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lavoro pubblicato sabato 15 aprile 2017
ultima lettura sabato 21 novembre 2020

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Danzatore.

di marcox. Letto 409 volte. Dallo scaffale Pensieri

Bonk era un eccelso danzatore. Il pubblico lo osannava, le sue prestazioni erano ineguagliabili, disarmanti, encomiabili. Ma la sua famiglia lo disapp...

Bonk era un eccelso danzatore. Il pubblico lo osannava, le sue prestazioni erano ineguagliabili, disarmanti, encomiabili. Ma la sua famiglia lo disapprovava ed egli ne soffriva. L’amore per la danza repelleva lo sconquasso della sua anima dovuto alla condotta genitoriale, il quale non inficiava le performance. Bonk, però, a seguito del biasimo familiare torceva brutalmente le sue braccia. La rabbia e la mestizia convertite in movimenti disarticolanti, fibrillati, inarrestabili. Nella compagnia di danza era onorato ed ossequiato, ma il suo maestro talvolta lo costernava e l’umiliazione germogliava in lui, spietata. La conseguenza delle vessazioni dal maestro erano spasmi al collo dallo stesso Bonk causati per la frustrazione. Ad insidiarlo ancora vi era il suo compagno, danzatore anche lui, che ne avvizziva il morale con rimbrotti dovuti all’invidia dell’ uomo per Bonk, il quale era riuscito a realizzarsi splendidamente. La frustrazione, un dì, detonò nel suo corpo e nella sua anima, determinandogli un infortunio irreversibile. L’infermità lo abbatté ulteriormente, poiché non poteva più contrapporre la gioia della sua vita alla malvagità dei suoi “cari”. Paventato dalla berlina che gli avrebbero confezionato, Bonk sbarrò l’uscio ed essi lo reclamarono dal pianerottolo fallimentarmente mentre egli evacuava dalla scala antincendio. Conquistata la strada, Bonk incedette e poco dopo s’imbatté in Matt. Un uomo solo che rimirava il lago. Bonk gli si avvicinò chiedendogli sfacciatamente se il dolore che gli sentisse dentro ci fosse davvero od avesse frainteso. Matt ammise il dolore e nonostante non conoscesse Bonk volle raccontargli la sua storia. Matt era un tour operator e promuoveva destinazioni al prossimo. Durante l’ultimo viaggio organizzato le persone a cui aveva suggerito la nazione in cui poi esse si recarono ( le quali avrebbero preferito un luogo diverso ma si fecero persuadere da Matt) rimasero coinvolte in un attentato terroristico defungendo. Matt, attribuitosi la responsabilità delle morti, meditava di assassinarsi. Bonk, il quale a propria volta aveva ponderato il suicidio, si contrappose al proposito sciagurato di Matt e prendendogli la mano disse che non conosceva delle ragioni per cui vivere, ma non morendo avrebbe potuto continuare a cercarle. Matt si arrese alla speranza di Bonk poiché non intendeva morire, bensì cambiare la sua vita sulla quale erano tatuati i nomi di coloro che indirizzò verso il trapasso e l’inchiostro utilizzato per generare la suddetta effige era il loro sangue. Bonk incedendo insieme a Matt lo condusse presso il teatro in cui un tempo si esibiva , poiché anelava di incontrare i suoi amici ed ex colleghi prossimi ad andare via a seguito della fine sessione pomeridiana di prove. Bonk ricordava gli orari a memoria e volle approfittare dell’ascendente bonario all’indirizzo dei compagni per avverare un’idea bislacca. Conquistato il teatro Bonk presentò gli uni all’altro e poi chiese a Matt di concedergli minuti esclusivi con i suoi ex colleghi. I danzatori attorniarono Matt e gli dissero di coordinare il corpo di ballo al fine di sguinzagliare la sua anima. L’ospite rispose di non conoscere il ballo, ma i danzatori insistettero affinché fosse lui ad indicare loro le evoluzioni da compiere. Il corpo di ballo assecondò Matt ed incredibile ma vero i danzatori vollero riprodurre la sua coreografia durante la sessione serale, al cospetto di ettari ed ettari di ammiranti. La sorpresa del pubblico fu grande e gli applausi scroscianti. Matt si commosse, credette fosse tutto finito ed invece una voce fuori campo chiese ai presenti di non abbandonare la sala. Matt non poté vedere, ma alcuni danzatori si schierarono innanzi ad un plotone di riflettori(ubicato alle spalle delle poltrone). I riflettori investirono i corpi dei danzatori con la luce artificiale emessa . Sulla scenografia del palco si stagliarono cinque ombre plumbee in campo avorio.

Ombra professante: “Matt! Ciao Matt, ci riconosci? Siamo Albert, Misha, Rada e Losop.”

Matt lacrimò in slow motion.

Ombra professante: “ Siamo qui per dirti che non sei stato tu ad ucciderci. Sei una brava persona e non devi desiderare di morire perché ricordandoti di noi puoi trovare la linfa per aiutare il prossimo. Continua a far conoscere il mondo a coloro che si rivolgeranno a te. Non far terminare la tua vita, usa il dolore per cercare coloro che soffrono al fine di salvarli davvero, come avresti voluto salvare noi.”

Matt abbandonò la seduta e si inginocchiò al cospetto del palco.



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