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lavoro pubblicato mercoledì 26 aprile 2017
ultima lettura sabato 15 giugno 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Hyrio

di Sangotonia. Letto 296 volte. Dallo scaffale Fantasia

Hyrio SangoChan79CAPITOLO 1 Key schizzò in piedi, era riuscito a riposare si o no per venti minuti, ma ormai dormire pi...






Hyrio



SangoChan79


CAPITOLO 1


Key schizzò in piedi, era riuscito a riposare si o no per venti minuti, ma ormai dormire piu' di così era diventato impossibile.
Corev era un piccolo villaggio che sorgeva nell'arcipelago Laida. Una terra verde e rigogliosa, circondata da piante di vario tipo e abitata da animali strani e curiosi,di ogni specie esistente. Esattamente nell'isola centrale c'era un enorme lago, il lago Doragon, chiamato così per il serpentino corso dell'omonimo fiume che vi sfociava dentro, prendendo appunto la forma di un drago. Corev era verso Nord, sulla quinta, per grandezza, delle sette isole che formavano Laida. Le case, non troppo grandi, erano adatte ad ospitare solo una famiglia, e nemmeno tanto numerosa, le tipiche case-capanna dei villaggi antichi, solo che erano molto solide essendo fatte di mattoni, ne venivano erte di nuove ogni giorno. Qui e là c'erano fattorie e pozzi dove prendere l'acqua, anche se nei periodi più' duri bisognava andare al fiume. Proseguendo verso Est si poteva ammirare il bellissimo panorama dalla scogliera, mentre seguendo le stradine si arrivava ad un enorme torre di pietra, dalla quale partiva la cinta di mura che proteggeva dagli assalti il villaggio e nella quale alloggiava Yapo, il piu' coraggioso dei Re del continente; ad ogni corridoio c'erano delle guardie armate e per entrare nella stanza principale occorreva un permesso speciale. Era un gran bel luogo dove vivere. L'unico problema erano gli Hyrio: creature lunghe tre metri e alte quattro, molto simili alle fenici per alcuni aspetti. Dotati di artigli affilati e ali potenti, erano veloci, pericolosi e abili cacciatori; quegli animali si nutrivano di energia vitale, uomini e bestie dovevano prestare attenzione al loro morso, il quale poteva ucciderli al minimo tocco,anche se raramente rischiavano di essere mangiati.
Stavano attaccando di nuovo, tre volte in una settimana stavano diventando troppe, ma Key era lì per quello. La sua fama di acchiappa-draghi lo aveva reso noto su tutto l'arcipelago e ora stava cominciando a prendere la mano anche con quelle misteriose creature. Era un ragazzo alto, magro, con capelli castani e occhi verde smeraldo. Adorava combattere, nonostante però avesse il cuore tenero, infatti non aveva mai ucciso nessuno, ne umani ne animali, non avrebbe mai avuto il coraggio di farlo, nemmeno alla più' feroce delle creature, quindi lasciava il compito agli altri, lui si limitava a catturare gli animali.
Corse veloce verso il deposito, dove c'erano tutte le armi ... ma proprio tutte! Ogni tipo di strumento da combattimento esistente lo si poteva trovare lì, ma lui avrebbe scelto sempre e solo la sua amata spada, Shard, regalatagli da suo nonno, prima che questi morisse.
La afferrò e uscì fuori, le urla della gente rimbombavano nell'aria, bisognava fare qualcosa
bisbigliò prima di lanciarsi davanti ad un bambino che stava per essere ucciso da un Corvo Ombrato
urlò puntando l'arma contro la creatura, la quale tentò di colpirlo con la coda e in seguito di prenderlo a morsi. Ma Key era veloce decisamente piú di lui e in poco tempo gli bloccò ali e becco con delle bolas.
non riuscì a terminare la frase che si trovò dietro un grosso Hyrio pronto alla battaglia (o alla cena), il ragazzo fu colpito dall'ala ma non si diede per vinto, sfruttando un albero gli si lanciò contro ferendolo con la spada, poco prima che un gruppo di uomini arrivasse in suo soccorso.
Finalmente dopo ore di urla e caos era finito tutto, o almeno così pensava.
si complimentò Cloud, uno dei guerrieri piu' forti del villaggio, dandogli una pacca sulla spalla
In quel momento una bambina passò mano nella mano con sua madre
Key sentendo quelle parole decise di controllare, non si poteva mai sapere dopotutto.
Come da norma era pieno di guardie. Persino lui fu sottoposto ad una perquisizione prima di potersi avvicinare, spiegò la situazione ai due uomini all'entrata i quali gli diedero il permesso di controllare la zona.
Dovevano essere all'incirca le dieci. In cielo non c'era nemmeno una nuvola,il bagliore della luna veniva interrotto a tratti da stormi di uccelli che volavano allegramente uno dietro l'altro, il loro verso non era l'unico suono a spezzare il silenzio, c'erano anche i ruggiti, il batter d'ali, i ringhi e soprattutto il suono dei denti che cercavano di tagliare le sbarre, nonostante però essi fossero abbastanza distanti dal castello. Chiunque sarebbe rabbrividito nel passare di là.
La situazione sembrava tranquilla, così decise di tornarsene a casa, probabilmente la bambina si era sbagliata oppure aveva avuto voglia di scherzare.


CAPITOLO 2


Il sole era sorto da poco, dovevano essere più o meno le 6:00. Non si sentiva una mosca volare, c'era un silenzio tombale, si poteva udire solo il fruscio delle foglie mosse dal vento, le foglie dell'Albero Sacro.
Si trattava di una gigantesca quercia che sorgeva ad un paio di chilometri da Corev: era alto nove metri, i suoi lunghi rami erano doppi e robusti ed erano pieni di stupende foglie verdi, marroni e rosse; il tronco, pieno di venature, aveva un buco vicino alle radici che in verità era una specie di tana, dentro c'erano sempre animali diversi tra cui anche gli scoiattoli che, rosicchiandolo dall'interno, lo stavano ingrandendo sempre di più, ma la quercia non sarebbe mai caduta. Stava lì da secoli, fu creata per proteggere le anime degli abitanti dell'arcipelago, la leggenda narra che fu proprio il fondatore di Corev a nasconderla con una barriera attraversabile solo dagli animali.
Fu questione di poco, bastò che la leva d'acciaio si alzasse per far scatenare il putiferio. Draghi, viverne, fenici ... tutte le creature che fino ad ora erano rimaste imprigionate, adesso erano libere di seminare caos e distruggere tutto, ma il loro bersaglio era la quercia sacra, abbattendo quella avrebbero potuto uccidere migliaia di persone in poco tempo, per fortuna però loro erano dall'altra parte dell'isola e sarebbero dovuti passare per Corev.
Le urla delle guardie svegliarono la gente. Donne e bambini cominciarono a scappare mentre gli uomini, ragazzi compresi, presero le armi e si scagliarono contro le bestie. Tutti tranne Key. Durante una battaglia non si buttava nella mischia e basta, era sempre per la strategia e la tattica, in questo caso li avrebbe fatti uccidere a vicenda. Corse nel bosco passando da albero in albero, faceva ancora molto freddo essendo prima mattina ma lui stava andando così veloce che quasi non lo sentiva. Arrivò davanti ad una grotta enorme, ai piedi di una montagna altissima, era una tana di Hyrio. Gli Hyrio non solo erano molto territoriali, ma detestavano qualunque essere che non fosse uno di loro, il piano era semplice: accendere una torcia attirando l'attenzione delle creature e andare verso il villaggio, non appena i due gruppi si sarebbero visti se le sarebbero date di santa ragione. Ma ci fu un intoppo: la tana era deserta.
sbuffò Key uscendo esclamò afferrando la spada e dirigendosi ad un'altra tana.
Nel frattempo i guerrieri erano riusciti a calmare la situazione, ma non più' di tanto. Nonostante fossero state fermate alcune minacce c'era ancora pericolo.
Cloud, che di solito manteneva la calma, cominciò ad agitarsi e a grattarsi l'ispida barba lunga < Dove sarà finito quel ragazzo ... > pensò, un urlo si levò da non molto lontano, era Key che correva inseguito dagli Hyrio.
< Scusa! > urlò saltando giù da una roccia < Ma credo che i nostri amici ci daranno un bell'aiuto > sorrise indicando il cielo
Tra le nuvole stava avvenendo un brutale scontro tra mostri, alcuni precipitavano, o esausti o morti, altri si arrendevano, altri ancora si fiondavano arrabbiati sugli avversari.
< Dove vai? > domandò Cloud vedendo il ragazzo correre via
< A far luce su questa storia!>
Arrivò sul luogo poco dopo, solitamente lì c'era un casino infernale, ma stavolta dominava il silenzio assoluto. Key si avvicinò alle prigioni toccando le sbarre ed esaminandole dall'interno. Non c'era nessuna anomalia, a parte forse i numerosi segni sulle pareti e sulle sbarre; notò poi che la leva principale, quella che apriva e chiudeva le celle, era abbassata. Ricollegò la cosa con la frase della bambina della sera precedente
pensò ad alta voce.
D'un tratto si sentì qualcosa cadere alle sue spalle e Key si voltò di scatto. Afferrò Shard e camminò verso l'uscita.
< Vieni fuori, sei stato tu a liberare gli animali vero? > urlò guardando verso l'alto, ma senza ricevere alcuna risposta.
Stava per andarsene quando si accorse di essere stato appena colpito da qualcosa, la sua vista si oscurò e perse i sensi.

















