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lavoro pubblicato sabato 22 aprile 2017
ultima lettura sabato 16 novembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

VALENTINE (Capitolo 2: Pianeta Scelly)

di Alexinfaa. Letto 459 volte. Dallo scaffale Fantasia

Potrei dire che questo fu il giorno più bello della mia vita, se solo l'avessi.......la vita. D'improvviso, Ale ed il guerriero, si ritrovarono su di una collina,  Ale cominciò a guardarsi attorno pensando tra se e se ‘ma ..............

Potrei dire che questo fu il giorno più bello della mia vita, se solo l'avessi.......una vita.

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D'improvviso, Ale e il guerriero si ritrovarono su di una collina, una vasta campagna con qualche albero sparso in quel manto verde di prato era il paesaggio che li circondava.

Ale cominciò a guardarsi attorno pensando tra se e se ‘ma dove cavolo siamo?' e rivolgendosi a quello strano guerriero, alzando le braccia, esclamò "Beh allora? Cercate di uccidere tutti i turisti o io sono il più fortunato estratto?". Il guerriero con un aria stranita lo guardò e senza neanche emettere una sola parola, estrasse la sua spada e con un enorme furia e rabbia, cominciò ad attaccarlo senza alcuna pietà.

Ale rimase stupito per tutta quell'ira, eppure era sicuro di non conoscerlo. Quegli strani poteri in lui gli permettevano di percepire i sentimenti e le emozioni di chiunque gli stesse vicino e in quel guerriero percepiva solo è soltanto un immensa cattiveria e crudeltà.

Con gran disinvoltura evitò tutti i colpi a lui inferti e più quel guerriero cercava di colplirlo più le capacità di combattimento di quel ragazzo si sviluppavano.

"Non ti ho portato qui per farti giocare con la tua spada. Riesci a dire almeno una parola tra un colpo e l'altro?" gli gridò Ale.

"Ti ucciderò mostro schifoso!" gli rispose con rabbia il guerriero, con una voce contorta a causa di quello strano elmo che gli copriva la testa.

"Ma dici sul serio?" gli rispose Ale mentre l'altro continuava in silenzio a sferrare colpi contro di lui, nella speranza di poterlo colpire.

Quella crudeltà che Ale percepiva in quel guerriero, lo innervosiva e inoltre i poteri in lui non facevan altro che spingerlo ad contrattaccare, ad ucciderlo. Quel ragazzo sarebbe stato capace di polverizzare quel guerriero in pochi secondi ma insieme a quel desiderio di ucciderlo dettato da quei poteri che possedeva, un qualcosa che non riusciva a comprendere dentro di lui, contemporaneamente lo fermava, lo bloccava.

Arrivò però un punto in cui quel ragazzo quasi non riusciva più a trattenere quella rabbia e quella volontà di ucciderlo che a dismisura continuava a crescere in lui; fu a quel punto che gli sfilò la spada tra le mani e con una semplice ginocchiata gliela spaccò in due riconsegnandola poi con gran disinvoltura.

Con insistenza chiese nuovamente "Mi dici perché mi vuoi uccidere?".

Il guerriero, ormai senz'arma, cercò di sferragli un pugno ma fu subito buttato a terra con una spinta.

"Ma dai! Non hai proprio voglia di parlare?" proseguì Ale per poi aggiungere con un sorriso ironico "daltronde come pensi di potermi battere con quell'armatura che pesa tre volte più di te? A malapena ti riesci a muovere!".

Subito dopo Ale si guardò nuovamente attorno per cercar di capire dove si trovasse, ma in qualsiasi direzione lui guardava, non vedeva altro che campagna.

Il guerriero rimase qualche secondo fermo ed in silenzio per poi alzarsi e togliersi quel grande elmo che indossava.

Ale si girò per guardarlo in faccia e sorridendo esclamò "Ma sei una ragazza!" mettendosi poi a ridere; lei in pochi secondi si tolse tutte le restanti parti di quell'armatura che gli ricopriva quasi tutto il corpo, rimanendo solo con un unico costume nero al quanto aderente.

A quel punto Ale rimase senza parole, si accorge che quel guerriero non era altro che una bellissima ragazza, bruna, con dei capelli lunghi che gli scendevano lungo la schiena e con degli occhi neri dove al guardarli, vi era solo da perderci al loro interno.

Sorridendo disse "Wow, sono tutte come te le guerriere di queste parti?". La ragazza non rispose e ricominciò ad attaccarlo con più furia e tenacità.

"Vedi che riesci ad essere più veloce senza armatura!" gli disse Ale, sotto i colpi sferrati da quella ragazza che pareva completamente sorda alle sue parole e con l'unico obiettivo di ucciderlo.

Ale non avrebbe mai minimamente reagito ai colpi sferrati contro di lui, da una ragazza, anche se questa non aveva nessuna intenzione di parlare ma solo di farlo fuori.

