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lavoro pubblicato martedì 28 febbraio 2017
ultima lettura domenica 31 maggio 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

La Nuova Alleanza

di FrancescoGiordano. Letto 314 volte. Dallo scaffale Fantascienza

In un ipotetico futuro, nasce una nuova alleanza che vede come protagoniste quattro nazioni e delle regole che cambieranno per sempre lo scenario mondiale. Il tutto sullo sfondo di un'Unione Europea pronta a sciogliersi.

Era da anni che la popolazione mondiale non assisteva ad un evento del genere, quel tipo di cose che cambiano per sempre la vita di tutti. E, probabilmente per la prima volta, il cambiamento era segnato da due eventi praticamente molto vicini l'uno all'altro. Mentre milioni di televisioni, computers e dispositivi mobile erano accesi, stavano avendo luogo due riunioni molto importanti.

Una era ubicata negli Stati Uniti d'America, il luogo scelto per l'incontro era la Casa Bianca. L'altra invece riguardava l'Unione Europea e si stava tenendo a Strasburgo, nel Parlamento Europeo.

La portata era tale che anche i più giovani aspettavano con ansia qualsiasi tipo di informazione a riguardo. Finalmente, dopo un'attesa che per molti sembrava durare da secoli, tutti i telegiornali del mondo diedero il via alla diretta nei due luoghi di interesse. Lo schermo era diviso in due, nella parte sinistra c'era la reporter in collegamento dall'America, mentre a destra un reporter in collegamento dal Parlamento Europeo.

Il primo a parlare fu l'uomo ‹‹Signore e signori, sono giunte le prime informazioni ufficiali. Come avevano predetto in molti, alla fine si è giunti ad una decisione unanime, l'Unione Europea è stata sciolta, da oggi in poi non esiste più.›› disse.

Le reazioni del pubblico da casa furono diverse, alcuni applaudirono ed urlarono per la felicità, mentre altri rimasero a bocca aperta, non sapendo bene come reagire. Altri ancora vennero presi dalla rabbia o dalla tristezza.

‹‹A quanto pare la decisione è stata presa, più per la debolezza dei paesi rimasti nell'unione, per l'ormai crescente popolarità ed influenza dei partiti anti-Europeisti e le loro pressioni. Nei prossimi giorni l'Unione dovrà compiere un ultimo compito, studiare una strategia efficace per permettere ai paesi rimasti di tornare alle loro vecchie valute, se lo desiderano.›› continuò a parlare l'inviato ‹‹Anche se probabilmente i vari paesi chiederanno l'opinione dei cittadini con un referendum.›› aggiunse in seguito.

L'uscita dall'Euro era il sogno di molti individui, che di conseguenza non vedevano l'ora che arrivasse il giorno di questo fatidico referendum. La situazione era ormai cambiata e in molti erano sicuri che avrebbe vinto l'uscita dalla moneta unica. Non si trattava più di una lotta ideologica, l'Unione Europea aveva cessato di esistere, quindi molti vedevano inutile continuare ad utilizzare una moneta che avrebbe solo ricordato un passato doloroso.

‹‹Un altro punto importante sarà quello di gestire gli scambi commerciali, senza una comunità economica europea le cose potrebbero cambiare, ma ne sapremo di più nei prossimi giorni.›› riaprì bocca l'uomo, per poi chiudere il servizio con un ‹‹Per adesso è tutto, chiederò la linea in caso di altre novità, anche se probabilmente non ce ne saranno altre fino a domani.››.

Ormai uscito di scena, lo schermo si focalizzò interamente sulla donna che si trovava invece davanti alla Casa Bianca. Le mani, con le quali manteneva il microfono, tremavano. Era difficile capire se per il freddo o per l'emozione di ciò che stava per annunciare al mondo.

‹‹Anche dalla nostra parte sono arrivate le prime conferme. Il presidente Americano, Russo, la presidentessa della repubblica Francese ed il nuovo cancelliere Tedesco hanno appena firmato per dare vita a quello che è stata definito "Il Patto dello Scudo".›› esordì la donna.

Anche in questo caso le reazioni del pubblico furono diverse, c'era chi gioiva e chi invece era parecchio preoccupato di sentire quelle parole. La motivazione si celava dietro tutto ciò che quell'accordo comprendeva.