CAPITOLO 3


Non riusciva ad aprire gli occhi, il bagliore della luce era troppo forte. Sentiva di essere disteso su un prato, lo aveva intuito strofinando la mano sul terreno; stringendo le dita sentiva i fasci d'erba bagnata e alzando un po' il braccio poteva toccare il tronco di un albero. Era tutto abbastanza calmo, il rumore dell'acqua che scorreva lo metteva a suo agio nonostante fosse ancora in parte frastornato, ma qualcosa lo infastidiva, sentiva ogni tanto delle fitte dietro la testa che diventavano sempre più dolorose di volta in volta. Si ricordò di essere stato colpito e aprì gli occhi di colpo, richiudendoli subito dopo per la luce improvvisa. Girandosi sul fianco si fece un po' d'ombra e ritornò a pancia all'aria, col braccio sulla fronte. Si sedette e si guardò intorno. sussurrò lentamente
Cercò di alzarsi appoggiandosi all'albero che prima aveva sfiorato e indietreggiò per accertarsi di non avere le allucinazioni: l'Albero Sacro....la leggenda era fondata! Ma ... come era arrivato lì? Lui si era spinto fino alle celle, non oltre! Un lievissimo fruscio di vento lo distolse dai suoi pensieri, fece appena in tempo a scattare di lato prima che una freccia, apparentemente sbucata dal nulla, lo colpisse alle spalle. Girandosi notò una figura nascondersi tra gli alberi, un secondo dopo dovette abbassarsi per scansarne una seconda. Stavolta si trovò faccia a faccia con la sagoma, era una persona alta, di corporatura abbastanza robusta ... almeno credeva: chiunque fosse era completamente coperto da una mantella e il suo volto era nascosto da un cappuccio.
< Cosa vuoi fare? Uccidermi? > Key guardò la figura cercando di intimidirla col suo sguardo deciso, ma ella non si smosse di una virgola. Anzi. Aveva ripreso a mirare a lui col suo arco. Il ragazzo notò due cose in quel momento: innanzitutto l'arma, non sembrava un semplice arco da caccia, alle due estremità aveva dei simboli strani (probabilmente delle lettere o dei disegni) ed esse terminavano all'infuori come delle spirali, inoltre sembrava fatta di un legno particolare, liscio e voluminoso. La seconda particolarità era che quell'arco non aveva frecce, e quel tipo non aveva faretre o borse con se ...
non poté terminare la frase che dal centro della corda scattò un oggetto appuntito, che andò a colpirlo di striscio sulla spalla quando l'arciere riprese ad attaccare, lui cominciò a fuggire nella foresta. Si era reso conto di non avere Shard con se, e senza armi era davvero nei guai: ormai era chiaro che quel tizio, chiunque egli fosse, lo voleva morto.
Dopo poco, però, si accorse di non essere più inseguito disse sospirando, vide la luce che segnava la fine della foresta e ansimando riprese a camminare,l'uscita sembrava lontana chilometri. Ma quando finalmente riuscì a varcare il limitare del bosco si ritrovò davanti quella persona. Per l'ennesima volta in quella giornata non sapeva se affrontarlo (o meglio, cercare di affrontarlo) o scappare. Si fermò per un attimo a riflettere: lui non era mai fuggito di fronte a nulla, e di certo non lo avrebbe fatto in quell'occasione. Spostò la mano dal braccio sanguinante e l'allungò verso un ramo per terra, di nuovo una maledetta freccia lo colpì alle spalle e cadde a terra stremato. Fu allora che l'uomo abbassò la guardia e si avvicinò a Key, in procinto di finirlo. Lui ne approfittò e col braccio sano diede un forte spintone all'estraneo che sbilanciandosi fece cadere l'arco, egli però fece una capriola per non cadere e tirò fuori un pugnale quando il ragazzo tentò di metterlo al tappeto. Per fortuna in quel momento qualcosa andò storto allo sconosciuto. Infatti un giovane basilisco,infastidito, sbucò dalla sua tana sotterranea facendo indietreggiare entrambi. Key respirò a fatica, un po' per lo spavento, un po' per le ferite. Alzando gli occhi però rimase a bocca aperta ...

CAPITOLO 4



Si diede un pugno a lato della testa e la scosse più volte disse a bassa voce girandosi nel letto < Sarebbe una cosa insolita>. Quando era tornato a casa, sotto lo sguardo preoccupato degli amici, si era inventato che un Hyrio gli era saltato addosso, perché anche se le cose erano ben diverse non voleva dirlo a nessuno.
si sentì urlare alle spalle prima di essere buttato a terra
Dall'altra parte della stanza c'era una ragazza dai lunghi capelli rossi, occhi castani e un sorriso smagliante; il suo nome era Amalia, ma nel villaggio la chiamavano tutti Amy. Era arrivata a Corev solo da qualche anno, fu trovata svenuta sulla costa a Nord dell'isola, ferita e stanca era poi stata portata nella sala cure del villaggio e aveva conquistato l'affetto di tutti sull'isola, specialmente dei ragazzi che vivevano lì, ai quali aveva rapito il cuore. Ma dopotutto come biasimarli? Era davvero unica, portamento elegante (ma non troppo), educazione, senso dell'umorismo, dolcezza e generosità...solo, da bambina, non essendo del posto, non era stata educata a combattere, di conseguenza si trovava sempre nei guai. L'unico a considerarla semplicemente un'amica era appunto Key, e guarda caso lui era anche il solo ragazzo di cui Amy si fosse mai innamorata...
sorrise la ragazza sedendosi sul letto Key si alzò dal pavimento e la guardò male
mentre Amy stava per aprire la porta fu bloccata dall'amico che la fissava arrabbiato
la ragazza incrociò le braccia, gonfiando le guance in cerca di spiegazioni
Key la lasciò e borbottando qualcosa scese in cucina
Il giovane scosse la testa e cercò di sorriderle
sospirò Amy
Fuori l'atmosfera era davvero allegra. L'assalto di pochi giorni prima sembrava essere stato dimenticato
un bambino si era avvicinato a Key sorridendo e indicando la pigna con cui stava giocando davanti ai piedi dell'amica che nervosa la raccolse, era molto suscettibile a volte, specialmente quando veniva ignorata perché era una ragazza...cosa falsa, ma di cui ella era fortemente convinta.
Il piccolo arrossì dispiaciuto
Mentre li guardava il giovane guerriero rideva sotto i baffi, vedendo però Amy arrabbiata gli tornò in mente quel giorno...
fissava l'arciere che aveva davanti, stupefatto e confuso
rispose lui, nascondendosi nuovamente sotto il cappuccio marrone sogghignò
urlò Key avvicinandosi alla figura
Il ricordo fu interrotto da una voce familiare, Cloud saltellava felicemente verso di lui, contento che finalmente fosse uscito
rise sotto i baffi
Key pronunciò le ultime parole con un misto di rabbia e tristezza...come era potuto succedere?
sorrise
L'uomo annuì disse tirandogli un orecchio
Key lo guardò andare via, dopo un po' riprese a camminare in direzione della bottega sospirando...doveva assolutamente fare qualcosa...
Intanto...
Accarezzava il cucciolo bianco, guardando però da tutt'altra parte. Qualcuno li stava spiando
pensò afferrando l'arco che aveva accanto, il piccolo hyrio emise un breve ringhio cogliendo la nervosità che c'era nell'aria e andò a nascondersi dietro un albero. Quando la freccia fu scoccata si levò un ruggito tanto potente quanto spaventoso e da un ammasso di cespugli sbucò un grifone grigio che prese a volare sulle loro teste
urlò, la creaturina spaventata dal grosso animale obbedì al richiamo scomparendo sul tronco di un albero. Dopo poco la bestia alata si allontanò credendo di aver perso la preda
Al villaggio....
Key sorrise guardando la lucente lama di Shard disse uscendo dalla bottega
Fissò per un attimo la foresta, la cui parte superiore sbucava dalle case del villaggio riguardò la spada serio e corse in casa.
Afferrò rapidamente tutto ciò che pensava gli potesse tornare utile, soffermandosi su una gemma speciale. Essa poteva bloccare l'aura spirituale di ogni essere o cosa che non fosse umana, suo padre la trovò in una spedizione, durante la quale si pensò avesse perso la vita, i guerrieri che erano con lui decisero tutti insieme di affidarla al figlio, sarebbe sicuramente stata in buone mani, ma al genitore fu detto che essa era andata distrutta. La gemma brillava di un azzurro intenso, al centro c'era una riga ondulata che cambiava colore in base alla creatura a cui venivano tolte le capacità. Il fatto che fosse tendente al blu significava che l'ultima volta era stata usata su un Goblin.
Prima di uscire si fermò a fissare la finestra














CAPITOLO 5


< Dove pensi di andare?! >
Key correva ansimando, doveva fare qualcosa o la situazione sarebbe degenerata, chissà cosa avrebbe potuto combinare ancora ... ad un tratto scomparì dalla sua visuale, ma di sicuro era ancora lì in agguato da qualche parte ad aspettare l'occasione per ucciderlo.
< Cosa ti prende? > si sentì una voce non troppo forte < Hai paura ammazza-draghi? >.
Il ragazzo si voltò di scatto e osservò la figura davanti a se < Ammazza-draghi? Ma di che parli? Io non ho mai ucciso nessuno in vita mia!>
urlò l'altra cercando di colpirlo con il pugnale, Key per fortuna se ne accorse in tempo e riuscì a schivare. Aveva notato che nel combattimento corpo a corpo il nemico non se la cavava bene come con l'arco, ma ciò non significava che fosse una frana, tutt'altro il tono di voce si fece più freddo, ma il ragazzo non stava ci fece caso. Era stupito, invece, delle capacità che la rivale stava dimostrando, ma il suo essere sovrappensiero lo distrasse dall'ennesimo assalto e si ritrovò a terra con la ferita al braccio che si era riaperta, e pensare che Amy lo aveva avvertito...ben gli stava
con l'altra mano si tenne la gamba che aveva battuto contro una roccia
Key afferrò Shard appena in tempo per parare il colpo, ma la spada gli cadde subito dopo lasciandolo disarmato per la seconda volta.
Un ciuffo di capelli castani cadde sul viso dell'arciera, i due rimasero immobili per riprendere fiato
uno sguardo intimidatorio si posò su Key
disse lui, rialzandosi dolorante < Quelle voci non sono totalmente fondate, e poi una ragazza come te non dovrebbe essere così violenta! >
Quello sguardo divenne ancora più minaccioso, ma non prima di aver sfiorato il cielo per pochi secondi < Risparmia il fiato, ti serve per rimanere in vita > disse lei riposando il pugnale < Non credo alle tue frottole, devi smetterla di uccidere quelle creature!> detto questo fece per allontanarsi, ma venne bloccata da una catena d'acciaio che l'afferrò per un braccio
Key sorrise all'albero dietro il quale era sbucata pensò
Da dietro sbucò Amy che un po' nervosa si avvicinò ai due, se avessero cominciato a combattere sarebbe stata la sua prima volta
Il ragazzo la guardò
Mentre i due discutevano la sconosciuta si dimenava arrabbiata, doveva assolutamente tornare da Hy
La tensione cresceva nell'aria, lo si percepiva chiaramente.
Erano ore ormai che Cloud, Key e Amy cercavano di strapparle le parole di bocca, ma niente. La ragazza se ne stava in silenzio, a testa bassa, rannicchiata in un angolo della cella e restava immobile, se non per qualche sguardo infastidito che lanciava ogni tanto sui tre.
disse Key fissando male Amalia, non appena le aveva raccontato tutto era esplosa come una furia, arrabbiatissima perché lui le aveva tenuto nascosto un pericolo simile
Cloud, dal canto suo, rimaneva pensieroso a guardare le barre di ferro lo sguardo interrogativo dei due interessati lo inondò continuò senza accorgersi di essere appena stato incenerito con lo sguardo da Amy e dall'attentatrice
pensò Key
Fece finta di andarsene con Amalia e Cloud, poi inventando la scusa di aver lasciato Shard indietro tornò dalla prigioniera.
borbottò lei vedendolo arrivare da lontano
Ancora il silenzio. Dopo 10 minuti circa, l'arciera si alzò avvicinandosi alle gabbie
bisbigliò
Key non ebbe nemmeno il tempo di risponderle che la terra cominciò a tremare.
Al villaggio i migliori guerrieri si stavano cimentando nell'ennesimo scontro con le creature, ma stavolta, per qualche strano motivo, stavano rispondendo ad un attacco non diretto. I gruppi di dragoni, tra i quali c'erano anche qualche Grifone, Falco gigante e gli immancabili Hyrio, si erano limitati ad accerchiare il villaggio, senza però ne fare fuoco, ne distruggere.
domandò uno degli apprendisti della squadra di difesa
Key arrivò un attimo dopo tutti i presenti scossero la testa.
Intanto...
La creaturina bianca volò impacciatamente verso le sbarre, posandosi ai piedi
la guerriera fece una carezza sulla sua testa il cucciolo volò più o meno all'altezza della serratura e vi lanciò una piccola palla tossica sopra, facendola sciogliere in un batter d'occhio
sorrise la ragazza prendendolo in braccio la creaturina le volò sulla spalla diventando invisibile, o meglio, mimetizzandosi.
I due uscirono con l'intento di ritrovare Key, fargliela pagare e raggiungere l'obiettivo che si erano prefissati.

