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lavoro pubblicato sabato 11 marzo 2017
ultima lettura mercoledì 8 aprile 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Prima Noi

di FrancescoGiordano. Letto 442 volte. Dallo scaffale Fantascienza

In questo universo parallelo sono gli umani a portare la vita sugli altri pianeti con delle sonde, come influirà questo sul loro futuro?

Il tempo era giunto. Finalmente, dopo anni di ricerche, una razza aliena riuscì a decifrare le indicazioni presenti su una sonda spaziale. Ma, almeno per loro, quello non era un semplice strumento tecnologico, si trattava, in un certo senso, della loro "madre". Se quel pezzo di metallo non fosse caduto sul loro pianeta, i Crumbiani non sarebbero mai nati.

E dire che l'avevano trovata praticamente a caso, durante gli scavi dedicati alla costruzione di un nuovo centro commerciale. La sonda si era mantenuta in condizioni molto buone, certo, qualche pezzo era mancante o non funzionante, ma tutto sommato sembrava quasi poter funzionare ancora.

Le prime analisi chiarirono quasi subito l'età dello strumento, vecchio ormai di 8000 anni, insieme alla presenza dei batteri e germi che portarono la vita su Crumbia. La sfida era però un'altra, decifrare i simboli presenti sulla sonda, che rappresentavano due figure appartenenti probabilmente ad un altro pianeta, insieme ad altre strane forme.

Questi due esseri non solo sembravano sorridere, ma la mano alzata e la posizione della mano indicava il classico gesto di saluto che anche i Crumbiani utilizzano. A quel punto, molti iniziarono a pensare che quelle figure altre non fossero che gli Dei che avevano portato la vita sul pianeta.

Cosa che mise in crisi le diverse religioni Crumbiane, che nel corso degli anni avevano creato teorie diverse da quelle raffigurate sulla sonda. Mistero, religione e scienza si unirono a quello che divenne un caso che interessava l'intero pianeta.

Nonostante ci vollero ben otto anni per decifrare quel disegno, l'interesse rimase alto per tutto il tempo. L'annuncio portò nuova speranza negli abitanti di Crumbia che, anche se non stavano passando un periodo difficile, avevano ancora dei problemi da risolvere. Uno su tutti quello delle malattie, molte non erano ancora state curate a causa della loro complessità, rendendo la vita difficile ai ricercatori.

Gli studiosi scoprirono che quei simboli altro non erano che coordinate, queste, una volta analizzate, portavano ad un pianeta azzurro e pieno di acqua. I giorni successivi all'annuncio, i Crumbiani provarono ad inviare qualche un segnale, che grazie alle tecnologie avrebbe impiegato solo un giorno per arrivare.

Questa era una prova del nove per scoprire se tale pianeta fosse abitato, in caso di una mancata risposta, le cose erano due, o gli abitanti non disponevano di una tecnologia adeguata, oppure non c'era più nessuno. Teoria plausibile, visto che quel pianeta doveva ospitare la vita da più tempo, almeno stando ai simboli presenti sulla sonda.

Tra paure, preoccupazioni e ansie, visto che molti pensavano alla possibilità di un attacco da parte degli abitanti di questo pianeta, il giorno successivo arrivò, portando con sé una risposta. La popolazione era in fibrillazione, un evento storico stava avvenendo sotto gli occhi di tutti.

Per la prima volta, i Crumbiani avevano ricevuto un segnale alieno. Ma il tutto era reso speciale dal fatto che tali alieni potevano essere i loro "padri", coloro che li avevano creati.

Questo portò a fantasticare non solo sul loro aspetto, ma anche sulla loro società e tecnologia. Più di tutto, erano sicuri che questi esseri superiori avessero tutte le risposte alle domande che avevano. Il quesito più importante era nato dopo aver scoperto di essere nati da una sonda aliena.

Per quale motivo erano stati creati? Cosa avevano in mente i loro "genitori"? Tali domande accesero una sorta di spirito nazionalista nei cuori dei Crumbiani, che iniziarono a vedersi come una sorta di razza prediletta per fare grandi cose. Se una razza aliena li aveva creati, ci doveva essere un buon motivo, perché di solito non si generava vita per diletto.

