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lavoro pubblicato venerdì 10 marzo 2017
ultima lettura domenica 20 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Prima Loro

di FrancescoGiordano. Letto 331 volte. Dallo scaffale Fantascienza

La razza umana scopre finalmente come ha avuto origine la vita sulla terra, questa rivelazione è però accompagnata da un'altra informazione che potrebbe nascondere altro...

Come un fulmine a ciel sereno, una notizia cambiò per sempre la vita degli esseri umani, la scoperta di una sonda. Ma non era una normale sonda spaziale, lo suggerivano sia gli strani simboli presenti sulla sua superficie che gli studi effettuati. Le analisi confermarono qualcosa di impensabile, quella sonda aveva portato la vita sul pianeta Terra.

Tutto ciò cambiò radicalmente l'idea che gli studiosi si erano fatti sugli strani simboli impressi sulla sonda. A quel punto era lecito pensare che si trattasse di una lingua aliena e che proprio tale razza avesse creato sullo strumento. Se l'avesse fatto con o senza intenzione, era ancora impossibile dirlo.

Per svelare il mistero, che aveva ormai catturato l'attenzione dell'opinione pubblica, vennero stanziati molti fondi. L'avventura ebbe così inizio, scienziati da tutto il mondo si riunirono per scoprire quante più cose possibili sulla sonda, i cui germi erano ancora analizzabili, e sulla scrittura aliena.

L'interesse della popolazione ebbe un tale eco che tornò in auge il genere fantascientifico, mezzo tramite il quale in molti cercavano di dare una risposta fantasiosa dietro al mistero della sonda. La situazione non cambiò nemmeno quando fu chiaro che gli anni necessari per completare la ricerca sarebbero stati molti.

Anzi, sembrava quasi che, anno dopo anno, sempre più persone si interessavano alla storia, anche in mancanza di novità rilevanti. Informazioni che non potevano essere rilasciate a cuor leggero, trattandosi di un argomento delicato.

Nessuno avrebbe mai pensato che la vita sulla terra sarebbe potuta nascere da una sonda, alcuni iniziarono anche ad ironizzare sulla cosa. La classica teoria del meteorite non era poi così sbagliata, l'errore stava nell'oggetto caduto.

Se lo studio dei germi fu utile per trovare la cura a diverse malattie e rinnovare anche la ricerca in altri settori, la traduzione dei simboli andava a rilento. Nessuno prima di allora aveva mai avuto a che fare con una lingua aliena, al massimo si erano scontrati con idiomi di civiltà antiche, ma sempre e comunque umane.

L'unica cosa che, dopo ben tre anni, riuscirono a decifrare, furono delle coordinate, molto probabilmente indicavano la posizione del pianeta alieno.

Raggiungerlo non sarebbe stato un problema, perché proprio in attesa di risposte, erano stati raggiunti molti traguardi nel campo dei viaggi intergalattici, uno degli elementi che aveva aiutato a tenere vivo l'interesse per la sonda.

Si decise quindi, anche per provare un nuovo modello di navicella spaziale, di dare il via ad una missione di esplorazione.

Gli astronauti avrebbero seguito le coordinate alla ricerca del "Pianeta degli Dei", come in molti l'avevano soprannominato. Il giorno del lancio entrò nella storia, era il 25 maggio del 2045. Tutti i media, dalla radio fino ad internet, seguirono l'evento.

Grazie al nuovo modello, raggiungere il pianeta non fu un'impresa, lo raggiunsero nel giro di 12 ore. Si trattava di un record senza eguali, contando anche la distanza dal pianeta Terra.

Anche se questo dettaglio interessava relativamente al pubblico, era di grande importanza per gli ingegneri. Atterrare sulla superficie di un pianeta alieno era una prova della validità del progetto.

Adesso toccava al team di astronauti di fare il proprio lavoro, mettere piede sul pianeta alieno per esplorarlo. La prima cosa che notarono fu l'assenza di qualsiasi segno di vita intelligente. Il pianeta era deserto, ma non vuoto, perché era pieno di costruzioni di vario tipo.

Questo suggeriva che, in passato, qualcuno avesse abitato quel pianeta, per poi scomparire. Ma per quale motivo?

Qualcosa aveva causato la loro estinzione o semplicemente se n'erano andati da lì? L'ultima teoria non era da scartare, se erano stati loro a far nascere gli umani, dovevano vivere da più tempo di questi ultimi e disporre di una tecnologia più avanzata.