‹‹Come ricorderete, tramite questo patto, le nazioni firmatarie si aiuteranno a vicenda in caso di qualsiasi attacco, sia esso terroristico che militare proveniente da un'altra nazione non alleata.›› ribadì la donna, aggiungendo poi ‹‹Ma i punti più importanti sono tre. Uno riguarda la lotta al terrorismo, con questa alleanza i paesi si impegneranno ad attaccare indiscriminatamente alcuni paesi dove il terrorismo islamico sembra avere degli appoggi. Quindi nei prossimi giorni gli eserciti dovrebbero dare il via a diversi attacchi in Iraq, Siria, Afghanistan, Egitto, Libia, Yemen e Nigeria.››.

In molti si aspettavano una terza guerra mondiale tra America e Russia, oppure tra America e Cina, ma le cose erano cambiate, e anche molto. Adesso USA e Russia erano addirittura alleate, il tutto era stato possibile perché il nuovo presidente degli Stati Uniti si era da subito professato un ammiratore di quello Russo.

‹‹Il secondo punto riguarda invece l'immigrazione, le nazioni si aiuteranno a vicenda per difendere i propri confini dai clandestini. I corpi di stato che devono fare da guardia, avranno libertà assoluta sul destino di questi ultimi, possono anche sparare per uccidere senza andare in carcere o rimandarli indietro con la stessa imbarcazione con i quali sono venuti.›› spiegò la donna, aggiungendo poi ‹‹Inoltre, coloro che non dispongono di un permesso di soggiorno ma si trovano al momento in una delle nazioni del Patto dello Scudo, sono da considerarsi profughi adesso, quindi verranno cacciati nei prossimi giorni.››.

L'immigrazione era sempre stato un problema molto complesso, in tutti gli anni passati, l'Unione Europea non era mai stata in grado di trovare una soluzione. Anche perché molti paesi non volevano accettare profughi nella loro nazione, lasciando il tutto nelle mani dei paesi dove avvenivano gli sbarchi.

‹‹L'ultimo punto riguarda la religione, tutti coloro che seguono la religione Islamica o possiedono un Corano a casa, anche se originari di una delle nazioni dell'alleanza, sono da considerarsi soggetti pericolosi e saranno arrestati a partire da oggi. Questa è una misura voluta per risolvere il problema dei foreign fighters, che spesso sono la causa di attentati terroristici in occidente.›› continuò la reporter, elencando l'ultimo punto ‹‹Di conseguenza, tutte le moschee saranno rase al suolo.››.

Questo era uno dei punti che più preoccupava gli ascoltatori. Alcune indiscrezioni vedevano la possibilità di eliminare questo punto dal Patto dello Scudo, ma le voci a riguardo erano molto contrastanti, per questo motivo, molti avevano già preso delle precauzioni. La più semplice era quella di nascondere tutti i Corani posseduti.

Quella legge aveva dato il via ad una nuova caccia alle streghe, probabilmente lo stato avrebbe interrogato vicini ed amici per scovare tutti gli islamici della zona. Per evitare il peggio, molti lasciarono i paesi di origine per trovare rifugio in una nazione che non faceva parte di questo patto scellerato. Ma questa tattica poteva non bastare.

‹‹Il presidente Americano e quello Russo hanno anche esortato altre nazioni ad entrare a far parte di questo patto, soprattutto adesso che l'Unione Europea non esiste più. Tutti gli alleati sono felici di accettare l'aiuto di altri paesi.›› rispose.

Era palese a chi fosse riferito il messaggio, a tutti i paesi che erano governati da forze populiste ed anti-europeiste, come la Francia e la Germania con il nuovo cancelliere. Dopo l'ultimo mandato di una cancelliera, anche il popolo tedesco venne catturato dalla parlantina di un candidato anti-europeista.

L'uscita della Germania dall'Europa avvenne pochi anni dopo, sempre tramite un referendum dal risultato schiacciante. Questo fu l'evento principale che portò allo scioglimento della Comunità Europea.

Qualche anno prima poi, anche la Francia uscì dall'Unione Europea, visto che la nuova presidentessa del consiglio si era già espressa a favore di un referendum non appena si fosse insediata. Mantenne subito la promessa, non aspettò nemmeno un anno dal suo mandato che il referendum fu subito pronto, anche in questo caso vinse la volontà di uscire dall'Unione Europea.

‹‹Per adesso è tutto, non mi resta che salutarvi e scoprire come il mondo reagirà a questi due eventi. Soprattutto la replica di Iraq e Siria all'imminente attacco che il Patto dello Scudo sembra ormai pronto a lanciare.›› disse la donna, terminando il suo servizio.

