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lavoro pubblicato domenica 2 aprile 2017
ultima lettura venerdì 28 aprile 2017

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

LE PAROLE SBAGLIATE

di Grigo1993. Letto 642 volte. Dallo scaffale Generico

CAPITOLO1 Ciao a tutti mi presento mi chiamo Giovanni, ho ventri tre anni e vivo a Roma da sempre, con i miei familiari, sono stato un ragazzo difficile, non mi piaceva molto la scuola. Ero sempre dison

CAPITOLO1

Ciao a tutti mi presento mi chiamo Giovanni, ho ventri tre anni e vivo a Roma da sempre, con i miei familiari, sono stato un ragazzo difficile, non mi piaceva molto la scuola. Ero sempre disonesto con i miei genitori, ribelle, introverso. Ogni giorno cercavo il mio IO. Invece non lo trovavo mai, ogni giorno cercavo un qualcosa che dentro di me non c'era. Era arrivato il momento di dire basta a tutto e basta alla violenza che subivo con i miei genitori. I miei genitori mi dicevano di stare tranquillo, era diventato ormai pesante mio padre, non desideravo altro che sbattergli la porta in faccia ed andarmene da casa mia. Me ne volevo stare da solo. Oramai non volevo essere più la persona che ero, anzi mi sentivo una persona senza senso, forse già capivo la mia strada quale doveva essere, una strada fatta di rock e
CAPITOLO2
Roll, ovvero con la droga riuscivo meglio a dimenticare me e tutte quelle persone che mi circondavano. Credevo di piacere alle ragazze, ma non mi andava di cercare avventure, nè tanto meno una storia seria?. Ancora non capivo se ero io o l'altra gente che mi voleva fare capire dove stavo sbagliando, volevo diventare subito grande, e i miei genitori non lo accettavano . Non mi lasciavano un attimo e sempre si preoccupavano per me, temendo che facessi qualcosa di sbagliato. Oramai ero stanco dei loro consigli e non li seguivo più. Mio padre era vegetariano di suo mentre mia madre anoressica da sempre, avevo due fratelli, e uno dei due che ne faceva per cinque. Ludovico, il più piccolo, ha 5 anni mentre Francesco ne ha 25 il più grande insomma io sarei l'intermedio dei fratelli, ah quasi dimenticato ho una sorella rompiscatole che ne ha 12 anni e che ancora va a scuola senza che ne abbia voglia, si e una tipa che se la tira molto e non vuole assolutamente che le diamo consigli. Fa tutto lei e se gli diciamo qualcosa lei regredisce come una bambina?.Forse avevamo capito il motivo di cui mio fratello non ci parlava mai dei suoi problemi a lavoro,era un tipo taciturno e voleva sempre starsene in disparte, persino la sua fidanzata non lo capiva molto e infatti cosi facendo non riuscivano mai a risolverli qualsiasi problema, era lui sempre quello che metteva in disordine la casa, ma la nostra vita andava così continuava ad essere così. Oggi e il primo di aprile e in questo giorno si fanno gli scherzetti come di consuetudine però c'è di fatto che non ne abbiamo tanta voglia perché un anno fa venne a mancare mio nonno Alberto e quindi siamo un po' giù di morale. Oggi mi sa che andremo al cimitero a portargli qualche fiore, quando torniamo dal cimitero non parliamo mai delle nostre cose,usciamo quarti quarti senza dire una parola. Mio padre a mia madre gli chiede sempre come sta andando la cura dal ginecologo, io mentre gli chiede queste cose penso che vogliano fare delle cose belle penso che vogliano un altro figlio anche se già mia madre ha superato i 50 anni ancora si sentono giovani e forti?.Ci vuole coraggio a parlare con un dottore,ogni giovedì