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lavoro pubblicato venerdì 21 aprile 2017
ultima lettura venerdì 4 settembre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Solo Noi

di FrancescoGiordano. Letto 659 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Dopo una lunga missione spaziale che ha impiegato tempo e risorse per essere completata, gli umani scoprono se esistono altre forme di vita intelligenti nello spazio...

‹‹Fratelli! Come predetto l'ultima Stella sta cadendo sulla nostra terra! Essa porterà con sé notizie che cambieranno il nostro futuro! Finalmente la Rivelazione avrà luogo e tutti diventeremo una cosa sola, uniti con l'universo intero!›› a blaterare queste parole senza senso, era un uomo dalla lunga chioma bionda, la cui fronte era coperta da una bandana. Gli abiti, lunghi e di colore bianco, ricordavano quelli di un ospedale.

Mentre continuava a parlare sul palco, sotto di lui erano presenti un gran numero di persone, tutte rapite dalla sua parlantina. Il gruppo era il più misto che si fosse mai visto, c'erano ragazzi, uomini e anche anziani, sia uomini che donne.

Ma le loro attenzioni non erano dedicate solo a quel discorso, perché il motivo di quella riunione era un altro, festeggiare. Molti erano intenti anche a bere birra, mangiare panini o semplicemente a parlare con i propri amici. Nonostante le parole bislacche del tipo, non c'era un'aria sinistra da setta segreta.

‹‹Questa giornata entrerà nella storia, miei seguaci! Ricordate queste parole! Gli eventi di oggi passeranno alla storia! Tutto cambierà! Diciamo addio al vecchio mondo e prepariamoci a salutare il nuovo!›› l'uomo, nel frattempo, non smise di cianciare ‹‹Buongiorno, nuovo mondo!›› aggiunse, urlando ed alzando la sua testa verso il cielo.

Molti dei presenti imitarono quel gesto, per poi dare vita ad altre urla ed applausi di gioia. Nella mischia erano anche presenti alcune bancarelle piene di oggetti di vario tipo, da magliette ad accessori. Alcuni di questi riportavano la scritta "Benvenuti!" con accanto l'immagine stereotipata di un alieno, basso, grigio e dalla grande testa sferica.

Pochi minuti dopo, un rumore attirò l'attenzione dei presenti, sembrava provenire dal cielo, ed era proprio così. Tutti iniziarono ad indicare l'oggetto che stava scendendo a grande velocità.

‹‹Eccola!›› tornò a parlare l'uomo sul palco ‹‹Quella è la Stella che porterà verità alla razza umana! Forza, seguiamola, miei seguaci! Solo così diventeremo i primi ad entrare nel nuovo mondo!›› aggiunse.

Con una gran foga, l'uomo si mischiò tra la folla ed iniziò a correre verso la direzione di quella che era in realtà una navicella. Non dovevano nemmeno seguirla, perché tutti i presenti sapevano bene dove sarebbe atterrata. Nelle vicinanze era infatti presente una stazione spaziale, tutti si sarebbero recati lì.

Ma, per motivi religiosi, nessuno poteva raggiungere tale luogo con un mezzo di trasporto, solo coloro che avrebbero percorso la strada a piedi avrebbero avuto l'onore di entrare nel nuovo mondo. Questa era la spiegazione di Hujin Makala, l'uomo sul palco, che aveva cambiato nome per prepararsi a tutte le novità in arrivo.

La stazione spaziale era molto vicina, quindi andare a piedi non costituiva un problema, quella marcia era solo un rituale di una strana pseudo religione. Nel giro di pochi minuti, tutti si ritrovarono davanti alla struttura. Non appena videro l'astronave atterrare, Makala riprese la parola.

‹‹Fianlmente! I due messaggi sono atterrati! Presto il mondo intero scoprirà la verità sull'universo!›› disse l'uomo.