Pochi secondi dopo, lo schermo che mostrava quelle immagini si oscurò, qualcuno aveva spento la televisione.

‹‹Te l'avevo detto che dovevamo andarcene via di qui! Adesso ci sbatteranno in prigione!›› ad urlare era un ragazzo che poteva avere non più di venti anni. La rabbia era tale che la sua voce poteva essere udita per tutta la casa.

‹‹Non alzare la voce con me! Avevano detto che forse su questo punto avrebbero ritrattato!›› a rispondere, con la stessa veemenza, era invece un uomo sulla cinquantina.

‹‹Forse, appunto! Come ti è venuto in mente di aspettare? Per colpa tua adesso siamo tutti in pericolo!›› rispose il ragazzo, allontanandosi dalla tavola da pranzo per chiudersi nella sua stanza.

‹‹Torna qui! Non ho ancora finito con te!›› urlò, invano, l'uomo, inseguendo suo figlio, per poi continuare a sbraitare da dietro la porta della sua stanza ‹‹Non ti permetto di parlarmi in questo modo! Io sono il capofamiglia e non metto in pericolo nessuno!››.

Finito il battibecco, l'uomo si sedette nuovamente al tavolo dove da poco la famiglia aveva consumato la cena. Sì coprì il volto con entrambe le mani e scosse il capo.

‹‹Tesoro, non prendertela tanto, siamo Americani, vedrai che hai ragione tu, andrà tutto bene!›› a parlare questa volta era una donna, che posò la sua mano sulla spalla destra dell'uomo, per poi accarezzarla.

‹‹No, ha ragione lui... Hai sentito, anche se siamo nati in questo paese ci spediranno comunque in galera... Dovevo dargli retta e andarmene, invece sono stato testardo ed ho sperato che le cose potessero cambiare, perché non volevo andare via dal luogo dove ho vissuto per così tanti anni...›› mentre diceva queste parole, l'uomo appoggiò la sua mano su quella della sua consorte.

‹‹Però abbiamo nascosto i Corani che avevamo, quindi nessuno potrà accusarci di essere musulmani!›› replicò la donna, sorridendo.

‹‹Lo spero proprio, cara. Ma ho paura che questa cosa non basterà ad evitare i guai...›› nonostante ciò, l'uomo non si sentiva molto fiducioso.

‹‹Non dire così, vedrai che ce la caveremo! Come hai detto a tuo figlio, tu non hai messo in pericolo nessuno!›› la donna cercò nuovamente di tirare su il morale di suo marito.

‹‹Grazie, sei sempre molto gentile... Ma adesso basta pensarci, andiamo a dormire, domani vedremo cosa succederà.›› rispose l'uomo, alzandosi e recandosi nella camera da letto insieme alla sua moglie.

I giorni passarono e, diversamente dalle paure dei tre, non successe nulla, nessun poliziotto varcò la soglia della loro dimora. A quel punto iniziarono a pensare che, probabilmente, la nuova legge nata dal patto avesse subito qualche modifica. Oltre alla distruzione delle moschee, nulla sembrava essere cambiato.

Nel frattempo però, un'altra notizia preoccupava la popolazione, non solo quella statunitense, ma anche quella di tutte le nazioni che facevano parte dell'alleanza.

‹‹A quanto pare la risposta del califfo non si è fatta attendere, dopo aver sentito dell'attacco imminente del Patto dello Scudo, ha replicato in modo molto duro, dichiarando che non ha paura e che è pronto anche ad utilizzare l'atomica.›› spiegò il reporter che si trovava davanti la casa bianca.

Il gruppo terroristico nato in Iraq e Siria con il tempo fu in grado di ampliare il suo territorio. Molti davano la colpa di tutto proprio all'occidente, che aveva deciso di non partecipare attivamente al conflitto, limitandosi a dare solo aiuti e a fare dei bombardamenti saltuari con i droni.

Con l'aiuto dei foreign fighters poi, anche l'esercitò aumentò, non solo in quantità, ma anche in qualità. Sempre più anti-occidentali udivano il richiamo dell'estremismo islamico. In questo modo, anche se ci vollero diversi anni, il gruppo terroristico fu in grado di unire l'Iraq e la Siria, insieme ad altri territori, tutti quelli che erano stati scelti come bersagli dal Patto dello Scudo.