CAPITOLO 6


Era ben chiaro l'obiettivo di quelle bestie, volevano il piccolo Hy, ma lei non glielo avrebbe mai dato, lo avrebbe protetto a costo della vita, come promesso a Shiro.
urlò piangendo strinse il collo della Hyrio, che distesa per terra moriva lentamente dissanguata.
una voce roca e sofferente attraversò la mente della bambina
la guardò lei confusa, ancora con le lacrime agli occhi
La creatura tentava di alzarsi in piedi, ma ogni volta ricadeva al suolo
si fermò Shiro per qualche secondo ripiombò a terra
la bambina riprese a piangere
la Hyrio non riuscì a terminare la frase e chiuse gli occhi tenendo tra le zampe la piccola Amara < Fai la brava.... > sussurrò prima di spirare
rispose la bambina
Scosse la testa, ritornando alla realtà.
Hy si era posato sulla testa della padroncina, guardandola come a chiederle se fosse tutto ok
Arrivarono all'ingresso di Corev, dove gli animali, stanchi di aspettare che Hy uscisse, avevano cominciato a seminare il panico. Amara poté scorgere Key tener testa ad un Basilisco gigante, nonostante lo odiasse per il suo lavoro doveva ammettere che il ragazzo sapeva cavarsela molto bene in combattimento, lui era stato uno dei pochi in grado di tenerle testa. Se non fosse stato così adesso Key sarebbe in un letto d'infermeria sofferente, con qualche osso rotto e probabilmente un trauma cranico. Non era affatto un'esagerazione, Amara aveva attraversato mezzo mondo, facendosi allenare dai migliori guerrieri che esistessero.
Anche lui aveva notato la ragazza, le aveva gettato un'occhiataccia e il motivo era palese, se ne stava lì a fissare il caos invece di aiutare. Alla giovane arciera non importava affatto mettersi contro i suoi "amici", tuttavia volevano il cucciolo che le era stato affidato, quindi decise che sarebbe intervenuta, ma senza usare la violenza.
Le creature si fermarono di colpo fissandola, sotto gli occhi stupiti e scioccati dell'intero villaggio camminò tranquillamente fino al centro della piazza principale, in particolare Key non sapeva se fermarla o lasciarla fare.
Amy gli tirò un orecchio, anche un po' per gelosia
il ragazzo fece un passo avanti, ma Amara lo fulminò con lo sguardo, costringendolo a fermarsi
Il ruggito di una viverna fece ritornare all'assalto anche gli altri animali, questa volta però tutti si fiondarono sulla ragazza
Amara scattò indietro, finendo sul dorso di un Falco delle montagne, esso prendendo il volo la fece precipitare in mezzo alla foresta. Abilmente afferrò un ramo dandosi lo slancio e si diresse verso la costa. Naturalmente fu inseguita. Si nascose in varie grotte sperando di seminarli, ma l'udito e l'olfatto di quelle bestiacce erano infallibili.
inizialmente non capì chi avesse gridato, poi voltandosi vide Key lanciarle una gemma. Riconobbe quella della leggenda e provò a neutralizzare temporaneamente i sensi delle creature, per poi cercare di fuggire per l'ennesima volta. Dopo poco si arresero e volarono via.
disse freddamente, restituendo l'oggetto
Il ragazzo scosse la testa
Lei lo squadrò e poi sospirando sollevò il cappuccio
La ragazza non rispose, ma lo guardò interrogativa
Key sorrise
il ragazzo si massaggiò la nuca
Amara si voltò
Scese il silenzio
Lo spadaccino sorrise
disse sarcastico
rispose la ragazza facendo roteare gli occhi, Key le fece un cenno di approvazione e lei continuò
tagliò corto
dissero praticamente in coro
Amara sbuffò e fece per tornare al villaggio
Key rise pensò, chissà cosa ci faceva da quelle parti una come lei. In effetti era una ragazza molto particolare, non strana, ne buffa...semplicemente non aveva mai incontrato una persona così.


















CAPITOLO 7


In piazza tutti fissavano i due, la gente era abbastanza confusa: quella ragazza era una minaccia oppure no? Amara odiava sentirsi osservata, quindi continuava a camminare a passo svelto e col viso nascosto sotto la mantella.
Il palazzo era protetto più del solito, cosa abbastanza logica
L'uomo che stava di guardia lo guardò dubbioso
Amara guardava Key abbastanza meravigliata, perché la difendeva?
Dopo aver convinto la guardia i due entrarono
Passarono da un enorme portone di ferro, sul quale c'erano numerosissime lamine di bronzo. Le pareti azzurre del corridoio principale erano piene di quadri e mappe, sembrava una caverna senza fondo, con la differenza che qui era pieno di lampadari,porte e statue, proseguendo all'interno, dei primi non se ne trovava uno uguale all' altro. Essi erano probabilmente d'acciaio, uno in particolare risaltava, era quello a forma di chimera. Lungo piu' di tre metri e mezzo e fatto completamente d'oro non poteva proprio passare inosservato. Scendeva esattamente al centro della sala principale, quella dove cominciavano diversi corridoi
Una voce cupa e dura arrivò alle spalle dei ragazzi
Era un uomo alto, con la barba castana non troppo lunga , dello stesso colore dei capelli. Indossava una giacca di pelle di drago, completamente nera, si potevano vedere ancora le scaglie di quella povera creatura. Key sospirò gettandogli un'occhiataccia gli aveva detto di non venire conciato in quel modo, sapeva benissimo che lo aveva fatto apposta, ma visto che i rapporti con Amara non erano dei migliori ed era sicuro che si sarebbe infuriata, aveva sperato di non dover calmare una lite pericolosa.
sussurrò senza farlo notare al genitore, Amara guardò male entrambi e fece cenno al ragazzo di darsi una mossa, ma il padre di Key li fermò
borbottò
Un leggero risolino li distrasse, quando i due si voltarono videro Amara che cercava di non ridere. Ma non ce la faceva, quei due le ricordavano troppo i litigi di suo fratello coi suoi genitori. Le tornò in mente quella volta in cui fu proprio lei a difenderlo, ripensandoci poi si era accorta di essere buffa e aveva preso a ridere con tutto il resto della famiglia. Ricordare l'infanzia per chiunque sarebbe stata una piccola gioia, ma metà di essa si trasformava in malinconia nel caso di Amara. Aveva perso tutto purtroppo, ed era rimasta sola.
l'uomo le passò la mano davanti agli occhi
Key annuì e suo padre si posizionò davanti all'ingresso
Dopo qualche attimo dal pavimento si sentì un rumore e comparve una scalinata di pietra, scendendo si arrivava alla Sala Madre, dove c'era il trono. Seduta su di esso, una figura robusta, alta e muscolosa, Yapo si alzò e scese i tre gradini posti davanti a lui. Allora si poté vedere chiaramente: aveva in testa una specie di elmetto, con ai lati due sfere viola, indossava un'armatura d'acciaio che però non aveva maniche e lasciava chiaramente vedere le braccia forti e possenti, in mano teneva una wakizashi, una katana leggera, resistente e facile da usare. Il naso veniva quasi completamente nascosto dalla barba, non troppo lunga, non troppo corta, di un rosso acceso che poteva benissimo rispecchiare il suo carattere determinato e aggressivo,mentre i capelli cadevano all'indietro lisci e senza ondulature.
i tre ospiti si inchinarono, e non avrebbero osato fiatare fino a quando il supremo guerriero non gli avesse dato l'approvazione. Anche Amara teneva fede a quel tipo di saluto, aveva imparato che veniva fatto solo davanti alle persone importanti, ma importanti sul serio. Inoltre quell'uomo era molto conosciuto anche fuori da Laida, e aveva fama di essere uno dei migliori guerrieri mai esistiti.
I due ragazzi li guardavano abbastanza perplessi, come poteva Fruji parlare con quel tono così informale al sommo Yapo? Ok che erano amici, ma ad entrambi pareva un po' eccessivo
Il padre di Key indicò l'arciera
L'altro si avvicinò
I tre che si erano presentati al cospetto del Capo ora tacevano, aspettando una risposta
Nessuno proferì parola, era ovvio che la domanda fosse retorica. Poi la ragazza prese coraggio e si decise a difendersi
disse seriamente lui
Key cercò di intervenire, ma Amara lo precedette
mentì
A quel punto non sapeva cosa rispondere, ma fortunatamente l'amico, se così si poteva definire dopo gli ultimi avvenimenti, l'aiutò
disse indicando una mappa
Yapo squadrò i due












CAPITOLO 8



A Laida era una pratica che si effettuava da secoli ormai, ed era molto utile agli abitanti. Quegli animali venivano allevati sin da cuccioli, gli veniva dato da mangiare e grande protezione, affetto e divertimento, in cambio solo di farsi portare avanti e indietro (o di sostituire le navi per i trasporti più complicati) e di qualche scaglia dei loro corni,esse avevano grandi proprietà curative e per i Narvali era divertente stare immobili a farsi "grattare" il corno, senza esagerare ovviamente o non sarebbe più ricresciuto, per poi riempire di leccate i loro addestratori, lo facevano molto volentieri.
sorrise Key accarezzando la testa di Poseidon, un giovane narvalo maschio che lo considerava il suo padrone
rise, mentre l'animale lo schizzava con una pinna allegramente
disse la ragazza alzando lo sguardo al cielo, aveva capito che Key non era affatto come aveva sentito dire. Alla faccia dello "spietato uccisore" che non dava pietà a nessuno, era molto dolce e gentile, e sapeva perdonare. Avrebbe dovuto chiedergli scusa? Nah. Non era il tipo. Anche se gli doveva un favore

domandò la ragazza, pensando a che danni avesse mai potuto fare
Yapo annuì
Amara si alzò di scatto
si accorse di aver alzato troppo la voce, e tornò al suo posto
Fruji intervenne nel discorso
La ragazza avrebbe voluto correggerlo, dire che era stato Key a trovare la soluzione, ma se l'avesse fatto non l'avrebbero lasciata andare, così decise di tacere.

