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lavoro pubblicato mercoledì 19 aprile 2017
ultima lettura domenica 14 aprile 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

L'anima segreta del Monte Nero

di Cristianaemme. Letto 199 volte. Dallo scaffale Fantasia

Alcuni pensano che esistano mondi paralleli ………dimensioni che annullano lo spazio e il tempo e varchi che si aprono sul passato o sul futuro……..forse il Monte Nero è uno di quei luoghi magici dove tutto ci&ogra...

Alcuni pensano che esistano mondi paralleli ………dimensioni che annullano lo spazio e il tempo e varchi che si aprono sul passato o sul futuro……..forse il Monte Nero è uno di quei luoghi magici dove tutto ciò può accadere…….di sicuro era un luogo magico per Buccabella.

Buccabella era una ragazza tranquilla e riservata, una sognatrice, il viso dolce era incorniciato da lunghi riccioli bruni e gli occhi dal taglio allungato, castani e profondi quando i pensieri erano malinconici o sofferti, sfumavano in un verde scuro quando si lasciava andare alle emozioni più belle........amava leggere e danzare, le sue letture preferite parlavano di danze sacre e del potere dei cristalli. Nelle sere d’estate Buccabella si sedeva sul davanzale della sua finestra e con lo sguardo rivolto al Monte Nero fantasticava.

Il Monte Nero era un rilievo basso e tozzo di origine vulcanica, sui suoi fianchi spuntavano specie vegetali alquanto rare e incastrati nel suo basalto zeoliti e altri cristalli brillavano come preziosi gioielli incastonati in massicce corone. Sulla sua sommità si ergevano due castelli, quello detto della Villa e quello della Bellaguardia costruiti con la candida pietra calcarea del sottosuolo, la Pietra di Vicenza. Ai piedi del monte si sviluppava un borgo medievale dal nome Monticulus, un paesetto tranquillo i cui abitanti vivevano dei prodotti della terra e del commercio, situato in posizione strategica alla convergenza di due vallate e attraversato da vie di comunicazione importanti. I due castelli erano ormai in stato di abbandono ma per Buccabella era come se ancora fossero abitati; quando li osservava dalla sua finestra immaginava feste sfarzose a corte, tornei di tiro con l’arco……a volte le sembrava di vedere torce accese ai quattro lati delle mura fortificate e sentinelle fare la ronda sulle merlature, anche la musica di antichi strumenti a corde e di tamburi le sembrava così reale da mettersi a ballare nella sua stanza illuminata da una luna d’argento e quando Buccabella ballava, decine di libellule le volavano intorno volteggiando con lei.

Le libellule, creature del vento, simbolo dell'illusione e del cambiamento, portatrici di messaggi degli elementi e degli spiriti del mondo vegetale, ci insegnavano che niente in realtà è come ci appare e che dobbiamo sforzarci di liberarci dalle illusioni dei nostri sensi. Erano apparse ora a Bella per guidarla negli eventi che il solstizio d'estate avrebbe scatenato. Sin dai tempi più remoti il cambio di direzione che il sole compie tra il 21 e il 22 giugno era visto come un momento particolare e magico, in questo breve ma intenso arco di tempo tutte le piante e le erbe sulla terra venivano influenzate con particolare forza e potere ed era il tempo per alcuni di mettere in atto le pratiche magiche. I sogni di Bella ultimamente erano disturbati da visioni misteriose e questo era il momento giusto per provare ad avere una premonizione con il rito delle 7 fontane. La notte del 23 avrebbe dovuto riempire una bottiglia trasparente con l’acqua di sette diverse fonti che si trovavano in vari punti del Monte Nero, poi doveva far scivolare il bianco di un uovo all’interno della bottiglia e lasciare la bottiglia esposta alla luce della luna per tutta la notte, al mattino in base alla forma che questa avrebbe assunto il bianco d’uovo avrebbe potuto predire il futuro.