Anzi, lui quasi si divertiva a parare e ad evitare tutti i suoi colpi; ad ogni colpo evitato notava che in lei creava quasi un senso di offesa alle sue doti di attacco.

Ad un certo punto la ragazza, ormai stanca, si allontanò; si pose di fronte ad Ale, quasi con il fiatone e si piegò con la schiena appoggiando le mani sulle gambe.

"Beh? Già ti sei stancata? Così vuoi uccidere questo mostro schifoso?....... e comunque" alzando il braccio verso di lei "è normale che ti sei stancata .....dovresti far un po' di ginnastica per perdere peso!" esclamò Ale come una farsa teatrale.

La ragazza aveva un fisico perfetto ma quel ragazzo, non potendola colpire, non poteva far altro che divertirsi a prenderla in giro. A quelle parole, però come un fulmine lei gli si avvicinò e gli sferrò un forte schiaffo in faccia.

Ale perse per un attimo in controllo di se e senza neanche accorgersene, col solo avvicinare la mano al suo petto, la spinse facendogli far un volo di svariati metri.

Rimase per qualche secondo impietrito per quello che aveva fatto, non era assolutamente sua intenzione farle del male; gli si avvicinò e si chinò a lei.

Lei era per terra e guardandola vide che del sangue gli usciva dalla bocca; il solo l'avvicinare il suo palmo sul suo petto, gli aveva sfondato la cassa toracica e quest'ultima gli aveva perforato i polmoni.

Una manciata di secondi e sarebbe morta.

La ragazza guardò Ale dritto negli occhi e cercò di dir qualcosa; Ale mettendosi il dito sulle labbra la zittì "sssssshhhhhhh", l'altra mano gliela poggiò nuovamente sul petto.

Una strana energia da Ale si trasferì in lei rimarginando tutte le ferite che quel brutto colpo gli aveva arrecato. Nell'incredulità di quella ragazza, lei guarì e si riprese.

"Tutto ok?" disse Ale con un grande senso di vergogna, aggiungendo poi, nel cercar di giustificarsi "Non pensavo fossi così permalosa! Stavo scherzando quando ti ho detto che dovevi far la dieta!".

Con occhi sbarrati e incredula di quel sui gesto gli rispose"Mi hai salvato con i tuoi poteri. Ma chi diavolo sei?".

"Ci mancherebbe che ti salvavo!" gli rispose Ale sorridendo e alzandosi in piedi, poi proseguì "Secondo te ti lascio morire il primo giorno che ci siamo conosciuti? e comunque se tanto ti interessa, non ricordo ne chi sono ne da dove vengo" terminando poi "Stai pur tranquilla che sarai una delle prime persone a saperlo, appena lo scopro!"

La ragazza si alzò in un balzo e gli tirò un pugno in faccia, esclamando "Sei un mostro schifoso, questo sei e salvarmi la vita e' stato il tuo più grande errore. Tu non hai la minima idea di chi hai di fronte. Io e il popolo di Valentine non ci arrenderemo mai a te; siamo pronti a tutto pur di distruggerti e a porre fine a quest'incubo in cui ci vuoi rendere protagonisti!".

Durante tutto il discorso di quella ragazza, in cui Ale non riusciva a capire se stesse parlando sul serio o stesse solo farneticando, la guardò per tutto il tempo con uno sguardo di rabbia ma allo stesso tempo mostrando un enorme pazienza che forse, solo un santo poteva avere; si toccò con la mano la guancia e il labbro, dolorante per il pugno ricevuto e attese il termine di quel lungo ed insensato discorso per poi, alla fine, chiedergli "Hai Finito?".

Lei zittì per qualche secondo, come se a quel punto avesse scaricato parte di un ira accumulata per anni. A quel punto Ale, prendendola completamente alla sprovvista, gli bloccò entrambe le braccia e la baciò.

Lei cade subito dopo all'indietro, di sedere per terra, totalmente confusa ed incredula di quel gesto insensato.

"Almeno ora lo hai un mezzo motivo per farmi fuori!" esclamò Ale, come se per lui fosse una giustificazione; sentì subito uno strano sapore in bocca e toccandosi con la mano sulle labbra proseguì "Ma che ca.....cosè fragola? Che schifo, ma come fai a metterti queste cose sulle labbra!".

Poteva sembrare che quel ragazzo volesse sdrammatizzare ma effettivamente gli faceva schifo sul serio.

Con un enorme rabbia, lei gli urlò contro "Schifoso maledetto COME HAI OSATO!?!? SEI UN MOSTRO SCHIFOSO!!" mentre lui era intento a guardarsi nuovamente attorno.

"E finiscila, non sai dire altro?" proseguendo poi a bassa voce "ma dove cavolo siamo?".

Ale vide poi in lontananza delle persone dirigersi verso di loro, quattro strani personaggi con una strana armatura mentre altri senza. Sorridendo disse "e questi ora da dove saltano fuori? Guarda come sono vestiti! Devono andare ad una festa in maschera?" poi aggiunse "certo che siete proprio strani da queste parti!".

