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lavoro pubblicato sabato 15 aprile 2017
ultima lettura mercoledì 25 novembre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

La favola della vita

di Roby87. Letto 314 volte. Dallo scaffale Amore

Ormai era diventata una consuetudine per Gin, che ogni sera si apprestava a raccontare una favola, di quelle originali inventate da lui, a sua figlia Summer, prima che si addormentasse. A dire la verità era lei a chiederglielo sempre, gli piaceva senti...

Ormai era diventata una consuetudine per Gin, che ogni sera si apprestava a raccontare una favola, di quelle originali inventate da lui, a sua figlia Summer, prima che si addormentasse. A dire la verità era lei a chiederglielo sempre, gli piaceva sentire il suono dolce della voce di suo padre nel narrare quelle storie, su cui poter fantasticare e sognare nel sonno. Quella sera gli chiese di raccontarle di nuovo -"la storia così dolce", come piaceva tanto chiamarla a Summer, la sua preferita fra tutte. Così fece Gin, si trattava della favola della vita: questa riguardava due ragazzi follemente innamorati l'uno per l'altra, con lei presa da tanti dubbi dati dagli eventi imprevedibili della vita e lui pronto invece a fare il grande passo. Una sera d'estate, dopo una lunga passeggiata in riva al mare, si fermarono su una specie di pontile vicino agli scogli. Il cielo era completamente limpido, con le stelle ben visibili a far da cornice alla luna luminosa, la cui chiara luce si rispecchiava nel riflesso d'un mare quieto, un paesaggio che non aveva fatto altro che accogliere i due giovani innamorati fra le sue braccia. Lei aveva paura degli ostacoli che si sarebbero potuti presentare nel corso della loro storia, se tra di loro fosse finita male, le incomprensioni che potevano sopraggiungere, il timore di perdersi; con lui però fiducioso del loro amore, perché insieme avrebbero potuto affrontare ogni cosa basta che fossero stati uniti, non pensando troppo al futuro che è e sempre sarà incerto di per se, godendosi solo il presente giorno per giorno, dando ascolto al cuore e non alla mente che frena soltanto le cose non facendotele vivere appieno. Ma lei in realtà era di questo pensiero, solamente non voleva più versare lacrime di dolore come in passato, ne aveva vissute troppe in famiglia e questo più di tutto la spaventava: la perdita. Con lui che allora semplicemente le disse che non poteva garantirle che non ci sarebbero state più lacrime, perché quelle nel bene o nel male ci saranno sempre, fanno parte dell'animo umano, ma che di sicuro lui, ogni volta che ci sarebbero state, l'avrebbe avuto al suo fianco ad asciugargliele per sempre, altrimenti non si sarebbe più considerato degno della definizione di vero uomo. A quel punto poi non fece altro che inginocchiarsi e tirare fuori un anello pronunciando le fatidiche parole: "Vuoi farmi l'onore di diventare mia moglie". Lei, col cuore in gola, non fece altro che avvicinarsi a lui, mettere le sue candide mani sul suo viso, accarezzarglielo e baciarlo. Delle lacrime uscirono dai suoi occhi, ma stavolta erano di gioia; lui iniziò ad asciugargliele da quella sera. Gin, finito di raccontare la favola rimboccò le coperte a Summer dandogli un bacio sulla fronte, prima di andarsene lo bloccò dicendogli -"Papà, ma poi rimasero insieme?" con Gin che le rispose -"Certo che sì figliola, ebbero anche una figlia" -"Ma tu credi" continuò Summer -"che un giorno troverò anch'io uno così?" -"Chiudi gli occhi e comincia a sognarlo, la vita farà il resto. Buonanotte piccola mia." Gin raggiunse poi sua moglie in camera da letto che gli disse -"Stasera quale ha voluto sentire?" -"Di nuovo la nostra storia" ribatté Gin -"Ma quando deciderai a dirle la verità" chiese sua moglie, con Gin che rispose -"Le favole è bello viverle direttamente, sono la riproduzione magica della vita, un giorno lo capirà da se e ne vivrà una sua, non togliamole lo stupore, la vita stessa a suo modo è una favola".


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