‹‹Da quanto tempo questi hanno la bomba atomica?›› si chiese, con tono molto preoccupato, l'uomo, che stava osservando, come il resto della famiglia, la televisione.

‹‹Beh, probabilmente non hanno mai fatto test pubblici ed annunci proprio in attesa di situazioni di questo tipo...›› replicò il figlio.

‹‹E adesso possono minacciarci... Forse è un bene, così scioglieranno il patto e la legge contro i musulmani cadrà...›› ribadì la donna.

‹‹Ne dubito, a loro interessa solo che le nazioni del patto non attacchino i loro territori. Del resto non credo gli interessi.›› anche questa volta a dare una risposta fu il ragazzo.

‹‹Beh, non è vero, anche loro sono mussulmani, no? La distruzione delle moschee nelle nazioni dell'alleanza e trattare i loro "fratelli" come dei criminali dovrà pur dar loro fastidio, non credi?›› ribadì il padre.

‹‹Ora che la metti così... Può darsi... Anche se ho i miei dubbi a proposito...›› il figlio non era ancora sicuro dell'argomentazione del padre.

La famiglia continuò il suo pasto, mentre il reporter aggiungeva altri dettagli di sfondo alla vicenda. Nulla di importante, anche perché al momento l'attenzione era rivolta alla replica del Patto dello Scudo.

‹‹Potrebbe anche essere un bluff.›› disse, spezzando il silenzio, la madre.

‹‹Certamente, ma il problema è che non c'è modo di saperlo con certezza.›› rispose l'uomo ‹‹E se non stanno mentendo, il risultato non sarà di certo piacevole, per questo dubito che rischiare sia un'opzione accettabile...››.

‹‹Però anche se ne hanno davvero una, potrebbero non utilizzarla. Rischierebbero di uccidere i loro fratelli.›› teorizzò il figlio.

‹‹Anche questo però è solo un'ipotesi... Come hai detto tu prima, potrebbero non essere così interessati dai musulmani che vivono nei paesi stranieri.›› la risposta del padre era pressoché simile a quella precedente.

‹‹Inoltre, se ricordo bene, non abbiamo più un grande armamento atomico, con il tempo ci sono stati molti progetti di denuclearizzazione...›› ribadì la donna.

‹‹Sì, hai ragione.›› tornò a parlare il ragazzo ‹‹Ma ci sono alcuni paesi, come la Russia, che hanno qualche testata in più. Quindi con questo patto forse non ci saranno troppi problemi.››.

Qualche minuto dopo la fine della chiacchierata, qualcuno bussò alla porta. Prima di aprire, l'uomo osservò l'esterno dalla finestra e si rese conto che, fuori la sua dimora, c'erano tre poliziotti.

La visione lo preoccupò non poco, ed allertò gli altri due ‹‹E' la polizia...›› disse. Sia la moglie che il figlio si avvicinarono alla finestra per vedere. Non si trattava di uno scherzo e, mentre restarono immobilizzati, i tre bussarono nuovamente.

‹‹Cosa facciamo?›› chiese il ragazzo.

‹‹Non abbiamo molte scelte, dobbiamo aprire...›› rispose l'uomo.

‹‹Ma così ci arresteranno...›› disse il figlio, il tono non nascondeva la paura che provava.

‹‹Non possiamo nemmeno scappare prima di sentirli, potremmo peggiorare la situazione...›› anche il padre era palesemente preoccupato.

Mentre la famiglia discuteva sul da farsi, udirono un urlo proveniente dalla casa accanto. Focalizzarono la loro attenzione su ciò che stava succedendo e notarono che altri poliziotti si erano recati dai loro vicini e uno di questi stava trascinando via una donna. La scena peggiorò non appena quello che sembrava suo maritò uscì di casa con un fucile.
Visione che mise in allerta che i tre agenti che avevano bussato alla porta della loro casa, infatti decisero di intervenire per dare man forte ai loro colleghi.

‹‹A questo punto mi sembra chiaro quale sia il loro scopo...›› disse la donna, che fino a quel momento non aveva ancora parlato.

‹‹Allora è meglio fuggire finché possiamo.›› alla fine, l'uomo prese una decisione.

I tre uscirono velocemente di casa approfittandosi della situazione, allontanandosi il più possibile. Uno dei poliziotti però fu in grado di vederli, dando così vita ad un inseguimento. A dare la caccia alla famiglia c'erano adesso tre agenti, che urlavano di fermarsi.