Ad un tratto sulle sue gambe comparve il piccolo Hy, che cominciò a squadrarla per capire la ragione della sua confusione.
sorrise lei accarezzandolo, Key si voltò e lo vide
Il piccolo si nascose dietro Amara, senza staccare lo sguardo dallo sconosciuto, pronto ad attaccare in caso di pericolo.
Lo spadaccino cercava di farci amicizia, ma la prudenza di Hy gli imponeva di stare alla larga
Key alzò lo sguardo, si erano avvicinati all'isola
rise
Amara sbuffò e si addentrò nella foresta
pensò Key cercò di convincerla
Lei si fermò di colpo gettando un'occhiata al cucciolo che scodinzolava davanti ai suoi piedi, per poi sospirare e ritornare alla costa
Dopo poco tempo una freccia sfrecciò sulla superficie dell'acqua, facendo schizzare in aria una decina di pesci che Hy afferrò fulmineo. Quest'esercizio aveva due funzioni, quella di allenare la precisione e quella di...procurarsi la cena.
Si era fatta sera, e i tre se ne stavano a riscaldarsi davanti al fuoco, Poseidon non c'era più, ma probabilmente era sott'acqua a mangiare.
chiese il ragazzo
rispose lei facendo roteare gli occhi
Stettero in silenzio per un altro po' prima che la curiosità di Key prendesse il sopravvento
La ragazza scosse la testa
Amara fissava il fuoco, stava rispondendo a Key senza nemmeno saperne il motivo, di solito non parlava di lei o del suo passato con gli sconosciuti, stranamente di lui si fidava...forse...
chiese titubante
in quel momento sentiva che avrebbe dovuto smettere di chiedere, ma Amara aveva l'aria di qualcuno che aveva sofferto tanto e lui pensava che forse sfogarsi le avrebbe fatto bene
la ragazza raccontava la storia cercando di trattenere le lacrime, Key e Hy la ascoltavano in silenzio come non erano mai stati, così lei continuò
< Il giorno del mio compleanno ci fu l'ennesima discussione, ma stavolta la mia famiglia era davvero furiosa, così scappai di casa. Sulla collina dietro il villaggio incontrai Luren, mi chiese come mai fossi fuori a quell'ora e quando gli raccontai della discussione notai che cercò di nascondere un sorriso, pensando di essermi sbagliata non ci pensai molto. Andammo verso una delle grotte nella montagna e lì io gli dissi ciò che provavo, ma fu l'errore più grande della mia vita> smise di accarezzare Hy e portò la testa sulle ginocchia
si interruppe e cominciò a piangere
pensò Key guardandola
Istintivamente l'abbracciò, cercando di consolarla. Solitamente lei si sarebbe staccata e probabilmente Key ci avrebbe rimesso un occhio, ma stavolta lasciò perdere e si addormentò con Hy sulle gambe, tra le braccia del ragazzo.











CAPITOLO 9


Fu il verso di Poseidon a svegliare Key, il ragazzo aprì gli occhi e si trovò addosso qualcosa di bianco. Era Hy, il cucciolo era passato da Amara a lui muovendosi nella notte, ma la ragazza non era più lì, che si fosse offesa per l'abbraccio? Era plausibile, anche se si conoscevano da poco ormai Key aveva capito com'era fatto il suo carattere.
Scosse con delicatezza il piccolo rettile, che sonnecchiava beatamente a pancia in su. Bisognava ammetterlo, era davvero adorabile, lo schermidore non aveva mai pensato una cosa simile su una cosa che non fosse umana, specialmente su un Hyrio. Decise di lasciarlo riposare un altro po', visto che non sembrava volerne sapere di svegliarsi. Nel frattempo ripensò al racconto della nuova compagna di viaggio, pensava a come avesse fatto quella povera ragazza a sopportare un'angoscia simile per tutto quel tempo, considerando anche che lui avrebbe ceduto al dolore dopo sì o no due mesi. Ancora una volta Amara era riuscita a stupirlo, in tutti i sensi. Non aveva mai incontrato una guerriera così scaltra, abile e determinata, e soprattutto con un passato così crudele alle spalle. Key cominciò a chiedersi se tutto quello che avesse fatto in realtà non fosse sempre stato sbagliato. Non aveva mai guardato la cattura degli animali dal punto di vista con cui lo guardava in quel momento.
Di nuovo il cucciolo di narvalo saltò fuori dall'acqua, trasformando le gocce che gli scendevano sul corpo grigio in quelle che sembravano bellissime scaglie di diamante,e battendo le pinne nel tentativo di svegliare il suo padroncino; Poseidon emetteva in continuazione un richiamo stridulo e giocoso, il suono generato fuori poteva apparire assordante, ma sott'acqua diventava una meravigliosa melodia.
gli sorrise il giovane
Hy aprì la boccuccia con un tenero sbadiglio, per un attimo si poterono intravedere le due file di denti inferiori, mentre sulla parte superiore ce ne era solo una, ma con due canini lunghissimi per una creaturina così piccola, furono leccati dalla lingua umida e biforcuta e poi sparirono quando il muso si richiuse. Non appena si accorse di essere vicino, troppo vicino per i suoi gusti, a Key aprì le piccole ali bianche e scattò come un fulmine dietro la roccia più vicina, osservando l'umano coi piccoli occhi blu.
rise lui, avvicinandosi alla spiaggia per coccolare il giovane cetaceo che lo aspettava ansioso di carezze chiese all'Hyrio, che intanto si leccava il corpo per "cancellare" l'odore di Key, l'animaletto agitò un po' la coda e poi scosse il capo
Si inoltrò nel profondo dell'isola. Quel luogo era davvero affascinante, era pieno di alberi strani e colorati, sui rami dei quali c'era vita, ma ben nascosta dalle foglie. Qualcosa gli cadde in testa, raccolse da terra un oggetto ovale, bianco perla e molto caldo.
bisbigliò massaggiandosi la nuca, quando sentì Amara urlare alle sue spalle
Si abbassò appena in tempo, aveva scansato per poco la potente codata di un Roccia Tonante. Sebbene potessero sparare dei proiettili lavici, preferivano appallottolarsi e distruggere tutto con le proprie spine. Ne avevano su tutto il corpo, le più affilate erano quelle sul dorso, che terminavano alla fine del corpo per lasciare il posto ad una sfera rocciosa, usata come coda, nonostante fossero molto cauti,infatti, detestavano a morte chiunque entrasse nel loro territorio....e Key aveva, senza saperlo, preso una delle uova di un esemplare femmina.
Amara gli fece cenno di correre, e lui senza farsi scrupoli obbedì. La bestia si fermò all'improvviso, fissando il vuoto.
I due si fermarono e poterono scorgere da una rupe una creatura dalla fisionomia di volpe, il corpo era coperto da una spessa pelliccia dorata e ciascuna delle sue tre code terminava con una punta dorata. Possedeva, inoltre, una cresta sulla sommità del capo e il pelo attorno al collo era un po' più lungo rispetto alle altre parti del corpo.


















CAPITOLO 10


Due settimane, due faticosissime settimane passate a perlustrare isola per isola, grotta per grotta, foresta per foresta, il risultato? Nada...nulla...niente! La kitsune sembrava essersi praticamente dissolta, dopo la prima isola era scomparsa nel nulla. Il fatto che Poseidon fosse ancora giovane poi, portava spesso al dover rallentare la navigazione e quindi il viaggio, ma non gliene si poteva fare una colpa, non era colpa sua se gli si addormentavano le pinne.
scherzò Amara mettendo piede sull'ennesima distesa di sabbia dorata
Key alzò un sopracciglio
La ragazza annuì confusa, non si considerava importante per Corev, mentre lo spadaccino ci aveva vissuto
esclamò lui afferrando lo scudo e ridendo, la ragazza gli lanciò una mela in testa
Key aveva notato con piacere che la compagna si era sciolta molto da quando erano partiti, inoltre tra i due si stava creando una solida amicizia che aveva letteralmente cancellato l'odio iniziale, certo si trovavano spesso a litigare (in quei casi l'intervento di Hy era fondamentale per evitare un omicidio), ma andavano abbastanza d'accordo.
disse facendo la linguaccia, Amara sorrise
Dopo un po' di tempo la fame si fece sentire, i viaggiatori si misero d'accordo per cercare della carne dato che ormai mangiavano pesce da giorni, si inoltrarono in un boschetto, ma la caccia non diede i frutti sperati così cominciarono a rassegnarsi al fatto di dover mangiare ancora una volta carpe e pesci vari.
Intanto...
sussurrò beffardamente rise volgendo poi lo sguardo sulla volpe che, in piedi accanto a lui, fissava quelle che per lei erano prede, ma che per il suo pseudo-padrone erano un semplice giocattolo da manovrare a piacimento
A quelle parole l'animale saltò giù dalla rupe, il suo manto diventò prima nero, poi viola e infine nero pece, ora il corpo era ricoperto di squame poiché la kitsune aveva assunto la forma di un Dragone. Spalancò le enormi ali e si diresse verso il bottino
Nella boscaglia...
Hy ricorreva allegramente un piccolo riccio, cercava di appallottolarsi come lui, facendo puntualmente una bella capriola, sotto le risate e i sorrisi di Key e Amara, non ci faceva molto caso però, per lui era un gioco, o meglio, lo era stato; ad un tratto il riccio , stancatosi, gli aveva morso la coda, il cucciolo era volato verso l'alto battendo però la testa sotto un tronco ed era finito su quella del ragazzo.
sorrise lui prendendolo in braccio
Terminata la frase l'arciera si fermò e si voltò di scatto, anche Hy ebbe la stessa reazione e Key cominciò a preoccuparsi nel vedere gli animali scappare.
Un ruggito si levò all'orizzonte, la figura nera del dragone sbucò dietro la cima di una montagna e parve finire sotto terra, per poi risbucare al limitare della foresta. Atterrò davanti ai tre viaggiatori emettendo fumo dal naso
bisbigliò Amara prima di afferrare Key per il braccio, trascinandolo fuori dal suo stato di meraviglia, e di cominciare a correre
i due si guardarono realizzando la medesima cosa
Una potente fiammata li costrinse a separarsi, uno a destra e l'altra a sinistra, mentre il povero Hy piombò dritto tra i rami di un albero.
chiese lo spadaccino rialzandosi
Il rettile afferrò la ragazza con le zampe e si girò in direzione di Key, a quanto pare voleva prendere entrambi. Lui si abbassò appena in tempo e la creatura si accontentò della prima preda volando via sulla montagna.
Hy intanto si era ripreso e vista la scena aveva cominciato a piangere e a lamentarsi, andandosi a rannicchiare in mezzo ad un cespuglio, l'amico lo prese in braccio
Il cucciolo non smise di guaire, ma voltò la piccola testolina bianca verso l'umano e prese a fissarlo coi suoi occhioni verde smeraldo







