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lavoro pubblicato mercoledì 22 febbraio 2017
ultima lettura domenica 19 maggio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

"17 Novelle Bizzarre + 1" (17° Novella)

di JohnMcDillan. Letto 214 volte. Dallo scaffale Fantasia

 "L'Amore Bizzarro..." [04:23 a. 14/08/2015](John McDillan)"Un attimo di timo e limone sull'attico di un mio amico mica le guasta la stagione per la barba dell'inesistente dio Giove?"Chiese affannata un'amabile ragazza biz...

"L'Amore Bizzarro..."
[04:23 a. 14/08/2015]

(John McDillan)

"Un attimo di timo e limone sull'attico di un mio amico mica le guasta la stagione per la barba dell'inesistente dio Giove?"

Chiese affannata un'amabile ragazza bizzarra dagli occhi color arancio e i capelli di un biondo platino...

"Mi scusi...sta parlando con me?"

Domandò finalmente il ragazzo chiamato in questione...

"Si...

Mi scusi tanto se ho alzato il volume, ma non mi sentiva..."

"Ne è sicura?

Cioè...

Cerca proprio me...?"

"Proprio così...cerco lei, altrimenti perché dovrei parlare con lei?"

"Mi scusi...

Da quanto tempo mi sta chiamando?".

Disse regolandosi l'apparecchio dietro l'orecchio...

"Mmm...

Dall'inizio della

Fiera, ma non fa niente..."

"S-sono desolato...mi dispiace tanto..."

Un imbarazzante silenzio e sguardi che spazzavano il pavimento albergavano timidamente fra i due...

"Le va un drink analcolico di timo e limone...?

C'è un mio amico che fa il "barhorse"...

"Bar-cosa?".

"Barhorse, un mio caro amico equino di nome Lucky che ha scelto di fare un lavoro di solito affidato agli umani..."

"Oh...va bene..."

"Volevo invitare anche dei miei amici...

Li ho conosciuti da poco perché non erano bizzarri ma lo sono diventati mentre inseguivo lei..."

"Certo...ma...sei sicura di volermi invitare a bere qualcosa con te e i tuoi nuovi amici?"

"Si".

"Ma mi ha visto bene?".

Disse in maniera desolata...

"Lo so che pensi che sei, come vi chiamate voi normaloidi, "Brutto"...

Ma a me non importa...

Io ho visto altro durante tutto il corso della giornata...

Hai aiutato un vecchietto, due bambini e un bizzarro ritardatario a mantenergli la scala mentre allestiva il suo stand...

Lui ti ha offerto anche un diamante, ma tu lo hai rifiutato...

Ti sei imbruttito tu, da solo, perché non credi in te...

Ti sei lasciato perdere...

Non ti interessi più di te...

Vero?".

"In effetti..."

"Vuoi venire un attimo con me?

Ti porto a cambiare questi grossi occhiali neri e questi vestiti mal stirati...

Ti voglio far capire una cosa..."

"D'accordo..."

"Vieni, andiamo dove hai provato a ballare, al padiglione dove c'è stata La Meravigliosa Festa Del Sultano Sul Divano..."

"Hai detto bene...ho "provato" a ballare..."

Disse sorridendo.

"Si, vieni che li ci sono ancora quelle due ragazze spaziali che possono dare un tocco al tuo look..."

E così fecero...

"Oh che timido tesoro!"

Esclamarono le ragazze spaziali vedendo il ragazzo che cercava di leggere il loro labiale.

"Come vi chiamate?".

Chiesero le ragazze...

"Oh...

Sapete che non ci siamo presentati?

Io sono Lola, la bizzarra che fa bolle di sapone indistruttibili per bambini..."

"Io invece mi chiamo Jeff Standerson un povero ragazzo...

Non sono un bizzarro, sono laureato in legge ma..."

"Cosa significa laureato...?

Si mangia?

A cosa serve un "laureato"?

È una condizione?".

Chiesero le ragazze tranne Lola...

"Me lo chiedo ogni giorno anch'io".

Disse Jeff...

"Oh allora siamo in tre...

Siamo affascinati dalla misteriosa parola "Laureato"!".

Dissero le ragazze.

Poi si rivolsero a Lola dicendole:

"Tu sai cos'è!"

"In realtà non lo so..."

"Beh esprimiti!"

"Vi prego, cambiate argomento...

Non vedo Jeff a suo agio..."

"D'accordo...allora...Diamo una svolta a questo ragazzo!".

Dissero le ragazze entusiaste.

"Vieni, da questa parte...".

Lo vestirono con uno smoking nero.

Decisero unanimemente di togliergli gli occhiali.

Due lentine potevano bastare.

Capelli gelatinati all'indietro.

Un Philips Watch sulla destra.

Un paio di sneakers bianche della Converse ai piedi.

Braccialetto d'oro rosa sulla sinistra.

"Ecco Jeff!"

Dissero le ragazze in conclusione.

"Oh per mille gufi appisolati!

Sono io?

Cioè, così non sono io!

Troppo...alla moda.

Troppo...non lo so...

Veramente son io?"

Chiese Jeff.

"Si, Jeff..."

Disse sorridendo Lola.

Poi la ragazza bizzarra continuò dicendo:

"Ecco ciò che ti volevo far vedere...

Sei sempre lo stesso per me...

Che tu ti piaccia o no..."

"Allora perché siamo venuti qui?"

"...L'ho fatto per farti capire che pur cambiando l'esteriore, rimani sempre Jeff...

Chi vuole stare in tua compagnia deve trattarti sempre alla stessa maniera...

Brutto, ricco, bello o povero...

