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lavoro pubblicato sabato 4 marzo 2017
ultima lettura lunedì 17 giugno 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Pianeta Parlante

di FrancescoGiordano. Letto 338 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Una sonda raggiunte un nuovo pianeta sconosciuto, il cui rumore attira l'attenzione di un linguista...

Era un sabato come tanti per Erik Gordon, uno dei linguisti più famosi della sua epoca, grazie sia alle sue abilità che studi effettuati. Stava passando il tempo come faceva di solito nel fine settimana, rilassandosi come più desiderava.

In quel preciso istante, era disteso su un divano con la televisione accesa. Nonostante ciò, era immerso con la testa altrove, noncurante delle notizie che stava passando il telegiornale.

Fu proprio uno dei servizi a farlo tornare con i piedi per terra.

‹‹Gli scienziati della NASA hanno lanciato una nuova sonda per esplorare le zone più remote dello spazio.›› le parole del presentatore vennero accompagnate dalle immagini sullo schermo ‹‹Illuis, questo il nome della sonda dell'agenzia, ha recentemente sfiorato un nuovo pianeta, registrandone il rumore. Ecco il suo suono.›› aggiunse, lasciando spazio ai suoni.

Quell'incomprensibile sequenza di rumori attirarono l'attenzione di Erik, che volse lo sguardo verso la televisione. Non ne era sicuro, ma aveva l'impressione di aver già sentito qualcosa del genere. Più precisamente, una lingua antica da lui conosciuta sembrava molto simile a ciò che aveva appena udito.

Non diede però troppo peso alla cosa, sicuro di essersi sbagliato essendo con la testa tra le nuvole.
I giorni seguenti però, aumentarono i dubbi, udì altri servizi del genere e quel rumore a lui non sembrava tale.

Sembrava comunicare qualcosa, sentiva sempre più vicina la somiglianza con la lingua da lui conosciuta. A quel punto decise di indagare sulla questione, studiando ed ascoltando con attenzione ciò che il nuovo pianeta aveva da dire.

Riascoltò la registrazione più e più volte, con strumenti diversi per eliminare gli elementi indesiderati. Impiegò ben due mesi per capire il messaggio che si nascondeva dietro ai rumori. Ora gli restava solo una cosa da fare, contattare qualcuno che potesse sfruttare quella scoperta.

Non aveva mai avuto contatti con delle agenzie spaziali, ma grazie ad alcuni amici, riuscì ad organizzare un incontro. Prima di dare il via al tutto però, aveva inviato la sua ricerca alla NASA, unico modo per non farsi prendere per un ciarlatano. Anche se era il linguista più famoso sulla piazza, i professionisti si comportavano sempre allo stesso modo con tutti.

Una volta accertati che non si trattava solo di uno scherzo o di una perdita di tempo, Erik poté incontrare due ingegneri dell'organizzazione spaziale. Uno di questi aveva alcune basi di linguistica, in modo tale da poter intuire se l'interlocutore stesse dicendo baggianate.

‹‹Benvenuto, signor Gordon. Prego, si accomodi.›› disse uno dei due ingegneri, una donna, indicando con un gesto della mano una sedia.

L'uomo si accomodò ed il secondo ingegnere, quello che aveva studiato linguistica, non perse tempo chiedendogli ‹‹Allora, signor Gordon, ci parli un po' della sua scoperta.››.

Dopo un breve silenzio, Erik aprì bocca ‹‹E' molto semplice, forse anche troppo, in pratica ho sentito una notizia al telegiornale sul rumore del nuovo pianeta scoperto. Quei suoni però mi ricordavano alcune lingue antiche che avevo studiato, è stato così che ho iniziato la mia ricerca.››.

‹‹E quando ha scoperto che dietro e quei rumori si nascondeva un messaggio?›› a fargli questa domanda fu la donna.

‹‹Ormai è passato circa un mese da quando ho analizzato il messaggio. In pratica ci ho messo due mesi, per la precisione due mesi e tre giorni, non è stato facile, ho dovuto accantonare altre ricerche.›› spiegò Erik.

‹‹Addirittura? E' stato così complicato?›› chiese, più per curiosità che per interesse scientifico, l'ingegnere uomo.

‹‹Purtroppo sì, la... Lingua, se così possiamo chiamarla, del pianeta, è composta da diverse lingue antiche. Per questo ho avuto bisogno di così tanto tempo, anche se la registrazione durava solo pochi secondi.›› disse il linguista.

