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lavoro pubblicato sabato 22 aprile 2017
ultima lettura mercoledì 13 novembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il Pulitore

di FrancescoGiordano. Letto 483 volte. Dallo scaffale Fantasia

Un nuovo eroe mascherato appare in una piccola città, ma il suo acerrimo nemico ha un piano da portare a termine, e nessuno lo fermerà...

Una nuova notte era appena iniziata e, con essa, anche la caccia di Johnson, il cui vero aspetto era celato da un costume. Non era però l'unica cosa che cercava di proteggere quando visitava le strade scure della sua città. Il suo alter-ego disponeva di un nome diverso, ed era "Magicus".

L'idea era nata dalla sua passione per la magia, anche il suo costume non era così diverso dai classici abiti dei maghi. Cappello a cilindro di colore nero, mantello, abito munito di papillon e non poteva di certo mancare la bacchetta magica che, nelle sue mani, diventava una vera e propria arma.

Non solo perché, diversamente da quelle normali, era in realtà una mazza di ferro, ma anche perché al suo interno si celava una lama. La violenza però era l'asso nella manica, il suo punto forte erano i trucchi di magia, di cui si serviva per confondere le sue prede, i malviventi.

Ma, da un po' di tempo, la sua attenzione si era incentrata su un solo individuo, quello che si poteva definire la sua nemesi. Ormai era noto con il soprannome di "Pulitore", o almeno così lo definivano i media. Era un serial killer che non aveva ancora lasciato tracce della sua identità, la polizia aveva infatti non poche difficoltà in merito.

C'era solo un filo che legava il suo "lavoro", le vittime, che erano tutti extracomunitari, oltre questo, non c'era altro. Motivo che aveva spinto l'uomo ad indagare da solo sull'accaduto, sperando di fermare l'assassino prima del prossimo omicidio.

Johnson si muoveva di vicolo in vicolo per non farsi vedere, al momento aveva solo una pista da seguire, quindi si sarebbe diretto in una zona piena di extracomunitari. La polizia non era ben accetta in questa zona, i "residenti" avevano paura che li avrebbero portati nelle loro terre natie, rendendo vano il loro viaggio.

Per lo stesso motivo, Magicus si teneva a debita distanza da quello che era definito da molti un Ghetto. Anche se in realtà, si trattava di una piccola piazzetta dove non più di venti individui si ritrovavano la sera per avere un luogo ove dormire e riscaldarsi grazie al fuoco. La mattina presto erano soliti scomparire.

Quel luogo rappresentava l'unico indizio sull'identità di questo Pulitore, gli extracomunitari, presi dalla paura e dal panico, presero la decisione, almeno di sera, di ritrovarsi in un posto per non essere da soli. Quindi, se il serial killer non si era ancora tirato indietro, sarebbe tornato.

Questa volta però, Johnson sarebbe stato presente, salvando così la vita del povero malcapitato e fermando una volta per tutto questo scellerato individuo.

Arrivato a destinazione, non poté far altro che restare in attesa, osservando però attentamente gli spostamenti dei presenti. Per avere una visuale migliore, aveva raggiunto il tetto di un piccolo negozio. Impresa possibile grazie ad alcuni strumenti di cui disponeva.

I minuti passavano ma la situazione non cambiava, Magicus sapeva però che non sarebbe stato così facile scovare la sua preda. La pazienza era un elemento fondamentale per una situazione del genere. Dopo circa un'ora, tutti i presenti si erano ormai addormentati.

L'uomo era sicuro che, per tale motivo, presto il suo nemico si sarebbe palesato, ma non sapeva ancora da dove e in che modo.

Ad un certo punto però, qualcosa cambiò, uno dei presenti si alzò e si diresse in un vicolo. Probabilmente doveva espletare qualche funzione organica ma, in ogni caso, Jhonson decise di seguirlo. Forse il Pulitore non sarebbe apparso adesso, ma non gli costava nulla controllare.

Come prima cosa, Magicus tornò con i piedi per terra abbandonando il tetto ove stata sostando. Poi velocemente si avvicinò alla donna che si era appena alzata, senza farsi però vedere, si tenne infatti a debita distanza.

La donna era entrata in un vicolo, per poi dirigersi verso destra. Dopo essere scomparsa per qualche secondo, tornò indietro, a quanto pare l'uomo si era preoccupato per nulla, visto che non era apparso nessuno.

Non appena voltò lo sguardo però, sentì un rumore, erano dei passi, si stava avvicinando qualcuno. Anche la donna avvertì tale suono e si volto, dinanzi a lei sbucò un misterioso individuo incappucciato. Il suo volto era coperto ed il buio rendeva praticamente impossibile coglierne l'aspetto.

