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lavoro pubblicato domenica 2 aprile 2017
ultima lettura giovedì 18 luglio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il cronovisore

di Poetto. Letto 383 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Dopo due mesi di serrate trattative, finalmente riesco a prendere possesso della mia “nuova” abitazione. Un vecchio appartamento situato al centro. La casa era appartenuta ad un vecchio professore universitario, la figlia, unica erede, avev...............

Dopo due mesi di serrate trattative, finalmente riesco a prendere possesso della mia “nuova” abitazione.

Un vecchio appartamento situato al centro.

La casa era appartenuta ad un vecchio professore universitario, la figlia, unica erede, aveva deciso di venderla, lei abitava all'estero e non era più interessata alla gestione di quella proprietà.

La casa comprendeva anche un ampio scantinato pieno di strani aggeggi.

Il signor Kennet era un tipo stravagante e fino all'ultimo giorno della sua esistenza aveva progettato e realizzato tutta una serie di aggeggi il cui uso era un mistero.

Avevo chiesto alla figlia di liberarmi lo scantinato, non ero assolutamente interessato a quella che io ritenevo un'accozzaglia di cianfrusaglie, lei aveva detto che non aveva né tempo né voglia di occuparsi di questo aspetto, alla fine ci siamo messi d'accordo e risolto la questione con un nutrito sconto sul prezzo d'acquisto.

Vinto dalla curiosità prendo uno degli aggeggi presenti nello scantinato, lo mostro a mio fratello, sembra una specie di piccolo televisore.

Assieme a lui cerchiamo di capire, tra le carte che troviamo conservate qui e là nella casa, se ci sono indicazioni sull'utilizzo dello strano “televisore” e degli altri aggeggi.

La ricerca risulta vana, nei documenti trovati ci sono solo indicazioni tecniche, formule, disegni ma nulla che ci aiuti a capire a cosa serva e come far funzionare i vari oggetti, forse ci sono altre carte, conservate chissà dove, che spiegano meglio.

Decido di conservare, giusto come ricordo e solo a mo' di soprammobile, il “televisore”.

Contatto una ditta per far svuotare e ripulire lo scantinato.

Passano i giorni, finalmente la ditta arriva, inizia lo svuotamento dello scantinato.

Tra gli oggetti che i ragazzi prendono noto che uno di questi, una presa nera lunga oltre un metro, ha lo stesso attacco del “televisore”, quello lo conservo, voglio vedere se riesco a far funzionare l'aggeggio, altrimenti anche la presa finirà tra i rifiuti.

Domenica mattina.

Vago in pigiama per casa, il “televisore” attira la mia attenzione.

Mi ricordo della presa, vinto dalla curiosità provo a collegarla.

Sorpresa si accende!

Le immagini che appaiono sono strane.

Si vede una parte di una stanza con una carta da parati azzurrina.

Provo a frugare delle manopole presenti nell'aggeggio.

Dopo un po' si vede l'immagine di una ragazzina che attraversa lo schermo.

Non capisco che diamine di canale sia.

Sposto l'oggetto per metterlo in quella che sarà la sua destinazione definitiva quando riconosco, nelle immagini che appaiono, il tavolo della sala da pranzo.

Mi fermo, guardo le immagini.

Inizialmente penso che sia una specie di videoregistratore e che le immagini siano le ultime registrate, magari per prova, dal professore; magari stava lavorando ad un modello di videoregistratore che le ultime scoperte tecnologiche avevano reso obsoleto, tanto da relegarlo in un angolo.

Sto' pensando a questa possibile ipotesi quando lo schermo mostra l'immagine di un uomo sulla trentina, guardando meglio riconosco un giovane professor Kennet.

Continuo a guardare e noto che non fa nulla di particolare, si siede e beve un bicchiere d'acqua.

Incomincio ad averne abbastanza di questo aggeggio, che a prima vista sembra un'invenzione abortita, lo sposto nuovamente e noto che le immagini cambiano come viene spostato l'oggetto.

Resto perplesso.

Mi domando se sia un caso oppure è veramente così. Decido di spostare l'oggetto verso la finestra.

Resto a bocca aperta.

Le immagini sono sorprendenti.

Davanti a me sfilano auto degli anni 60/70 e persone con i tipici vestiti del tempo.

Avevo già sentito parlare di un aggeggio del genere, denominato da alcuni Cronovisore, pensavo, però, che fosse solamente una leggenda metropolitana, una pura invenzione, invece credo che il professor Kennet sia riuscito nell'impresa.

Mi siedo.

Mi domando cosa ci fosse, allora, nelle varie cose che ho fatto portare via.

Cosa mai avrà inventato?

Mi domando come agire.

Devo dirlo a qualcuno? Devo tenermi per me la cosa, come d'altronde aveva fatto il professore?

Rimetto mano all'aggeggio e vedo che, muovendo una specie di manopola, le immagini cambiano.

Ora davanti a me si vede una strada bianca, polverosa, con poca gente che cammina, un carretto tirato da un cavallo.

Il cuore mi batte forte, la scoperta che ho fatto è notevole.

Mille pensieri si affollano nella mia mente.

Le immagini continuano a scorrere, mi convinco che forse sarebbe meglio tentare di recuperare gli oggetti fatti portare via, chissà cos'altro c'era?

Ricordo che tra quelli mi era sembrato di riconoscere delle casse acustiche.





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