vado da un psichiatra proprio per parlargli del mio problema. Ogni problema viene al pettine come si suole dire e questo e normale,certe volte mi sento stanco e non ne ho la minima voglia di sfogarmi e parlare con altra gente. Stufo della mia vita,stufo di ogni cosa che ne faccia parte. Abitiamo in una città caotica dove tutto devi fare di fretta e mai nessuno che ti ascolta quando gridi. Era cosi ormai da tanto tempo i miei zii non si facevano più sentire facevano la loro vita ed io la mia. Mia nonna aveva 67 anni cosa che non sembrava perché portava la demenza senile e ogni volta gli dovevamo ripetere sempre le stesse cose, riconosceva solo suo figlio, forse perché nella vita c'è stato sempre lui accanto e quindi questo ne sarà il motivo. Da bambino non capivo se ero io quello che facevo il monello o i miei compagni , andavo sempre a perlustrare un sacco di cose, giocattoli, valigie, pennarelli e mi ricordo ancora che mi imbrattavo le mani di inchiostri e certe volte prendevo il pennarello e lo mettevo in bocca.? Non era una vergogna per mia madre se ero omosessuale tanto meno
CAPITOLO 3
Avevo sempre la mania di andare in posti oscuri dove mi trovavo andavo,non mi piaceva la luce. Mi piaceva il buio, non andavo mai in chiesa anche perché per me Dio non esisteva e lo scrivo in maiuscolo solo per il suo rispetto. Ma voi pensateci bene si fece crocifiggere cosi dall'oggi al domani per cosa per l'amore della terra? Di quella terra che adesso ce solo odio e amore, ma dove diamo andati a finire? Siamo delle belve ecco cosa siamo. Siamo degli esseri umani che non ci sappiamo comportare come si deve, persone che scrutano e ascoltano ogni pettegolezzo che la gente dice ed in più la gente ci crede e ama sentire i dolori e il male di altre persone. Come ben sappiamo si sente dire sopratutto dai telegiornali che il mondo sta cambiando che oramai e finita l'era di una volta, ma molte persone ancora hanno una mentalità antica ai nostri tempi e facciamo noi fatica a fargli capire che il mondo r cambiati. Quante persone nel mondo sono omosessuali e scoprono di esserlo? Ma pensate bene ai loro bei ricordi di avventure o quanto meno a i primi innamoramenti, loro si che combattono e lottano per i diritti non togliendo che combattono per i diritti delle donne. Me ne vantavo della mia vita che facevo. Riuscivo persino ad uscire con i miei amici. I miei amici erano più grandi di me ma di questo non me ne dava nessun problema. Avevo ormai capito che rimboccarsi le maniche era importante, volevo capire fino in fondo dove sbagliavo. Sbagliavo sempre in un punto, quello che non piaceva a mia madre. Non le piaceva quando tornavo a casa alle tre di notte, ma spesso la chiamavo al telefono per dirle che era tutto a posto e che lei non si doveva preoccupare. Luigi un mio carissimo amico lavorava al panificio, era sempre stanco e non riusciva mai a essere puntuale nelle nostre uscite serali. Ogni giovedì me ne andavo da un prete per parlargli di me stesso e di quello che sentivo dentro. Parlavamo ore e ore per capire i problemi miei. Lo zio Francesco era sempre seduto ad un tavolino a bere vino, avevamo già capito tutti che stava prendendo la strada dell'alcol e questo ci creava turbamenti e diversi problemi con la gente. Padre Davide ci confessava ogni settimana e andavamo da lui in chiesa?.Per ora mi trovavo solo in casa e non sapevo cosa fare,mentre mi sedevo in una sedia a sorseggiare un po' di vino mia madre mi raccontava un po della sua storia, mente si