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lavoro pubblicato giovedì 20 aprile 2017
ultima lettura sabato 21 ottobre 2017

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

IO PENSO CHE..

di DamP97. Letto 135 volte. Dallo scaffale Pensieri

Un semplice flusso di pensieri. Spero di suscitare nei lettori le stesse domande che circolano nella mia testa

Se dovessi descrivere la mia vita con una sola parola mi verrebbe da dire DIVERSA. Non parlo di una diversità riferita a condizioni mentali o fisiche, ma una diversità che scaturisce da un modo di pensare diverso dagli stereotipi comuni. Mi è stato ripetuto più volte di ragionare con la mia testa, che non dovevo farmi condurre da altri nel mio cammino di vita. Fino ad ora non ho avuto tantissimi problemi nel fare ciò ma le conseguenze non sono state tutte felici. Parte della mia compagnia di amici non condivide il mio essere mentalmente “fuori dalle righe” non concepisce il fatto che io non abbia schemi di azione precisi ma che adoro improvvisare. Non parlo di una improvvisazione fatta letteralmente su due piedi ma una specie di improvvisazione non improvvisata. Mi rendo conto che cosi è un po’ difficile da comprendere ma è proprio questo che mi affascina del mio modo di pensare. Ho capito negli anni che ognuno di noi è un grande raccoglitore di esperienze e ognuna di queste esperienze, qualcuna più qualcuna meno, determina particolari aspetti della nostra personalità, del nostro modo di agire ma soprattutto del nostro modo di pensare. Il bello della nostra civiltà è che moltissime persone hanno cominciato a scrivere tantissimi dei loro pensieri in modo da comunicarli e arricchire le esperienze di altre persone. Quindi una cosa è certa, quello che sto scrivendo qui ora è un tentativo di comunicare una mia particolare visione, il mio pensiero, nella speranza di aprire la vostra mente e rendervi capaci di ammirare aspetti diversi della vita.

Partiamo dal principio. Sto abbozzando questo scritto nella mia camera, in una fredda giornata di aprile, accompagnato da uno spiacevole raffreddore e un forte mal di testa. La domanda sorge spontanea (anche a me): cosa ti porta ad aprire Word e cominciare a scrivere?. Ecco una risposta precisa ancora non ce l’ho ma è da molto tempo che rifletto su tante cose e forse questo è un modo per appuntarmele tutte, una sorta di flusso di coscienza, come quelli che abbiamo tutti studiato alle superiori. Per mia sfortuna però io non amo il mondo della letteratura e tanto meno sono mai riuscito a finire di leggere un libro senza prima dimenticarmi di tutto quello che avevo letto prima. Con questo non voglio assolutamente fare una introduzione a problemi mentali che non ho, semplicemente mi sono reso conto di quanto ogni volta che mi impegno a fare qualcosa finisco col darle poche attenzioni e semplicemente mi annoio e abbandono tutto. È qui che il mio cervello ha cominciato a collegare i suoi neuroni facendomi capire che qualcosa non andava. Cosi nell’ultimo periodo ho cominciato ad avere un approccio diverso con il mondo, sviluppando un mio modo di pensare e di osservare le cose che mi stanno attorno. Questo è stato sicuramente un primo passo verso quello che prima ho chiamato “raccoglitore di esperienze”. Certo nulla ancore è ben definito nemmeno lo scopo ultimo di ciò che sto scrivendo, ma forse è proprio questo che mi ha tanto incuriosito. Oggi ognuno di noi può rendere pubblici i propri pensieri, tramite diverse piattaforme, dalla comune TV che guardano ancora i vecchietti a tutti i sistemi massimi di social networking, Facebook, Instagram e quant’altro. Non mi ritengo un social dipendente ma anche a me capita spesso di condividere contenuti tramite post, immagini, video che rendo visibili al vasto pubblico del web. Ammiro come la tecnologia abbai fatto passi da gigante nel mondo delle comunicazioni ma purtroppo devo evidenziare una cosa che non mi sta molto simpatica. La chiamerei in modo banale “assenza di spontaneità”. Ora non sono uno studioso di statistica o materie simili ma con i miei 19 anni e con le miriadi di cose che vedo sulla mia bacheca ogni giorno delle domande comincio a farmele. In questi ultimi anni si è sentita molto forte la parola OMOLOGAZIONE e a mio parere non è da trascurare. Molti sottovalutano queste nuove generazioni limitandosi a dire: “Ai miei tempi era tutto diverso!”. Non do torto a queste espressioni che vengono usate dagli adulti perché un fondo di verità c’è, ovvero si capisce che qualcosa è cambiato, ma non ci si può lamentare di ogni singolo cambiamento. Sono un felice sostenitore dell’evoluzione, amo il campo della scienza, della ricerca e per il momento studio anche io con l’ambizione di diventare uno di quei scienziati pazzi che scoprono nuove cose. Il problema è che tanti di noi, senza distinzioni di età crescono in ambienti diversi, vedono cose diverse, imparano cose in modo diverso. Insomma, paese che vai gente che trovi. Ecco questo è quello che personalmente cerco di evitare, fossilizzarmi su canoni di pensiero comune, limitando le mie prospettive di vita e le mie ambizioni. Credo che nessuno di noi conosca a pieno il mondo per quanto esso sia vasto ma sono sicuro che ognuno di noi conosce sé stesso e sono sicuro che tutti noi ci facciamo la domanda: “chi sono?”. Domanda scontatissima si potrebbe pensare. Esistono libri su libri che parlano di tutte queste domande assurde che si fa un uomo. Ma la risposta?