‹‹Salve, posso farle una domanda?›› esordì così il nuovo arrivato. Il tono di voce non sembrava aggressivo ed era anche disarmato. Inoltre, confermava che si trattasse di un uomo.

‹‹Io... No parlare bene... Sua lingua...›› la donna rispose in modo agitato e confuso, l'apparizione improvvisa di quel tipo l'aveva colta alla sprovvista.

Infatti subito si voltò ed iniziò ad aumentare il passo, ma l'individuo continuava a seguirla.

‹‹Non si preoccupi, è una domanda facile.›› aggiunse, iniziando a camminare.

La donna iniziò quindi a correre, sbucando dal vicolo. Johnson rimase lì vicino in attesa di quello che non poteva essere altri che il famigerato Pulitore. Quando quest'ultimo uscì dal vicolo, Magicus lo fece cadere a terra con un semplice sgambetto. Lo bloccò lanciandosi velocemente sopra di lui e gli tolse il cappuccio.

‹‹Ecco il nostro Pulitore! Ma oggi per te è finita, mio caro!›› disse l'eroe, sorridendo.

‹‹Oh, lei mi sottovaluta, vigilantes della notte. Nessuno può fermarmi.›› replicò il serial killer, sputando sul volto del suo nemico che, per l'effetto sorpresa, indietreggiò leggermente.

In questo modo l'assassino riuscì a liberarsi e a sferrare un pugno contro il volto di Johnson, adesso era quest'ultimo a trovarsi a terra in preda al dolore.

Nel frattempo, il Pulitore era tornano all'inseguimento della donna, a quanto pare non aveva intenzione di mollare. Nemmeno Magicus però si era dato per vinto, riuscì infatti a rimettersi in piedi ed iniziò a correre. A causa dell'ora tarda, nessuno era presente per le strade della città, lasciando campo libero al serial killer.

Dopo qualche minuto, il Pulitore prese una pistola, a quanto pare era stanco di correre e sembrava pronto a colpire la sua vittima. Non appena vide la scena, Johnson capì che doveva muoversi, se voleva evitare il peggio.

Iniziò quindi a frugare nella sua "tasca magica", in realtà si trattava di un semplice zaino a tracolla con all'interno diversi strumenti utili. Alcuni erano di sua creazione, mentre la maggior parte li aveva acquistati.

Dopo qualche secondo trovò l'oggetto che faceva a caso suo, un boomerang, arma molto difficile da utilizzare. Non per lui però, iniziò a giocarci da bambino e continuò ad utilizzare tale strumento fino all'età adulta. Anche se probabilmente non era un maestro, sapeva come utilizzarlo senza combinare guai.

Decise quindi di lanciare il boomerang, che colpì l'assassino proprio sulla mano destra, dove impugnava la pistola. L'uomo urlò dal dolore e si fermò, dando così al Magicus l'opportunità di riacciuffarlo. Aumentò il passo e gli si scagliò addosso, i due si ritrovarono a terra ed iniziarono a scambiarsi dei pugni.

La maschera di Magicus venne macchiata del suo stesso sangue, così come il suo vestito, la lotta andò avanti per parecchi minuti, nessuno dei due era intenzionato a darla vinta all'altro.

Ma alla fine Johnson svelò il suo asso nella manica, colpendo il suo avversario con un ago. Il Pulitore sobbalzò leggermente dopo aver sentito la puntura e, non appena si rese conto di ciò che era successo, disse ‹‹Che diavolo mi hai fatto?››.

‹‹Non ti preoccupare.›› iniziò a parlare l'uomo mascherato, gettando l'ago ‹‹Tra qualche secondo farai un bel riposino, così ti risveglierai in carcere. Contento?›› concluse con un sorriso soddisfatto.

Anche il Pulitore però, sembrava allegro, perché, senza motivo, iniziò a ridere ‹‹Oh, io non ne sarei così sicuro.›› disse, aggiungendo in seguito ‹‹Vedrai... Che presto... Sarò libero...›› per poi addormentarsi.

Johnson pensò che quelle parole fossero da attribuire all'effetto del sonnifero, nessuno sano di mente poteva pensare di passarla liscia dopo essersi macchiato del reato di omicidio più volte.

Dopo aver concluso la baruffa, lo ammanettò e si recò nella stazione di polizia più vicina per consegnare l'uomo. Non appena Magicus fece la sua apparizione, tutti lo salutarono, ormai era ben conosciuto da quelle parti e, stranamente, nessuno sembrava infastidito dal suo lavoro di supereroe mascherato.