CAPITOLO 11


Fuoco e fiamme, ecco cosa c'era. Quel terribile odore di bruciato le aveva invaso le narici, non faceva altro che tossire ed era impossibilitata a respirare. Le urla della gente e i lamenti degli animali, i pianti dei bambini e le imprecazioni dei soldati disperati, che non erano riusciti a proteggere il villaggio, questi erano gli unici suoni. Corse subito verso casa sua, ma la porta era sbarrata da un albero caduto e lei da sola sicuramente non avrebbe potuto spostarlo. Dall'esterno vide la situazione, i suoi genitori erano distesi a terra, probabilmente già senza vita, mentre suo fratello cercava di sfondare la porta; quando la vide corse subito alla finestra aperta e cercò di asciugarle le lacrime
le disse sorridendo
continuò a piangere lei
Il ragazzo lo sapeva, eccome se lo sapeva, ma dirle di chi era la colpa sarebbe stato inutile e l'avrebbe scioccata così decise di non rispondere
la bimba scosse la testa riprese a singhiozzare, una trave di legno cadde a pochi centimetri dal ragazzo che istintivamente spinse la sorella più che poteva
le disse sorridendo
In quell'istante la casa crollò, immersa nel rogo. Gli occhi di Amara si appannarono nuovamente per il pianto e la bambina non poté fare altro che allontanarsi
Fu il lieve verso della Kitsune a farle aprire gli occhi, la creatura era tornata nel suo aspetto e se ne stava lì, a petto in fuori e mento alzato, fissandola con un misto di fame e voglia di uccidere. La ragazza era appoggiata ad un muro e poté notare particolari dell'animale, alcuni ancora non li aveva visti, su altri invece si era completamente sbagliata.
Nella sua forma normale, questa volpe demoniaca era coperta da una spessa pelliccia bianca e ciascuna delle sue nove code terminava con degli spuntoni blu e neri, aveva inoltre il pelo attorno al collo un po' più lungo rispetto alle altre parti del corpo e di un nero lucente. I suoi occhi erano azzurri, ma senza pupille e i canini sporgenti erano affilati e sporchi di sangue. Di queste belve si dubitava l'esistenza, erano tanto rare quanto pericolose, in grado di creare illusioni se si incrociava il loro sguardo, e di assumere l'aspetto di qualunque animale avessero visto almeno una volta, copiandone anche le capacità e talvolta le aure, quest'ultimo però era solo il caso delle Kitsune più grandi o con più esperienza.
Amara si alzò in piedi, esitando per un attimo al ringhiare della bestia. Si rese conto di non avere le sue armi, che erano rimaste all'accampamento sulla spiaggia, così decise di non far innervosire l'animale facendo movimenti bruschi. Cominciò a pensare a un modo per fuggire, dato che non avrebbe potuto ucciderlo senza l'arco, ma si rese conto di essere nei guai quando sentì la voce di qualcuno che, minaccioso, si avvicinava...
Intanto...
L'arrampicata era davvero dura, ma non poteva arrendersi. Certo i lamenti e il continuo mordicchiargli le mani di Hy non lo aiutavano per niente, bisognava trovare un altro sistema per arrivare in cima.
I due si fermarono su una sporgenza, mentre Key riposava il cucciolo batteva velocemente le ali
rise il ragazzo, Hy lo ignorò e riprovò a volare, ancora una volta inutilmente
disse indicando la vetta, il piccolo emise un verso stridulo come per darsi coraggio e ribatté le ali, alzandosi di pochi centimetri dal suolo per poi ripiombarci battendo il musino
chiese lo spadaccino
Hy però non lo aveva sentito, era precipitato su qualcosa di duro e viola, sembrava essere una comunissima roccia così inizialmente la lasciò perdere, in seguito però Key lo vide sgranocchiarla
sussurrò realizzando e poi affacciandosi dal dirupo il piccolo Hyrio capì al volo l'intenzione del ragazzo e ringhiò ferocemente, o meglio così pensava, in realtà il suo era solamente un piccolo brontolio, anche tenero tra l'altro
rise l'umano












CAPITOLO 12


Hy insisteva nel voler fermare Key, i Terra Selvaggia erano mortali e lui, nonostante fosse ancora piccolo, ne aveva avuto prova direttamente e molte volte anche
Il piccolo rettile smise di tirare e prese a guardare Key stando ancora aggrappato alla sua caviglia, ma quando il ragazzo tese la mano verso il precipizio Hy riprese a mordicchiarlo
disse poco prima di lanciare la bacca giu dalla sporgenza, sperando di centrare il bersaglio, poi afferrò Hy per evitare che corresse a riprenderla e gli tappò il muso
Pochi attimi dopo sbucò da sotto terra un'enorme creatura, simile ad una libellula gigante, con due paia di ali, il primo di colore rosso, l'altro arancione, il corpo di colore verde terminava con una lunga coda biforcuta, come la lingua contenuta in un muso lungo e affusolato
Arrivarono presto quasi all'altra parte della montagna, Key afferrò Hy e facendo una capriola all'indietro saltò addosso al Terra Selvaggia
ridacchio lui, mentre il cucciolo di Hyrio tremava tra le sue braccia
Intanto...
Cercò di fuggire, ma la stanza non aveva porte ne finestre. Scorse però una fessura nella parete, era larga poco più di mezzo metro, ma Amara ci passava perfettamente essendo molto magra.
< Non riuscirai a scappare >
Al cenno del ragazzo la kitsune diventò di colore nero e cambiò forma, prese le sembianze di un basilisco e avvolse l'arciera immobilizzandola
< Lasciami! > lei si dimenava, ma l'animale la stava letteralmente strangolando, la fortuna della ragazza era che la volpe non era abbastanza forte da copiare il potere di uccidere con lo sguardo tipico del serpente gigante
Il giovane si avvicinò ad Amara con un sorriso beffardo, si stava divertendo a vederla in quello stato
disse a tratti la mora, respirando a fatica
rise beffardamente lui
Le ultime parole lei non riuscì a sentirle, vide solo il buio e poi più nulla. Il pelo della volpe ritornò normale e la creatura riacquistò le sue sembianze accucciandosi ai piedi del padrone
All'esterno...
ansimò Key appoggiandosi ad un roccia, Hy lo guardò male
Le ultime parole famose, il TerraSelvaggia scese in picchiata sui due sbucando dal nulla e ringhiando furioso
il ragazzo spinse via il cucciolo che stava per essere colpito afferrò Shard e corse incontro alla libellula, ma si fermò all'improvviso facendosi tradire dalla coscienza, d'un tratto si trovò a terra con un bruciore fortissimo alla schiena, l'avversario aveva approfittato della distrazione per cercare di ucciderlo sferrando un potente morso che aveva procurato una profondissima ferita a Key. Adesso ci stava riprovando, ma la spada era lontana dalla sua vittima e sarebbe riuscito ad ucciderla se al piccolo Hyrio bianco non fosse venuto un attacco di coraggio, difatti il piccolo si era fiondato sul muso del TerraSelvaggia facendogli rompere un'ala contro una roccia. Ormai furioso l'animale tentò di uccidere il fastidioso esserino con il colpo di un'ala buona, ma la preda si scansò facendolo precipitare in una profonda voragine.
Hy scosse tutto il corpo, come un cagnolino bagnato, e si affacciò al burrone, sicuro che ridotto in quello stato quel rettile troppo cresciuto non ne sarebbe più uscito. Si accostò a Key e cominciò a chiamarlo coi suoi versetti striduli ma teneri e a saltargli sulla pancia.
il ragazzo si mise a sedere e si guardò intorno
Il cucciolo zampettò fieramente verso la sporgenza e spalancò le ali guardando il cielo, l'umano rise tentò di alzarsi ma una smorfia di dolore comparve sul suo viso e ricadde al suolo alzò lo sguardo su Hy che aveva preso a fissare una zona della montagna dove c'era una grotta
pensò
Il cucciolo scosse la testa come per svegliarsi e svolazzò, per quanto gli fu possibile, intorno a Key






CAPITOLO 13


Si risvegliò con la puzza di chiuso sotto il naso, era distesa per terra al buio in quella che apparentemente sembrava una semplice cella. Si avvicinò ad una delle pareti cercando la porta, solo alzando lo sguardo si rese conto di trovarsi in fondo ad una costruzione di mura simile a un pozzo e quindi realizzò che l'uscita era appunto lassù, sarebbe stato facile arrampicarsi e uscire se non fosse stato per le catene che la tenevano legata saldamente al pavimento. Si appoggiò al muro a sguardo basso, era sicura di essere fuggita da lui per sempre...ma era tornato, la terribile questione era ancora in sospeso...

corse per tutto il villaggio, chiamandolo a squarciagola, ma il suo amato Luren sembrava sparito d'un tratto inciampò finendogli addosso
lo tirò per la maglia singhiozzando
Il ragazzo scosse la testa con sguardo triste le sorrise
Amara riprese a piangere abbracciando quello che per lei era più di un amico, adesso che era rimasta sola lui era diventato il suo unico punto di riferimento le disse
Numerose volte la bambina si era voltata tristemente, vedere la sua casa, la sua terra, la sua famiglia in quello stato le faceva un male incredibile, cercando di non pensarci si rivolse al giovane accanto a lei lui sorrise sotto i baffi la piccola notò uno strano cambiamento di voce nell'ultima parte della frase ma non ci fece molto caso
Arrivarono davanti ad una foresta, con pini altissimi e cespugli ovunque
sussurrò Luren allontanandosi
si disse Amara si strinse nelle braccia e si accucciò ai piedi di un albero, posò la testa sulle ginocchia e ripensò all'orrenda scena della sua casa che crollava, si ricordò che un paio di anni prima il suo papà aveva faticato moltissimo per costruire una stanza tutta per lei...il suo papà...il suo amato papà...ben presto le lacrime tornarono a rigarle il volto. Sentì un rumore strano, simile a quello del ferro quando viene strofinato e voltandosi trovò l'amico alle sue spalle, con una lama tagliente in mano e un sorriso diabolico.
Istintivamente si buttò di lato, e una volta rialzatasi lo guardò sbiancando
Il ragazzo cominciò a ridere senza motivo, trovava divertente quella situazione. disse imitando la voce di Amara si avvicinò ancora alla bambina che,paralizzata dalla paura,non riusciva a muoversi diventò serio ad un tratto la guardò negli occhi e lei indietreggiò urlò la piccola istintivamente il ragazzo alzò in aria la spada che aveva in mano stava per scaraventargliela contro, quando qualcosa lo spinse facendolo sbilanciare.
Di fronte a loro apparve una stupenda Hyrio femmina, dalle squame verde muschio e dai brillanti occhi blu. Ruggì con forza, verso il ragazzo e poco dopo afferrò Amara con la coda spiccando il volo nel cielo notturno. Atterrò con lei in una radura poco distante e indietreggiò per far capire le sue buone intenzioni. Chiunque sarebbe fuggito, ma Amara era piccola e si sa che i giovani sono curiosi e temerari. sorrise lei sotto lo sguardo stupito dell'animale la giovane Hyrio allora le si avvicinò, essendo stata mamma di più cuccioli odiava vedere piccoli indifesi esposti al pericolo, umani e non...