Buccabella si incamminò sul Monte Nero e seguì il sentiero delle fontane, tra le mani una bottiglia vuota dal vetro trasparente e lucido, l’imboccatura chiusa da un tappo di sughero su cui era incastrato un zeolite del Monte Nero. Bella arrivò presto alla prima fontana, quella della Nova, si trattava di una vasca che veniva usata anche come lavatoio dalle donne della contrada. Bella fece fluire il liquido all’interno della bottiglia che per un istante rimandò dei riflessi dorati. Accompagnata dalle libellule prelevò l'acqua anche dalle altre fontane, quella del Ferro, fontana Alta, Del Fò, Dei Tufi, Di Covolo Alto per giungere infine alla Fontana La Vasca giù in paese sul calar della sera mentre un cielo azzurro arretrava per dare spazio ad uno cobalto che sfumava in un blu sempre più scuro, la luna ammiccante già ben visibile si specchiava nell’acqua di questa fontana e di altre migliaia nel mondo sotto a cieli spruzzati di diversi colori. Bella con la mano accarezzò il riflesso della luna e riempì la bottiglia che chiuse con il tappo, il cristallo emanò uno scintillio quasi a sottolineare la fine di una missione. Anche il cristallo che portava sempre al collo appeso ad una catena d'argento scintillò, era un bellissimo esemplare di Zeolite che lei aveva raccolto sul Monte Nero in una delle sue passeggiate quando era bambina e non lo toglieva mai. Era tempo di tornare a casa e Bella si incamminò nella tenue luce del crepuscolo con la sua bottiglia colma del prezioso fluido avvolta nello scialle di pizzo nero che solitamente portava attorno al collo accompagnata da una sola libellula nera che a tratti le si avvicinava fermando il suo moto ma non il forte vibrare delle ali di velo davanti al suo incedere. D'un tratto la libellula deviò dal percorso di Bella e piegò a sinistra per un sentiero sconosciuto e Bella la seguì . Non era tempo di porsi domande ma era tempo di seguire l'istinto ed ecco che in fondo al sentiero una debole luce di candela prendeva sempre più consistenza segnalando la presenza di una casa. Sotto al porticato sostenuto da belle colonne di pietra bianca all'ombra notturna di un profumatissimo gelsomino se ne stava un uomo dai capelli scuri che sembrava completamente concentrato nel suo compito di abbeverare la rigogliosa pianta. Bella si fermò ai piedi della bella gradinata bianca anch'essa in pietra e rimase in silenzio a fissare l'uomo finché lui girandosi con un bel sorriso cordiale la salutò consapevole della sua presenza.

“Non so perché sono qui, devo essermi persa, mi perdoni se sono entrata nella sua proprietà”.

“Lo so io perché sei qui Buccabella non ti devi scusare, sei qui per la premonizione.” Bella non riuscì a trattenere la sorpresa, stavano accadendo così tante cose strane.

“So che hai raccolto l'acqua delle sette fontane per avere la tua prima premonizione ma che non sai come leggerla”.

“Come puoi sapere tutte queste cose? Chi sei?”

La libellula nera si posò sulla mano dell'uomo e Bella seppe che poteva fidarsi.

“Sono Notar il veggente e la tua visita mi è stata annunciata. Io vedrò per te e ti insegnerò a capire i segnali delle premonizioni. Ora vai a casa e lascia la tua bottiglia alla luce della luna per tutta la notte, domani mattina vieni da me con la bottiglia e io vedrò per te cosa ti riserva il futuro e le porse un uovo perfetto e lucente dicendole “non dimenticare il sacrificio, in ogni progetto c'è sempre un mezzo e un sacrificio, il tuo mezzo è l'acqua e il sacrificio l'uovo che avrebbe potuto essere vita!”