Dopo i primi avvisi verbali, gli agenti passarono direttamente all'azione, sparando qualche colpo di pistola.

‹‹Ma questi ci stanno sparando addosso!›› esclamò il ragazzo, il cui volto divenne pallido dalla paura. Non aveva mai udito il suono dei proiettili, se non nei film e nei videogiochi.
‹‹Dobbiamo trovare un nascondiglio prima che ci prendano! Seguitemi!›› disse l'uomo, aumentando il passo. I due lo seguirono senza obiettare.

Il padre di famiglia inizialmente continuò a correre in linea retta ma, dopo qualche secondo, entrò in alcuni vicoli presenti nella zona. Destra, sinistra, poi di nuovo destra e di nuovo a destra, l'uomo percorreva quei vicoli in modo tale da confondere gli inseguitori.

Anche dividendosi, i tre agenti non riuscivano nemmeno ad avvicinarsi a lui. Nel giro di pochi minuti, la famiglia riuscì a seminare gli inseguitori, potendo finalmente rallentare e respirare.

‹‹Ma come diavolo hai fatto a seminarli?›› chiese, dopo essersi ripreso, il ragazzo.

‹‹Era una zona dov'ero solito giocare da bambino, in pratica la conosco meglio delle mie tasche.›› replicò l'uomo, aggiungendo ‹‹Il tuo vecchio non è ancora così inutile come pensi.›› per poi ridacchiare.

‹‹Sì, però dobbiamo ancora trovare un nascondiglio sicuro...›› ribadì il figlio, senza dare troppa attenzione alle parole del padre.

‹‹Andiamo dai Waylon, sono sicuro che ci daranno una mano, conoscono Frank da una vita.›› rispose l'uomo, tornando a camminare.

Non appena svoltarono l'angolo, si resero conto che raggiungere la meta avrebbe richiesto una certa dose di attenzione.

Un gran numero di poliziotti stava pattugliando le strade, mentre altri si occupavano di arrestare tutti i musulmani della zona.

‹‹Mi chiedono come abbiano fatto a scoprirci...›› disse la donna.

‹‹Qualcuno avrà parlato... Il problema è scoprire chi e per quale motivo.›› ribadì l'uomo.

‹‹Probabilmente per non essere arrestati, non ci sono molti altri motivi per fare la spia in una situazione del genere.›› teorizzò il ragazzo.

Nel frattempo, in lontananza si udirono altri colpi di fuoco. A quanto pare non tutti acconsentivano pacificamente alle richieste degli agenti.

‹‹Meglio sbrigarci...›› dichiarò la donna.

La famiglia riuscì a raggiungere senza intoppi la casa dell'amico di infanzia dell'uomo, ma ci impiegarono diversi minuti, ritardo dovuto alla massiccia presenza delle forze di polizia.

L'uomo bussò alla porta della casa del suo amico e, non appena quest'ultimo aprì, non disse nulla. Prima osservò i dintorni e poi fece un gesto con la mano per invitarli ad entrare.

‹‹State tutti bene?›› chiese Frank che, per ovvi motivi, conosceva bene i pericoli che la famiglia stava correndo.

‹‹Per fortuna sì, ce la siamo cavata in tempo...›› rispose l'uomo, aggiungendo ‹‹Spero non sia un problema se siamo venuti da te, ma non sapevamo proprio dove andare.››.

‹‹Non dirlo nemmeno per scherzo Carl! Per fortuna io e mia moglie siamo cattolici, quindi dubito che verranno a cercarvi qui.›› sorrise l'uomo, per poi aggiungere ‹‹In ogni caso abbiamo un piccolo nascondiglio in caso di necessità.››.

‹‹Meno male...›› questa volta a parlare fu il ragazzo.

‹‹Amore, chi è a quest'ora?›› una voce distante fece una domanda, era la moglie di Frank.

‹‹Sono i Kant tesoro, li sto aiutando a nascondersi.›› rispose l'uomo.

Nel frattempo, la donna scese dalle scale e si mostrò ai presenti, facendo un piccolo cenno con il capo per salutare tutti.

‹‹Ah già, per la storia del patto... Comunque siamo felici di potervi aiutare.›› a quanto pare anche la donna non vedeva la presenza dei fuggitivi come un peso.

