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lavoro pubblicato mercoledì 1 marzo 2017
ultima lettura sabato 18 maggio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il Sondaggio

di FrancescoGiordano. Letto 225 volte. Dallo scaffale Fantascienza

In un futuro distopico dove il popolo detiene il potere, un uomo ed una donna cercano di fuggire per cambiare le loro vite.

Un altro giorno di lavoro era appena iniziato per Mike, il suo capo, basso, grassoccio ed ormai con pochi capelli rimasti, gli affibbiò un nuovo compito. Come la maggior parte dei casi, anche questa volta doveva mettere le mani nella sfera politica.

‹‹Devi modificare questa immagine.›› gli disse ‹‹Questo politico deve avere un cellulare tra le mani.›› aggiunse, indicando anche le mani dell'uomo, che si trovava in una chiesa a pregare per le vittime di un terremoto.

Il capo del politico era chino, l'espressione di tristezza, ma la sua mano destra l'aveva condannato. Nonostante volesse solo aggiustare la sua giacca di colore blu, in molti ci avevano visto un cellulare. Certo, si trattava di un errore, di una svista, ma quello era diventato il punto di vista di tutti. Ed era qui che entrava in gioco Mike.

Il suo compito era semplice, cambiare la realtà secondo la maggioranza della popolazione. Se tutti avevano visto quel cellulare, anche se non c'era, lui doveva farlo apparire magicamente tra le mani dell'uomo. Non si trattava di un compito arduo, grazie alla tecnologia, ed alla sua bravura, ci avrebbe impiegato solo pochi minuti.

‹‹Devi finire al più presto possibile, poi passa tutto a Carla.›› fu l'ultima cosa che disse il capo di Mike prima di andare via.

Carla si occupava della seconda parte, l'uomo modificava quello che doveva e la donna avrebbe pensato a sostituire quanto prodotto nella rete. Non c'erano problemi di nessun tipo, perché dopo la "Grande Liberazione", non esistevano più giornali, foto, libri o altro, esisteva solo internet.

Decisione presa per un motivo molto semplice, i cittadini, che avevano dato inizio alla rivoluzione, vedevano nei giornali e nei libri dei pensieri schierati e non incentrati alla vera informazione. Solo internet, essendo libero, rendeva tutti uguali e sullo stesso piano, la democrazia sarebbe diventata effettiva. E, senza distinzioni, anche le notizie e le informazioni sarebbero diventate vere e non più manipolate.

La mansione di Mike non era però un mistero, anzi, il Ministero del Popolo per il quale lavorava era stato fondato proprio dopo la liberazione. Per evitare il ritorno di una falsa democrazia, venne creato questo organo totalmente sottoposto ai cittadini. I politici esistevano ancora, ma avevano un ruolo meramente figurativo.

Tutte le decisioni venivano prese con dei voti online, anche il nuovo lavoro di Mike era stato votato dalla popolazione. La maggioranza aveva deciso che il politico avesse tra le mani un cellulare e così doveva essere, punto. Per la prima volta i cittadini non erano solo liberi dalla schiavitù dei politici, della burocrazia e delle banche, ma potevano effettivamente cambiare le cose.

Tutto ciò non aveva mai pesato su Mike, non aveva mai pensato al suo ruolo e alle implicazioni che il suo lavoro aveva.

Aveva ottenuto quell'incarico quasi casualmente, senza impegnarsi più di tanto. Il suo superiore aveva notato le sue capacità con i programmi per modificare video ed immagini e, per questo, era stato subito assunto. Ma l'uomo non cercava altro che tranquillità, soprattutto nel mondo in cui viveva, dove ce n'era ben poca.

Anche se la Grande Liberazione era terminata, la violenza continuava a scorrere, non solo i politici non avevano praticamente diritti, diventando i bersagli preferiti, ma anche altre professioni che erano ancora in circolazione. Un esempio su tutti potevano essere gli avvocati, mentre i banchieri erano stati tutti condannati a morte con l'accusa di aver negato per anni la libertà alle persone.

