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lavoro pubblicato mercoledì 26 aprile 2017
ultima lettura sabato 21 settembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

VALENTINE (Capitolo 9: Il tutt'uno)

di Alexinfaa. Letto 357 volte. Dallo scaffale Fantasia

Porca puttana quanto eri brutto, ora capisco perché mi chiamavano ‘Mostro schifoso', sembravi la brutta copia di Brandon Lee nel film ‘Il Corvo' e avevi pure al tuo fianco un uccello, nero si, ma non ricordo ora se era più bru.........................

Porca puttana quanto eri brutto, ora capisco perché mi chiamavano ‘Mostro schifoso'; sembravi la brutta copia di Brandon Lee nel film ‘Il Corvo' e avevi pure al tuo fianco un uccello, nero si, ma non ricordo ora se era più brutto quell'uccello o la tua faccia.

Senza sapere che era proprio lo spirito di quell'uccellaccio che mi tormentava, spingendomi ad uccidere, perché era quello che avevi imprigionato dentro di me, quell'uccellaccio maledetto, non è vero?

Quanto ho sofferto quel giorno e quanto ho pianto, avrei preferito essere bruciato vivo cento volte e non di dover sopportare quel dolore.

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Senza alcuna altra possibilità di scelta, Ale si diresse sul monte Even, dove Ares lo attendeva da fin troppo tempo. Un lungo percorso tutto in salita con raffiche di vento gelido che gli tagliava la faccia, sembrava quasi la punizione per il suo ritardo. Arrivato in cima la montagna, il vento si placò rapidamente e in una zona pianeggiante di deserto bianco, il Dio Ares fece la sua comparsa, mostrando solo il suo viso in uno fluttuante e gigantesco specchio.

Un volto mostruoso e lungo, bianco con occhi rossi contornati di nero, lunghe corde bianche e nere al posto dei capelli e labbra viola con in faccia strisce scure che dagli occhi partivano in diverse direzioni.

Solo il guardarlo incuteva una tremenda paura ma nonostante tutto Ale gli gridò contro "LO SO CHI TU SEI, CIO' CHE HO DENTRO PROVIENE DA TE, MA IO NON FARO' MAI CIO' CHE VUOI!!".
"Ti pieghi alle mie volontà!" gli rispose Ares, con un sorriso che quasi gli squarciava in due le guancie.

Allora lui gli rispose chiedendo "Chi sono io? E da dove provengo?" sperando finalmente di capire la verità sul suo passato, quel passato che non ricordava, ma con una voce tetra quel Dio si limitò solo nel dirgli "Sei il futuro imperatore di Valentine e noi due insieme governeremo l'universo!".

"Non ho mai chiesto tutto questo! E poi, perché proprio io?" chiese Ale cercando di mostrare il suo totale disinteresse a quel suo piano malvagio e sperando di aver risposta alla sua prima domanda.
"Non sei tu che scegli, non sei tu che chiedi, tu sei solo chi io ho deciso!" gli rispose Ares con un aria superba.
"Non farò mai ciò che tu vuoi, riprenditi i tuoi poteri e dimmi la verità!!" insistette il ragazzo, ma Ares, ridendo gli rispose "Credi di poterti opporre a un Dio? Sarai l'imperatore, così è deciso e così sarà!"

A quel punto il cielo si fece nero e lampi e tuoni cominciarono a mostrarsi intorno a lui, Ares scomparve dallo specchio e un enorme energia sottoforma di raffica di vento investi Ale.
Era il momento dell'unione, il tutt'uno, il Dio e Ale, il malvagio Dio Ares nel corpo di Ale; le ulteriori energie trasmesse da quel Dio malvagio modificarono le sembianze di quel povero ragazzo, trasformandolo in un mostro schifoso, con le sembianze di Ares.

Ma qualcosa d'imprevisto accadde, qualcosa d'inaspettato.

Quel Dio che vantava tanto la sua superiorità non riuscì a entrare nel corpo di quel ragazzo; si udì la voce di Ares da quel cielo scuro, che rimbombò in tutto il pianeta "COME?? COME HAI POTUTO.....IN COSI' POCO TEMPO!! ".

Ale in ginocchio, con le mani e lo sguardo rivolto a terra, alzò il viso a quel gigantesco specchio che aveva d'innanzi. Un volto ripugnante gli si mostrava d'innanzi "CHE COSA MI HAI FATTO!!" piangendo a squarciagola "BASTARDO, riprenditi tutto questo, NON SARO' MAI TUO SERVITORE!!".

Quel pianto interminabile di quel ragazzo divenuto ormai un mostro, a quel Dio fece quasi pena e con voce sconfortata disse "Come sei patetico!! Continui inutilmente a opporti. Ciò che tieni dentro non cambierà nulla, anzi, peggiorerà solo le cose. Stai solo guadagnando tempo, tempo per soffrire, sempre di più!"

Quel Dio esortò le sue ultime parole prima di sparire in quell'oscuro cielo "Volevi la verità? Bene! Avrai risposta alle tue domande. Capirai ben presto che il mio volere è cosa giusta!" e il silenzio prese posto alle parole.

Un lampo, un tuono, un flash nella sua mente, con occhi sbarrati nel vuoto, quel vuoto mentale che Ares stava cominciando a colmare nella testa di quel ragazzo divenuto mostro.

La sua casa, la spiaggia, il suo paese, il rapimento, quella fattoria in collina, i suoi ricordi cancellati tornarono alla luce e come tanti spilli, si conficcarono dentro di lui, uno a uno, uno dopo l'altro nella suo corpo e nel suo cervello, "Benvenuto su Valentine!", un altro spillo, "Hai da accendere?" si contorse per terra con le mani sulla testa finché i suoi ricordi lo portarono alla fine della sua storia o l'inizio, essere bruciato vivo.

Guardò di nuovo quello specchio che rifletteva quella sua faccia mostruosa, in lacrime per la sofferenza di quei ricordi passati che Ares gli aveva rimosso. Ma Ares, non era ancora soddisfatto, come se avesse con se una bambola Vudù, era pronto a conficcare in lui un altro spillo, il più grande, dritto al cuore.

Un altro lampo susseguito da un forte tuono, lo spillo entrò come uno colpo di pistola dritto al cuore, qualcosa di terribile trapassò il cervello di quel ragazzo, un voce, si, una voce che lui conosceva, molto bene, una voce che disse qualcosa che non avrebbe mai voluto sentire.

Ale esultò un gigantesco "NOOOOOO!" che fece tremar il pianeta.

Più si guardò allo specchio e più alla tristezza dei ricordi, prendeva posto la rabbia per quella voce, per quelle parole, trasformandolo in qualcosa che non era ne Ares e ne Ale, in qualcosa di meno mostruoso all'esterno ma di inquietante e malvagio all'interno.

Lo specchio ora rifletteva qualcosa di diverso, rispecchiava gli occhi di un qualcuno che ora aveva scoperto il suo passato, visto ciò che non aveva avuto il coraggio di vedere dentro qualcuno, la verità.

Ora aveva capito per la prima volta in vita sua, cosa doveva fare.



Commenti

pubblicato il mercoledì 26 aprile 2017
Alexinfaa, ha scritto: Spero di non aver sbagliato molti verbi. Comunque consiglio la lettura di questo capitolo con questo sottofondo: https://www.youtube.com/watch?v=mfTkL-ZHDCY

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