Tesi che venne confermata esplorando le prime abitazioni, nonostante fossero passati molti anni, e si vedeva, molte delle costruzioni erano ancora intatte, sembravano quasi nuove.

Gli astronauti trovarono anche molti strumenti mai visti prima, solo una piccola parte di ciò che videro somigliava alla tecnologia umana. Una similitudine erano le automobili.

Trasportarono sulla nave quante più cose possibili, soprattutto libri e documenti, con un occhio di riguardo per i testi, come vocabolari, che potevano aiutare a tradurre il linguaggio alieno.

Durante l'esplorazione, gli astronauti non avevano bisogno di un casco protettivo, perché le condizioni erano simili a quelle del pianeta Terra, cosa che lasciò tutti di stucco.

I visitatori riuscirono anche a trovare oggetti interessanti come pezzi d'arte e romanzi, sarebbero stati utili per capire la società di questi alieni ormai scomparsi. Una volta raccolte le cose più importanti, il team salì sull'astronave per tornare a casa.

Viaggio che non causò problemi, solo quando gli astronauti toccarono terra la missione poté dirsi compiuta e gli ingegneri poterono festeggiare per la creazione di un'ottima astronave.

L'evento venne seguito da tutta la popolazione umana, la missione durò circa una settimana. Tempo che permise anche agli abitanti della Terra di assistere in diretta alle scoperte degli astronauti.

Nemmeno a dirlo, come già successe con l'allunaggio, molti pensavano che tutto fosse solo un complotto e che quel pianeta fosse solo uno studio cinematografico.

Nonostante l'impresa appena compiuta, il lavoro vero e proprio doveva ancora iniziare, bisognava infatti studiare ciò che era stato trovato sul pianeta alieno per capire che fine avessero fatto i "creatori" degli umani.

Un nuovo team si diede da fare, questa volta le speranze erano molto elevate, con tutto il materiale a disposizione, molti erano fiduciosi sul fatto di riuscire a tradurre il linguaggio degli extraterrestri.

Ottimismo che diede i suoi frutti, perché dopo solo un anno di ricerche riuscirono nell'intento. Potendo finalmente capire il linguaggio alieno, gli umani poterono anche comprendere meglio la loro tecnologia, società ma, soprattutto, cosa fosse successo a questa razza.

Tramite alcuni documenti, si scoprì che gli alieni si erano estinti a causa di una malattia non curabile. Ogni tentativo di trovare un rimedio risultava inutile, a quanto pare il virus era in grado di "auto-modificarsi" per rendere inefficace qualsiasi sostanza.

Questa notizia mise in allerta la popolazione, visto che degli umani erano entrati nel pianeta esponendosi all'aria del posto.

Nacquero anche molte polemiche, perché una volta tornati sulla terra, da prassi gli astronauti dovevano passare determinati test, prima di poter rientrare sulla superficie. Ma questi studi non avevano rivelato nulla di pericoloso, confondendo non poco le acque.

Era in arrivo una nuova malattia oppure si trattava di una traduzione errata? La risposta arrivò qualche tempo dopo, quando effettivamente il virus venne isolato e studiato. Gli scienziati confermarono che non era pericoloso per la razza umana, probabilmente gli alieni erano vulnerabili a causa di un diverso apparato immunitario.

Scampato questo pericolo, la vita sulla terra tornò a scorrere normalmente, eccezion fatta per le scoperte che ne influirono alcuni aspetti.

La tecnologia aliena era effettivamente sorprendente, e migliorò non poco le condizioni degli umani, anche in termini di salute. Il futuro sembrava sempre più splendente e molti suggerivano che, prima o poi, la NASA sarebbe tornata sul pianeta in cerca di altri manufatti.

Ma le cose cambiarono rapidamente, fu Federica Pollen ad essere contraria ad una nuova missione per "Pandora", il nome che era stato dato al pianeta alieno. Fu grazie a lei che il team, a cui era a capo, riuscì a tradurre la lingua extraterrestre.

Quello fu però solo uno dei suoi tanti meriti, motivo che l'aveva fatta diventare una sorta di autorità indiscussa nell'agenzia spaziale.

‹‹Le conquiste fatte con la prima esplorazione sono molte, ma molte sono ancora le cose che dobbiamo capire degli alieni. Per questo motivo ho deciso di rimandare un nuovo viaggio per concentrarci sul futuro, qui, sulla Terra.›› dichiarò la donna durante un discorso.