Una luce accecante invase il cunicolo, la giovane arciera mise un braccio davanti agli occhi e solo quando essi si furono abituati alla nuova luminosità si decise a spostarla, alzando lo sguardo si pentì di averlo fatto...Luren se ne stava a guardarla dall'alto, pensando a chissà cosa e sorridendo con soddisfazione
disse facendo un balzo e ,sfruttando le pareti, arrivando fino e in fondo
se avesse potuto Amara lo avrebbe ucciso, ma ancora una volta le catene le ostacolavano i movimenti facendola innervosire ancora di più
le si avvicinò alzandole il mento con l'indice




CAPITOLO 14


Girò rapidamente la testa, un tempo forse le avrebbe fatto piacere stare così vicino a lui, ma ormai quel piccolo amore infantile si era tramutato in un odio profondo e incancellabile
disse più a se stessa che al ragazzo, il solo pensiero di quello che aveva fatto, di tutta la gente che aveva spudoratamente ucciso senza mai pentirsene la faceva rabbrividire
disse il giovane spostandole una ciocca di capelli dal viso, la ragazza gli allontanò la mano con un braccio e indietreggiò continuò egli fissandola negli occhi, ma sorridendo come un maniaco, per un attimo Amara si fermò a guardare i suoi occhi color oceano e lo trovò davvero affascinante, ma subito scosse il capo ritornando alla realtà e rivedendolo come quello che era: un assassino e un bugiardo.
Luren notò la reazione della ragazza e decise di approfittarne chiese abbassando il tono della voce e continuando ad avanzare, fino a quando Amara non si trovò con le spalle al muro
disse arrabbiata, aveva una brutta sensazione, purtroppo aveva ragione;
quell'essere che lei riteneva pericoloso e spregevole si era azzardato a baciarla a tradimento, e ne era sicura, quello non era stato un bacio d'amore...

Key entrò nella caverna, Hy gli camminava accanto svolazzando ogni tanto fino alla sua testa e accucciandocisi, ma stando scomodo tornava dov'era prima,poi preoccupato di aver offeso il ragazzo ci ritornava, andò avanti così per circa mezz'ora
si chiese il ragazzo, il suo piccolo compagno cominciò ad annusare ovunque, zampettando qua e la fino a fermarsi all'improvviso con i sonar drizzati
in un attimo il giovane si sentì crollare la terra sotto i piedi, nel pavimento della grotta c'era una voragine e lui c'era piombato dentro come un sasso affonda nell'acqua, Hy lo seguì un po' timoroso aprendo le ali per atterrargli delicatamente addosso
solitamente non si sarebbe fatto nulla essendo abituato ai combattimenti duri,magari sarebbe anche atterrato in piedi, ma la ferita sulla schiena si faceva sentire, e sanguinava sempre di più, in ogni caso l'Hyrio non gli stava prestando minimamente attenzione, aveva tutto ad un tratto cominciato a ringhiare e le pupille si erano ristrette, mentre le ali erano saldamente ancorate al corpo e le zampe incollate al terreno, posizione che molto spesso gli animali usano quando si sentono minacciati, cominciò a fiutare in giro quando una voce si sentì arrivare da dietro una parete <È Amara...> mormorò il giovane spadaccino colpendo il muro, purtroppo a vuoto.

disse la ragazza, ora veramente arrabbiata, Luren rise sfacciatamente e si riavvicinò, ma stavolta lei lo anticipò e scattò di lato, cadendo però a causa delle catene che le legavano le caviglie
disse lui voltandosi a guardarla
Il discorso venne interrotto all'improvviso, Amara si sentì libera e abbassando gli occhi notò che le catene erano state spezzate, vide una spada non molto lontana da lei. Key era riuscito ad entrare e a tranciare quel fastidioso vincolo usando Shard, ma ora era disarmato.
Luren schioccò le dita e la kitsune che fino a quel momento sembrava scomparsa piombò nel pozzo posizionandosi di fronte alla ragazza
sussurrò egli prima di usare il dorso della bestia come un trampolino per arrivare in cima, solo che lo sconosciuto che aveva visto un attimo prima sembrava scomparso, naturalmente non demorse e lo cercò tenendo in mano una solidissima lancia creata con la forza in parte assorbita dalla sua creatura.
Nella fossa intanto la volpe e l'arciera si scontravano con foga, la prima doveva obbedire al suo padrone che secondo il suo istinto era superiore a tutto e al quale per lo stesso motivo bisognava dare retta a costo della vita, l'altra schivava, o si difendeva con le rocce che trovava per terra, certo aveva giurato di cacciare via,se non uccidere, la kitsune,ma senza armi non poteva fare molto. Più volte aveva cercato di imitare Luren e usare la volpe come appiglio per uscire dal pozzo, ma l'astuto animale trovava sempre un modo per spostarsi e farla cadere.
Mentre tutto questo accadeva, il piccolo Hy osservava impotente e si sentiva piccolo e inutile, ma una brillante idea passò nella sua testolina da cucciolo...


CAPITOLO 15


Fu questione di un attimo, un colpo di coda fece sbilanciare la ragazza che si ritrovò distesa a terra con le zampe della bestia piantate addosso, da quella posizione non poteva fare il minimo movimento, ma poteva vedere chiaramente i lucidi occhi giallo ocra del lupo che sembravano volerla stringere in una morsa mortale, senza via di scampo.
L'animale aprì la bocca, Amara si coprì il viso per difendersi, sentì un urlo e temette che per lei fosse finita...si sbagliò.
Il finto canide aveva mostrato i denti in una smorfia di dolore e si era staccato dalla ragazza per leccarsi la ferita sulla zampa destra, l'arciera si rialzò e con sua sorpresa vide appoggiato alla parete Key, sanguinante ma con quel solito sorriso autoincoraggiante
le chiese ansimando
sorrise per poi sbiancare
Una lama affilata sfiorò per un pelo il viso di Amara lasciandole un lieve graffio sulla guancia, Luren aveva deciso di mettere fine a quell'assurda faccenda, quella stupida non voleva ragionare? Perfetto, sarebbe morta. Morta assieme a quel fastidioso spadaccino. Insieme al segreto che gli sarebbe potuto costare mesi e mesi di conquiste e potere.
mormorò la mora guardandolo dritto negli occhi
rispose sarcastico, afferrando l'alabarda che aveva tenuto nella mano sinistra, con sorpresa dei presenti Key prese le difese di Amara, interponendosi tra lei e il suo nemico
gli chiese avvicinandosi
Shard parò appena in tempo il colpo della lancia affilata, ma era decisamente troppo sottile per tenerle testa e il suo proprietario fu costretto a spostarsi di scatto, finendo ciondolante dall'altra parte del largo cunicolo
le disse Key sorridendo e ritornando all'attacco
La ragazza rimase spiazzata da quelle parole, cosa diamine aveva voluto dire? Rimase basita al punto da non accorgersi di essere attaccata alle spalle, fino a quando Luren non scoppiò in una risata apparentemente insensata
esclamò spingendo all'indietro l'avversario
La viverna ora era una gigantesca tigre bianca, con un balzo fulmineo fu pronta ad agguantare la sua preda, il fatto di essere autorizzata ad uccidere le aveva dato ancora più carica, ma anche la bestia e il suo pseudo-capo avevano escluso qualcuno
l'arciera guardò stupita la scena che le si prestava davanti, il cucciolo era piombato sul muso del felino e ora mordeva e graffiava, nel tentativo di distrarlo
mormorò Key rialzandosi
Uno scattò rapidissimo, come non si era mai visto. Con un grande salto, e aiutandosi col dorso della kitsune, Amara riuscì a rimanere aggrappata alla sporgenza che delimitava la bocca del pozzo e in seguito a risalire, appoggiata ad una parete c'era la sua arma, la ragazza sorrise e l'afferrò.
Di sotto l'esito della battaglia sembrava segnato, Hy era stato azzannato e ora era per terra moribondo poiché essendo un cucciolo non aveva la forza fisica di un adulto;la kitsune tornò al suo vero aspetto e si avvicinò a quelli che da lì a poco sarebbero diventati i suoi due pasti, Luren faceva lo stesso, da tempo non faceva fuori qualcuno e aveva dimenticato la sensazione che si provava un attimo prima di sferrare il colpo finale.
Una freccia sbucò all'improvviso provocandogli un profondo taglio sul braccio e andandosi a conficcare nella parete
gli urlò Amara dall'alto
pensò nervoso il destinatario, fingendo però indifferenza rise
rispose la giovane caricando una freccia esplosiva
Il braccio le si immobilizzò, era vero, Hy e Key erano ancora lì sotto, non poteva colpire bisbigliò
riprese Luren voltandosi nella direzione delle sue prossime vittime, lo spadaccino era in piedi e stava tenendo Hy in braccio, il ragazzo lo guardò sbalordito
rispose l'altro lanciando il piccolo in aria
Amara lo afferrò rapidamente prima che potesse ricadere e rivolse lo sguardo al compagno che le fece un cenno col capo, poi fissò l'arco
chiuse gli occhi riflettendo, li riaprì poco dopo sentendo il verso di Hy, il cucciolo le stava indicando qualcosa col muso





