Probabilmente, vivendo in una piccola città, ai poliziotti faceva comodo avere una mano in più sulla quale contare. Inoltre, Johnson non aveva mai combinato guai, quindi non avevano motivi per lamentarsi del suo operato.

‹‹Chi ci hai portato oggi?›› gli chiese il capo della centrale, non appena lo vide.

‹‹Una bella preda, quest'uomo è il Pulitore!›› ribadì con soddisfazione l'uomo.

Non appena i presenti udirono quel nome, si immobilizzarono e restarono ad occhi aperti. Erano increduli, non si sarebbero mai aspettati di riuscire a trovare un serial killer del genere e, soprattutto, che ci riuscisse un tipo così strambo da andare in giro vestito da supereroe.

‹‹Stai scherzando, vero?›› aggiunse il capo, che era una donna dai lunghi capelli biondi.

‹‹Certo che no, voleva uccidere una donna che stava dormendo nel Ghetto. Ho ripreso tutto con la mia telecamera, ovviamente.›› Magicus indicò con la bacchetta il suo cappello a cilindro, al suo interno era infatti presente una telecamera.

‹‹Capisco... Bene, allora consegnami l'uomo che hai arrestato e la telecamera, così potremo fare i nostri soliti controlli.›› replicò la donna, avvicinandosi a Johnson.

L'uomo obbedì subito, per prima cosa lasciò la presa dal criminale, per poi prendere il suo cappello. Dopo aver estratto la telecamera, la diede alla sua interlocutrice ‹‹Questo è tutto, suppongo.›› ribadì l'eroe.

‹‹Certamente. Ti ringrazio per l'aiuto, senza di te non so quando avremo acciuffato questo pazzo assassino.›› disse il capo, facendo un cenno con il capo.

‹‹Non si preoccupi, è un piacere per me aiutare la giustizia! Adesso vi saluto, anche gli eroi hanno bisogno di riposare!›› esclamò, accompagnando le parole con un piccolo balletto. Alla fine del quale, dopo aver mosso il suo mantello, scomparve nel nulla.

Il giorno seguente, tutti i media riportavano la stessa notizia, il famigerato serial killer era stato finalmente catturato. Si sarebbe tenuto prima un processo ma, stando alle informazioni in possesso della stampa, un video aveva ripreso praticamente il tentato omicidio dell'uomo indagato.

Johnson era ormai sicuro che, come era già successo in passato, giustizia era stata fatta, c'era però qualcosa che non aveva previsto. Dopo aver svelato la notizia della cattura del "Pulitore", alcune persone diedero vita ad una marcia pacifica contro l'incarcerazione dell'uomo.

Per la maggior parte dei partecipanti, non c'erano in realtà prove concrete sulla sua colpevolezza. Il filmato era di una qualità troppo bassa per capire se si trattasse della stessa persona.

I media iniziarono quindi a coprire questa "lotta" tra colpevolisti e innocentisti, situazione che avrebbe modificato la sentenza finale, stando al pensiero di molti. Anche Johnson seguì con interesse la questione, dopotutto sapeva bene che l'uomo era davvero colpevole, ma non poteva fare altro per provarlo.

Iniziò a dubitare che il video fornito alla polizia fosse sufficiente, non aveva mai avuto la possibilità di visionarlo. Il tempo passò e finalmente arrivò il momento del verdetto finale, che decretò non colpevole l'uomo.

Per la prima volta nella sua vita, Johnson provò quel senso di sconfitta profonda e di rabbia come mai in passato. Nonostante i suoi sforzi per consegnare alla giustizia un assassino, ciò non era bastato a fermare il Pulitore.

Solo adesso, ripensando alle parole dell'assassino, capì che probabilmente il serial killer immaginava già l'esito del suo processo. I motivi gli erano però ancora oscuri, di solito non basta una marcia per rendere una persona magicamente innocente.

Le cose peggiorarono quando, durante un'intervista, il Pulitore parlò chiaramente del suo alter ego, Magicus, accusandolo di inettitudine e di come avesse anche influito negativamente sul comportamento delle forze dell'ordine che di lui si fidavano.

L'eroe passò così da paladino della giustizia ad un semplice pazzoide con la mania dei supereroi. Da quel momento in poi, non vestì più i panni del suo alter ego e distrutte tutto ciò che era lontanamente legato con Magicus.

Aveva però ancora bisogno di risposte, doveva capire come mai, questa volta, aveva fallito nella sua missione. Prese quindi una decisione pericolosa, si recò a casa del Pulitore, il cui nome era diventato ormai di dominio pubblico, ovvero Jack.