Liberazione che si era sparsa a macchia d'olio in tutto il mondo, anche in quei paesi dove la situazione non era ancora cambiata, erano molti i partiti o movimenti che desideravano un cambiamento. Quindi, anche lì focolai più o meno grandi erano intenti a bruciare tutto non appena se ne fosse presentata l'occasione.

Mike non voleva tutto questo, voleva starsene tranquillo, per questo motivo non ci pensò due volte quando gli venne proposto un impiego nel Ministero del Popolo. Chi lavorava lì era visto come un servitore dei cittadini, quindi a nessuno sarebbe mai saltato in mente di torcergli un capello. Anzi, spesso quando camminava per strada molte persone sconosciute lo salutavano con facce sorridenti.

La stessa cosa non si poteva dire di Carla, che era ben consapevole di quello che faceva e non ne andava per niente fiera. Si trovava spesso a lamentarsi proprio con Mike sulla sua situazione.

‹‹Non ce la faccio più!›› iniziava la donna ‹‹Domani mollo tutto!›› aggiungeva, per poi ritornare il giorno successivo.
L'uomo cercava sempre di rassicurarla e di farla ragionare, dicendole che almeno loro erano al sicuro. Ma ciò non bastava per Carla, che desiderava una vita del tutto diversa da quella che aveva. Poi, un giorno, qualcosa cambiò, i due si ritrovarono a parlare ancora una volta e, come sempre, la donna si stava lamentando della situazione.

Questa volta però, un'idea che le era venuta in mente allertò per la prima volta anche Mike.

‹‹Credi davvero di essere al sicuro? Lo sai fin troppo bene che il popolo cambia idea in fretta, con il lavoro che fai te ne sarai reso conto! E cosa succederà quando i cittadini si saranno stancati del Ministero del Polo, per un motivo o per un altro, che sia stupido o serio?›› chiese retoricamente.

Quesito che colpì Mike, che rimase per la prima volta senza parole, non aveva mai pensato a quella possibilità. Proprio lui, che doveva modificare dati e documenti per accontentare il volere del popolo, non si era reso conto che tale arma poteva essere utilizzata contro di lui e tutto il Ministero. Come un fulmine a ciel sereno, la sua sicurezza crollò come un castello di carte.

La sera stessa, tornando a casa, i visi sorridenti degli sconosciuti che lo salutavano presero una nuova forma. Quelle labbra sorridenti avrebbero potuto in futuro sputare epiteti poco lusinghieri nei suoi confronti. Quelle mani pronte a salutarlo con un gesto sarebbero state usate per malmenarlo fino alla morte. Tale pensiero lo fece sudare freddo ed impallidire, non riuscendo nemmeno a ricambiare il saluto.

Solo quando mise piede nella sua dimora riuscì a riprendersi, ma il volto era ancora leggermente pallido. Non riusciva nemmeno lui a spiegarsi un comportamento del genere, certo, per la prima volta aveva pensato a qualcosa che rendesse le sue sicurezze nulle, ma ciò bastava a farlo cadere nel panico in quel modo? A quanto pare non si conosceva bene quanto pensava, anche perché non gli era mai successa una cosa del genere.

La casa era l'unico luogo dove poteva essere al sicuro, diversamente da quelle dei politici, non c'erano telecamere. Le vite degli onorevoli erano diventate dei reality show dove la popolazione poteva scegliere cosa fargli fare. Anche in questo caso, tramite un sondaggio su internet. In pratica, non potevano nemmeno dormire tranquilli, perché il pericolo era dietro l'angolo. Alcuni erano anche deceduti, ma il programma continuava ad andare avanti "The show must go on", come si soleva dire.