‹‹Bene, passiamo al messaggio vero e proprio adesso.›› proseguì l'uomo ‹‹Abbiamo analizzato i suoi studi in collaborazione con altri linguisti e sembra che non ci siano errori. Ma volevo chiederle, per lei che significato ha?››.

‹‹E' una richiesta di aiuto, quindi può significare solo una cosa, c'è qualcuno che ha bisogno di aiuto.›› rispose ingenuamente Erik.

La donna, sentendo quella risposta, sorrise, dichiarando ‹‹Vede, signor Gordon, il nuovo pianeta che abbiamo scoperto non ha una superficie, è un pianeta gassoso. Quindi chi potrebbe mai chiedere aiuto? In un luogo del genere nessuno potrebbe vivere, tolti i microorganismi, ma di certo non entità intelligenti.››.

Erik fece spallucce, prima di aprire bocca ‹‹Guardi, purtroppo non so che dirle, io posso solo riferire che il messaggio è chiaro, è una richiesta di aiuto, punto. Forse c'è davvero una razza intelligente in grado sia di vivere in un pianeta gassoso che di modificare il suono che tale pianeta produce per inviare degli SOS, per così dire?››.

L'ingegnere uomo assunse un'aria pensierosa ‹‹Beh, tutto è possibile, però... Una tecnologia in grado di modificare il rumore di un pianeta? Se una razza riuscisse ad ottenere una tecnologia del genere, avrebbero potuto contattarci in modi più semplici e rapidi...››.

Anche la donna ebbe da ridire ‹‹Concordo, se hanno davvero bisogno di aiuto avrebbero inviato qualche segnale. Modificare il rumore di un pianeta significa aspettare che qualcuno passi lì vicino e, soprattutto, che sia in grado poi di decifrare tale codice.››.

‹‹Non si potrebbe controllare il pianeta per sicurezza? Potrebbe esserci qualcosa, non si sa mai...›› disse il linguista, non sapendo in che altro modo convincere i suoi interlocutori.

‹‹Vede... Non è così semplice, ci vogliono miliardi per finanziare una missione del genere. Inoltre, non essendo sicuri di trovare qualcosa, non è detto che ci daranno il via libera...›› rispose l'ingegnere uomo.

Ma la donna aveva invece un'altra idea ‹‹Aspetta però, potremmo sfruttare l'occasione per mettere alla prova il nuovo X-004!›› esclamò, aggiungendo in seguito ‹‹Tanto tra un paio di giorni annunceremo la sua esistenza al pubblico, quale modo migliore per attirare l'attenzione?››.

L'uomo rimase colpito da quelle parole, tanto da alzare il tono di voce ‹‹Ma cosa ti viene in mente? E poi lo sai bene che non potremmo parlare di queste cose davanti ai non addetti ai lavori!››.

‹‹Tranquillo, tanto non sa di cosa stiamo parlando e, come ho detto, a breve sarà comunque una cosa di pubblico dominio.›› dopo aver chiarificato la situazione, la donna aggiunse ‹‹Facciamo così, signor Gordon, riferirò questa idea ai miei superiori e vedremo cosa si può fare, cosa ne pensa?››.

‹‹Beh, sempre meglio di niente, almeno posso sperare!›› rispose Erik, sorridendo ‹‹Quando saprò l'esito di questa decisione?›› aggiunse.

‹‹Beh, credo molto presto, l'X-004 verrà svelato la prossima settimana, quindi entro lo stesso periodo ci faremo risentire.›› rispose la donna.

Nel frattempo, l'ingegnere che aveva studiato linguistica era ancora incredulo, tanto da non salutare nemmeno Erik una volta uscito dalla stanza. Anzi, continuò a ribadire alla sua collega di quanto la sua idea fosse assurda.

Ma alla fine l'ebbe vinta lei. I superiori giudicarono positivamente quell'idea, anche perché avevano comunque bisogno di un obiettivo per mettere alla prova l'X-004. Quest'ultimo altro non era che una nuova sonda, ma decisamente diversa dalla Illuis, una sorta di evoluzione di questo modello.