Bella prese l'uovo e si incamminò verso casa. Appena arrivò alla sua dimora ruppe l'uovo e ne fece scivolare il bianco all'interno della preziosa bottiglia che lasciò sul davanzale della finestra esposta alla luce della bianca luna che avrebbe fatto il resto del lavoro quindi stanca si adagiò sul soffice letto. Morfeo non le lasciò il tempo di analizzare i fatti della giornata e la portò con se nel colorato mondo dei sogni della notte. Il giorno seguente Bella fu svegliata come sempre dalla brillante luce del mattino che filtrava dalle imposte, scese pigramente dal letto e a piedi nudi si avvicinò alla finestra per aprirla, il rumore di un oggetto che rotolava le fece tornare alla mente in un flashback istantaneo tutti gli avvenimenti della sera prima ...allora non era un sogno! Con un gesto , istintivo afferrò la bottiglia nel momento in cui stava per staccarsi dal davanzale e precipitare. Sperò di non aver danneggiato il lavoro svolto dalla luna sull'uovo durante la notte. Un intrico di filamenti trasparenti riempiva la bottiglia. Ora le tornò alla mente anche Notar il veggente. Mezz'ora più tardi era di nuovo alla base della bianca scalinata, ora la casa le appariva in tutto il suo splendore di villa palladiana immersa in un bel giardino all'italiana. Notar non era fuori ad aspettarla. Bella contemplò meglio la villa ora che la luce del giorno glielo permetteva, la facciata era in stile ionico e alla base della scalinata “alla romana” troneggiavano due meravigliose statue in pietra di Vicenza raffiguranti “Le fatiche di Ercole”.Il timpano era decorato da un grande stemma raffigurante dei fiori di lino che sbocciavano da tre cuori. Il grande portone d'entrata era socchiuso e Bella che sapeva di essere attesa si intrufolò nel salone d'onore e rimase esterrefatta da tanta magnificenza. Ciò che più la colpì fu l'immenso affresco che decorava il soffitto, la scena che vi era raffigurata poteva essere tradotta in parole come la luce dell'intelligenza che mette in fuga le tenebre dell'ignoranza. Di certo questo era tema di riflessione e di certo Notar aveva voluto che lei lo vedesse. Abbassò lo sguardo assorta in pensieri talmente chiari che si potevano quasi toccare e mentre lentamente tornava a prendere coscienza di dove si trovava notò finalmente Notar dall'altra parte della sala seduto ad uno scrittoio che sembrava non curarsi di lei.

Bella avanzò fino a lui, lo salutò e gli porse la bottiglia. Notar con pazienza esaminò il contenuto della bottiglia e per un istante parve rabbuiarsi in viso ma istantaneamente tornò ad avere un'espressione calma e serena e disse :“il tuo futuro è oscurato da una presenza negativa che offusca i tuoi pensieri, lei ti tiene legata al passato e ti impedisce di essere libera, ti vedo combattere con lei in un prossimo futuro”. Bella per l'ennesima volta pensò di essere dentro ad un sogno, di cosa parlava quest'uomo ? Lei era una persona pacifica non aveva intenzione di combattere con nessuno. La libellula si posò sulla bottiglia.

Bella sospirò “e con che armi dovrei combattere?”' “mi devo per caso allenare con la spada?”, sei comparso nella mia vita per insegnarmi a duellare?” “oppure devo tirar di padella? Perchè quello lo so fare!”

Notar esplose per la prima volta in una fragorosa risata che gli illuminò il viso e Bella notò quanto affascinante fosse. “Mi dimostrerai quanto brava sei con le padelle una sera a cena se lo vorrai.“ poi tornando serio “non sarà un combattimento con armi convenzionali, quando sarà il momento saprai cosa fare, ricorda che tu non sei una persona qualunque, hai in te un grande potere, devi solo seguire i segnali che ti hanno guidato a me e non avere paura. Ora vai. Segui il tuo destino. Poi aggiunse: “ tieni sempre con te il cristallo che porti al collo, ti proteggerà”.