Il piano era quindi ben delineato, anche se alcuni erano contrari, la Pollen non aveva tutti i torti. Erano ancora molte le cose che non si sapevano sugli strumenti alieni, quindi era bene continuare su quella direzione, almeno per il momento.

Anche perché nel frattempo gli ingegneri avrebbero potuto migliorare il modello della navicella spaziale per rendere il viaggio ancora più breve.

Si andò quindi delineando quello che, nei libri di storia, fu conosciuto con il nome di "Nuovo Periodo d'Oro" della razza umana. Nel giro di un anno i balzi in avanti fatti in tutti i campi erano tali da non avere precedenti nella storia. Tutto ciò fu possibile solo grazie ai resti di una civiltà aliena ormai decaduta.

Ma durante lo stesso anno, si verificò anche un altro evento, che però era praticamente invisibile. E anche questa volta Pollen era la protagonista del caso, ma il suo ruolo era ben diverso dalla prima volta.

Durante alcuni studi, un team di scienziati aveva individuato un altro virus, diverso da quello che aveva sterminato la razza aliena, sfuggito ai controlli precedenti, senza che nessuno riuscisse a capirne il motivo.

Scoperta che venne effettuata grazie ai nuovi telescopi creati tramite la tecnologia aliena. La notizia fece il giro del mondo in poco tempo, allertando nuovamente la popolazione.

Si fecero subito dei test per capire se fosse nocivo per l'uomo, ma la sperimentazione non diede esito negativo, anche questa volta sembrava un elemento innocuo per gli umani.

La Pollen osservò per tutto il tempo gli studi, fu lei a voler finire al più presto possibile il tutto, era preoccupata che, questa volta, il virus potesse essere pericoloso.

Ma in realtà la sua presenza aveva uno scopo ben diverso. Il giorno prima di dichiararlo innocuo, ebbe una chiacchierata con il direttore che guidava il team incaricato di studiarlo.

‹‹Salve, dottoressa Pollen, posso disturbarla un attimo?›› chiese Simon Lebowski, entrando nell'ufficio della donna.

‹‹Certo, si accomodi pure. E' qui per parlare del virus? Ha scoperto qualcosa?›› ribadì, senza nemmeno dare tempo all'uomo di sedersi.

‹‹A dire il vero sì, ma volevo parlarne prima con lei per dissipare alcuni dubbi.›› rispose Lebowski.

‹‹Beh, sono onorata di poter aiutare un genio del suo calibro, ma lo sa bene che sono un po' arrugginita per quanto riguarda il mondo dei virus...›› la donna si lasciò sfuggire un sorriso.

‹‹Non si preoccupi, non si tratta di un parere tecnico, quindi può rilassarsi!›› disse l'uomo, aggiungendo in seguito ‹‹Per caso ha avuto qualche problema di salute, ultimamente?››.

La domanda lasciò leggermente perplessa la donna che, dopo aver inarcato le sopracciglia, rispose ‹‹No... Non ho avuto niente ultimamente... Come mai questa domanda?››.

‹‹Niente, era pura curiosità, o meglio, precauzione.›› dichiarò Lebowski ‹‹Visto che stiamo maneggiando un virus, e che lei sta lavorando a stretto contatto con noi, ero preoccupato sulla sua salute.›› aggiunse.

‹‹Ottimo ragionamento, è un bene vedere che ci tiene alla salute dei suoi collaboratori!›› ribadì Pollen, aggiungendo poi ‹‹Ha altre domande?››.

‹‹A dire il vero sì, ne avrei una. Potrei prelevare un po' del suo sangue?›› domandò l'uomo.

Anche questa richiesta colpì la donna, che subito rispose ‹‹Posso sapere come mai? C'entra qualcosa con il virus?››.

‹‹Sì, sto prelevando dei campioni di sangue da tutti coloro che sono entrati nel nostro centro ricerche proprio per evitare un'infezione.›› spiegò Lebowski ‹‹Non si sa mai che qualcuno è stato infetto senza accorgersene.››.

‹‹E anche se fosse? Non è stato confermato che il virus è innocuo? Quindi perché preoccuparsi?›› chiese, non a torto, Federica.

‹‹Ha ragione... Visto che non vuole darmi il suo sangue, allora mi risponda a questa domanda.›› dopo una breve pausa, l'uomo domandò ‹‹E' vero che l'intuizione per tradurre la lingua aliena le è venuta così, dal nulla, come un lampo di genio?››.

La donna rimase in silenzio per qualche secondo, prima di aprire bocca ‹‹Sì, ma cosa vuole insinuare con questa domanda? Non è un caso così raro che la soluzione ad un enigma ci venga alla mente quasi per caso.››.

‹‹Non lo metto in dubbio.›› tornò a parlare Simon ‹‹Ma mi è stato anche riferito che non sapeva bene come spiegare la sua intuizione... Sbaglio?›› chiese.

‹‹Senta, dove vuole arrivare con queste insinuazioni? Che ho rubato la ricerca a qualche collega?›› rispose seccamente la donna.

‹‹No, tutt'altro, voglio dire che lei è un alieno.›› ribadì seriamente Lebowski.

Dopo aver sentito quella frase, la donna scoppiò a ridere ‹‹Per caso è venuto qui per farmi perdere tempo? Se voleva farmi uno scherzo poteva dirlo subito!››.

‹‹Non è uno scherzo.›› l'uomo era ancora serio ‹‹Un mio collega è stato infettato dal virus e, prima di suicidarsi, mi ha parlato del suo... O meglio, "vostro", piano.››.

Anche Pollen tornò seria, smettendo di ridere.

A quel punto Simon continuò ‹‹Gli alieni non si sono estinti, si sono trasformati in qualche modo in dei virus per sopravvivere ed infettarci, in modo tale da riprendere la vita sul loro pianeta.›› dopo una breve pausa aggiunse ‹‹Sbaglio?››.

Federica non disse nulla, fece solo un gesto così veloce che l'uomo non ebbe il tempo di far nulla. Sparò un dardo sul braccio dell'uomo, che provò un dolore lancinante ‹‹Argh! Che diavolo ha fatto?››.

‹‹Visto che ci ha scoperti, l'ho infettata. Adesso anche lei perderà la sua coscienza e darà spazio ad uno dei miei fratelli.›› ribadì la donna, che aggiunse ‹‹Ma per evitare problemi, è meglio farla addormentare per qualche giorno.›› per poi colpire l'uomo, che venne steso al tappeto con una facilità impressionante.

Il giorno dopo, Pollen dichiarò al pubblico che il virus era innocuo, nascondendo la verità. Verità che venne comunque a galla, Lebowski riuscì a fuggire dalla morsa della donna ed avvertire il mondo.

Ma ormai era troppo tardi, le differenze tra gli alieni e gli umani erano praticamente nulle. Il virus prendeva il controllo dell'infetto subdolamente, senza sintomi tangibili. Niente grida, niente dolore e niente sangue.

Ma non era tutto, perché il cambio di coscienza avveniva nel giro di qualche giorno, anche se la lunghezza variava da persona a persona. Il cambio di coscienza era invece istantaneo, la vittima non si rendeva nemmeno conto di tale scambio. Solo pochi umani riuscivano a combattere contro il virus ma, nonostante la resistenza, tutti finivano per lasciare il posto all'ospite alieno.

Inoltre già buona parte della popolazione era infetta ed era quindi diventata aliena, la rivelazione di Simon ebbe l'unica utilità di mettere tutti all'erta, ma, sfortunatamente, ciò non servì a nulla. Poco alla volta le persone caddero preda del virus e, nel giro di pochi mesi, di umani "puri" non ne era più rimasto nessuno.

A quel punto la razza aliena, che aveva preso il controllo del corpo degli umani, tornò sul suo pianeta.

La verità dietro la sonda era solo una, venne fatta cadere appositamente sulla terra nella speranza di creare della vita. Quello era l'unico piano che gli alieni erano riusciti a ideare per sfuggire al virus.

C'era però un secondo atto, quello di mutare la loro forma in virus, unico modo per scampare alla malattia. Lo sforzo tecnologico per riuscire in un'impresa del genere fu enorme e costò molte vite, che furono debellate dalla malattia.

Una volta trasformatisi in virus, gli abitanti del pianeta non dovettero fare altro che attendere l'arrivo di una nuova forma di vita intelligente immune al male che li aveva perseguitati.

La sonda serviva proprio a questo, a creare i nuovi corpi che gli alieni avrebbero ereditato. Speravano, in mancanza di un'immunità dalla malattia, che i nuovi esseri riuscissero quantomeno a creare una cura, ma non ce ne fu bisogno.

Una volta tornati sul pianeta di origine, fu proprio Federica Pollen a dire ‹‹Siamo tornati a casa, finalmente...››.



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