avvicinava il mio cagnolino che tingiava perché voleva essere aperto e non riusciva ad uscire dalla porta. Io e il mio amico Benjamin un ragazzo alto e biondo ovvero lui veniva da Londra non sapeva bene parlate l'italiano ed io che gli facevo da traduttore perché qualcosa io di inglese lo avevo studiato a scuola e non come tante persone che lo studiano e poi si scordano di quello ne hanno imparato, mi piaceva stare con lui r parlare ore e ore, non avevamo mai sorseggiato un drink assieme perché lui qui non veniva spessso.Avevo ormai quasi quarant'anni quando mia madre da un tre anni era morta, non me ne facevo nessuna ragione di questa perdita. Però si sa' bisogna prendersi subito e prendersi ben presto la vita quotididiana e lo che ci circonda, persone come me non ce ne erano o meglio credo non erano persone che di facevano problemi ad non avere più una famiglia anche perché tantoeno tutti ci dobbiamo aspettare di dover morire ma molti scelgono o sbagliano di morire attraverso l'alcol o la droga. Avevo un sacco di amici drogati non per questo io li escludevo, forse gli davo quella poca importanza e quindi succedeva che dandogli poca importanza loro si sentivano più isolati. Era il momento di dire basta a tutti questi problemi che mi face
CAPITOLO 4
Era il momento di dire basta a tutti questi problemi che mi facevo nella mia testa,era ormai il momento di staccate la spina e fumarmi una bella sigaretta elettronica, i miei amci i ormai non mi capivano più erano sempre distratti a fare le loro faccende. Prendevo delle medicine per sedarmi e secondo loro io sono pazzo ed un ragazzo da toglierlo di mezzo, solo perché vado fa un psichiatra, e questo che volevano sentirsi dire? Ma allora che amici siete, siete dei balordi che non ci fare mai i vostri fatti e che vi fate sempre i fatti degli altri.Secondo molti miei conoscenti dovrei sapermi accontentare di tutto quello che ho a disposizione. Ho 28 anni e mi sono sposata da 10 mesi con un uomo buono e lavoratore, ho una casa e un lavoro alle poste. Mi sento invece depressa per ogni cosa: il mio lavoro, mio marito e le mie prospettive per il futuro. Ho infatti sensazioni frequenti di umore depresso, inferiorità e pessimismo che vanno avanti da quando avevo 15 anni. A scuola, pur ottenendo risultati sopra la media, trovavo sempre qualcuno che andava meglio di me. Con gli uomini ho sempre cercato di evitare persone che mi piacevano realmente perché la loro vicinanza non faceva altro che farmi sentire ancora più timorosa ed incapace (una volta che poi tali uomini erano fuori dalla mia portata mi sentivo stupida ed ero capace di fantasticare per mesi, basandomi solamente su un loro sguardo o sorriso). Penso inoltre di essermi riuscita a sposare con mio marito solamente perché l' ho sempre visto più incapace di me. Lui mi vuole bene, ma io penso, che vita possono fare insieme due persone l'una più incapace dell'altra? Mio marito vorrebbe un figlio, ma partendo da questi presupposti, francamente, l'idea mi terrorizza! Ultimamente ho anche iniziato ad avere problemi sul lavoro dove sono sicura che il mio capo ufficio mi relegherà a svolgere compiti sempre più insignificanti, anche perché lui si è accorto che non valgo niente. Qualche giorno fa una mia amica mi ha consigliato di andare da una psicoterapeuta, ma io sono convinta che...per me...sarà tempo sprecato.Qualche anno fa ho incominciato ad avvertire uno stato di malessere, di disagio, che sì è riproposto in maniera più evidente l'anno scorso