Ecco Bella nuovamente di fronte ad un enigma eppure le parole di Notar le avevano in qualche modo donato una nuova forza 'non sei una persona qualunque...saprai cosa fare', così decise di lasciar agire il destino si incamminò sul Monte Nero verso i due castelli dove era solita andare quando qualcosa la tormentava. I sensi di Bella erano più che mai all'erta sentiva ed inspirava profondamente i profumi del bosco ma non era solo il senso dell'olfatto ad essere colpito ad ogni passo che faceva sentiva sempre più forte il battito di tamburi e seguendolo affascinata si trovò in una radura dove un gruppo di ragazze ballava in cerchio, era un rito di passaggio per giovani streghe e quando videro Bella senza proferire parola la fecero entrare nel cerchio magico come loro sorella. Per mezzo di questa danza sensuale e ritmata gli spiriti delle donne acquisivano energia e forza ed era una meraviglia vederle così festose e complici, ogni rivalità veniva abbattuta in questo rito d'amore e fratellanza. Bella non si era mai sentita così in pace, così serena. D'un tratto però anche il suo senso della vista fu colpito, vide in lontananza un'ombra, una figura di donna fluttuare tra gli alberi e fu spinta da una forza misteriosa a lasciare l'accogliente e rassicurante cerchio delle streghe per seguire quell'ombra. La visione si fermò davanti a quella che sembrava l'entrata di una grotta e poi scomparve al suo interno, anche Bella entrò, si rese subito conto che quel luogo non era una grotta bensì una cava , proprio così una cava di pietra di Vicenza, alle pareti c'erano appese delle torce lungo tutto il percorso labirintico, il soffitto era come cesellato dai colpi inflitti alla pietra con gli scalpelli per estrarre in blocchi la pregiata pietra scultorea e da costruzione ed era tutto un gocciolare da fessurazioni provocate da faglie e attraverso camini naturali scavati dall'acqua piovana. Il corridoio d'entrata si apriva dopo una trentina di passi in un'ampia stanza sorretta da pilastri naturali, a sinistra vi erano diversi anfratti ciechi, al soffitto le radici delle piante si facevano strada tra le fessure della roccia e in un punto centrale della stanza alcune piccole stalattiti iniziavano a prendere forma, bellissimo dono della natura. La stanza era collegata ad una seconda da una galleria ad arco artificialmente rinforzata e leggermente in discesa. Bella senza indugiare oltre si infilò nello stretto passaggio e quando uscì nella seconda stanza rimase a bocca aperta per il suggestivo effetto di mille goccioline d'acqua che stavano tenacemente attaccate al soffitto e rischiarate dalla luce delle torce sembravano una via lattea. Bella sarebbe rimasta a fissare quello spettacolo per ore...era rassicurante sapere che anche nelle profondità della terra c'era un cielo stellato. Ma un'ombra le passò accanto facendole tornare alla mente il motivo per cui era lì e seguendo quell'ombra imboccò un breve tunnel che la portò ad una spianata simile a una balconata con veduta dall'alto di una terza sala. ….era la sala della morte .La donna misteriosa era ferma immobile al centro della sala ma era di spalle e Bella non poteva vederla in viso, le si avvicinò fino quasi a sfiorarla e l'altra girandosi di scatto con un gesto della mano che sprigionò un fascio di energia scaraventò Bella a terra.Bella si alzò istantaneamente e senza sapere quello che stava facendo ricambiò l'attacco con lo stesso gesto, i suoi poteri si erano rivelati grazie anche all'aiuto del rito di passaggio delle sorelle streghe. Bella si ritrovò suo malgrado a ingaggiare una lotta con la donna sconosciuta proprio come aveva predetto Notar . Le due donne lottavano ad armi pari, avevano gli stessi poteri e nessuna riusciva a prevalere sull'altra, d'un tratto un pipistrello spaventato uscì da un camino e fuggendo si incastrò nel cappuccio del manto della donna misteriosa scoprendole il viso..........Bella rimase di stucco riconoscendo i suoi tratti nel viso dell'avversaria, era uguale a lei, Bella non capiva a quel punto l'altra donna iniziò a parlare: “Sei sorpresa? Non sono la tua gemella, sono te, sono il tuo lato oscuro ed è tempo che io prenda il sopravvento” “per troppo tempo sono stata a guardare mentre tu vivevi la nostra vita con la debolezza dei buoni sentimenti è arrivato il tempo della rivalsa, io mi prenderò il tuo cuore e ti darò la mia mente e con l'aiuto delle forze oscure ci riprenderemo ciò che ci hanno tolto”. Bella pensò che in fondo l'altra Bella avesse ragione ma un sentimento più grande le impediva di farsi soggiogare e il cristallo che aveva al collo sprigionava ora una luce calda che la avvolgeva creando intorno a lei una sorta di barriera protettiva. Bella ripensò all'affresco che aveva visto alla villa di Notar, la luce dell'intelligenza che mette in fuga le tenebre dell'ignoranza....cosa doveva fare? Non poteva cedere ma neanche poteva annientare la sua parte oscura poiché la vita stessa dell'uomo si regge sul delicato equilibrio tra luce e tenebre, senza il male non esisterebbe il bene. Bella strinse forte a sé il suo cristallo e desiderò che la sua parte oscura diventasse innocua. Un'esplosione di luce avvolse l'ombra davanti a lei e quando la luce svanì c'era solo un barbagianni che sembrava molto arrabbiato e volò via andando a sistemarsi sulla torre del castello della Bellaguardia.



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