La sua vita non era uno spettacolo, quindi poteva rilassarsi, la prima cosa che fece era una doccia, era ancora abbastanza sudaticcio e sicuramente l'avrebbe aiutato a stare meglio. Poi preparò la cena, anche se non aveva molta fame per il pensiero che Carla gli aveva ormai piantato nella mente. Navigare la rete non lo aiutò, molti condividevano sui social network video di violenza e di ribellione contro la classe politica.

Fu una notizia a colpirlo più di tutto il resto, un nuovo paese era stato colpito dalla Grande Liberazione. Nonostante le resistenze del Parlamento e delle forze dell'ordine, nulla fu in grado di fermare la forza di volontà della popolazione. Anche in questo caso, politici e banchieri furono i primi a subire le conseguenze peggiori. Restò in piedi fino a tardi, morfeo non sembrava volerlo prendere tra le sue braccia, solo dopo essersi girato e rigirato nel letto diverse volte riuscì a coricarsi.

Il giorno successivo al lavoro, il suo volto mostrava i segni delle poche ore si riposo, cosa che Carla notò subito.

‹‹Che ti è successo? Hai una faccia...›› disse, osservando gli occhi dell'uomo.

‹‹Niente, è che non ho dormito molto bene questa notte.›› rispose, facendo finta di niente.

‹‹Come mai?›› non poté fare a meno di chiedere la donna.
Mike non rispose subito, fece finta di non sentire la domanda, ma quando gli venne riproposto lo stesso quesito una seconda volta, decise di parlare.

‹‹Per quello che mi hai detto ieri, non sono più certo di essere al sicuro come prima.›› rispose, scuotendo il capo a destra e a manca.

‹‹Ah, e solo ora te ne rendi conto? Te lo dovevo dire esplicitamente per fartelo capire?›› le parole sembravano una sorta di rimprovero di una madre verso un figlio. Ma non si fermò, perché aggiunse ‹‹Comunque questa volta ho preso una decisione seria, me ne vado e non sto scherzando.››.

Mike sorrise, aveva sentito tante volte quelle parole che ormai quella scenetta gli sembrava una barzelletta da raccontare ai suoi amici ‹‹Certo, e cosa ti ha fatto cambiare idea questa volta?›› disse ironicamente l'uomo.

‹‹Quello che è successo ieri, la Liberazione è scoppiata anche in un altro paese, ormai quelli rimasti si contano sulle dita di una mano, anche meno.›› spiegò Carla.

‹‹E quindi? Quale sarebbe la novità? Non è mica la prima volta che succede!›› rispose l'uomo, che non aveva tutti i torti.

‹‹Hai ragione, ma questa volta hanno cambiato le cose, non esiste nessun Ministero del Popolo. Hanno detto che per avere la "vera libertà" il popolo deve gestirsi da solo senza nessun organo che ricordi il passato, nemmeno quelli che lavorano per loro.›› spiegò.

‹‹Aspetta, quindi mi stai davvero dicendo che...›› Mike non ebbe nemmeno il coraggio di terminare la frase.

‹‹Sì, nell'ultimo paese colpito non esiste nessun Ministero del Popolo, non c'è niente, solo il governo fantoccio con i politici da torturare.›› questa volta Carla fu più chiara per non lasciare ulteriori dubbi.

‹‹Ma... Come... Come fanno a modificare la storia e gli eventi?›› l'uomo aveva sempre pensato che il suo lavoro fosse necessario, perché non tutti sapevano come utilizzare i suoi mezzi e non disponevano delle stesse abilità.

‹‹Semplice, fanno fare tutto al governo fantoccio, dopotutto non funziona così anche da noi? Il Ministero del Popolo si occupa solo di modificare, del resto si occupano i politici controllati dai cittadini. In questo modo spendono anche meno denaro.›› rispose Carla.

Dopo aver sentito quelle parole, Mike si coprì la faccia con entrambe le mani, non riusciva ad immaginare cosa gli sarebbe potuto accadere se il popolo si sarebbe ribellato anche contro il Ministero del Popolo.

