ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.499 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 57.540.171 volte e commentati 55.650 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato giovedì 9 marzo 2017
ultima lettura domenica 31 maggio 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Esilio

di FrancescoGiordano. Letto 294 volte. Dallo scaffale Fantascienza

In un lontano futuro, ha inizio un nuovo conflitto che deciderà le sorti di due fazioni insieme al futuro del pianeta Terra...

‹‹Allora è deciso, mentre noi attaccheremo direttamente gli Illuminati su Saturno, una squadra cercherà di atterrare sulla terra.›› una donna, intenta a pensare ad una strategia di attacco, prese una pausa, prima di continuare ‹‹Adesso ci troviamo davanti ad un altro problema però... Chi di voi vuole farsi avanti per questa missione?››.

Il silenzio piombò nella stanza dove un gran numero di persone erano presenti. Le divise di colore rosso indicavano la loro appartenenza alla forza militare di Marte, ognuno aveva però dei gradi diversi indicati dalle diverse spille. Nonostante i titoli conquistati però, anche i sergenti rimasero a bocca chiusa davanti a quella domanda.

Tutti erano consapevoli dei pericoli che avrebbero incontrato cercando di avvicinarsi al loro pianeta natale. Molti uomini e donne avevano perso la vita cercando di superare la barriera che circondava il pianeta, senza successo. Le loro morti non erano però state vane, perché grazie a tale sacrificio, adesso i Marziani avevano delle informazioni in più sulla struttura della barriera.

Le possibilità di sopravvivenza erano quindi aumentate esponenzialmente rispetto al passato, ma il rischio di venire eliminati c'era sempre. Un altro elemento ignoto riguardava proprio la Terra, erano quasi passati 1000 anni da quando gli umani avevano abbandonato il pianeta, quindi non avevano nessuna idea di quello che avrebbero trovato al loro arrivo.

‹‹Andiamo noi.›› a rompere il silenzio ci pensò un uomo con una cicatrice ad un occhio. Era il capo della famosa Squadra Serpente, composta da sei membri abili nel pilotare qualsiasi tipo di astronave.

‹‹Non potevamo sperare in un candidato migliore.›› disse subito la donna non appena notò chi fosse il volontario ‹‹Bene, voi altri potete andare, Squadra Serpente, voi restate qui per parlare del piano.››.

Una volta che la stanza fu libera, il capitano della Squadra Serpente si avvicinò alla donna ed iniziò a parlare ‹‹Come mai tutti questi segreti? Ha paura che ci sia una talpa tra noi?››.

‹‹Ovviamente no, come sai bene non incontriamo gli Illuminati praticamente da quando siamo approdati su questo pianeta.›› dopo una breve pausa, aggiunse ‹‹Ed è proprio questo il problema. Conosciamo bene le loro astronavi, ma non sappiamo proprio tutto per quanto riguarda il resto, come l'equipaggiamento dei loro soldati. Se per caso dispongono qualche aggeggio per far aprire la bocca, anche non volendo, ai nostri soldati, la missione sarebbe compromessa. Meno persone sanno come vanno le cose, meglio è.››.

‹‹Una sorta di precauzione quindi... Capisco, sei sempre stata così.›› rispose l'uomo, sorridendo.

Anche la donna ricambiò il sorriso, ma tornò subito seria ‹‹Bene, in sintesi la vostra missione è quella di cercare di atterrare sul nostro pianeta natale.›› disse.

‹‹Sì, per questo non capisco come mai hai mandato via gli altri. Anche loro sanno che dobbiamo andare lì, quindi se il nemico ci scopre in qualche modo, ci raggiungerà.›› l'uomo era ancora perplesso su questo aspetto della faccenda.

‹‹Ed è proprio quello che vogliamo.›› rispose secca la donna, lasciando a bocca aperta l'intera squadra ‹‹Il vostro scopo non è solo quello di atterrare sulla Terra, ma anche distrarre una parte degli Illuminati.››.

‹‹Dannazione, non potevi dirlo prima? Per caso ti sei dimenticata che la barriera è piena di armi che punteranno su di noi? Come credi che possiamo prenderci anche cura dei nemici?›› l'uomo alzò il tono di voce e sbatté il pugno destro sul tavolo che lo divideva dalla donna.