Adesso non restava che visitare tale pianeta. I Crumbiani avevano già da tempo la tecnologia necessaria per l'esplorazione spaziale, ma questi piani vennero accantonati per dare la priorità alla sonda.

Potevano quindi unire l'utile al dilettevole, mettendo alla prova le loro ultime scoperte in campo Aerospaziale. Ovviamente avevano già fatto alcuni test, ma adesso dovevano mettersi alla prova in una missione reale.

L'obiettivo era il "Pianeta Azzurro", dentro l'astronave, oltre ai piloti, erano presenti anche diversi politici, scienziati, studiosi di vari campi, come sociologi e storici, insieme ad altre personalità. Non mancavano doni, insieme alla sonda, ed oggetti tipici del loro pianeta, che era anche il modo migliore per capire la loro cultura.

Nel giro di una settimana arrivarono nelle vicinanze del pianeta dove vivevano i loro creatori. Ovviamente prima di entrare nell'atmosfera del pianeta, i Crumbiani inviarono una comunicazione. A quella distanza potevano abbandonare i segnali e comunicare sul serio.

Nonostante la probabile differenza linguistica, non solo capirono il messaggio, ma risposero anche nella loro lingua. I viaggiatori rimasero colpiti, probabilmente utilizzavano qualche strumento per riuscire in quella impresa. Gli abitanti del pianeta inviarono anche delle coordinate dove poteva atterrare la nave spaziale.

Ormai era fatta, finalmente gli abitanti di Crumbia potevano osservare da vicino i loro creatori e parargli. I presenti non riuscivano a trattenere l'emozione, nessuno aveva idea dell'aspetto che potevano avere questi Dei. Ma non ci volle molto tempo per scoprirlo, rimanendo a bocca aperta.

Le differenze non erano molte, anche gli abitanti del Pianeta Azzurro avevano un'altezza ed una costituzione variabile, il colore della pelle era leggermente diverso, quello dei Crumbiani era più bluastro.

L'unica differenza degna di nota erano i capelli, quelli dei creatori erano diversi, mentre gli abitanti di Crumbia avevano dei piccoli tentacoli che potevano anche muovere, volendo.

Il gruppo atterrò in un porto dedicato alle navi spaziali, a quanto pare gli abitanti del Pianeta Azzurro disponevano di una tecnologia molto avanzata. Una volta messi i piedi per terra, i Crumbiani vennero accolti da quella che sembrava una sorta di comitato di benvenuto.

‹‹Salve.›› disse uno degli abitanti del Pianeta Azzurro, avvicinandosi ai visitatori ‹‹Mi presento, sono Roger Khrell, gestisco gli incontri con le razze aliene che vengono sul pianeta Terra.››.

I Crumbiani rimasero di stucco, riuscivano a capire perfettamente il linguaggio dei terrestri.

‹‹Ma come riusciamo a...›› provò a dire uno dei visitatori.
Non ebbe nemmeno il tempo di finire che venne interrotto ‹‹Ah, usciamo questo.›› Khrell indicò un piccolo strumento che partiva da sotto al mento e arrivava fino alle orecchie.

Era praticamente invisibile, senza indicarlo nessuno l'avrebbe notato ‹‹E' un dispositivo per tradurre le lingue, con il tempo l'abbiamo perfezionato e adesso possiamo sia capire che parlare idiomi sconosciuti.›› aggiunse.

‹‹Incredibile!›› esclamò il pilota dell'astronave, aggiungendo poi ‹‹Noi non abbiamo una tecnologia simile... A proposito di tecnologia, volevamo mostrarvi questo.››.

Il Crumbiano prese dalla nave la sonda e la mostrò all'umano, che rimase leggermente sorpreso ‹‹E... Cosa sarebbe questo?›› chiese.

‹‹E' una sonda, è lei che ci ha portato qui.›› rispose il pilota ‹‹Per questo motivo pensiamo che l'abbiate costruita voi e, con essa, anche noi.›› aggiunse.

Anche questa volta Roger non seppe come reagire ‹‹In che senso "abbiamo costruito anche voi"?››.

‹‹Abbiamo scoperto che questa sonda si è schiantata sul nostro pianeta 8000 anni fa, portando la vita. In pratica siamo nati grazie ad essa e grazie e voi.›› dopo aver aggiunto quelle parole, tutti i Crumbiani si inchinarono ‹‹Voi siete i nostri creatori, i nostri Dei!›› esclamarono in coro.