‹‹Per questo stanotte vado via, ho già pronto tutto, domani non mi vedrete più.›› questa volta la donna sembrava davvero sicura di ciò che diceva, non c'era esitazione nella sua voce o nei suoi gesti.

‹‹E dove credi di andare? Lo sai che non ci sono voli o fermate verso i paesi dove la Grande Liberazione è avvenuta!›› domandò l'uomo, che aveva liberato il volto dalle mani per osservare la sua interlocutrice.

‹‹In qualsiasi altro posto dove non mi conoscono, ovviamente nessuno deve sapere che ho lavorato qui. Se le cose andranno come penso, tutti gli impiegati del Ministero del Popolo saranno perseguitati e poi torturati o uccisi per farli tacere per sempre.›› Carla non cercò di alleggerire la pillola all'uomo, descrivendogli lo scenario peggiore.

‹‹E adesso cosa dovrei fare?›› ancora nervoso, Mike cercò una soluzione dalla donna, l'unica persona di cui poteva fidarsi al momento.

‹‹Scappa anche tu, non so come, ma vai via. Io sono riuscita a rimediare un solo biglietto di andata e sono stata fortunata.›› purtroppo però la donna non gli fu molto di aiuto.

Ma nessuno poteva, era molto difficile, quasi impossibile, lasciare il proprio paese, era vista come una fuga per nascondere qualcosa.

‹‹L'unico consiglio che ti posso dare è di usare la tua carica di Modificatore per il Ministero del Popolo. Anche io ho usato la scusa del lavoro ed ha funzionato, spero solo che l'ordine di farci fuori non sia già stato emanato.›› aggiunse Carla, lasciando il tavolo dove erano seduti.

‹‹Dove vai?›› chiese l'uomo.

‹‹Vado via, il mio aereo parte tra poco e voglio andarmene via di qui il prima possibile. Buona fortuna, Mike, cerca di andare via prima che sia troppo tardi.›› quella fu l'ultima cosa che la donna disse prima di andare via per sempre da quel luogo e dalla vita di Mike.

L'uomo era adesso solo, ma in realtà lo era sempre stato, parlava solo con Carla ma non si erano mai detti niente di troppo personale o privato. Era una semplice amica, ma era l'unica persona che gli aveva dato una certa fiducia.

Dopotutto cosa gli vietava di allertare la sicurezza per fermare la fuga della donna? Niente, ma nonostante tutto gli aveva svelato il suo piano.

Ovviamente Mike non si sarebbe mai sognato di fare una cosa del genere, soprattutto adesso, che aveva altro per la testa. Per non attirare l'attenzione non uscì prima dal posto di lavoro ma, una volta fuori, non tornò subito a casa. Si recò in diverse stazioni ferroviarie per cercare di acquistare un biglietto di sola andata.

Con la sua macchina fece avanti e indietro per tutta la città, senza però trovare ciò che cercava. Addirittura alcuni non disponevano nemmeno di biglietti per le persone comuni, ma solo per determinate categorie, come i "Fondatori", coloro che avevano dato vita alla Grande Liberazione. Solo loro potevano viaggiare senza problemi da un paese all'altro.

Solo dopo ben tre ore di ricerca, fu abbastanza fortunato da trovare una sorta di accordo con un venditore.

‹‹Adesso non ho nulla, ma torni domani che avrò il biglietto pronto per voi, ovviamente non le costerà poco.›› disse l'uomo, sorridendo.

Mike ovviamente acconsentì senza battere ciglio, i soldi, grazie al suo impiego, non gli mancavano e poi al momento erano l'ultima cosa a cui pensava. La notizia lo tranquillizzò non poco, la notte stessa riuscì a dormire senza problemi, diversamente dal giorno precedente.