Sembra il finale tragico di un film di cui ci si aspetta un sequel, ma ahimè non saprei da dove cominciare. Ci sono troppi tasselli per completare il puzzle delle mille risposte che cerchiamo e capita inconsapevolmente che finiamo di dare attenzioni a tutto ciò e ci abbandoniamo a una vita che mi dispiace dirlo, non è la nostra. Io sono un ragazzo e parlo del mondo di noi ragazzi in primis ma parlo anche del nostro eventuale futuro che vedo rispecchiato nel mondo degli adulti, privi di qualsiasi moralismo, incapaci di apprezzare le cose belle perché troppo indaffarati a pensare a sé stessi e a come rendere perfetta e spensierata la loro vita. Vedo sempre meno persone che si curano realmente della loro vita, che sacrificano il loro tempo per cose che riguardano il bene di tutti. Vedo sempre più gente che persegue ideali liberatori che vengono trasmessi via web semplicemente perché attratti da messaggi architettati in maniera perfetta. In questa vita che diventa sempre più dinamica nessuno trova il tempo di riflettere su ciò che succede nella realtà e così si cade in un altro fenomeno molto comune di cui anche io sono vittima, la disinformazione. In alcune situazioni, quando magari si affrontano temi un po’ più importanti io non riesco ad argomentare e tanto meno a seguire il discorso. Tutto ciò è dovuto sempre alla mia mancata attenzione e alla mia scarsa voglia di informarmi, di prendere decisioni di pensare a qualcosa che non riguardasse solo me.

Ho ricevuto sin da piccolo una educazione molto rigorosa e di questo ringrazio la mia famiglia. È vero, magari sono stato privato di alcune cose, ma mi sono arricchito di tante altre. Devo ringraziare tutti quelli che mi stanno vicino per come oggi sono diventato. Ho avuto modo molte volte di evadere da una vita di limitazioni e darmi alla pazza gioia, ci ho pensato ma non sono mai riuscito a staccarmi dalla mia vera vita. Ho conosciuto tantissime persone e ad oggi tengo molto a cuore le persone con cui riesco a stabilire un vero legame. Non mi fido mai ad un primo impatto ma una cosa di cui vado fiero è la mia capacità di ascoltare, di rendermi disponibile per le altre persone e così il più delle volte riesco a instaurare un bel rapporto. Non nascondo che a volte mi pesa un po’ fare l’amico di turno ma odio ancora di più che qualcuno mi guardi male quando parlo con una persona. Sono stato sempre educato a non giudicare mai dalle apparenze e allo stesso tempo a tenermi a una certa distanza da persone potenzialmente pericolose.

Cosi sono arrivato ad essere ciò che sono oggi. Non tutto mi piace di me, a volte penso a come sarebbe vivere una vita come quella delle altre persone. Poi però mi rendo conto di non sapere mai se le persone con cui parlo sono realmente felici della loro vita o nascondono qualcosa e quel punto smetto di farmi altre domande e mi convinco di quanto unica possa essere la mia vita.

Sono sempre stato un tipo molto curioso, mi piace scrutare nei minimi dettagli tutto ciò che mi circonda, di analizzare da capo a piede ogni persona che incontro, ma ammetto anche la mia facile propensione verso film mentali assurdi che sono abbastanza improbabili da realizzare. Adoro schematizzare tutto nella mia mente cercare di cogliere tutto il possibile senza perdermi nulla. Amo però anche distorcere la realtà nella mia mente, immaginare cose che non esistono, ad esempio mi capita spesso di immaginare me che parlo con una persona che a mala pena ho visto di sfuggita. A volte è bello perdersi in una realtà diversa perché mi aiuta ad avere una più chiara visione del mio pensiero e magari mi aiuta a prepararmi verso qualcosa che potrebbe realmente succedere nella realtà. Molte volte però mi ritrovo ad essere impreparato ed è lì che devo “improvvisare”. Forse ora ho reso più chiaro il mio concetto di improvvisazione.