CAPITOLO 16


Una corsa contro il tempo, ecco cos'era dopotutto. Avrebbe dovuto prendere in fretta una decisione o Key sarebbe stato ucciso, i dubbi cominciarono ad assalirla, non era nessuno per lei, e allora come mai esitava tanto a scoccare quella dannata freccia? Era un estraneo, un assassino, il vincolo che le impediva di riprendere le sue avventure...o forse no? Ancora una volta il suo piccolo amico la risvegliò dallo stato di trans in cui era cascata, portandole la pietra magica che era andato a cercare sulla spiaggia dove erano stati quella mattina, l'aveva trovata nella borsa di Amara, e già che c'era le aveva portato tutto.
La ragazza posò nuovamente lo sguardo su di lui
Hy batté leggermente le ali, era una conferma, difatti era arrivato al limitare dell'isola volando, sebbene con parecchia difficoltà. disse Amara rivolgendo lo sguardo a Luren e Key, quest'ultimo stava lottando disperatamente per sopravvivere e lei decise che non lo avrebbe lasciato indietro, d'un tratto le era passato davanti il ricordo di quella sera, quando si era aperta a lui senza esitare e gli aveva raccontato la sua dolorosa storia.
sussurrò lo spadaccino, lo sguardo gli si stava appannando, per lui era finita ormai...sarebbe davvero morto così? Dopo anni passati a combattere al servizio dei grandi guerrieri, dopo essersi preso la responsabilità di riportare la pace al suo villaggio. Cadde per terra, respirando piano, quasi non facendolo in verità.
la tagliente lama dell'alabarda gli sfiorò la gola, poi per un attimo tutto si fermò. L'unica cosa che scorse con nitidezza era una luce, una luce color rosso acceso, che andava a schiantarsi contro la parete, spaccandola letteralmente in due parti.
Amara aveva legato la leggendaria gemma ad una delle sue frecce, e l'aveva lanciata più forte che poteva. Le crepe passarono dalla parete rocciosa al soffitto e ben presto anche al pavimento, di lì a poco sarebbe crollato tutto.
l'alabarda sparì dalle mani di Luren, anch'essa era finta dopotutto, ma tagliente e pericolosa come una vera arma da guerra. Il giovane si guardò intorno, i due ragazzi erano spariti, approfittando della sua distrazione.
All'esterno...
urlò Amara afferrando il piccolo Hy, ormai stanco di volare poiché non era abituato a farlo, e voltandosi ogni tanto a controllare che Key non fosse colpito di spalle. Lo stava facendo di nuovo, si stava preoccupando per lui.
Uno spruzzo d'acqua attirò la loro attenzione
rise affannando Key, orgoglioso del suo piccolo Poseidon.
Salirono sulla groppa dell'animale che prese ad agitare con forza la coda nell'acqua, arrivando presto a notevole velocità
impallidì Amara, vedendolo letteralmente sprofondare in acqua, si tuffò in mare sotto lo sguardo preoccupato di Hy che si affacciò cercando di vedere. L'arciera lo riportò in fretta su, e non poté fare a meno di notare la scia di sangue che il ragazzo aveva lasciato sul dorso di Poseidon
gridò quasi piangendo, non appena se ne rese conto però prese un bel respiro e ritornò in sé
Si girò di scatto Hy agitò la coda e fece uno di quei simpatici sorrisetti a cui era impossibile resistere, alla padrona vennero in mente le parole della sua vecchia compagna, in effetti la giovane guerriera sapeva di poter comunicare con gli Hyrio, ma dopo la morte di Shiro non ci aveva più provato. Guardò la creaturina bianca e sorrise pensò
La ragazza annuì e guardò la profonda ferita del compagno, disteso in silenzio come morto, ma respirava ancora, ed era quello l'essenziale
le disse Hy saltellando intorno a lui. A quelle parole l'arciera non poté far altro che rimanere basita rispose prendendo dalla borsa delle foglie di alga marina il rettile si posò sulla spalla della ragazza, lasciando cadere una goccia di saliva sulla pianta marina, pochi lo sapevano, ma quella sostanza se rilasciata da un cucciolo poteva far sparire il veleno e curare le ferite piu' gravi
appoggiò con delicatezza le foglie sulla ferita, Key si irrigidì al forte bruciore che gli avevano procurato, in genere non avrebbero fatto poi così male, ma la sua ferita era stata aggravata dal veleno.

CAPITOLO 17


Nonostante sapesse bene che in quel periodo i suoi genitori non facevano altro che litigare questa volta stava avendo una gran paura. Si affacciò lentamente da sopra le scale, rimanendo in completo silenzio
Key vide la donna avvicinarsi al letto con dei vestiti in mano, notò una valigia e realizzò che qualcosa di brutto stava per accadere
Al bambino cominciarono a pungere gli occhi, stava parlando di lui? Era davvero stato così fastidioso per la sua mamma? Trattenne le lacrime e posizionò lo sguardo su suo padre, aveva stretto i pugni, ma il piccolo non aveva paura di questo, suo padre non avrebbe mai e poi mai alzato un dito su una donna, lo sapeva bene, tuttavia era ovvio che si stesse innervosendo
urlò l'ultima frase scaricando tutta la tensione accumulata, ma la donna non si smosse minimamente
A quella frase Key non poté resistere...scoppiò in lacrime e corse al piano di sopra singhiozzando, si buttò sul letto e lì rimase tutta la serata, serata che gli sembrò infinita. Le urla continuarono fino al mattino, quando ad un tratto si sentì la porta sbattere e, poco dopo, il forte rumore di piatti che si frantumavano e sedie che venivano distrutte, gli parve di sentire anche una finestra rompersi.
Fruji entrò silenziosamente nella camera del figlio, che ancora sveglio fingeva di dormire con la testa affondata nel cuscino. L'uomo si sedette accanto a lui e lo guardò per molto tempo,pensando a chissà cosa, poi si abbassò a dargli un bacio sulla testa, sussurrando un flebile .
Key si giurò in quel momento che a nessuno avrebbe più permesso di far soffrire qualcuno in quel modo. Che fosse lui o chiunque altro.

Sentì un leggero battito d'ali, era rinvenuto già da un po', ma aveva preferito perdersi nei pensieri piuttosto che nel caos del viaggio che aveva intrapreso. Aprì leggermente gli occhi, quel tanto che bastava per scorgere un tenero musino bianco a pochi centimetri dal suo naso, e dei lucidi occhi che lo fissavano ansiosi. Rise leggermente e riabbassò le palpebre, ma quel risolino non era sfuggito ad Hy che prese a saltellargli addosso, "ruggendo" e gridando, allora il ragazzo si decise a rinvigorire.
sghignazzò mettendosi a sedere e cogliendo di sorpresa il cucciolo, Hy rotolò giù dal ragazzo fino ai piedi del letto, ormai si sentiva una palla dopo tutte le volte che era successo
l'Hyrio tentò di rispondergli, il risultato però fu un monologo in "vivernese"che, a parte provocargli simpatia, non diede risposta al ragazzo. Gli rivenne in mente l'ultima battaglia e rimase perplesso dal non sentire più dolore, si toccò la schiena fasciata e volse lo sguardo prima fuori, al cielo limpido, poi all'amico curiosamente la creatura comprese l'umano e cominciò a chiamare Amara poggiandosi sul davanzale della finestra,dopo poco la ragazza entrò
sorrise accarezzando Hy
Key la interruppe
La ragazza divenne seria
Ci fu un attimo di silenzio la guardò lui confuso

Nonostante sarebbe dovuto stare a letto, Key passò tutto il pomeriggio a cercare di sdebitarsi con la gente del villaggio, aiutò nel raccolto, nella pesca, a costruire una nuova abitazione, e,insieme ad Hy, a riunire gli animali. Amara gli diede una mano,aveva tenuto tutto il tempo lo sguardo perso nel vuoto e nonostante cercasse di nasconderlo il suo atteggiamento non passò inosservato al compagno. Verso sera i due pensarono di restare lí, l'indomani sarebbero ripartiti.
Erano circa le due, non si sentiva il minimo rumore, tutti erano a letto da diverse ore ormai e persino il bestiame dormiva ancora. Solo due persone erano sveglie, benché sapessero di non poter essere ascoltati parlarono tra di loro a voce molto bassa.
L'uomo annuì
disse la ragazza salendo sulla barca









CAPITOLO 18


Hy si svegliò molto presto quel giorno, di solito poltriva ore e ore anche una volta sveglio, ma per qualche motivo aveva sentito di doversi alzare di corsa. Aprì il muso per tirar fuori uno sbadiglio e per grattarsi l'ala, girandosi però notò che il letto dove la sera aveva dormito Amara era vuoto. Inizialmente non se ne preoccupò troppo, probabilmente era uscita a fare due passi o a prendere la colazione.
Uscì e si posò sul tetto, stette lì per un po' aspettando che la padrona tornasse, ma nulla. Così fece un cambio di programma: cominciò a svolazzare in giro, giocando coi bambini e con gli adulti, in quella terra gli Hyrio non erano molto conosciuti dunque nessuno aveva paura di lui. Ogni tanto andava verso l'alto, abbastanza da vedere la casa dove aveva alloggiato e controllava, passò così ore e ore, quando stanco tornò a posarsi sul tetto, l'avrebbe aspettata lì, probabilmente per giorni addirittura se non ci fosse stato Key a richiamarlo.
rise lui lanciando un pesce alla creatura Hy ingoiò rapidamente la trota, poi cominciò a tirare il ragazzo per la maglia, come ormai si era abituato a fare,poiché con lui non era in grado di comunicare come con Amara
borbottò Key senza guardarlo
Il cucciolo lo guardò molto, ma molto, male e per la prima volta gli venne fuori un ringhio serio, non come quei rumori buffi che provenivano di solito dalla sua gola
rise il guerriero
Intanto...
Non c'era molto vento come invece si sarebbe aspettata, questo per lei significava rallentare, e di conseguenza l'essere cercata dai suoi amici.
Il sole batteva forte, faceva molto caldo. Le onde del mare riflettevano i suoi raggi, sembrando un miscuglio di colori e di luci, l'acqua era così limpida che si poteva vedere il fondo, dove c'era piu vita di quanta si potesse immaginare: oltre alle mille specie di pesci infatti c'erano alghe marine, piccoli squali innocui, coralli e molto altro. Sotto la barca passò in quel momento un gruppetto di razze, quella simpatica coda a punta le ricordò moltissimo il suo piccolo amico.
Scosse la testa nel notare che le stava scendendo una lacrima, non era il momento di piangere, mai come allora sarebbe dovuta essere fredda e cauta. Il giorno prima aveva pensato tutto il tempo a cosa fare, sapeva perfettamente che delle semplici rocce non avrebbero mai potuto stendere Luren, ne tanto meno la sua volpe demoniaca.
D'un tratto qualcosa scosse la barca, si affacciò per capire cosa fosse successo: degli scogli avevano danneggiato il lato sinistro, non era grave, con un po' di fango e legno la natante avrebbe potuto percorrere ancora qualche kilometro. Scorse un'isoletta non molto lontano da lì e decise di approdare per un po', il tempo di mangiare e riparare l'imbarcazione.
Per sua sfortuna essa resistette ben poco, un tratto di mare quindi Amara dovette farselo a nuoto.
pensò poggiando il piede sulla sabbia bianca, era bollente, si sentiva attraverso le scarpe.
Trascinò la barca a vela fuori dall'acqua e posò una roccia sulla corda a cui era legata, sarebbe potuta salire l'alta marea da un momento all'altro essendo in mare aperto. Si recò in quella che sembrava essere una fitta boscaglia, scoprendo che si trattava però solo di palme sparse così a caso da sembrare numerosissime, mentre invece erano si o no una settantina su tutta l'isola pensò afferrando l'arco e scoccando una freccia esplosiva, la quale fece cadere uno degli alberi andandosi a conficcare e a scoppiare esattamente al centro del fusto.
Non faticò molto a trasportare la palma, era abituata a sopravvivere da sola in mezzo al mare, così si costruì un appoggiò usando rocce e pezzi di legno, che avrebbe usato volentieri per la barca ma che purtroppo erano troppo doppi secondo il suo ragionamento.
Posò tutto sulla spiaggia e si sedette un secondo a riprendere fiato, poi accese un fuoco per asciugarsi. Dato il forte calore non ci impiegò molto e decise di ripartire, quando ad un tratto dall'oceano sbucò un'enorme sagoma...
















