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lavoro pubblicato lunedì 17 aprile 2017
ultima lettura domenica 15 novembre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

HEIDI FOR PRESIDENT - Nostrils

di angelotomasello. Letto 423 volte. Dallo scaffale Musica

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HEIDI FOR PRESIDENT - Nostrils

(La Rivolta Records)

Nostrils è il titolo del primo disco degli Heidi for President, band tarantina che esordisce alla grande con un disco profondo e studiato alla perfezione.

L’album è composto da otto canzoni intense ed ammalianti:

"DREAMING STATE OF JACKSON” apre le danze con un’ambientazione onirica in cui la fa da padrone uno stile molto brit caratterizzato da una chitarra elettrica che riecheggia nella prima metà della canzone (ricordando molto quella degli XX) per poi esplodere in un assolo lontano ma avvolgente.

“NOSTRILS” esprime lo spirito dell’intero disco, ovvero l’importanza della natura nella visione della band. Racconta infatti delle narici del volto della natura, il posto dove tutto nasce e tutto ritorna. Il tutto tra arpeggi acustici sognanti e una batteria ovattata che esplode in modo dirompente.

“WHOM” è un inno all’amore, sia quello umano che quello universale, da cui deriva il senso di tutto e senza il quale si è fermi e scoloriti. Concetto marcato da una linea di basso dominante che accompagna una chitarra folk, una batteria profonda e un violino leggero.

“MR. HUBERT CUMBERDALE” è invece estremamente folk ed estremamente contagiosa, tutto ciò grazie anche alla dolce voce della cantante che incata.

“GROWING GREEN TIME” riprende a pieno lo stile delle band indie americane e inglesi: lo si ritrova nella batteria frenetica e nelle chitarre distorte che accompagnano il dolcissimo arpeggio.

“NASTY TASTY BLOW” esprime l’afflizione della band verso le scelte di una società incurante della preservazione della natura. Un riff profondo da il via ad una canzone densa in cui le armonizzazioni tra la voce maschile molto piena e quella femminile, fragile e dolce, incantano le orecchie dell’ascoltatore.

“DAWN” è un’esperienza di viaggio fatta di suoni e sensazioni. Leggera e sognante, immerge l’ascoltatore in un mood estraneo alla realtà, un sogno fatto di suoni e sensazioni. Le registrazioni in sottofondo, la batteria martellante, gli arpeggi leggeri e gli archi lontani, assieme ai cori e alla breve parte cantata a due voci, rendono il tutto magico e avvolgente.

“PORTRAIT OF THE ARTIST AS A YOUNG DOG” chiude il disco con un invito al viaggio fisico e mentale per ritrovare quella che è l’essenza di un artista, tra sonorità folk che ricordano molto quelle degli Of Monsters and Men.



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