Come sempre, le parole vennero accolte da applausi ed urla di giubilo. I presenti non erano più nella pelle, attendevano il ritorno dell'astronave da anni, finalmente il giorno era giunto. Davanti alla stazione spaziale erano anche presenti altri individui che non facevano però parte della setta di Makala.

Nel frattempo, i due astronauti che avevano fatto da poco ritorno, vennero accolti dal direttore della stazione spaziale.

‹‹Bentornati, signori! Allora, che novità portate?›› la donna non fece preamboli ed andò dritta al punto della questione.
Prima di aprire bocca, i due uomini, che erano seduti dall'altra parte della scrivania, si osservarono in silenzio.

‹‹Ehm... Purtroppo non abbiamo trovato nulla...›› disse il primo dei due, che era seduto a destra.

‹‹O meglio, abbiamo trovato qualcosa ma... Nessuna forma di vita intelligente.›› precisò il secondo astronauta.

Anche la donna si prese una piccola pausa, prima di aprire bocca ‹‹E allora cosa avete trovato?›› chiese.

‹‹In alcuni pianeti c'erano delle foto, in altri addirittura dei palazzi ancora integri, ma tutti erano vuoti, nessuna vita.›› spiegò l'uomo seduto a sinistra.

‹‹Quindi avete trovato lo stesso materiale degli altri esploratori, suppongo...›› ribadì la direttrice.

‹‹Sì, foto, libri, tutto il necessario. Come già abbiamo appurato, quelle che erano le vecchie forme di vita dei pianeti visitati, erano praticamente identici a noi.›› tornò a parlare l'uomo seduto a destra.

‹‹Anche voi non siete riusciti a capire le cause della loro scomparsa?›› chiese la donna.

L'uomo seduto a sinistra fece un cenno di assenso con il capo ‹‹Sì, solo in un caso abbiamo collegato l'estinzione ad una malattia, ma non ne siamo sicuri al cento per cento...››.

‹‹Capisco... Beh, non posso di certo dire che sia una buona notizia, quella che portate...›› la direttrice non sembrava soddisfatta dei dati raccolti dai due.

‹‹Ma come, abbiamo anche delle foto di questi alieni estinti, insieme ad alcuni pezzi di tecnologie, opere d'arte e chissà quant'altro, e non basta?›› il tono dell'uomo seduto a destra iniziò ad aumentare.

‹‹Senti, George, è inutile arrabbiarsi. Inoltre lo sai bene che la missione era un'altra...›› replicò, con calma, la donna.

‹‹Ha ragione, dottoressa Wender, ma cerchiamo solo di vedere il bicchiere mezzo pieno. Non può biasimarci, siamo stati in viaggio per dieci anni ormai...›› l'uomo seduto alla sinistra cercò di difendere il suo collega.

‹‹Bando alle formalità, Anthony, puoi usare il mio nome, lo sai bene.›› precisò la direttrice, prima di continuare ‹‹Hai ragione, ma come ben sapete ho degli obblighi da rispettare, o meglio, è l'intera organizzazione che li ha.›› sottolineò.

‹‹Certo, ma mica è colpa nostra se non abbiamo trovato nessun essere intelligente ancora in vita!›› continuò, ancora con una certa foga, George.

‹‹Ha ragione, Wanda.›› si intromise Anthony ‹‹E poi non dimentichiamoci che questo progetto ha portato comunque dei grossi risultati, non puoi negarlo.››.

‹‹Avete entrambi ragione, la mia preoccupazione è che tutto ciò non basti...›› disse la donna.

‹‹Cosa, hai paura di quei fanatici lì fuori, per caso?›› George indicò Makala ed i suoi seguaci, che stavano ancora attendendo novità fuori dalla struttura, facendosi sentire non poco.

‹‹Certo che no, come ti salta in mente una cosa del genere?›› Wanda sembrava quasi stupita da quell'accusa ‹‹Mi preoccupano gli investitori, per una missione del genere ce ne sono parecchi. E non so se le scoperte che abbiamo fatto basteranno...››.