Ti chiami Jeff.

È questo il tuo nome, e tutto ciò che rappresenta".

"Ho capito...

La dovrebbero pensare tutti come te...

Ma...

Ci sono persone migliori di me lì fuori...

Con qualità migliori, con meno difetti, più belli e, perché no, con qualche spicciolo in più nella tasca..."

"I soldi non so nemmeno che cosa siano...

Li ho visti oggi per la prima volta personalmente...

Ma so che alcuni pensano che se ne possiedi molti, allora puoi essere davvero te stesso, perché puoi comprare ciò che vuoi..."

"Purtroppo, a malincuore ti devo dire che non hanno tutti i torti..."

"Invece...invece...per noi bizzarri, non importa".

Siamo "noi stessi" senza dare importanza a ciò che abbiamo o non abbiamo.

Se non abbiamo qualcosa, ce lo creiamo a modo nostro e poi ne andiamo fieri...

Ci "togliamo" tutti gli sfizi:

Se ce lo possiamo permettere con il baratto, ce lo "togliamo" lo sfizio...

Altrimenti ce lo "togliamo", si, ma dalla testa...".

E poi fece una spontanea risata...

Al ché, Jeff disse:

"Devo chiederti una cosa...

Però a pensarci bene, devo fare prima una cosa, e poi te la chiedo...".

Jeff tornò al camerino e si vestì com'era prima.

"Così va bene per te?

Ti prego, sii sincera".

"Si, Jeff, te l'ho detto".

"Non ci posso credere..."

Poi si fermò, guardò a terra e continuò a dirsi felice:

"Esisti...non ci posso credere...esisti...".

Jeff asciugò fugacemente una lacrima evasa dalla prigione del suo cuore...

"Ok...fammi curare il mio aspetto senza cambiare nulla...per un po' di decoro".

Disse sorridente.

"Ragazze, avete un ferro da stiro?

Potete darmi solo un po' di gelatina e le lentine?".

"Certo Jeff!".

Dopo alcuni minuti, Jeff fu pronto per bere qualcosa con Lola...

Andarono dal Barhorse in una sorta di attico sconosciuto a tutti i visitatori con L'Empatico Cody e Il Vitalartista Joe Eastwood...

"Jeff assaggiamo il cocktail analcolico di timo e limone...?"

"Va bene..."

TIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIN-DIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIN...!

"LADIES AND GENTLEMEN!

Vi preghiamo di recarvi all'uscita...

La Fiera Del Bizzarrismo è terminata.

Vi aspettiamo al più presto all'angolo dei "Conigli Dalle Orecchie Umane" per lasciarvi un ricordacchio bizzarro e una "Lina di Carta"!

Tutto gratuitamente, come piace a voi!

Avete dieci minuti partendo da ora...

A mezzanotte, diciotto minuti e sei secondi chiudiamo...

Vi ringraziamo senza ringhiarvi per l'attenzione mostrataci!"

"Lola..."

"Jeff..."

I due nuovi bambini bizzarri erano felici, perché dovevano partire con i bizzarri...

Le loro famiglie lo erano altrettanto...

Perché sapevano che i Bizzarri possono tornare in un baleno nel mondo dei normaloidi...

Il contrario è un po' più difficoltoso...

"Lola posso venire con te?".

"Purtroppo...non è possibile Jeff...

Non te lo permetterebbero"...

Jeff sbiancò.

"Non posso diventare un bizzarro?".

"Tu lo sei...non lo sai...ma lo sei..."

"E perché non posso venire nel tuo mondo?"

"Te l'ho detto...perché purtroppo non credi ancora di essere un bizzarro..."

Jeff abbassò il capo cercando una soluzione.

Un gigante che passò di lì, chiese a Lola una cosa scrivendo su una lavagnetta:

"Lola, questo normaloide ti sta dando problemi?"

"No, no Slewe...tranquillo".

Jeff si alzò dal tavolino, invitò Lola ad alzarsi e l'abbracciò con tutta la tenerezza che non aveva mai mostrato a nessuno...

"Grazie di tutto Lola...torno al mio quotidiano ora...addio...".

Il ragazzo lasciò la ragazza sola sull'attico...

Andò dritto verso l'uscita...

Senza prendere né cartoline né souvenir...

Portando con sé solo una gioia infinita in un attimo finita...

Jeff arrivò a casa.

Doccia.

Letto.

Sfinito.

Frastornato dai pensieri che gli davano addosso...

TOK-TOK-TOK...

Jeff aveva immaginato chi fosse...

Ma non aveva il coraggio di aprire...

TOK-TOK-TOK...

"Jeff sono io, Lola!".

Jeff prese la vestaglia e scese giù di corsa...

Aprì la porta e fu Lola ad abbracciarlo prima del tempo...

"Che hai fatto Lola...hai lasciato il tuo fantastico mondo?

Perché, perché lo hai fatto!

Qui non c'è nulla di buono, regna l'indifferenza e le emozioni sono ormai morte!".

"Ci sei tu Jeff, mi basta questo..."

A Lola scappò un altro lungo abbraccio essendo invasa dalle forti emozioni...

Poi disse:

"E poi...molti bizzarri sono venuti ad abitare qui...

Siam sempre umani...

Siamo sopravvissuti..."

"Si ma..."

"Shhh...tu e i tuoi "ma"...

Io non potrei esistere senza di te...e tu senza di me..."

"Ne sono convinto...siamo fatti dalla stessa polvere cara...

Dalla stessa polvere..."

Normali e Bizzarri non furono mai così un tutt'uno.

Non furono mai così...

Dai loro mondi...lontani.

Fine.



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