Tornò a lavoro con un'aria nuova, era più sereno, tranquillo e, soprattutto, felice, la preoccupazione che aveva provato solo qualche ora prima era finalmente sparita. La giornata proseguì senza problemi e, per Mike, sembrava un giorno come un altro, fino a quando non avvenne qualcosa.

‹‹Ehi Mike, dei signori vogliono parlarti.›› a dargli questa inaspettata notizia era il capo entrando nell'ufficio dell'uomo.

L'uomo era accompagnato da due Guardie, un corpo che sostituiva la polizia ed i carabinieri, erano loro a far rispettare la legge nei paesi della Grande Liberazione.

Nemmeno a dirlo, quella visita lo prese alla sprovvista, tanto che iniziò a preoccuparsi per la sua vita.

‹‹Lei è il signor Mike Webber, giusto?›› chiese una delle guardie, quella di sesso femminile.

‹‹Sì... Sono io, cosa posso fare per voi?›› rispose Mike, cercando di non mostrare il suo nervosismo.

‹‹Ieri sera per caso si è recato alla stazione di Redmond?›› chiese la seconda guardia, che era invece un uomo.

L'uomo sapeva di non poteva mentire, il luogo aveva a disposizione alcune telecamere, quindi sapevano già che era stato lì, costringendolo a rispondere ‹‹Sì, ci sono stato.››.

‹‹Ci può dire come mai era lì?›› aggiunse la stessa guardia di prima.

Dopo una breve pausa, Mike cercò una scusa plausibile ‹‹Vede, stavo organizzando un viaggio, volevo prendermi una settimana di ferie per visitare una mia parente.››.

‹‹Ferie? E perché non mi hai detto nulla?›› a quel punto si intromise nella discussione anche il capo.

‹‹Perché te ne avrei parlato stamane, non avrei mai pensato che sarebbero arrivate le Guardie per questo!›› esclamò l'uomo.

‹‹Beh, comunque lo sai che non posso darti una risposta prima di una settimana, quindi sarebbe stato inutile andare lì prima di avere notizie da me.›› aggiunse l'uomo.

A quel punto Mike non seppe più che dire, rimase in silenzio ad osservare i tre interlocutori che aveva davanti.

‹‹Allora, signor Webber? Ci vuole dire la verità?›› chiese questa volta la donna.

Sapendo che ormai la sua copertura era stata compromessa, cercò di scappare. Si alzò dalla sedia e scattò velocemente verso l'uscita del suo ufficio. Anche se il piano funzionò, le due guardie riuscirono a catturarlo prima che mettesse piede fuori dal Ministero del Popolo.

‹‹Lasciatemi andare! Non ho fatto niente!›› sbraitò Mike, muovendosi furiosamente a destra e a sinistra per cercare di liberarsi. Fu però tutto inutile, dopo pochi minuti l'uomo finì le energie e venne bloccato dalle due guardie.

Scoprì infine, durante il processo, anche questo, come gli altri, erano solo una formalità, visto che tutti gli accusati diventavano colpevoli, che fu proprio il venditore a fare da spia alle guardie. Dovette così scontare la pena di ergastolo per aver cercato di abbandonare il paese.

Paradossalmente, quella fu la sua fortuna, perché, come predetto da Carla, pochi giorni dopo il Ministero del Popolo venne cancellato da ogni paese della Grande Liberazione, inclusi i suoi impiegati. Mike non venne condannato alla pena di morte per un solo motivo, aveva già una pena di ergastolo, quindi prima o poi la sua vita sarebbe finita comunque. Inoltre viveva in una cella di isolamento, quindi anche volendo non poteva parlare con nessuno.

Ma la fortuna lo sorrise dieci anni dopo la sua incarcerazione, quando una sommossa scoppiò nel carcere dove era ospite. La rivolta fu tale che colpì tutti i settori della struttura, riuscendo quindi a liberarsi e anche a fuggire. Iniziò così una nuova vita per Mike, una vita che avrebbe vissuto per sempre nell'ombra.



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