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lavoro pubblicato lunedì 20 marzo 2017
ultima lettura giovedì 22 giugno 2017

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Pitigliano

di Manuellunadei. Letto 116 volte. Dallo scaffale Viaggi

Arriviamo a Pitigliano in tarda mattinata, siamo in due, viaggiamo leggeri e veniamo diretti da Roma, un tragitto di neanche  due ore preso in tutta tranquillità. Il paese da fuori si presenta per quello che è, un borgo di origine et.....

Arriviamo a Pitigliano in tarda mattinata, siamo in due, viaggiamo leggeri e veniamo diretti da Roma, un tragitto di neanche due ore preso in tutta tranquillità.

Il paese da fuori si presenta per quello che è, un borgo di origine etrusca, con un bell’acquedotto a farla da padrone.

Parcheggiata la macchina ci accolgono botteghe che vendono prodotti tipici, tanti turisti, ed un meraviglioso bar in cui si ritrovano i giovani del posto, dove prendiamo il caffè che in questi casi è d’obbligo.

Forte è l’impronta etrusca, e forse lo è ancor di più quella ebraica, data la presenza del ghetto da più di cinquecento anni.

Che sia di origine ebraica, etrusca o maremmana il cibo del posto, non c’è da dirlo, lascia estasiati.

Tra i tanti vicoli caratteristici tante sono le botteghe di artigiani e artisti.

Tra gatti, statue che commemorano i villani, musei etruschi, la villa degli Orsini e i resti del bombardamento alleato del 1944, la passeggiata scorre piacevole.

Il difficile momento di scegliere la trattoria arriva puntuale, tutte a quanto dicono eccezionali, per nostra fortuna mangiamo in un posto tranquillo e riservato dove ci servono una carbonara con porcini, preceduta dal classico tagliere di salumi e formaggi.

Usciti dal ristorante più che soddisfatti decidiamo di salutare il paese per andare a smaltire il pranzo camminando in mezzo alla natura.Tra il museo archeologico a cielo aperto e le varie vie cave, (che servivano originariamente come collegamento tra il paese e la necropoli) optiamo per la via cava di San Giuseppe, che tra vie incavate nel tufo, scorci di necropoli e tanta tanta natura, ci porta fino ad uno spiazzale immerso nel nulla dove si erge la fontana dell’olmo.

Ci riposiamo un oretta godendoci il clima fantastico, prima di rientrare nel caos della capitale.



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