Questo mio modo di pensare, di esprimermi purtroppo non è molto apprezzato dalle persone con cui vivo.

Molti mi definiscono troppo monotono, confuso, incapace di rapportarmi con gli altri. Perdono il loro tempo a parlarmi contro, a cercare di insultarmi nelle maniere più colorite e all’apparenza sembrano contenti di ciò che fanno. Ho imparato ad accettare la cosa perché non mi sono mai sentito in dovere di rimpiangere nulla riguardo la mia vita. Non mi piace mettermi a livelli superiori o inferiori degli altri, anche se loro molto spesso lo fanno con me. Mi piacerebbe aprire le menti di queste persone alla condivisione, all’ascolto in modo da confrontare i diversi modi di pensare di ognuno di noi. Fortunatamente l’università mi sta dando la possibilità di fare tutto ciò. Da sei mesi Studio a Siena, una citta che nella sua apparente monotonia mi sta dando davvero molto. Ho conosciuto persone che da subito hanno notato questa mia disponibilità e hanno saputo ascoltarmi. Con questo non voglio puntare il dito contro coloro i quali si sono comportati male nei miei confronti ma vorrei far capite come a volta bisogna cercare di “smontare” un attimo se stessi e cercare di aprire la propria mente alla comunicazione.

Non credo esistano degli ideali assoluti, credo piuttosto che ognuno di noi sia abile nel costruirsi una vita basata su ideali particolari. Odio le persone testarde, le persone che cercano in ogni modo di deviare il tuo pensiero portandoti a convincerti di cose che non sentirai mai tue.

Amo la libertà e tutte le sue forme di espressione. Odio i tentativi di nascondere i propri desideri, le proprie ambizioni per far contenti chi sta sopra di noi. Sono stanco delle limitazioni di ogni genere. Ma ciò che più mi provoca dispiacere è l’assenza di un vero e proprio scopo nella nostra vita. Credo sia questo il punto dove volevo arrivare.

Non riesco a capire perché, ma è facile rendersi conto di come il mondo stia degenerando e parte di questo crollo è dovuto a noi, alla nostra incapacità di affrontare la vita, al nostro sentirci stanchi senza aver neanche provato a lottare, senza oserei dire, aver provato a vivere. Il mondo ci regalo ogni giorno la possibilità di realizzare la nostra vita e ognuno di noi ha tutte le capacità. Non esiste una vita peggiore o migliore della nostra, esiste la nostra vita, esistiamo noi.



Commenti

pubblicato il venerdì 21 aprile 2017
AlmaB, ha scritto: Ti ringrazio perchè ad un certo punto, leggendoti, ho cominciato a chiedermi se a scrivere fossi stata io senza ricordarlo. Mi rivedo in quel che hai scritto in parecchi più punti di quanto pensassi. Vuoi perchè ho anche io 19 anni e non mi sono mai sentita completamente inserita nella mia realtà, o per la curiosità che mi spinge a osservare intorno e a domandarmi il perchè di ogni cosa e di ogni vita. Credo (o voglio sperare) che capiremo presto il nostro posto nel mondo portandoci le nostre orecchie e i nostri occhi sempre aperti. Ti auguro la fortuna che mi hai ricordato di augurare anche a me stessa.
pubblicato il venerdì 21 aprile 2017
DamP97, ha scritto: Ciao apprezzo molto che tu condivida il mio pensiero, non mi riesce contattarti sul tuo profilo, spero leggerai. Vorrei poter condividere la nostra esperienza se ti va, fammi sapere, grazie:)
pubblicato il venerdì 21 aprile 2017
edo17bosio, ha scritto: bellissimo testo. Fa piacere sapere che non si è poi così soli al mondo. Si insomma, avere la consapevolezza di sapere che da qualche parte nel mondo esistano persone, non dico come noi, ma comunque molto simili.
pubblicato il venerdì 21 aprile 2017
DamP97, ha scritto: Ciao, sono contento del fatto che tu condivida il mio pensiero, anche io pensavo di essere solo al mondo ma internet forse non è un posto cosi male per condividere tali pensieri, e non ti preoccupare non si è mai soli
pubblicato il venerdì 21 aprile 2017
AlmaB, ha scritto: Sì, mi farebbe piacere. Credo l'unico modo per contattarsi qui siano i commenti pubblici, però.
pubblicato il venerdì 21 aprile 2017
DamP97, ha scritto: Se ti va ti lascio la mia email : damyperro@gmail.com aspetto se mi scriverai :)

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