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lavoro pubblicato giovedì 27 aprile 2017
ultima lettura mercoledì 20 marzo 2019

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Cronache delle terre di Aidrabmol - Capitolo 2

di Chyprill. Letto 211 volte. Dallo scaffale Fantasia

aCapitolo Dueb     Lo sterminatore era di ritorno dalla caccia quotidiana, quel giorno si era spinto un po’ più a sud delle sue solite rotte, l’alba iniziava a chiareggiare, in lontananza verso le sponde del torrente&nbs...

aCapitolo Dueb

Lo sterminatore era di ritorno dalla caccia quotidiana, quel giorno si era spinto un po’ più a sud delle sue solite rotte, l’alba iniziava a chiareggiare, in lontananza verso le sponde del torrente Orbmal si sentiva schiamazzo di uccelli la cosa lo incuriosì e lo spinse a raggiungerne le acque. Nascose la cacciagione nel cavo di un albero mascherandone l’odore con erbe a lui note e con passo felpato si fece largo fra i cespugli.

“Perlustrate tutta la zona!”

“Si signore!”

Un drappello di uomini si mosse in ordine sparso intorno all’uomo accanto al fiero cavallo Bisbiniano, calzari alti decorati, drappo blu notte appoggiato sulle spalle e sul petto all’altezza del cuore il vessillo reale. Non v’era dubbio che si trattasse di un’alta carica delle guardie reali.

Lo sterminatore lo osservò intensamente squadrandolo da testa a piedi, lo fissò a lungo indugiando sulla mano sinistra che l’ufficiale teneva sull’elsa della spada.

Il cavallo nitrii e scalciò un poco scocciato, il manto rossastro alla luce del sole mandava riflessi cangianti.

“Siete Voi là, dietro alle fronde?”

Lo sterminatore si affacciò e incrociò il suo sguardo col giovane uomo dalla parte opposta del fiume.

“E’ molto che non ci vediamo…”

“Non c’era motivo per cui ci vedessimo”

“Come sta Vostra figlia?”

“Cresce bene e la vostra principessa?”

“In vero…non potrei parlarne”

“Non potreste neanche con me?”

“No p…”

La frase fu interrotta dal ritorno di uno dei soldati che con aria trafelata portava tra le mani un fagotto.

“Signore, il mantello reale di Sua Altezza…!”

L’uomo senza scomporsi prese in mano il pezzo di stoffa e lo analizzò attentamente. Dall’altra riva il cacciatore aspettava in religioso silenzio.

“Non è strappato e sembra sporcato di fango ad arte, deve averlo tolto di proposito per sviarci, richiama gli altri dobbiamo ricominciare da capo e seguire un'altra traccia”.

Il soldato fece segno di ubbidienza chinando il capo e corse di nuovo da dove era venuto.

“Ti sei perso la principessa?”

“Non l’ho persa. E’ fuggita durante una gita in campagna con le sue dame”.

“E lasciate che una principessa vaghi da sola per le campagne?”.

“Era entro i confini dei giardini reali, l’intero perimetro era presidiato dai miei uomini”.

“Però ve la siete persa!”

Lo sterminatore rispose sarcastico ma il capitano non si scompose. Scostò il mantello e afferrò le briglie del cavallo, infilò il piede nella staffa e saltò in sella.

“Vuoi che te la cerchi io?”

“Impossibile”

“E’ il mio lavoro “cacciare”“

“E’ una ragazza buon Dio non una cerva!”

“Sempre di femmine si tratta, chiederò a Edera di aiutarmi, dalla distanza, s’intende”.

“Quindi è così che si chiama Vostra figlia…Edera”.

“Sì, potrai conoscerla un giorno se avrai voglia di spingerti fino a nord”.

“Forse dovrò farlo molto prima di quanto pensi..”.

Dall’alto del cavallo lanciò un’ultima lunga occhiata all’uomo, lasciò vibrare un sospiro tra le labbra e senza più voltarsi indietro spinse il Bisbiniano al galoppo nel fitto del bosco.



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