‹‹Se le dovranno far bastare, temo...›› dichiarò Anthony ‹‹Inoltre, si tratta del progetto più ben riuscito della storia, probabilmente. C'è stato solo un incidente...››.

‹‹Ah, vero, Anna e suo marito Gerard...›› anche George conosceva i due, come tutti gli altri astronauti, del resto.

‹‹Già, è stato un brutto colpo per tutti noi...›› la direttrice assunse un'espressione triste. Tutti erano ormai diventati parte di una grande famiglia, per completare una missione di quel tipo, era necessaria una certa familiarità tra i vari individui che ne facevano parte.

‹‹Comunque adesso devo andare, devo rilasciare un annuncio e dare la notizia a tutto il mondo.›› disse la donna e, prima di lasciare il suo ufficio, aggiunse ‹‹Avete due mesi di ferie, sfruttateli al meglio, mi raccomando!››.

Wanda lasciò i due astronauti da soli nel suo ufficio per recarsi in un'altra stanza, la sala stampa. Questa era dedicata interamente alle interviste e, dopo il ritorno degli ultimi due viaggiatori, era costretta ad annunciare il resoconto dell'intero progetto. Il volto della donna si tinse di tristezza, mentre percorreva il corridoio.

Non aveva mentito ai due, c'era però una cosa che aveva omesso, perché la sua preoccupazione non riguardava solo la stazione spaziale per la quale lavorava. Al momento però, le sue erano semplici speculazioni, gli astronauti potevano ancora avere ragione.

Arrivata davanti alla porta, Wanda salutò i presenti.
‹‹Direttrice, tra un minuto toccherà a lei, è tutto pronto?›› disse uno degli addetti.

La donna fece un semplice cenno con il capo senza aprire la bocca, nel frattempo si aggiustò i capelli ed i vestiti. Una volta scoccata l'ora x, l'addetto fece un cenno verso Wanda, che si fece avanti ed entrò nella stanza.

Non appena ci mise piede, venne abbagliata dagli scatti delle fotocamere, per fortuna era ormai abituata a quella luce, quindi non ne fu infastidita. Nel frattempo, si sedette al tavolo dove avrebbe fatto il suo discorso. Adesso, davanti a lei, c'erano tre microfoni.

Le parole della direttrice si sarebbero udite in tutto il mondo, anche i manifestanti che si trovavano fuori dalla stazione, erano in silenzio ad ascoltare il tutto tramite un'applicazione per cellulare.

Dopo aver dato due colpetti ad uno dei microfoni con il dito indice, Wanda iniziò finalmente a parlare, spezzando il silenzio che si era creato con la sua entrata in scena.

‹‹Buongiorno a tutti, signore e signori, come ben sapete, sono qui per darvi gli ultimi aggiornamenti sulla missione "Complete Journey".›› dopo una breve pausa, aggiunse ‹‹Ho parlato con gli ultimi due astronauti che hanno fatto ritorno, mi hanno detto che, anche loro, non hanno trovato altre forme di vita intelligenti durante il loro viaggio.››.

Non appena finì di parlare, il pubblico presente diede vita ad una baraonda di domande difficili da ascoltare. La direttrice riuscì ad udire solo qualche frammento delle parole pronunciate dai giornalisti.

‹‹Vi prego, calmatevi, non riesco a sentirvi!›› ribadì Wanda, frase che non ebbe però effetto sui presenti.

‹‹Signore e signori, se non siete in grado di controllarvi, vi ordino di lasciare questa stanza!›› ad urlare, nonostante quel caos, fu l'uomo seduto alla destra della donna.

Era il vicedirettore della struttura, John Percival, fidato collaboratore della direttrice. La sua voce era così penetrante che tutti riuscirono ad udire ciò che aveva detto. A quel punto, i presenti tornarono in silenzio.

‹‹Prego, prosegua pure, dottoressa Berret.›› aggiunse, tacendo anche lui.