Non aveva cattive intenzioni, infatti si palesò a casa dell'uomo disarmato, non volle nemmeno cercare scuse. Avrebbe subito messo le carte in tavola, ormai aveva preso una decisione, non sarebbe mai più diventato Magicus, aveva chiuso con quella parte di sé stesso.

Non appena Jack aprì la porta, non ebbe nemmeno il tempo di parlare che subito venne interrotto da Johnson.

‹‹Sono Magicus, sono qui per farti una sola domanda, poi non mi vedrai mai più.›› parole che erano accompagnate da un'espressione cupa.

‹‹Dimmi pure...›› replicò l'uomo, che non sembrava intimorito da quella rivelazione.

‹‹Come mai sapevi che non saresti finito in carcere?›› domandò l'ormai ex eroe.

Dopo essersi fatto una risata, rispose al quesito dell'interlocutore ‹‹Perché ho sfruttato la situazione a mio vantaggio, principalmente.››.

‹‹In che senso?›› aggiunse Johnson.

‹‹Prima di tutto, ho ribadito subito che ero stato arrestato da un vigilante mascherato e non dalla polizia. Con il mio avvocato, abbiamo spinto su questo punto, in modo tale da farti fare la figura del pazzo e dare una luce negativa all'operato della polizia.›› spiegò Jack.

‹‹Si, ma il video era una prova inconfutabile...›› l'uomo non riusciva ancora a capacitarsi di come un filmato del genere non fosse servito.

‹‹Beh, l'idea di andare in giro la notte a caccia di malviventi non è proprio la migliore. Il buio rendeva difficile capire che l'uomo che stavi inseguendo fossi io. Poi, visto che già avevi una brutta reputazione in aula, molti hanno messo in discussione quel filmato, dicendo che poteva anche essere costruito ad arte.›› ribadì l'uomo.

‹‹E quindi te la sei cavata con due scuse del genere?›› la nuova domanda non celava la rabbia che Johnson provava.

‹‹Non solo quello.›› disse Jack ‹‹Ma anche perché in molti vedono di buon occhio quello che faccio. Questa città vuole mandare via gli extracomunitari, ma non possono farlo appellandosi alla legge. Quindi mi vogliono libero per esaudire i loro desideri, sporcandomi le mani.›› l'uomo spiegò il tutto con una naturalezza disarmante.

Situazione paradossale che colpì profondamente il suo interlocutore ‹‹Stai scherzando, spero!››.

‹‹Certo che no, nemmeno io li vedo di buon occhio, per questo ho iniziato ad uccidere.›› ribadì Jack, per poi aggiungere, dopo aver fatto spallucce ‹‹Mi dispiace, ma ci sono cose contro le quali nemmeno i supereroi possono fare nulla. Se vuoi fermarli non devi catturare i cattivi, ma cambiare il loro modo di pensare.››.

Johnson rimase inerme davanti a quella rivelazione, abbassò lo sguardo e si bloccò, non voleva credere in quelle parole.

‹‹In sintesi, per queste persone il vero "supereroe" sono io, non tu.›› ribadì l'uomo, aggiungendo poi ‹‹.Adesso che ti ho detto tutto, tolgo il disturbo. Stammi bene, Magicus.›› disse il Pulitore, tornando in casa.

Da quel giorno Johnson andò via dalla sua città e non ci tornò mai più, anche il suo alter ego era ormai morto e sepolto. Ciò che era accaduto aveva spento la sua fiamma interiore, non credeva più nella giustizia e nell'eroismo.

Mentre era via, scoprì che il Pulitore aveva ormai completato la sua missione, uccidendo tutti gli extracomunitari presenti in città. Notizia che fece il giro del mondo, scatenando non poche polemiche. Durante questo periodo, Jack tornò sotto i riflettori, i sospetti su di lui si erano riaccesi, ma nessuno aveva delle prove concrete.

La donna che fu inseguita dall'uomo poi, non si fece mai avanti, quindi l'unica altra testimone oculare che poteva mettere una parola fine al caso, non si palesò mai. Fu infatti la prima vittima del Pulitore dopo che Magicus andò via dalla città, ormai il serial killer aveva via libera.

Alla fine, la piccola città divenne nota alle cronache per questi omicidi e, per evitare problemi, le istituzioni decisero di non inviare altri extracomunitari nel luogo per la loro salvaguardia.

Il Pulitore aveva raggiunto il suo scopo, esaudendo il desiderio che la comunità locale aveva, ma che non poteva o voleva palesare pubblicamente per paura di essere additati come razzisti.



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