‹‹Aspettate un attimo, non vi inchinate!›› l'uomo era visibilmente in imbarazzo ‹‹Prima di dire certe cose bisogna che anche noi analizziamo la sonda, così potremo darvi tutte le risposte che volete.›› aggiunse in seguito.

I Crumbiani non se lo fecero ripetere due volte e subito diedero la sonda all'umano. Nei giorni successivi, mentre i terrestri studiavano la sonda per cercare di capire la sua storia, i visitatori poterono scoprire la cultura e la storia del posto. C'erano sia delle differenze che delle similitudini con la storia di Crumbian, mentre la società era abbastanza diversa.

Ad esempio i Crumbiani, anche una volta sposati, vivevano separati, erano una razza molto indipendente. Nel frattempo, anche gli umani, tramite i racconti dei Crumbiani, scoprirono molte cose sul loro conto.

Dopo circa una settimana, i terrestri scoprirono la verità, chiamando a raccolta i visitatori alieni. Non fu Roger a dargli la notizia però, ma un ingegnere dell'agenzia spaziale terrestre.

‹‹Bene signori, alla fine abbiamo capito di cosa si trattava. Avete ragione, effettivamente questa sonda ha portato la vita sul vostro pianeta.›› disse la donna.

‹‹Quindi ci avete creati voi! Avevamo ragione! Siete i nostri creatori!›› esclamò uno dei Crumbiani ‹‹Perché ci avete creato? Qual è il nostro scopo?››.

‹‹Il vostro pianeta non fa parte del Programma di Biocreazione Programmata, dopotutto abbiamo scoperto di essere in grado di portare la vita con delle sonde solo recentemente.›› rispose la donna.

‹‹Cos'è questo programma? E' qualcosa che siamo destinati a fare per voi?›› chiese un altro Crumbiano.

‹‹No, è un programma a cui abbiamo dato vita circa 4000 anni fa, per portare artificialmente la vita su altri pianeti. Scoperta avvenuta casualmente, fino ad ora abbiamo... Creato la vita su due pianeti, ma solo nel primo tutto ciò è avvenuto senza sapere nulla.›› dopo una breve pausa, aggiunse ‹‹Il vostro pianeta non era previsto nei piani, la sonda che avete trovato è molto vecchia, si sarà schiantata sul vostro pianeta casualmente e non siamo più riusciti a rintracciarne i dati.››.

‹‹Quindi ci stai dicendo che siamo nati per uno scherzo del destino? Voi non ci avete creati? E' stata tutta fortuna?›› chiese, con un'espressione sconsolata, uno dei visitatori.

‹‹Purtroppo sì... Mi dispiace, ma non vi abbiamo creato per uno scopo. Ma anche se avessimo portato la vita artificialmente sul vostro pianeta, non l'avremmo fatto per darvi una missione.›› rispose la donna.

A quel punto, i Crumbiani iniziarono a parlare tra di loro, ma la situazione non sembrava delle migliori, perché sembravano molto agitati ed arrabbiati.

‹‹Ci avete tradito!›› esclamò uno degli alieni ‹‹Ci avete dimenticati ed abbandonati! Non vi perdoneremo!›› aggiunse.
Scoprire che i tanto famigerati Dei non avevano nessuna risposta alle loro domande, fece crollare il loro mondo.

I Crumbiani tornarono di fretta sul loro pianeta senza dire altro ai terrestri. Quella fu l'ultima volta che misero piede sul pianeta Terra, ma avevano altri piani in mente per gli umani.

Per ben cinque anni, restarono isolati, per poi ricomparire dal nulla, questa volta con un messaggio di guerra.
In quell'assenza i Crumbiani avevano non solo ottenuto diverse conquiste nel campo bellico, ma anche in altri ambiti.

Tutto questo per ottenere la vendetta che tanto bramavano. Sapevano inoltre che i terrestri potevano contare su due alleati, per questo motivo, decisero astutamente di creare dei robot da guerra.

Erano questi i soldati Crumbiani, questi non combattevano in modo tale da non subire perdite in termini di vite. Questi robot erano anche molto semplici da costruire, in modo tale da averne sempre a disposizione.