Era molto più veloce, resistente e poteva essere comandata dalla base, in modo tale da poter tornare sulla terra in ogni momento, caratteristica principale perché avrebbe permesso di risparmiare molti soldi. Se l'X-004, il nome pubblico era Ulisse, avrebbe superato il test, la NASA avrebbe iniziato la costruzione in serie di questa sonda, segnando un nuovo passo nell'esplorazione dello spazio.

Erik venne contattato il giorno prima dell'annuncio di questa nuova avventura, fu proprio l'uomo con cui aveva parlato durante l'incontro a riferirgli questa notizia. Aggiunse anche che doveva presentarsi al quartier generale tra cinque giorni, data in cui la nuova sonda avrebbe messo piede sul "Pianeta Parlante", come era stato ribattezzato da alcuni ingegneri.

Il linguista si presentò alla NASA il giorno pattuito e venne subito scortato nella stanza dove il team stava seguendo le operazioni di Ulisse. Fu in questo luogo che incontrò nuovamente la donna con cui aveva parlato in precedenza, per discutere dei suoi studi.

‹‹Salve, signor Gordon, sono felice di rivederla. Come può vedere la sua idea non è stata poi così stupida, presto scopriremo cosa si cela dietro il messaggio.›› disse la donna.

‹‹E' un piacere anche per me ma... Perché sono qui? Non sono un ingegnere, dubito di poter dare una mano al vostro lavoro...›› rispose timidamente Erik.

‹‹Non ha tutti i torti ma, vede, non sappiamo se il pianeta "parlerà" ancora. Se lo farà, avremo bisogno di lei per tradurre ciò che dice, in modo tale da capire cosa fare e se siamo in pericolo.›› spiegò la donna.

‹‹Concordo, ma spero che non ci sia niente di pericoloso in quel pianeta.›› aggiunse il linguista.

‹‹E' ancora presto per dirlo.›› si intrufolò nella discussione anche l'uomo che aveva studiato linguistica, che era apparso come dal nulla ‹‹Se si tratta di un messaggio di aiuto, di certo la situazione non sarà delle migliori, per questo ero contrario all'idea.›› aggiunse, sottolineando la sua contrarietà a quella missione.

‹‹Tranquillo, presto scopriremo tutto, non ci resta che aspettare.›› replicò la donna, spostando la sua attenzione verso il monitor gigante, che mostrava il viaggio di Ulisse.

La sonda stava ormai per entrare nel pianeta, per fortuna l'atmosfera non fu un problema per Ulisse, che non subì danni. Tutti i presenti nella stanza levarono un grido di felicità, era la prima volta che uno strumento del genere resisteva così bene al contatto con l'atmosfera di un pianeta.

Il pianeta era però composto di una sorta di nube verdognola, oltre questo non sembrava esserci altro. La sonda esplorò per diversi minuti i dintorni ma non trovò nulla, come confermato in precedenza, non c'era una superficie sulla quale poter atterrare. Inoltre, non sembrava esserci nessuna forma di vita intelligente.

Proprio mentre tutti avevano ormai perso le speranze nel trovare qualcosa, arrivò un nuovo messaggio. Anche se il rumore era diverso, Erik riconobbe quella "lingua" quasi istantaneamente. Senza perdere tempo si mise subito all'opera per decifrare quel nuovo codice.

Diversamente dalla prima volta, non era impreparato, non solo aveva con sé tutti gli strumenti del caso, ma era in grado di riconoscere quei suoni in pochi minuti. Infatti disse subito ‹‹Si tratta di coordinate... La "voce" vuole guidarci da qualche parte...››.

‹‹Dove, precisamente?›› a porre questa domanda fu il "pilota" di Ulisse, una donna.

‹‹Allora... Due chilometri a est, poi tre a ovest ed infine quattro a sud...›› rispose velocemente il linguista.

‹‹Dice altro? Puoi intuire cosa incontreremo una volta raggiunto il punto indicato?›› il pilota fece un'altra domanda.

‹‹Purtroppo no, questa comunicazione riporta solo le coordinate, niente più.›› disse l'uomo, aggiungendo poi ‹‹L'unico modo per scoprirlo è arrivarci, non possiamo fare altro.››.

Il pilota non poté che concordare, facendo un cenno di assenso con il capo, guidando Ulisse come ordinato dalla voce. Una volta raggiunta la destinazione, quello che i presenti videro lasciò tutti a bocca aperta. Sembrava un piccolo sole che ruotava, di colore giallo scuro, la temperatura era invece mite.