Lei, guardò quelle persone e con un aria stupita esclamò "LordRegon?".

"Scommetto che sono amici tuoi!" gli rispose Ale sorridendo.

"Mi hai portato sul pianeta Scelly brutto bastardo era tutta una trappola!" gli rispose lei con rabbia.

"Ma non dire cavolate, non sapevo neanche che fossi una donna e poi, chi mi ha dato questi poteri si è scordato di darmi il libretto delle istruzioni, che cavolo ne so dove siamo!".

Poco dopo Ale alzò lo sguardo e notò di fronte un pianeta assai vicino, sembrava quasi che si potesse essere toccatare con le mani per quanto fosse vicino. Sorridendo proseguì "mi sa che comunque hai ragione, penso che prima eravamo lì!" indicando quel il pianeta; guardandosi le mani aggiunse "incredibili questi poteri!".

La ragazza abbassò la testa, era terrorizzata, si sentiva ormai in una situazione in cui non poteva far nulla, era in trappola; sarebbe stato inutile anche scappare, non sarebbe servito a nulla. Si sentiva una condannata a morte.

"Dai non fare quella faccia, fai finta di essere in vacanza!", poi sorridendo "infondo non ti ho fatto pagare neanche il viaggio!" disse Ale.

"Ma che cazzo stai dicendo??" gli rispose con rabbia ed una tremenda paura.

LordRegon, insieme ai suoi uomini, raggiunse i due e rivolgendosi ad Ale esclamò "Il nostro imperatore finalmente è arrivato!". Con una faccia stranita, Ale volse lo sguardo alla ragazza e poi verso quello strano personaggio "Avevamo un appuntamento?".
"ahahahah è pure simpatico il nostro imperatore! E vedo che ci ha portato un primo dono, la Principessa SaintVale!!". Ale rimase per un attimo sbalordito, si avvicinò alla ragazza e sorridendo e a con bassa voce chiese "Sei una principessa? e quando avevi intenzione di dirmelo? Certo che sei piena di sorprese!".

"La sacrificheremo stasera per festeggiare l'arrivo dell'imperatore!" aggiunse LordRegon. La ragazza, che potremo d'ora in poi chiamar anche principessa Saintvale, con le lacrime agli occhi, rispose "Il Re, verrà immediatamente a cercarmi quando non mi vedrà tornare al palazzo!".

"Sarete già morta quando verrà qui vostro padre!!" gli rispose LordRegon.

Ale si rivolse alla principessa Saitvale e chiese "Come è che ti chiami?" ma la principessa Saintvale rimase in silenzio, allora LordRegon rispose "Si chiama SaintVale!".

"SaintVale? Ma che nome è?" gli disse guardando la principessa Saintvale. A quel punto LordRegon "Chiamala come si fa chiamare da tutti, Saint! Chiamala così, almeno per queste ultime ore che gli rimangono da vivere!".

La principessa Saintvale si girò e cominciò a piangere.

Ale, allontanandosi da lei disse "SaintVale? Ok ti chiamerò Vale, mi piace di più!".

LordRegon, indicando la principessa, si rivolse a un suo guerriero e disse "Preparala per la cerimonia!" con un sorriso pieno di cattiveria. La principessa Saintvale scoppiò a piangere ma appena il guerriero si avvicinò a lei per afferrarla dal braccio, Ale si girò d'improvviso verso quel guerriero ed esclamò "Tu non la toccare!". Poi aggiunse, per nascondere quel suo gesto di protezione quasi fraterno "non per altro ma è molto suscettibile!". Il guerriero si impaurì per quell'ordine imposto dal suo ‘imperatore' e si allontanò rapidamente. "Lei è mia prigioniera" aggiunse Ale "quindi nessuno la deve toccare!".

LordRegon non potendosi opporre a quell'ordine, quasi a bassa voce, disse "ma noi dobbiamo sacrificare qualcuno per il suo arrivo!". Ale si ritrovò totalmente spiazzato ma poi guardandosi attorno esclamo "Sacrifica lui!" indicando una persona a caso tra i guerrieri.

"Ma lui è mio fratello!!!" gli rispose LordRegon con voce pietosa.

"Ma porca...." rispose Ale quasi con rabbia.

Saintvale, a quella scena alquanto ridicola si girò di spalle per poi mettersi in silenzio a ridere. "Non ridere!" disse Ale con voce bassa, rivolgendosi poi a LordRegon "Sono io l'imperatore quindi oggi niente sacrificio...anzi tu.." indicando LordRegon "tu rimani nei paraggi!! " e a bassa voce "sei uno dei pochi che non ha ancora cercato di uccidermi".

LordRegon con grande incredulità rispose "Perché? Già se ne va imperatore?".

"Torno subito" rispose Ale e guardando negli occhi la principessa Saintvale concluse "vado giusto un attimo a trovare una persona."

Improvvisamente Ale prese la principessa alle spalle e sparì insieme a lei nel nulla.



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