A rompere questo piccolo momento di pace fu nuovamente una bussata, questa volta però a voler entrare era la polizia.
Non appena i presenti videro, tramite una finestra, gli agenti, l'aria si fece tesa.

‹‹Non vi preoccupate, vado ad aprire io. Laura, tu nel frattempo portali nel nascondiglio.›› dichiarò Frank, muovendosi verso la porta.

La moglie non attese oltre e portò la famiglia verso il luogo indicato dal marito. Dovettero raggiungere prima lo scantinato che si trovava al piano inferiore e spostare una libreria quasi vuota. Dietro quest'ultima era presente una porta.

‹‹L'abbiamo scoperta casualmente qualche tempo fa, ma non c'era nulla dentro...›› spiegò la donna ‹‹Su forza, entrate, torneremo quando gli agenti saranno andati via.›› aggiunse.

I tre si ritrovarono in una stanza molto piccola e senza comodità, non c'era nemmeno una sedia. Il ragazzo si sedette infatti a terra, non potendo fare altro, con il tempo anche il padre e la madre fecero lo stesso.

‹‹Credi che faremo la stessa fine degli ebrei?›› a fare questa domanda fu il figlio.

‹‹Ne dubito, non vogliono ucciderci, ma solo arrestarci...›› disse la madre.

‹‹Sperando che le cose non cambino... Anche gli ebrei inizialmente non venivano uccisi...›› il giovane non aveva di certo molta speranza sul fatto che le cose potessero migliorare.

‹‹Non dire così, non sappiamo se effettivamente la situazione peggiorerà, è inutile preoccuparci adesso. Per ora dobbiamo solo fare il possibile per non farci scoprire.›› replicò il padre che, probabilmente, non voleva appesantire ulteriormente l'umore di tutti.

In quella stanza il tempo sembrava non passare mai, il ragazzo, per non annoiarsi, iniziò a giocare con il suo smartphone. Mentre i due coniugi non fecero altro che restare in silenzio.

Finalmente, circa un'oretta dopo, la porta si aprì e, fortunatamente, ad entrare non fu la polizia, ma Frank.

‹‹Potete uscire, se ne sono andati.›› disse, aggiungendo poi ‹‹Purtroppo hanno ispezionato tutta la casa, per questo ci ho messo del tempo per tornare.››.

‹‹Non ti preoccupare, anzi, ti dobbiamo un grosso favore.›› rispose Carl.

‹‹Venite, sarete stanchi, vi prepariamo qualcosa da mangiare.›› dichiarò il padrone di casa.

I quattro uscirono dallo scantinato per raggiungere la sala da pranzo, qui, finalmente, i tre poterono sedersi e rilassarsi. Era stata una serata fuori dal comune e si sentivano più stanchi del solito. Non sapevano quanto quella situazione sarebbe durata, ma almeno adesso potevano contare su un alleato.

‹‹Dopo cena vi mostrerò le vostre stanze, starete qui fino a quando la situazione non si sarà calmata.›› disse Laura non appena si sedette anche lei al tavolo.

Nel frattempo, la televisione accesa puntava i riflettori, ancora una volta, verso la casa bianca.

‹‹Abbiamo un aggiornamento molto importante. Le nazioni del Patto dello Scudo hanno appena annunciato che le minacce del gruppo terroristico non hanno effetto e che sono pronti all'attacco. A quanto pare la guerra si farà davvero, adesso non possiamo che vedere se davvero questi estremisti dispongano di un'atomica.›› ribadì una reporter.

‹‹Scusate, c'è un'altra notizia... A quanto pare l'America e la Russia dispongono di armamenti di difesa che sarebbero in grado di neutralizzare le cariche atomiche di qualsiasi bomba, sia quelle lanciate a distanza, che di quelle sparate dagli aerei. Stando alle informazioni, sono entrambe pronte a condividere i progetti di questa creazione con i loro alleati.›› aggiunse poi la donna.

‹‹Adesso capisco come mai non si siano tirati indietro... Sarebbe stato da stupidi rischiare.›› commentò la notizia Carl.

‹‹Però questo non cambia la situazione, adesso siamo in guerra... Mi chiedo come sarà il futuro adesso... Soprattutto il nostro...›› disse, con tono preoccupato, sua moglie.

Il silenzio tornò tra i commensali, che non volevano nemmeno immaginare come sarebbe stato vivere una guerra del genere. Ma, a breve, l'avrebbero scoperto, volenti o no.



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