Dopo aver fatto un cenno con il capo, per ringraziare l'uomo, Wanda poté finalmente continuare a parlare ‹‹Bene, come vi stavo dicendo, non hanno trovato forme di vita intelligenti. Come gli altri astronauti, hanno però scoperto che alcuni pianeti erano abitati da esseri praticamente identici a noi.››.

Dopo una breve pausa, aggiunse ‹‹Alcune di queste civiltà aliene sembrano essersi estinte a causa di una malattia, mentre altre per motivi ancora sconosciuti.››.

‹‹Questo è tutto, per il momento. Se avete delle domande, per favore, fatele senza creare un trambusto come prima.›› questa fu l'unica cosa che Wanda disse, prima di fermarsi.

I giornalisti alzarono la mano per intervenire, ma a scegliere il fortunato che avrebbe posto il quesito fu John. Dopo aver fatto ciò, arrivò la domanda.

‹‹Adesso che l'esplorazione è terminata, cosa vi resta da fare?›› a porre il quesito fu una giornalista dai capelli biondi.

‹‹Adesso dobbiamo analizzare nel dettaglio gli ultimi dati che i due astronauti ci hanno portato. Oltre questo, li metteremo anche a confronto con quelli che già abbiamo per capire se c'è qualche legame e se, per esempio, alcune di queste civiltà sono entrate in contatto in passato.›› spiegò la direttrice.

Una volta finito, il vicedirettore selezionò un altro giornalista, questa volta fu il turno di un uomo.

‹‹Cosa crede che penseranno le persone di questa storia? Voglio dire, crede che ci saranno dei complottisti che penseranno che in realtà avete trovato delle forme di vita intelligenti, ma semplicemente state nascondendo la verità?›› chiese.

Prima di rispondere, la donna si fece una risatina ‹‹Ci può contare, non possiamo di certo impedire alle persone di credere in ciò che vogliono. L'unica cosa che posso dire per sfatare ogni dubbio, è che tutti sono liberi di analizzare i nostri dati, sono disponibili sul nostro sito ufficiale.›› dopo una piccola pausa, riprese a parlare ‹‹Questa è una missione molto importante e costosa, quindi abbiamo deciso di fare uno strappo alla regola.››.

‹‹Abbiamo il tempo per un'ultima domanda.›› ribadì John, che tornò a scegliere un giornalista a caso tra la folla. Dopo aver indicato un uomo, quest'ultimo aprì bocca senza perdere tempo.

‹‹Vorrei chiederle cosa ha da dire in merito al fallimento della missione. Sono state spese ingenti somme di denaro per questo progetto, ma alla fine non è stata trovata nessuna forma di vita intelligente. Crede che verrà licenziata per questo?›› chiese l'uomo.

Wanda immaginava che, prima o poi, una domanda del genere sarebbe arrivata, non per nulla anche lei ci stava pensando da quando i due astronauti erano tornati sulla Terra.

‹‹Sul mio licenziamento o meno, non sono preoccupata, ma è sulla situazione in generale che non mi preoccupo.›› ribadì la direttrice ‹‹Non abbiamo fallito la missione per colpa nostra, ma perché l'universo è vuoto, diversamente a come pensavamo. Non possiamo cambiare la realtà a nostro piacimento.›› dopo una breve pausa, aggiunse ‹‹Inoltre, anche se non abbiamo trovato ciò che cercavamo, i viaggi intrapresi dai nostri astronauti sono stati necessari per fare nuove scoperte. Non possiamo che essere soddisfatti dei risultati ottenuti.››.

Una volta terminata la spiegazione, John riprese la parola ‹‹Bene, signore e signori, per ora è tutto. Ci risentiremo tra un mesetto, quando avremo analizzato anche gli ultimi dati raccolti.››.

Non appena i due si alzarono, i giornalisti presenti tornarono a scattare foto e a bisbigliare a voce alta. Alcuni di questi volevano risposte ad altre domande, ma ormai il tempo era finito.