Ebbe così inizio il periodo storico conosciuto con due nomi, La Guerra dei 5 anni o La Prima Guerra Galattica. Gli schieramenti vedevano i Crumbiani combattere contro i Terrestri, i Frexiani ed i Qualyti.

Gli scenari principali di questi scontri erano due, le vicinanze della terra, dove avevano luogo le battaglie tra le varie astronavi, e la terra stessa, dove alcuni robot riuscirono a mettere piede.

Nei primi momenti, grazie all'utilizzo di esseri meccanici, i Crumbiani ebbero la meglio, ma c'era anche un'altra cosa che giocava a loro favore. I tre pianeti attaccati non si concentrarono nel campo bellico tanto quanto i nemici. Per questo motivo, soprattutto durante i primi due anni, i terrestri ed i loro alleati si concentravano più sul sopravvivere che al vincere.

La situazione si stabilizzò solamente durante il terzo anno del conflitto, quando i due schieramenti si trovavano alla pari. Nonostante i terrestri fossero avvantaggiati numericamente grazie ai loro alleati, le macchine dei Crumbiani sembravano non finire mai. Fu così che i tre pianeti unirono le forze per capire come neutralizzare questa minaccia.

Durante tutto il quarto anno, denominato poi l'Anno di Metallo, gli umani ed i loro alleati diedero vita a diversi piani di spionaggio, in modo tale da capire chi o cosa colpire per trovare una breccia in quel sistema apparentemente perfetto. Grazie anche ad alcuni Crumbiani contrari alla guerra, riuscirono ad entrare ed a prelevare informazioni sulle catene di montaggio dei robot.

C'erano due opzioni per fermare quel circolo di produzione infinito, aspettare che finissero le risorse per creare le macchine e sperare che i Crumbiani non trovassero le materie prime su altri pianeti, oppure distruggerle con ordigni esplosivi. Per ovvi motivi, si optò per la seconda scelta.

Verso la fine del quarto anno e l'inizio del quinto, i tre pianeti crearono un piano per permettere ad una squadra di infiltrarsi tra la popolazione, posizionare gli ordini e, una volta distrutte le catene di montaggio, spianare la strada all'attacco. Offensiva che doveva essere però spietata e non lasciare in vita nemmeno un robot, in modo tale da lasciare senza difese i nemici.

Fu così che durante la metà del quinto anno di guerra, alcuni mesi furono necessari per prepararsi al meglio, il piano ebbe inizio. Nonostante qualche difficoltà, gli umani e gli alleati riuscirono a distruggere le catene di montaggio insieme alle forze robotiche rimaste.

Una volta rimasti senza esercito, gli umani, i Frexiani ed i Quality sbarcarono su Crumbian, distruggendo i pochi robot rimasti. A quel punto gli abitanti del pianeta che aveva dato il via alla guerra non poté fare altro che arrendersi. I Crumbiani non sapevano combattere visto che non ne avevano bisogno.

Fu così che venne firmato un armistizio senza però punire pesantemente il nemico, tutt'altro. Prima di tutto nessuno acquisì i territori Crumbiani o altri beni, gli abitanti potevano continuare a vivere tranquillamente come prima, perché non ci sarebbero stati militari a controllare la popolazione.

Le costrizioni erano due, dare una mano, anche economicamente, per ristrutturare i tre pianeti colpiti e dare inizio ad una collaborazione ed instaurare un dialogo con la terra ed i suoi alleati. In questo modo i Crumbiani non sarebbero più stati isolati, inoltre dopo la sconfitta si poteva rischiare di riaccendere l'odio verso gli umani.

Gli abitanti di Crumbian accettarono l'armistizio e seguirono tutti i doveri alla lettera, dando così vita ai primi rapporti tra gli altri pianeti.

Ma i Crumbiani non avevano ancora digerito tutto, non era la sconfitta a bruciare, ma il fatto di essere nati senza uno scopo preciso. Questi sentimenti, presenti anche nella classe politica, erano un segnale d'allarme per la terra, che cercava di riappacificare i due pianeti nel miglior modo possibile.

Mentre, dopo diversi anni, una distensione sembrava ormai stabilita, lo spirito antiumano si stava accendendo anche nelle nuove generazioni. I Crumbiani erano ancora alla ricerca di una vendetta.



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