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lavoro pubblicato domenica 23 aprile 2017
ultima lettura martedì 18 giugno 2019

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VALENTINE (Capitolo 4: ARES)

di Alexinfaa. Letto 311 volte. Dallo scaffale Fantasia

Non avendo altro posto in cui andare, solo, senza nessuno che lo potesse aiutare, ritorno sul pianta Scelly, con la speranza di capire il perché di tutto questo, perché lo continuavano ad attaccare, perché lo volessero uccidere.Ric...

Non avendo altro posto in cui andare, solo, senza nessuno che lo potesse aiutare, ritorno sul pianta Scelly, con la speranza di capire il perché di tutto questo, perché lo continuavano ad attaccare, perché lo volessero uccidere.

Ricomparve non molto lontano da un enorme città, una città tra le colline, in festa. Si diresse verso di questa. Tra suoni, musica e coreografie spettacolari sfilavano in maschera o con strani vestiti quasi tutti gli abitanti, facce bianche con occhi contornati di nero con strisce scure verso le orecchie e con rossetto viola scuro, una tetra festa, spaventosa. Era totalmente sbalordito perché nonostante quel tetro sfilare, che a prima vista incuteva un enorme paura, percepiva l'opposto di quello che percepiva su Valentine, percepiva la gioia e la felicità di tutti coloro che gli sfilavano davanti.

"E' tornato il nostro Imperatore!!" gridò qualcuno al centro di un patio; d'improvviso tutti iniziarono ad esultare gridando con forza quel nome, quel nome che a molti altri avrebbe incusso una tremenda paura, ma non su Shelly. ARES! chi fosse, lui non lo sapeva, ma non ci volle tanto per capire che fosse stato scambiato per questo Ares; tutti coloro che sulla strada gli eran vicino si allontanarono immediatamente da lui per poi inchinarsi, creando un largo passaggio che gli avrebbe permesso di raggiungere il patio. Questa volta fu Ale a rimanere incredulo, era sempre stato egocentrico ma ciò che stava accadendo era più di quello che si sarebbe aspettato; si diresse verso il patio, LordRegon lì lo attendeva con accanto una gigante poltrona, nera e viola, macabra con teschi disegnati ai lati. Raggiunse LordRegon e non potette far altro che sedersi.

"Mi spieghi che cavolo succede?" Ale disse a LordRegon con un falso sorriso.
"Festeggiamo il tuo arrivo! L'arrivo del nostro imperatore!" gli rispose, ma LordRegon subito capì che c'era qualcosa che, in quel loro imperatore, non andava. Guardandolo negli occhi, LordRegon gli disse "Non capisci? Non ti preoccupare, capirai, l'inizio della fine ormai è vicina, tu devi solo accettarla" e sorridendo "anche perché non hai scelta!".
"Ma che cazzo dici? Smettila di dire stronzate e parla seriamente!" gli rispose Ale innervosito per quelle parole.
"Ma io non sto scherzando, sono anni che ti aspettiamo, non che ti aspettassimo qui, così presto. Dovevi prima conquistare Valentine!", poi il suo sguardo divenne più serio ed aggiunse "perché non l'hai uccisa?"
"Chi? la nevrotica principessa? Non ti preoccupare è innocua, e poi perché l'avrei dovuto uccidere?" gli rispose.
"Non ti opporre a ciò per cui sei stato chiamato a fare!! Te ne pentirai amaramente" con minaccia disse LordRegon e poi continuò "'Da lontano qualcuno arriverà per portar distruzione!! Tu sei questo qualcuno!!'" poi fece un lungo sospiro "Ares ti attende sul monte Even, raggiungilo ed accetta il tuo destino!".

Ale rimase sorpreso per questa storia così assurda, LordRegon non sembrava poi così tanto ubriaco da inventarsi tutto, ma almeno Ale, aveva capito il motivo per cui tutti su Valentine lo volessero far fuori. Quello che aveva ascoltato gli parve fin troppo assurdo, rimase in silenzio per qualche minuto ma poi, incuriosito da questo Ares, chiese solo "Chi è Ares?".

"E' il nostro Re, il nostro Dio!" gli rispose LordRegon.

A quel punto Ale si alzò e se ne andò via senza dir altro, lasciando LordRegon in quella strana e macabra festa in suo onore. LordRegon non fiatò, aveva capito chiaramente che le sue parole avevano creato in lui solo un gran stato confusionale.

E' normale che me ne andai! Avevo fatto il pienodi stronzate, manco fossi Frodo del film ‘Il signore degli Anelli' e poi senza memoria e senza sapere chi fossi, non c'era bisogno di molto per farmi rincoglionire!! Per fortuna dopo questo ‘interessantissimo colloquiò' scelsi la strada più giusta ossia seguire il mio grande istinto, come sempre, quando non so cosa fare la soluzione è andar sempre controcorrente; fregandomene in pieno di quelle enormi cazzate che mi aveva detto LordRegon...... che nome da deficiente... mi concentrai solo sui miei poteri e a divertirmi nell'usarli, a sperimentarli, insomma a sfruttarli, soprattutto a divertirmi nel prendere per il culo qualcuno che sapevo cercava ogni giorno di pedinarmi.



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