro? Allora perché non è qui? Perché solo ora si vede con Ares? E soprattutto perché non li ha uccisi tutti?"gli chiese Locky. A quelle parole tutti in quella stanza rimasero in silenzio, incuriositi da quel suo strano comportamento dato che Locky era sempre stata ritenuta una persona molto calma.

"Non capisco perché ora ti stai innervosendo così tanto!" rispose Lancie.
"Non lo hai ancora capito? ‘A' cuore ‘V' non significa Ale ama Valentine, ‘A' cuore ‘V' significa che Ale si è innamorato di qualcuno che ha il nome che inizia con la ‘V'!! E LO SAI BENISSIMO CHE ARES NON PUO' ENTRARE IN UN CORPO CHE HA CONOSCIUTO L'AMORE!!".

Quelle parole crearono un agghiacciante silenzio; mai nessuno aveva osato opporsi alle volontà di Ares o per meglio dire, era risaputo che tutti coloro che avessero provato a opporsi a lui, avrebbero passato le pene dell'inferno.

A quelle sue parole, la Regina e Christine volsero lo sguardo immediatamente verso Saintvale, o come la chiamava lui, Vale, la quale impietrita aveva ascoltato il ragionamento di Locky.

Lancie rimase inizialmente sbalordito, poi si rivolse a Locky e disse "Mi stai dicendo che questo Ale, appare qui dal nulla e in pochi giorni si innamora di una puttana di queste parti? magari questa non gliela da e lo manda a quel paese? e lui preferisce perdere i poteri per AMORE invece di diventare l'imperatore dell'universo?".

A quelle domande, il principe Ratot rise ad alta voce, ottenendo solo il più totale senso di disgusto da quella che sarebbe divenuta sua moglie.

Beruk gli rispose "Puoi fare una cosa, comincia a uccidere tutte le donne di Valentine che hanno il nome che inizia con la ‘V'; fino alla fine la troverai quella puttana e sicuramente ti potrà dire come mai è sparito per tutto questo tempo!".

Choros, che era in contatto telepatico con Velos, esultò gridano "HAI RAGIONE LOCKY! Ares ha abbandonato Scelly!! E Velom non percepisce più i poteri di Ale!! ARES GLI HA TOLTO I POTERI!!".

Uno aggiunse "Magari l'ha pure ucciso a quell'idiota!" e rivolgendosi a Lancie esclamò "Ora insieme a Velom sarai tu il nuovo imperatore!!".
Tutti esultarono e gridarono di gioia per la notizia. Grazie a Velom ora Lancie poteva divenire l'imperatore di Valentine dato che Velom era il mostro a cui Ares aveva trasferito parte della sua energia facendolo divenire il mostruoso difensore di Lancie.

Locky, puntando l'arma contro il principe Ratot che, per ascoltar meglio le loro conversazioni si era avvicinato al centro della stanza, esclamò "E di questi ora che ce ne facciamo?".

Rispose Lancie con una risata "Uccidili tutti!".

Allo stesso tempo Choros, dal ridere di gioia dell'accaduto cominciò improvvisamente a tossire fortemente, tanto d'attirare l'attenzione di tutti. Con le mani al collo e chinandosi come se qualcuno lo stesse strangolando; dopo ripetuti coniati di vomito, inizio a vomitare, tutto ciò che poteva.

"Sei uno schifoso ubriacone!!" gli esclamò Locky ridendo a squarciagola; poco dopo un fulmine improvviso illuminò la stanza come se il sole per un attimo fosse comparso in piena notte. Un tuono assordante fece vibrare i vetri con un suono che dava l'idea che il pianeta si stesse per spaccare in due.

Mentre nel sottofondo si sentiva il respiro affaticato di Choros, come se soffocato, Locky con voce tremolante disse "Ma quella tigre non era morta?" indicando Shelly che davanti gli occhi increduli di tutti, d'improvviso attraversò la stanza dirigendosi verso l'ingresso di quella enorme stanza.

Si udì un'altro tuono contemporaneamente a un forte lampo e con un forte gracchiare comparì sul tavolo il mostruoso volatile di Ares. Gridò qualcuno "Ma quello è l'uccello di Ares!!" indicando quello strano animale.

Rispose Locky "E' impossibile che sia lui!! Ares se ne andato via!"

Choros quasi in ginocchio e tremante indicò con il dito qualcuno all'ingresso della stanza, vicino quella gigantesca porta d'ingresso.

Nel buio si intravide un qualcuno, non era ne Ale ne Ares ma qualcuno vestito in nero con una faccia bianca e gli occhi scuri contornati di nero che sorridendo, accarezzava Shelly mentre la guardava; Choros con voce tremante gridò "SCAPPATE!" poi si girò e cominciò a correre lontano da quell'ombra.

"E tu chi cazzo sei?" con voce impaurita disse Locky; quel qualcuno distolse lo sguardo su Shelly e guardò Locky negli occhi con uno strano sorriso, con quelle labbra viola scuro e con quei capelli lunghi e neri che gli scendevano sulle spalle.
A quello sguardo Locky gli mancò quasi il respiro e impressionato indietreggio velocemente da lui.

Quell'essere poi volse lo sguardo in fondo la stanza, dove vi era Lancie, colui che l'aveva ucciso.



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