‹‹E anche questa è fatta.›› dichiarò John non appena si trovò fuori dalla stanza ‹‹L'ultima domanda è stata tosta, se l'è cavata bene.›› aggiunse, rivolgendosi alla direttrice.

‹‹Ormai sono abituata a queste cose.›› disse la donna ‹‹Inoltre anche io stavo pensando al futuro della stazione spaziale...››.

‹‹Anche tu sei preoccupata?›› questa volta fu l'uomo a porre una domanda.

‹‹Diciamo di sì ma... Potrebbero solo essere delle mie paranoie...›› rispose Wanda, per poi passare ad un altro argomento ‹‹Ma adesso concentriamoci sul nostro lavoro, abbiamo dei dati da analizzare.››.

Mentre i due si dirigevano verso i loro uffici, all'esterno della struttura Makala ed i suoi seguaci non erano ancora andati via. L'uomo, dopo aver ascoltato la notizia, cadde in un silenzio di tomba. Era visibilmente scosso, non riusciva a credere a ciò che era successo.

Questo però non lo fermò dal fare un nuovo discorso ‹‹Miei seguaci! I due viaggiatori atterrati sono dei falsi profeti! Coloro che ci porteranno la verità sono lontani da questa terra!›› ribadì.

I presenti tornarono a prestare attenzione al loro capo, tutti avevano una sola domanda in mente, come poteva affermare una cosa del genere?

‹‹Come ben sapete due astronauti non sono mai tornati a casa! Stando a questi impostori, non hanno mai fatto ritorno perché la loro astronave è stata distrutta, ma è una bugia!›› Makala tornò alla carica, gesticolando per enfatizzare le sue parole ‹‹In realtà queste due anime hanno visto il nuovo mondo! Ma presto torneranno per mostrarci la Nuova Strada che ci condurrà alla verità!››.

La folla acclamò il suo idolo con i soliti applausi ed urla di giubilo, alcuni iniziarono anche ad abbracciarsi reciprocamente.

‹‹Ma l'attesa sarà lunga, amici miei. Solo i più pazienti potranno avere l'onore di mettere piede in una nuova realtà! Quindi attendete amici! Perché un giorno sarete ricompensati!›› aggiunse, per poi fermarsi e mischiarsi nuovamente tra la folla.

Il tempo passò, ma la situazione non cambiò di molto. Gli astronauti perduti non fecero ritorno. L'unica differenza furono gli studi della stazione spaziale, che iniziarono a dare alcuni frutti.

Ma, dopo molti mesi, anche in quell'ambito le cose presero una brutta piega. Fu George il primo ad ascoltare la notizia e a parlare con Wanda dell'intera faccenda.

‹‹Ehi, cos'è questa storia? E' uno scherzo, vero?›› l'uomo era furibondo e non cercava di nasconderlo.

‹‹Ah, anche tu hai sentito da qualcuno che chiuderemo i battenti...›› dopo una breve pausa, la direttrice aggiunse ‹‹A questo punto è inutile mentire, è vero, ci stiamo già preparando.››.

‹‹E me lo dici in questo modo? Non sei infuriata?›› l'astronauta non riusciva a capacitarsi della tranquillità apparente della sua interlocutrice.

La donna, dopo aver sospirato pesantemente, riaprì bocca ‹‹Senti, George, cosa credi che abbia fatto in questi ultimi tempi? Ho provato a far cambiare idea ai piani alti, ma senza riuscirci.››.

L'uomo non replicò immediatamente, restò fermo a pensare, quasi come se potesse trovare una soluzione in quei pochi istanti ‹‹E non c'è proprio niente che possiamo fare?›› chiese.

‹‹No, a quanto pare tutti pensano che la ricerca spaziale non sia più necessaria. Abbiamo studiato tutti i dati ottenuti ed esplorato tutti i pianeti, quindi non abbiamo altro da fare.›› Wanda spiegò il motivo di quella decisione.