e continua a presentarsi attualmente. Inizialmente ho provato un senso di apatia, stranezza, una stanchezza fisica e psichica, una incapacità e un disagio a vivere la presenza di altre persone, un senso di vergogna. Spesso ho avuto e ho ancora, la sensazione che la gente si accorga del mio disagio e legga i miei stati d'animo. In alcune situazioni, fortunatamente rare, ho anche provato un senso di panico (sul lavoro, in mensa o in assemblea, in chiesa) nel quale ho temuto di perdere il controllo di me stesso. Ho sentito una forteagitazione interna, il battito accelerato, il respiro affannoso e la sensazione di stare per impazzire o svenire. Mi sono così deciso, dopo molte esitazioni, a rivolgermi al medico di famiglia, che ha diagnosticato una lieve depressione e mi ha prescritto un neurolettico, che ho continuato a prendere per un anno. Con il farmaco che ho preso, queste sensazioni sono in parte scomparse. Mi sono però convinto e credo a ragione, che non si sia risolto il problema alla radice. Problema che c'è sempre stato fin dall'adolescenza, ma che non ho mai vissuto come tale. Ho creduto che esso fosse parte della vita e quindi da accettare come un peso, un fardello da portare con séinevitabilmente. Ho esitato molto, prima di rivolgermi dal medico, perché ho sempre pensato che non fosse l'indirizzo appropriato e che il problema non costituisse una patologia medica. Il problema è questo: non parlo mai se non sollecitato da altri, non ho iniziative e entusiasmo. Non ho una vita sociale, affettiva, di relazione accettabile: non ho amici, non ho una ragazza, non esco mai la sera, non frequento, nemmeno di giorno, locali pubblici. Spesso provo imbarazzo o fastidio a incrociare lo sguardo con altre persone, provo un senso di inadeguatezza e ho l'impressione che la capacità di concentrazione sia diminuita . Ultimamente il mio medico mi ha consigliato di iniziare una psicoterapia.Cari amici, sono una donna di 40 anni che ha tanto bisogno di raccontare la propria storia a qualcuno che forse è in grado di capire per diversi aspetti. Mi sono sposata all'età di 19 anni sottovalutando la grande responsabilità che comporta un matrimonio specialmente a quell'età. Ho ricevuto dai miei genitori una buona educazione, ma forse troppo basata su " tutto deve sempre apparire perfetto agli altri ".Non ho mai amato mio marito e questo lo avrei potuto affermare pochi mesi dopo il matrimonio, quando mi resi conto del grosso sbaglio che avevo fatto, ma era ormai troppo tardi.Di sani principi religiosi e morali non avrei mai avuto il coraggio di dire al mondo e ai miei che avrei voluto lasciarlo e così sono rimasta con lui per 20 anni.Non vi dico quante cose ha potuto immaginare la mia mente e quanti sogni ho potuto fare credendomi finalmente libera, ma sono rimasti solo sogni. Se dovessi raccontare tutte le mie sensazioni e i miei travagli, forse non basterebbero le righe di centinaia di e-mail.Circa 2 anni fa ho conosciuto un ragazzo di 38 anni e dopo una bellissima amicizia, nata durante un campo scuola, ci siamo innamorati.Sicuramente è stato questo amore che mi ha dato il coraggio di lasciare mio marito. Essendo credente e molto innamorata di Dio, non avrei potuto vivere nell'ipocrisia, specialmente nei confronti del mio amore. Così decisi di dire, a quello che era mio marito, che non lo amavo e, per non ferirlo improvvisamente, che forse non lo avevo mai amato e che il mio matrimonio con lui era stato solo l'errore di una ragazzina immatura.