‹‹Ma... Cosa diavolo è quello?›› si chiese il pilota, attivando il comando per scattare foto e registrare un filmato.
Dai dati ottenuti, dagli scatti e dal video, gli ingegneri poterono confermare che si trattava del nucleo del pianeta.

Era una svolta per la ricerca spaziale, prima di quel giorno nessuno ne aveva mai visto uno dal vivo. La temperatura però suggeriva che ormai non avesse più energie.

‹‹Probabilmente il pianeta ha chiesto aiuto per rigenerare il suo nucleo e tornare "attivo"?›› ipotizzò uno degli ingegneri.

‹‹Questo presuppone il fatto che il pianeta sia un essere vivente consenziente, cosa impossibile, non siamo mica in un film di fantascienza!›› replicò un altro.

Le domande non trovarono risposta, perché il pianeta non parlò più, le comunicazioni terminarono lì. Aspettarono un'ora intera, prima di ritirare Ulisse, ma fu tutto inutile, non arrivarono altre registrazioni audio. A quel punto la missione poté considerarsi completata.

Anche se il mistero restava, la NASA aveva messo le mani su un bottino molto ghiotto, che le avrebbe permesso di portare avanti nuovi studi. Anche se Erik restò deluso, i suoi colleghi ingegneri erano invece felici di tale scoperta, dichiararono l'operazione chiusa con un ottimo successo.

Tutti ringraziarono il linguista, senza la sua intuizione quella scoperta sarebbe probabilmente restata sconosciuta.
Ma l'uomo non condivideva quella gioia, sapeva bene però che non poteva fare altro che andare avanti con la sua vita.

Almeno fino a quando, circa cinque anni dopo, uno strano evento colpì il pianeta terra. Tutto iniziò con dei terremoti avvenuti in diverse città sparse per il mondo.

Inizialmente si pensò ad un semplice evento sismico mai avvenuto prima, ma poi la situazione prese una piega del tutto nuova e più preoccupante. La terra sembrò sbriciolarsi anche senza terremoti, inghiottendo cose e persone. A quel punto il panico colpì gli abitanti della terra.

Fu proprio durante questi giorni difficili che Erik udì nuovamente quella voce, questa volta durante uno dei tanti sismi che avevano colpito la terra. Il codice era però molto strano, il messaggio si poteva tradurre in qualcosa come "saporito" e "buono". Non sapendo cosa fare, si rimise in contatto con quelli della NASA, con cui era rimasto in contatto.

‹‹E cosa ci fa sulla terra quella... "Voce"? Non proveniva dal pianeta Nucleus?›› disse il pilota di Ulisse. La NASA aveva ribattezzato il Pianeta Parlante in Nucleus per la scoperta fatta esplorandolo.

‹‹Per questo non so cosa pensare... Ed il messaggio è ancora più insensato, dice "saporito"... Ma cosa è saporito?›› rispose Erik, che non era in grado di dare una spiegazione.

Anche contattare gli altri non servì a nulla, poi qualcosa cambiò. Un nuovo terremoto portò con sé un secondo messaggio, questa volta più comprensibile e, soprattutto, più inquietante.

‹‹Il messaggio riporta quanto segue "nucleo terra molto buono".›› ribadì Erik al linguista della NASA. Questa volta sia lui che il pilota si erano incontrati a casa del linguista.

‹‹E cosa diavolo dovrebbe significare? Qualcosa o qualcuno sta assorbendo l'energia del nucleo della terra? Com'è possibile?›› esclamò l'uomo, che non poteva credere alle sue orecchie.

‹‹Aspetta però...›› si intromise la donna ‹‹Ti ricordi cosa abbiamo fatto dopo il ritorno di Ulisse sulla terra?›› chiese al linguista della NASA.

‹‹L'abbiamo potenziato per raggiungere il nucleo della terra. Ma questo cos'ha a che fare con...›› l'uomo non ebbe nemmeno il tempo di finire la frase che arrivò alla conclusione.

‹‹E' solo una teoria, ma a questo punto credo che il nucleo di Nucleus abbia passato quello che sta passando la terra adesso.›› disse il pilota, aggiungendo ‹‹E probabilmente avvicinandoci a tal nucleo, abbiamo portato la... Cosa che ha assorbito il nucleo di quel pianeta qui.››.