‹‹Ma... Lo sai bene che non è così! Ci sono tante cose che dobbiamo ancora fare!›› rispose con foga George.

‹‹Lo so bene, amico mio, ma sono gli altri a non pensarla così. Vogliono risparmiare un po' di soldi ed hanno scelto di sacrificare noi. A quanto pare quelle stupide immagini sui social network sono servite a qualcosa.›› dopo una piccola pausa, aggiunse ‹‹Spero solo che in futuro i bambini dell'Africa non muoiano più di sete e di fame, cosa in passato impossibile per colpa nostra!››.

L'uomo si rese conto da quelle parole che la direttrice aveva ormai perso ogni speranza, quindi, decise di non aggiungere altro ed andò via. La notizia ufficiale arrivò qualche settimana dopo, quando ormai quasi tutti ne erano all'occorrente.

Il culto di Makala era invece ancora in circolazione, e l'uomo dichiarò che la chiusura della stazione spaziale era la giusta punizione per aver insabbiato la verità. I suoi seguaci credevano ancora che, un giorno o l'altro, i due astronauti scomparsi sarebbero tornati sulla terra.

La fine della missione ebbe però un altro effetto, che crebbe esponenzialmente dopo la chiusura della stazione spaziale. Le persone iniziarono a diffidare delle informazioni ufficiali. Erano in molti a pensare che effettivamente la realtà fosse stata nascosta e che una civiltà intelligente fosse stata trovata.

Questo aumentò la popolarità del culto di Makala, diventando sempre più influente, con ospitate in televisione e libri sull'argomento. Ma non era tutto, perché i seguaci iniziarono ad eseguire atti terroristici contro i vari governi del mondo, il motivo era semplice, anche loro sapevano dell'insabbiamento del centro spaziale.

In poco tempo, il culto di Makala divenne una vera e propria forza riconosciuta in tutto il mondo. Grazie al gran numero di sostenitori, riuscì anche a sovvertire i vari governi, diventando la nuova ed unica forza politica sul campo. In poco tempo, Makala divenne una sorta di dittatore in grado di governare in tutto il mondo.

Questi eventi cambiarono per sempre la vita di George ed Anthony, marchiati come falsi profeti, la setta era sulle loro tracce per catturarli e, probabilmente, farli fuori. Erano diventati dei criminali, vivevano dove potevano e riuscendo a mangiare e bere ciò che potevano.

‹‹Credi che sia successa la stessa cosa anche agli altri umani?›› domandò Anthony.

‹‹Intendi se un pazzo è diventato improvvisamente il padrone di tutto il mondo, uccidendo gente a caso? Spero proprio di no!›› replicò George.

Dopo essersi fatto una risata, l'uomo disse ‹‹No, intendo se anche loro si sono estinti dopo aver saputo di essere soli nell'universo.››.

‹‹Ah, questo è probabile...›› il secondo astronauta rispose quasi timidamente.

‹‹Cosa c'è, hai paura che faremo la stessa fine?›› Anthony sfornò un nuovo quesito.

‹‹A dire il vero, sì. Non mi piacciono questi seguaci di Makala, ed hanno già dimostrato di non guardare in faccia a nessuno... Qualcuno dovrebbe fare qualcosa.›› spiegò l'uomo.

‹‹Hai ragione, probabilmente in futuro qualcosa succederà. In situazioni del genere la nascita di resistenze e gruppi vari è molto probabile.›› ribadì Anthony.

‹‹In ogni caso, non possiamo fare altro che andare avanti... C'era un'ultima cosa che volevo dirti, forse non avrò più l'occasione per farlo.›› dichiarò George.

‹‹Cosa?›› chiese l'uomo, colto dalla curiosità.

‹‹Che sono fortunato ad aver passato tutta la mia vita al tuo fianco.›› rispose l'altro astronauta.

‹‹Grazie... Anche io sono fortunato, George...›› replicò Anthony, avvicinandosi all'altro uomo e baciandolo sulle labbra.



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