Ma quest'ultima non batté ciglio, continuò a parlare come se nulla fosse ‹‹Senti Dante, non devo essere io a spiegarti la nostra situazione. Abbiamo aspettato anni per studiare gli Illuminati e creare una strategia di attacco efficiente per riprenderci la Terra. Non possiamo rischiare di perdere troppe unità affiancandoti altre squadre, mentre noi saremo già in difficoltà senza di voi.›› fece una pausa, poi riaprì la bocca ‹‹Lo sai che loro vivono in condizioni migliori di noi, quindi hanno un esercito più numeroso e forse più abile del nostro. Ma analizzandoli abbiamo scoperto i loro punti deboli, non possiamo che puntare anche su di voi per supportare il nostro lavoro.››.

‹‹Sì ma... A questo punto non è meglio attaccare prima Saturno e distruggere gli Illuminati? In questo modo neutralizzeremo anche la barriera che imprigiona la Terra!›› disse l'uomo.

‹‹Forse non capisci, abbiamo bisogno di questa strategia se vogliamo vincere. Un'esca è sempre un ottimo modo per mettere in difficoltà gli avversari, e poi voi siete i migliori piloti che abbiamo, se non riuscite voi in questo compito, non può riuscirci nessuno.›› rispose la donna.

‹‹Monica... Credi che tutto questo cambierà la situazione?›› chiese Dante.

‹‹No, ma non c'è molto che possiamo fare, lo sai bene. Non possiamo più aspettare, a breve saranno passati 1000 anni da quando abbiamo lasciato la terra e sai bene che proprio all'alba di questo anniversario gli Illuminati torneranno sul pianeta... Se non li sconfiggiamo adesso, non riprenderemo mai più possesso della nostra patria.›› spiegò la donna.

‹‹Anche su questo hai ragione... A questo punto non posso che sperare che andrà tutto secondo i tuoi piani.›› disse l'uomo.
‹‹Lo spero anche io, questa è l'ultima possibilità che abbiamo, dopotutto.››.

Si concluse così la chiacchierata tra i due, che erano anche amici di lunga data, anche se di gradi diversi. Dante era un semplice soldato che si era però fatto un nome, insieme ai suoi amici, mentre Monica era diventata la comandante dell'intero esercito di Marte.

Marte, il rosso pianeta che, anche dopo terraformato, aveva dato diversi problemi alla razza umana. Gli illuminati avevano invece delle tecnologie in più che gli avevano permesso di vivere in modo più agiato. Questo rendeva impari lo scontro.

I Marziani non volevano arrendersi comunque e, il giorno seguente, il piano prese vita. Mentre l'intero esercito si recò verso Saturno, Dante prese un'altra strada per raggiungere il pianeta natale della sua razza.

Anche se da Saturno alla Terra l'esercito Illuminato avrebbe potuto vedere quello Marziano, questi ultimi non erano degli stupidi. Avevano infatti scelto una strada alternativa per non farsi vedere.

Non appena la Squadra Serpente si avvicinò alla Terra, non solo la barriera si attivò, ma un allarme allertò gli Illuminati della presenza di un'astronave. Le prime navi spaziali nemiche iniziarono a raggiungere la Terra, per la precisione due.

‹‹Tenetevi forte amici, le danze hanno inizio!›› disse Dante, prendendo il controllo dell'astronave.

La barriera della terra non era una semplice sfera che avvinghiava il pianeta, ma non appena qualcuno vi si avvicinava, diverse armi spuntavano da questa struttura artificiale. Cannoni a raggi plasma, lancia granate, lanciafiamme e molto altro, era un'arma concepita per distruggere qualsiasi cosa tentasse di avvicinarsi alla Terra.

Ma le abilità di Dante e dei suoi compagni erano tali che riuscivano ad evitare la maggior parte degli attacchi ed a controbattere con le loro armi, mettendo fuori uso alcuni degli equipaggiamenti della barriera.

‹‹Capitano! Stanno arrivando!›› disse Laura, un membro della Squadra Serpente, che aveva avvistato due navicelle degli Illuminati in arrivo.