CAPITOLO 19


D'un tratto dall'oceano sbucò una sagoma enorme: una creatura con sembianze simili a quelle di un'orca, l'intero corpo era coperto di una miriade di scaglie di varie sfumature di blu scuro, eccezion fatta per quelle della zona occhi e lato-occhi, di colore bianco, andò a schiantarsi di pancia sulla spiaggia e l'impatto fece indietreggiare di qualche metro Amara.
disse fissandolo, pensò di essere entrata nel territorio di una qualche creatura marina e stava per allontanarsi, quando alle spalle si ritrovò l'ultima persona che avrebbe voluto vedere
Luren alzò il braccio e a quel segnale l'animale azzurro cominciò a risplendere e presto assunse l'aspetto originale di volpe
sorrise
Al termine della frase il canide si avvolse in una sorta di fumo nero, anche lui furioso per essere stato sconfitto la volta prima, stava assumendo il suo vero aspetto: le candide zampe color crema si trasformarono in enormi arti fiammeggianti, gli occhi giallo oro diventarono blu scuro, il muso divenne gonfio e due enormi zanne sbucarono da esso, mentre tutto il resto del corpo diventò di un rosso acceso e le code si unirono in una sola, grande e possente.
Amara rimase senza parole, d'un tratto realizzò che riuscire a toglierli di mezzo non sarebbe stato facile come pensava all'inizio, coi poteri acquisiti adesso la kitsune era imbattibile per lei, o almeno, per lei da sola.
Luren le si avvicinò alle spalle, puntandole al collo un pugnale
La ragazza lo ascoltava in silenzio, nel momento in cui la volpe le si era mostrata davanti com'era davvero aveva perso quasi tutte le speranze, ma non poteva mollare. Per principio ormai. Con questa convinzione si buttò di lato, si ferì, ma almeno era libera, se c'era qualcosa che detestava era sentirsi in trappola, e odiava lui, con tutta l'anima.
Erano due contro uno, ma l'onore non rientrava proprio nei principi di Luren.
Amara schivava i colpi dell'avversario, faceva la stessa cosa con quelli della kitsune, alla prima occasione, poi, scattava per cogliere uno dei due di sorpresa. Non era una strategia molto ortodossa, e non sempre funzionava, più volte riuscivano a contrattaccare e man mano che passava il tempo stavano imparando la strategia che la giovane stava adottando. Per l'ennesima volta la ragazza si ritrovò alle spalle di Luren, stavolta era vicinissima e se l'avesse colpito di sicuro non sarebbe sopravvissuto, ma qualcosa andò storto.
Mentre stava per colpire si sentì un colpo di fianco, cadde violentemente battendo la testa e guardandosi le mani le vide sporche di sangue, ma il sangue non era suo, lo realizzò quando vide Hy disteso a terra immobile a pochi metri da lei.
il cuore prese a batterle forte e sbiancò
rise il ragazzo posando una mano sulla testa della kitsune, le cui zanne erano rosse e gocciolanti prese a ridere così forte che la sua voce cominciò a rimbombare nella testa di Amara, probabilmente per il colpo preso.
Nonostante tutto la ragazza trovò la forza di rialzarsi e correre dal suo piccolo amico alato
lo prese in braccio
Niente. Nessuna risposta. Il cucciolo era lì tra le sue braccia, immobile, con gli occhietti chiusi.
Qualcosa di caldo scivolò sul volto di Amara, stava piangendo, alla fine non ce l'aveva fatta a resistere urlò tenendolo stretto a se
Luren e il suo seguace erano rimasti a guardare divertiti, mentre la kitsune si leccava le zanne di gusto lui si avvicinò alzando il pugnale
pensò l'arciera


















CAPITOLO 20


Il pugnale volò via prima che i due se ne potessero rendere conto, al suo posto c'era Shard, puntata dritta al volto di Luren, e a sostenerla c'era Key furibondo come non mai.
l'amica lo guardò
si fermò e le sorrise
Amara rimase a bocca aperta, era convinta che dopo averla cercata per un po' avrebbe mollato, invece le era andata dietro per kilometri e kilometri, percorrendo in un paio d'ore la strada che a lei aveva portato via quasi due giorni di tempo.
una sola parola uscì dalle labbra di Luren, la sua bestia sbucò dalle sue spalle mirando ai due ragazzi e afferrando con le zanne la lama della spada
sorrise Key tirandola leggermente in avanti per poi spingerla con forza, assieme all'animale, facendogli lanciare la fiammata più in alto e colpendolo poi a tradimento sotto il petto, riuscì a creare uno squarcio non indifferente
Nel frattempo Amara era riuscita a spostarsi e a rifugiarsi dall'altra parte dell'isola, mentre correva non poteva far altro che pensare a Key, nessuno si era mai comportato così con lei prima d'ora. Si fermò di colpo quando avvertì un movimento tra le sue braccia, abbassò lo sguardo e fissò Hy.
Non poteva crederci, le stava parlando? Quindi era vivo! Lo scosse leggermente e cominciò a chiamarlo per assicurarsi di non essersi sbagliata
lo strinse con amore, ma stavolta non pianse,non voleva farlo davanti a lui poiché l'ultima volta non le si era allontanato di un millimetro.
Sul musetto del cucciolo ancora con gli occhi chiusi per il dolore si formò un tenero sorriso al contatto della pelle con la mano della sua padrona, la padrona che amava più di se stesso, e lo sapeva bene: non era l'unico
La ragazza sorrise e lo appoggiò delicatamente nel foro di un albero sussurrò prima di voltarsi nella direzione da cui era venuta, Key non l'aveva abbandonata e non lo avrebbe fatto neanche lei.
La sabbia bollente volava ovunque, ma nemmeno il sole riusciva a sfiancare i tre, che ci fosse amore, odio, fame non centrava nulla, erano tutti buoni motivi per continuare a combattere senza sosta.
Una potente zampata spinse lo spadaccino fino al mare, con un'agile capriola però egli era riuscito a resistere, pronto a ripartire all'attacco. Le fauci della kitsune lo aspettavano spalancate, un'altra fiammata era palesemente in arrivo, e stavolta il ragazzo non sarebbe riuscito a evitarla, se una freccia apparentemente sbucata dal nulla non l'avesse interrotta facendola esplodere. Si creò una densa nube di fumo, Luren agitò in aria il suo pugnale e i due lucenti occhi blu della volpe attirarono a se tutti i detriti, facendoli sparire nel nulla.
realizzarono insieme Key e Amara, si scambiarono un cenno d'intesa seguito da un sorriso, il punto debole era proprio quello.
Lo spadaccino lanciò Shard puntando al muso della kitsune, la lama della spada diventò di un colore verde lucente al contatto con una delle frecce dell'arciera, formando a mezz'aria l'illusione di uno splendido dragone, pronto a gettarsi possente sulla preda
Ci fu un attimo di esitazione da parte del destinatario, che svanì in un ruggito possente. La creatura prese a correre incontro alle due armi, con le zampe infuocate che trasformavano in frammenti di vetro ogni granello di sabbia che ci entrava in contatto.
Drago contro Volpe. Demone contro Magia. Lo scontro tra le due forze generò una gran quantità di luci e ombre, alcune volarono via altre ai dissolsero...come la kitsune al contatto con l'unione di due forze uniche.
Luren cadde a terra, la sua pelle si ingriggì e non riuscí piu a muoversi. Si era fatto completamente assorbire dall'energia spirituale della compagna, alla sua scomparsa di conseguenza anche la sua energia vitale stava morendo. In poco tempo il suo corpo si schiarì.
svanì nel nulla, come se il vento l'avesse portato via.
I due ragazzi si guardarono e dopo poco scoppiarono in un abbraccio fortissimo
sorrise Key
rise Amara
Dopo poco però i due arrossirono, notando il silenzio che era calato tra loro, Key decise di interromperlo
Amara sorrise
Andarono verso la foresta, con loro stupore il piccolo Hyrio gli volò incontro, praticamente ignorando la ferita.
L'azzurro cielo non presentava nuvole quel giorno, era interrotto solo da uno stupendo arcobaleno, che sembrava un ponte per attraversare l'oceano.
Key salì sulla scogliera, da quando se ne era andata era passata piú di una settimana e lui sentiva un vuoto nel suo cuore, al contrario il loro lungo viaggio era terminato due mesi prima ed era rimasta lì per piú tempo del previsto, persino Amy, rifiutata dopo la sua dichiarazione, aveva pianto quando aveva saputo che Amara non sarebbe rimasta, nonostante era sicura che Key fosse innamorato di lei, erano diventate ottime amiche.
Adesso il vento faceva ondeggiare gli scuri capelli del ragazzo, era felice di essere tornato a Corev, ma doveva ammetterlo...lei gli mancava terribilmente.
Avrebbe voluto sbattere la testa e perdere la memoria, non ricordare piú nulla di se, di lei, niente. Avrebbe voluto non aver mai incrociato il suo sguardo, quel giorno quando si era piazzata davanti a lui all'improvviso sorridendo da sotto il cappuccio, ma non poteva dimenticarla...
Sospirò, pronto a rassegnarsi, quando qualcosa, o meglio qualcuno, gli coprì gli occhi. Riconobbe quel dolce profumo e girandosi trovò il suo sorriso, quel sorriso che tanto amava.




Commenti

pubblicato il mercoledì 26 aprile 2017
CanoviAlfredo, ha scritto: Non ho ancora letto ma già ti posso preannunciare una cosa: "Troppa roba per un uomo solo!". Ti leggerò, promesso, ma coi dovuti tempi...

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