‹‹Quindi cosa possiamo fare?›› chiese Erik.

‹‹L'unica cosa possibile, usare Ulisse o un'altra sonda simile per tornare nel nucleo della terra. Nessun essere vivente può mettere piede in un ambiente del genere, quindi possiamo solo assistere da lontano, purtroppo.›› spiegò la donna.

Questa volta la NASA accettò la missione senza la presenza di studi a riguardo, la situazione era critica, non era più possibile perdere tempo. Il pilota guidò la sonda Ulisse nel nucleo, tutto andò liscio come la prima volta, c'era una sola differenza, il nucleo della terra era cambiato.

Non solo la temperatura, ma anche il suo colore e la sua grandezza erano diminuiti, anche se non era ancora arrivati ai livelli del pianeta Nucleus. Non appena la sonda si avvicinò al nucleo, arrivò una nuova registrazione audio.

‹‹Cosa sta dicendo?›› chiese il pilota.

‹‹Di andarcene via di lì.›› rispose velocemente Erik.
‹‹Ok, adesso tocca a te.›› ribadì la donna, avvicinando un dispositivo all'uomo.

Mentre la NASA si dedicava ad altro, il linguista continuò a lavorare sui suoni che aveva sentito. Riuscì a creare un dispositivo per ricreare le stesse onde sonore, in modo tale da poter "parlare" con quell'entità. Prima della missione, Ulisse era stato dotato di un nuovo strumento, che gli permetteva di trasmettere i rumori creati da Erik.

‹‹Chi sei? Cosa vuoi farne del pianeta terra?›› questo era il messaggio inviato dal linguista.

‹‹Sono un essere che cerca di sopravvivere.›› rispose, evitando parte della domanda.

‹‹In che senso?›› chiese la rappresentanza umana, incarnata da Ulisse ed Erik.

‹‹Cibarmi dei nuclei dei pianeti è l'unico modo che ho per vivere. Ma devono essere pianeti ricchi di vita.›› spiegò l'essere, che restava però invisibile all'occhio umano.
‹‹Perché deve esserci vita sui pianeti di cui ti cibi?›› chiese il linguista.

‹‹Senza non posso accrescere la mia conoscenza. Le persone, le piante, gli animali, tutti i loro ricordi e conoscenze diventano mie una volta assorbito il nucleo. Il pianeta è legato ai suoi abitanti.›› rispose l'entità.

I presenti restarono allibiti da quella discussione, non sapevano come poter estirpare una minaccia del genere.

‹‹Perché non ti fai vedere? Possiamo darti la nostra conoscenza, non c'è bisogno di distruggere il nostro pianeta.›› l'uomo cercava un modo per fermare l'essere.

‹‹Perché il primo pianeta che ho assaggiato non mi ha dato così tante energie da rendermi visibile, sono grande quanto un granello di sabbia adesso. Ma con il vostro pianeta diventerò molto più grande, è così buono!›› le onde erano in grado di mostrare anche il suo eccitamento, ma la comunicazione non era ancora finita ‹‹No, la conoscenza che si ottiene dal nucleo è unica.››.

‹‹E sei pronto a sacrificare un'intera razza ed un intero pianeta per ottenere ciò che vuoi?›› domandò Erik.

‹‹Certamente. Anche voi umani avete affrontato diverse prove e vi siete sporcati le mani per sopravvivere, non siamo diversi. Questa è la vita, ognuno cerca di sopravvivere ed io non voglio morire, voglio continuare, voglio altra conoscenza.›› dopo una breve pausa, aggiunse ‹‹Ma non temete, la vostra razza non scomparirà, resterà per sempre dentro la mia mente. La vostra memoria continuerà a vivere dentro di me.››.

Il linguista non seppe più cosa dire, ma anche volendo, non ne aveva più il tempo, perché un nuovo sisma colpì le vicinanze del quartier generale della NASA. La struttura collassò ed i presenti vennero schiacciati dalle macerie.

L'entità aliena aveva distrutto anche la terra e non aveva nessuna intenzione di fermarsi lì. Avrebbe inviato un altro messaggio di soccorso, in modo tale da assorbire l'energia di un nuovo pianeta. Un ciclo che si sarebbe ripetuto fino a quando non avrebbe ottenuto ciò che voleva, diventare un essere completo.



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