‹‹Adesso ci divertiamo!›› sussurrò tra sé e sé l'uomo, aumentando la velocità del suo mezzo.

L'intensità di fuoco dell'astronave Marziana aumentò parecchio, doveva vedersela sia con la barriera che con due nemici. Ma, come aveva predetto Monica, Dante non sembrava ancora in difficoltà. Riusciva ad evitare gli attacchi ed a trovare il momento giusto per fare fuoco e danneggiare gli avversari.

Nel giro di pochi minuti una delle due astronavi nemiche era già stata distrutta. La differenza tra le astronavi Illuminate e Marziane non era troppo elevata, anche perché entrambe erano basate su un progetto comune, che aveva subito modifiche simili con il passare degli anni.

Era però vero che quelle degli Illuminati disponevano di una qualità dei materiali migliori, potendo così fare sfoggio di una resistenza migliore. Ma le ricerche dei Marziani avevano trovato un punto debole nelle loro navi, bastava colpirle in un punto specifico per danneggiarle facilmente.

Ed era quello che Dante e la sua squadra stava facendo, mettendo così fuori giochi anche la seconda astronave. Ma gli Illuminati non erano rimasti con le mani in mano, perché arrivarono altre quattro navicelle. Questa volta volevano andare sul sicuro, visto l'ingente numero di rinforzi.

La Squadra Serpente riuscì però ad abbattere tre astronavi, ma fu la quarta a dare qualche problema.

‹‹Capitano, il nemico ci sta lanciando addosso dei proiettili strani!›› questa volta fu Max ad allertare Dante.

‹‹In che senso?›› l'uomo chiese delucidazioni.

‹‹Sembrano... Molto piccoli e veloci, è un'arma che non hanno mai usato prima!›› rispose Max.

Il mistero fu presto risolto, questi erano dei micro robot che, una volta atterrati sulla nave, cercavano di fare dei fori con un raggio laser concentrato.

Cercare di distruggerli con i colpi della barriera o della nave Illuminata era inutile, perché questi erano stati progettati in modo tale da annullare la loro potenza di fuoco in caso di una navicella o comunque strumento alleato.

‹‹A questo punto c'è solo una cosa che possiamo fare, per evitare di fare una brutta fine.›› disse Dante.

Il capitano prima pensò a distruggere l'ultima navicella nemica, poi portò al massimo la velocità della sua astronave e si lanciò contro la barriera. Il piano era semplice, era arrivato il momento di entrare nella Terra. Grazie ai vari tentativi di superare la barriera, i Marziani avevano scoperto che esisteva una sorta di punto più debole degli altri che potevano usare come entrata.

Dante utilizzò questa informazione per penetrare la barriera, sfruttando la massima velocità della sua astronave riuscì anche a scrollarsi di dosso i micro robot.

Non appena si trovarono dall'altra parte della barriera, tutta la squadra si sfogò urlando, ma questa piccola distrazione fu loro fatale. Le armi della barriera non funzionavano solo all'esterno, ma anche all'interno, non sapendo ciò, l'astronave Marziana venne colpita. Dante non fu più in grado di pilotarla, l'unica cosa da fare era pregare.

La navicella si schiantò sul pianeta, creando una baraonda assurda, ma il suono era l'ultima delle preoccupazioni per la Squadra Serpente. Dante riaprì gli occhi, non era morto, ma la stessa cosa non si poteva dire dei suoi compagni, che erano tutti deceduti. L'uomo era comunque ferito, quindi prima uscì dal rottame che era diventato la sua astronave, poi riprese fiato.

L'unica cosa che fece per commemorare la memoria dei suoi compagni fu un segno della croce. Era un soldato e non poteva perdere tempo, aveva una missione da compiere, ma soprattutto un pianeta da esplorare. Per la prima volta aveva messo piede sulla Terra, il suo pianeta natale.

Aveva solo sentito racconti su quel luogo, pieno di vegetazione ed animali di vario tipo, cosa che poté osservare quasi subito. Dante si guardava intorno come un bambino in un negozio di giocattoli, non riusciva a credere a quello che i suoi occhi stavano osservando.

