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lavoro pubblicato sabato 18 marzo 2017
ultima lettura giovedì 21 novembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il prezzo di un sogno

di Jessica. Letto 316 volte. Dallo scaffale Fantasia

Vi racconterò una storia. Parlerò di lui, Romeo. Romero era un ragazzo pieno di sogni e speranze, che amava la vita ma anche la tristezza. Aveva il solito vizio d’immischiarsi in situazioni poco piacevoli...

Vi racconterò una storia.
Parlerò di lui, Romeo. Romero era un ragazzo pieno di sogni e speranze, che amava la vita ma anche la tristezza. Aveva il solito vizio d’immischiarsi in situazioni poco piacevoli, di scombussolare i periodi felici della sua vita e annoiarsi quando tutto andava per il verso giusto. Romero aveva anche un grande sogno, diventare uno scrittore. Per scrivere qualcosa che gli donasse emozioni, lui doveva soffrire. Era inequivocabile la forma magica della sua penna, nel momento in cui trasformava in parole la sua frustrazione. Amante dei pochi sforzi e dei sogni impossibili, passava da una disavventura all’altra, sperando che fosse la volta buona. Ripetutamente però, rifiutava lavori degni da geometra, per fare il cameriere nel fine settimana con la speranza di osservare il mondo da una prospettiva differente. Le rinunce, il desiderio di poter mettere nello stomaco ciò che portava ai tavoli, di poter bere fiumi di vino e baciare quelle ragazze raffinate che ogni sabato serviva. Lui non aveva nulla. Non aveva un lavoro stabile e non aveva una compagna al suo fianco. Tendeva a farle scappare, per assaporare la sofferenza del dover restare solo ancora una volta, dei sogni infranti e dell’amaro sapore della solitudine. Ben presto però ci fece l’abitudine e ciò che prima poteva dargli ossigeno e nutrimento allo scritto, divenne noia. Routine.
Fece allontanare anche Beatrice, che pazza d’amore per lui, sopportò i suoi sbalzi d’umore, i silenzi e gli inspiegabili allontanamenti. Finché un giorno mollò. Stanca e ormai senza speranze, decise che non poteva più combattere contro i mulini a vento. Romeo soffrì, eccome se soffrì. Soffrì tanto da poter scrivere un’opera poetica intitolata: “L’odio di sé”. Vinse un concorso e finì nella prima pagina di un giornale di poesie. Il giornale preferito di Beatrice, che vedendo quell’opera sperò di potersi riavvicinare a lui. Aspettò a lungo che la mettesse in contatto, ma senza farsi più sentire, Romeo sfruttò quel dolore fino all’ultima goccia.

Una notte si svegliò di soprassalto e vide davanti a sé un’umbra. L’ombra di un uomo. Qualcosa in lui era familiare e allo stesso tempo inquietante.
“ Cosa sei?”
“Sono te.” rispose l’ombra.
“per quale motivo mi fissi, allora? Non ti dovrebbe essere possibile…”
“Perché posso fare quello che voglio. Anche abbandonarti.”
“ Perché mi vorresti abbandonare?” chiese impaurito.
“ Non sono fiero della persona che rifletto alla luce del sole. Insieme a te sono infelice. Ogni qualvolta siamo sul punto di cambiare la nostra vita, tu decidi di mandare tutto all’aria. Sofferenza, immensa sofferenza. Ricerchi le cose sbagliate, se scrivere un libro, vuol dire questo, forse dovresti cambiare sogno.”.
“ Tu sei un’ombra. Non puoi andare da nessuna parte. Sei mia!” sbottò adirato.
“Forse così ti mancherò tanto che sarai costretto a dover cercare la tua anima gemella. Una compagna, degli amici, e qualsiasi cosa ti possa far ricordare, che sei stato abbandonato da te stesso.”
“ Vorresti lasciarmi senza ombra? Che follia. Questo è solo un sogno!” disse, dandosi una sberla sonora sulla guancia destra. Non si svegliò dal sogno. Forse era la realtà.
“ No. Non ti lascerò sprovvisto di un’ombra, te ne incollerò una che non ti appartiene. Così sarai condannato all’infelicità eterna. È quello che vuoi no? Essere così triste, da poter scrivere opere d’arte!”
“Si è quello che voglio, ma non mi piace vivere senza di te. Tu mi ricordi che la mia oscurità cammina vicino a me, ma non mi appartiene del tutto.” Confessò imbarazzato.
“Ma io sono scuro, non sono oscurità. Ho dei sentimenti collegati ai tuoi, ma non amo la tristezza. Voglio viaggiare, ridere, prendere il sole più spesso.”
“Ti prego non lasciarmi…”
“Addio… o magari arrivederci.” concluse l’ombra senza indugiare ulteriormente.

L’indomani Romeo si svegliò completamente sudato. Chissà se ciò che aveva vissuto era tutta realtà. Corse al sole e guardò la sua ombra. Era lei?
No. I capelli erano ricciuti, mentre quelli dell’ombra non gli assomigliavano per nulla. Si disperò per qualche ora, poi si mise a scrivere. Nulla. Non usciva nulla da quella penna. Non era più lui e odiava quella cosa che lo seguiva ovunque. Che cosa voleva? Di chi era?
Andò al parco e corse all’impazzata ma questa nuova ombra era attaccata proprio bene. “Spostati” urlò, ma lei non rispose. “Voglio la mia, non te.” Stanco, distrutto e sudato fradicio, tornò a casa sua.
Non sapeva proprio cosa fare. Pensò che forse una bella doccia l’avrebbe aiutato a scrivere qualcosa di degno. Aveva così tanta paura che di sicuro qualcosa l’avrebbe prodotta. Fece una doccia bollente, con la speranza che questa nuova ombra si sciogliesse. “Che stupidaggine. Sembro un pazzo!”
Quando uscì il vapore, inondo la stanza e lui poté osservarne le particelle che lo sovrastavano e avvolgevano nella completa solitudine e inquietudine. Non si era mai sentito così confuso in vita sua.

Si asciugò e sentì il forte desiderio di scrivere, ma non era un racconto... era qualcosa di diverso. Una confessione!

“ A volte inseguire i sogni ci cambia l’anima.
A volte pur di ottenere ciò che desideriamo siamo disposti a tutto.
A volte dimentichiamo chi siamo e cosa è realmente importante.
Quando le cose scontate ci abbandonano, quelle che inseguiamo perdono di significato.
Ora che non ho più nulla davvero, capisco di avere un cuore solo. Una vita sola.
Mi manca la mia ombra, mi manca la mia Beatrice.” Scrisse tutto d’un getto.

Si alzò dalla sedia e andò da Beatrice, convinto di essere un uomo nuovo, indipendentemente dalla scelta che lei avrebbe fatto.







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