capitolo 6
L'uomo di cui mi sono innamorata mi ha raccontato subito la sua vita, senza nascondermi nulla, i nostri dialoghi sono continui ed io ho finalmente trovato la persona che ho sempre cercato in tutti questi tremendi anni della vita. Questi ultimi due anni sono stati " i migliori anni della NOSTRA vita ": dico NOSTRA perché anche lui ha sofferto molto. All'età di 17 anni e rimasto vittima di una depressione che lo ha accompagnato fino al Marzo del 1999. Anni in cui si sono alternate fasi di ricovero ospedaliero e no.E' attualmente oggi in cura farmacologica... si, è vero che da due anni non ha avuto più ricadute e il sorriso e la voglia di vivere lo accompagnano quotidianamente, ma fino a quando? Si può uscire definitivamente dalla depressione? Io lo amo da morire e mai al mondo lo vorrei vedere soffrire e tanto meno perdere, ma a volte la paura che ciò possa accadere mi tormenta. Spesso gli ho consigliato di rivolgersi ad uno psicoterapeuta, non so perché, ma ho la sensazione che il suo psichiatra lo imbottisca solo di farmaci, sottovalutando l'aspetto psicoterapeutico.Una tranquilla notte d'estate, un giovane ragazzo con una collanina d'argento in tasca presa quello stesso pomeriggio, una ragazza che non sa ancora cosa succederà. È quasi mezzanotte, deciditi a dargliela! Non avrai altra occasione: domani si torna a casa. Eccola, è lì con le sue amiche, prendila in disparte dai! Il cuore gli batte a mille, la porta fuori da quella stanza dove erano e si appartano lungo il corridioio, non c'è nessuno. Il ragazzo tira fuori la scatola, la apre e le fa vedere il regalo. Non sa quanto tempo ci sia voluto per cercare di mettere la collanina, quel foro era così piccolo e le mani tremavano troppo! Alla fine però ci riesce e la ragazza si gira. Un bellissimo cuoricino adesso pende dal suo collo e i suoi occhi... beh a dire la verità il ragazzo non se lo ricorda che avevano quei due fanali azzurri, ma sapeva che prima o poi si sarebbero baciati. Ed eccolo quel fatale momento! Un semplice bacio, quasi a stampo, eppure a lui basta e adesso chiede solo di fare una passeggiata con lei nel parco. Non se ne è ancora accorto, ma la serata è bellissima e c'è la luna piena. Si siedono su una panchina e chiacchierano parlando del più e del meno, poi lui le offre un massaggio ed in fine si rialzano per fare un giro. Non c'è bisogno di nessun lampione, la stradina è perfettamente illuminata da quella sfera ormai alta nel cielo. La serata si conclude, i due ragazzi si separano e vanno a dormire ognuno per conto proprio. Il giorno seguente si parte, si torna a casa e i due non si rivedranno mai più. Lui non le ha chiesto il numero e lei non si è curata di farlo. Ormai sono passati mesi, eppure ogni tanto ti penso, ma non posso dirti che mi manchi. Anche tu sarai della stessa opinione, ma comunque io ti volevo ringraziare. Adesso ho un altro ricordo felice nella mia memoria, il ricordo di una notte d'estate....Era il 18 settembre del 2013 e per puro caso incontrai l'uomo della mia vita, bello, alto elegante, più grande di me. Dopo un po' che gli avevo fatto avere il mio numero da un suo amico mi chiamò... E così fu tutti i giorni. Poi però scoprii che era fidanzato, ma innamorata pazza come ero e sono ho continuato a vederlo. Poi si lasciano, ci fidanziamo non ufficialmente, alti e bassi, lui in ospedale, le mie scenate di gelosia. Dopo 5 mesi vado a vivere con lui alti e bassi ma alla fine una convivenza bellissima. Finalmente nel giugno 2015 gli proposi di sposarmi e disse di sì, ci sposammo il mese dopo, il 2 luglio. All'inizio non procedeva bene poi dopo due mesi per miracolo si sistemò tutto e ora siamo più felici che mai, non ci lasceremo mai. Questo sì che è un lieto fine. E ringrazio Dio.Se era questo il fatto di loro allora che ben venga,i vogliono escludere solo perché sono diverso ed ho delle problematiche? Ma loro non capiscono le mie problematiche sia sociali che ho anche dei miei disagi. E questa la vera amicizia? Mi hanno chiesto di tornare normale, ma voi ci rendete conto cosa dicono? Le persone intelligenti non lo penserebbero mai, anzi aiuterebbero veramente il prossimo come appunto DIO ci ha insegnato da duemila o quattromila anni fa.Mi avevano lanciato il cuore da quando non capivo cosa avevo, mi dissero che ero cardiopatico, me ne dissero di tutti i colori e io non volli credere a nessuno, io go ancora preoccupazioni, ho ancora la preoccupazione dell'operazione all'orecchio e allora i miei amici ancora non lo hanno capito perché prendo questi sedativi?

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