Cielo azzurro, alberi, animali, acqua, gli sembrava di trovarsi in un sogno, più che su un pianeta reale.
Ma quella visione gli fece ricordare i momenti dell'esilio, periodo in cui lui non era ancora nato. Gli Illuminati, i nemici, avevano un piano in mente, liberare la Terra dagli umani che da anni l'avevano sfruttata ed inquinata.

Costrinsero tutti coloro che non concordavano con la loro visione ad abbandonare il pianeta su alcune astronavi, utilizzando sia minacce che violenze fisiche.

Molti sono morti cercando di scappare o nascondendosi sulla terra, ma poco alla volta gli Illuminati uccisero tutti. Coloro che vennero cacciati sulle astronavi invece, furono in parte fortunati, perché riuscirono a mettere le mani su un Terraformatore, in modo tale da creare una nuova vita su Marte. Certo, solo questo strumento non era abbastanza per vivere tranquillamente, ma era sempre meglio di niente.

Gli Illuminati invece si erano organizzati molto bene, dopo aver liberato il pianeta, attivarono la barriera e colonizzarono Saturno. I Marziani divennero degli esiliati, qualsiasi contatto con gli abitanti di saturno terminava con uno scontro armato, per questo i due pianeti si isolarono.

I Marziani sopravvissero come potevano, mentre gli Illuminati crebbero senza problemi. Questi ultimi decisero di tornare sulla loro terra nativa solo dopo 1000 anni, periodo per loro necessario per permettere alla Terra di smaltire tutti i veleni che gli umani avevano sversato su di lei.

Ma mentre Dante esplorava quel luogo, si rese conto di qualcosa, la mancanza di alcuni animali di cui aveva sentito parlare. Cani, gatti, anche conigli, non ne vedeva nemmeno uno, nemmeno in zone dove erano presenti centri abitati, che adesso erano diventati deserti dove le piante avevano coperto i detriti dei vecchi palazzi, che vennero rasi al suolo dagli Illuminati prima di partire, come tutto ciò che era stato creato dagli umani.

Quell'amore che gli Illuminati provavano per la natura aveva però portato all'estinzione di diverse specie animali che, potendo contare solo sulla loro forza, vennero cacciate fino alla loro estinzione dai predatori. Gli umani che tanto odiavano potevano salvarli, ma senza di loro gli animali più deboli avevano un solo destino, come suggeriva la teoria di Darwin, la morte.

Dante venne però riportato alla realtà nel migliore dei modi. Notò dal cielo alcune astronavi, erano Marziane, a quanto pare i suoi avevano trionfato. Non appena lo videro, atterrarono verso di lui. La prima a salutarlo fu proprio Monica, con un abbraccio.

‹‹Abbiamo vinto!›› disse la donna ‹‹Anche se...›› aggiunse subito dopo.

L'uomo vide infatti che c'erano solo poche astronavi presenti, erano precisamente dieci, ognuna con cinque persone all'interno.

‹‹Purtroppo sapevamo tutti che ci sarebbero stati sacrifici, anche i miei compagni sono...›› Dante non terminò la frase.
La felicità scaturita dalla riunione durò però poco, perché dal nulla apparvero alcuni soldati Illuminati.

‹‹Mani in alto!›› urlarono all'unisono i soldati, i Marziani eseguirono l'ordine e gettarono le armi.

‹‹Dannazione, cosa ci fanno degli Illuminati qui?›› disse Monica digrignando i denti.

‹‹Vi aspettavate davvero di vincere così facilmente? Sapevamo che prima o poi voi esiliati avreste cercato di tornare sulla Terra, per quello alcuni di noi sono rimasti qui, per fare da guardia diciamo.›› disse quello che sembrava il capo dei soldati ‹‹Appena abbiamo saputo della sconfitta delle nostre forze vi abbiamo intercettato e siamo arrivati qui.›› aggiunse.

A quel punto i Marziani sapevano già cosa sarebbe successo.
‹‹Mi dispiace, ma a quanto pare la vostra vittoria non durerà molto... Soldati, fateli fuori!›› ordinò l'uomo.

Le forze Illuminate eseguirono l'ordine e spararono, uccidendo tutti i superstiti Marziani. Il loro piano per tornare sulla Terra e sconfiggere gli Illuminati aveva fallito.



Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: