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lavoro pubblicato lunedì 27 febbraio 2017
ultima lettura martedì 15 gennaio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

prova 1

di VHstories. Letto 470 volte. Dallo scaffale Cinema

Con gli occhi rivolti al cielo come mia madre nella mia età infantile, e in quell'istante un vortice di ricordi riaffiorano la mia mente. <&...

Con gli occhi rivolti al cielo come mia madre nella mia età infantile, e in quell'istante un vortice di ricordi riaffiorano la mia mente.
<<Guarda in alto Elfric, lo vedi? Il cielo? Così lontano, luminoso e armonioso? Gli dei ci hanno fatto dono di questa immensa bellezza…
Lo sai? Mamma ogni volta che passa momenti bui guarda il cielo… Lo fisso, ammiro la sua bellezza, e in qualche modo porta sempre armonia nel mio cuore, e mi dona la forza di continuare. Forza prova anche tu!>>
Mi scende una lacrima, dovuto al suo ricordo. E penso a come la mia forza non sia stata sufficiente per proteggerla.
Continuo a fissare in alto setacciando con lo sguardo in cerca di uno spiraglio.
Niente.
Visto da qui sembra che il mondo intero sia stato inghiottito da queste nubi grigie. Non trovo conforto, non questa volta, e il pensiero di mia madre mi attanaglia il cuore in una morsa, tanto da togliermi le forze.
L'aria è pesante, la coltre di fumo e cenere forma una nebbia fitta impedendomi una buona visuale. Faccio fatica a respirare, e ad ogni ansimo i polmoni vanno in fiamme. Sento il disagio in tutto il corpo, ed ogni singola particella di essa mi dice di non stare qui. La testa gira, ho le vertigini e la nausea, probabilmente dovuta a l'aria impregnata di questo odore orrendo che mi riempie le narici. Odore di putrefatto, odore di morte.
Mi giro a sinistra e vedo Farnad pallido.
<<Hey! ti senti bene?>>
Lui si piega leggermente in avanti e sento il suo respiro affannoso. Mi afferra per la spalla, usandomi come appoggio, cercando di rimettersi in riga. Lo aiuto. Vedo il suo volto, e il suo sguardo vacuo fissarmi, privo di ogni sentimento.
Ho saputo che ha perso la famiglia nell'ultima battaglia. Cerco di stargli vicino mentre condivido con lui lo stesso dubbio.
“Perché siamo qui?”
“Non ha senso, siamo stati miracolati nella difesa della capitale, e nemmeno due giorni adiamo in marcia verso le porte del nemico. Il ramingo ha perso la testa? O forse ha solo troppa poca esperienza?” continuo a tormentarmi.
Mentre sono immerso nei miei pensieri Farnad mi colpisce sulla gamba.
Lo guardo. Mi fa cenno con la testa direzionando la mia attenzione. Vedo i nostri comandanti e il falso re avvicinarsi a cavallo verso il Cancello Nero. Sono lontani. Quasi cinquanta metri.
Se venissero attaccati non riusciremmo a intervenire in tempo.

<<Che il Signore della Terra Nera vanga avanti! Che giustizia sia fatta su di lui!>> urla.
Noi soldati ci guardiamo tutti confusi e sconvolti.
“Che diavolo? Sta sfidando il nemico apertamente. Davanti alle loro porte. Non capisco. Siamo numericamente inferiori, non abbiamo possibilità”.
Dubbio e paura si insinuano nella testa, facendo vacillare mente e corpo.
Dal cancello si apre improvvisamente uno spiraglio.
Esce una figura umanoide a cavallo. Socchiudo gli occhi cercando di compensare alla poca visibilità della nebbia. Continuo a focalizzare. Ecco, lo vedo!
“A prima vista mi sembra umano… DIO! La faccia!”.
Vedo un aberrazione. Distintamente, come se d'un tratto la nebbia si fosse diradata.
Niente occhi, ne orecchie, ne naso. Solo una massa informe di carne putrefatta sanguinante e lacerata.
Poi parla. Quella cosa ha una bocca! Curva, nera, come se ci avessero tagliato l'entrata per l'inferno. Intravedo denti lunghi e aguzzi mentre parla.
Non sento, sono troppo lontani, percepisco solo leggeri sibili da quell'essere. Mi accascio al suolo, e vedo molti come me, perdere le forze. Quei piccoli suoni mi penetrano nella testa, quasi a corrodermi dall'interno. Non oso immaginare i comandanti la. Mi faccio forza e mi rimetto in piedi, guardando attentamente la scena.
Continua la discussione, quando all'improvviso la figura prende qualcosa dal suo mantello, la mostra.
“Sembra una cotta, è chiara non sembra di metallo normale, credo sia elfico o qualcosa del genere” per poi lanciarla allo stregone.
Vedo in nostri comandanti reagire allarmati. E il sorriso terrificante di quell'essere.
“Un momento di stallo? Cosa hanno realizzato? Cosa significa? Non riesco a capire… cosa sta succedendo?”.
Abbasso lo sguardo per un momento quando sento una spada sguainare. Rialzo la testa e vedo il ramingo con la spada elfica in mano, e mi accorgo che quell'ombra non ha più la testa. Non riesco ancora realizzare cosa è successo quando all'improvviso…
Lo sento!
Qualcosa mi sta fissando… L'occhio!
Cerco di chiudere gli occhi ma lo vedo vividamente nella mia testa. È li che mi fissa, mi osserva, sta scrutando dentro di me. Avverto dei suoni… mi sta parlando. Una lingua antica, malvagia.
Apro gli occhi e vedo lo stesso, non solo in Farnad, ma anche in tutti gli altri. Sento un enorme pressione, e cerco di combatterlo inutilmente tenendo le mani sulla nuca. Fa male!
Abbasso la testa, in segno di resa, fissando il terreno. Sono esausto mentre realizzo che la battaglia non è ancora iniziata ma è vicina.
La mia mente si svuota di colpo, e l'unica cosa che rimane è l'immagine di quell'occhio seguita da un senso di disperazione… non vi è più speranza!

Una lontana seconda voce si sovrappone all'improvviso. È virile e fiera. L'ho già sentita ma non so dove. Urla! Ancora e ancora. Quasi a trascinarmi fuori da quello stato di trans. Pian piano riprendo il controllo di me stesso. E solo allora realizzo.
“È il Re?”
<<Fermi! Restate fermi!>> Cavalcando seguito dai comandanti.
Scruto dietro di lui e vedo il cancello completamente aperto. Un insieme informe verdastro si sta muovendo a gran velocità.
“Stanno uscendo! Le armate di Mordor”.
Migliaia di orchi ci circondano i pochi secondi. Ho paura. Risale il terrore, questa volta più forte tanto da paralizzarmi.
“Non abbiamo scampo! Dio proteggimi! Salvami!” Prego scosso dalla disperazione.
Ed ecco che la voce del re spezza di nuovo il tormento.
“Che succede?” mentre mi accorgo del cambio del mio stato d'animo.
“Perché questo? Dovrei essere in dubbio su di lui, delle sue decisioni… infatti lo ero. Sarebbe naturale vista la situazione. Allora perché tutto ad un tratto non lo sono?”
<<Figli di Gondor! Di Rohan! Fratelli miei… vedo nei vostri occhi la stessa paura che potrebbe afferrare il mio cuore>> la sua voce riecheggia mentre tutti noi lo fissiamo in silenzio.
<< Ci sarà un giorno in cui il coraggio degli uomini cederà. In cui abbandoneremo amici e spezzeremo ogni legame di fratellanza…. MA NON È QUESTO IL GIORNO! Ci sarà l'era dei lupi, e degli scudi frantumati quando l'era degli uomini arriverà al crollo… MA NON È QUESTO IL GIORNO! Quest'oggi combattiamo!>>
Il suo discorso accende qualcosa, non solo in me, ma in tutti. È piccola, quasi impercettibile eppure c'è. Speranza! Questa sensazione!
<<Per tutto ciò che ritenete caro su questa bella terra. Vi invito a resistere! Uomini dell'ovest!>>
Il mio corpo si muove da solo, e sguaino la spada portandola in alto urlando come grido di battaglia.
“Ora capisco, ecco perché di questo. Lo realizzo solo ora e me ne vergogno. Non ho più dubbi. Lui . È il NOSTRO RE! Re Aragon!” Questo fa infiammare la scintilla in tutti noi. Lo sento!
Il nostro re cavalca davanti a tutti portandosi in prima linea. Scende da cavallo, seguito dai comandanti. Guarda i due piccoli hobbit anche loro in prima linea. Appoggia il palmo della mano sulle loro teste rassicurandoli
<<Non abbiate paura>>.
Si gira verso il nemico impugnando saldamente la spada.
Sento ancora delle ultime parole, distintamente. <<Per Frodo…>>.
Urla e corre alla carica, seguito subito dai due piccoli.
La scena ci riempie i cuori di coraggio. Li seguiamo tutti, nessuno escluso, senza esitazione.
Nessun obiettivo, nessuna strategia. Solo un unico attacco frontale per un'ultima grande battaglia!



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