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lavoro pubblicato venerdì 10 febbraio 2017
ultima lettura mercoledì 28 agosto 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

"17 Novelle Bizzarre + 1" (13° Novella)

di JohnMcDillan. Letto 325 volte. Dallo scaffale Fantasia

 "Una Specie Di Cidio..." [03:44 a. 10/08/2015](di John McDillan)Tutti rientrarono all'interno della Fiera e..."AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHHHH!!!!"Lo strillo di una donna gelò il sangue nelle vene ...

"Una Specie Di Cidio..."
[03:44 a. 10/08/2015]

(di John McDillan)

Tutti rientrarono all'interno della Fiera e...

"AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHHHH!!!!"

Lo strillo di una donna gelò il sangue nelle vene dei normaloidi e i pensieri strambi dei bizzarri...

Scena agghiacciante.

Un Bizzarro era in lacrime...

Era inginocchiato davanti ad un corpo immobile, coperto da un velo bianco, steso sopra dal medesimo bizzarroso angosciato.

"Chiamate la polizia!"

Disse un normaloide.

"NO!

No...

Lo ucciderete due volte questo poverino..."

E l'uomo bizzarro continuò a piangere...

"Ma cosa è successo, e soprattutto come è accaduta questa tragedia?"

"Il colpevole, l'omicida che ha compiuto questa specie di Cidio, si trova in mezzo a noi...

Tra Normaloidi & Bizzarri..."

"Chi giace sotto il lenzuolo, giovinotto?"

"U-un Bizzarro, come me..."

"Sarà mica quel Giullare ignobile sotto il lenzuolo?"

"No, ma ché, era il mio miglior nemicamico!"

Disse l'uomo bizzarrello in lacrime...

"Facci vedere chi è, suvvia, giovanotto!"

Disse un ultranovantenne normaloidizzato da ottantatré anni...

"Non posso...

Le sue ultime parole furono:

"Io, non esisto più..."

Lui non esiste...

È un Bizzarro qualsiasi..."

"Giovanotto, è grave quello che sta facendo!

Sta occultando un cadavere!"

"Allora ve lo faccio vedere..."

Tolse delicatamente il velo pietoso e...

"Ma lo conosco!

È quel Bizzarro che lesse quel tema del bambino "Bizzarrnaturalizzato...!

Peccato che mi stufò la sua lettura e non lo riuscii a seguire fino alla fine..."

Disse una signora per niente pre-occupata di mancar di rispetto agli amici del deceduto...

Il Bizzarro ferito urlò:

"CHI?

Chi oggi pomeriggio era allo stand di questo Nobil Bizzarro, e poi se ne andato?

DEVO DIRGLI DUE COSETTE..."

"Io c'ero, ma sono stato fino alla fine..."

Disse un bambino, che aveva in mano il tema che il Bizzarro aveva letto...

"Caro...Oh Caro!

Ecco un piccolo leale!

Di te mi ha parlato sai?

Ecco, questo è per te..."

Il Bizzarroso piangente si volta, e prende due cose...

Diede al bambino due sacchi enormi:

Uno stracolmo di diamanti, zaffiri, topazi, rubini, smeraldi e acquamarina.

L'altro zeppo di scandio, ittrio e dei quindici lantanidi...

"Oh, hay, haaaaay!

C'ero anch'io quando leggeva, quel...cos'era...tema di matematica!"

Disse un normaloide.

"Anch'io!"

"Io, c'ero io!"

"Io sono arrivato per primo!"

"Era di letteratura, il tema stupido, e c'ero prima io!"

"SILEEEEEEEEEENZIOOO!!!"

Il Bizzarro affranto fermò lo strazio penoso di quelle persone con il suo rugito...

"Voi, vi siete fatti avanti, perché avete visto il premio di chi si faceva avanti...

Ignobili!

Siete voi gli ignobili!

Vi ho sentiti, sapete?

Avete parlato male del mio amico Bizzarro deceduto durante tutta la giornata...

Vi leggo alcuni commenti sul suo stand e su ciò che vi ha proposto:

"Arnold Hood, chi è?".

Nessuno alzava la mano.

"Gli devo dare una pietra...a giudicar preziosa..."

Il Bizzarrollo alzò la sua mano e fece vedere alla folla una sorta di gemma intagliata a goccia di colore verde...

"IOOOO, sono io Arnold Hood!!!"

Vieni a prendere il tuo premio Arnold Hood...

Il normaloide si fece spazio tra la folla e prese la "gemma".

"Lurido!

Sei stato tu che hai detto che fra tutti i Bizzarri, il mio amico non serviva a nulla e poteva anche morire?"

"S-si...lo ammetto..."

"Bene...

Nel mondo dei Bizzarri c'è una sorta di Cidio devastante...

Ti colpisce ovunque sei...

Il "Parlarmalcidio"...

Ti logora, ti uccide ovunque tu sia...

La cosa affascinante, è che la vittima rimane ancora in vita...ma in realtà è stata uccisa con brutalità e violenza, e non lo sa".

La folla si bloccò.

Si gelò.

Si mortificò.

"Ti piace questa "gemma" che ti sei conquistato dicendo la verità, eh Arnold..."

Il Normaloide, gelato dal timore annuì nervotico.

"Peccato sia uno di quei pezzi di bottiglia limati dal mare...

Non ci farai un penny..."

Alché, tremante, Arnold gettò a terra il pezzetto di vetro...

Poi, dopo aver detto ciò, il "Bizzarro Male-detto" si rivolse alla folla:

"Per chi avesse il dubbio, sono il cadavere che vedete là a terra...

Con la differenza che quello è stato creato dal mio "Bizzarro Nemicamico" che lavora per hobby presso il Madame Tussaud...

A proposito, Eddy, sono in debito con te di una birra alla scamorza di foca prodotta nello stato del Bangladesh..."

Il Bizzarro continuò a dire:

"Ho inscenato ciò per farvi capire che la vostra maldicenza uccide...

Squarta l'anima...

Ma siete davvero così animali?

Vi piace parlare alle spalle delle persone?"

"Mi hai annoiato, te l'ho detto in faccia, ecco!"

Disse un normaloide...

"Spiegami una cosa:

Che differenza c'è fra una pugnalata alle spalle, e una a petto scoperto?"

Il normaloide si rimpicciolì quanto una pulce...

"Ora non parlerò in generale...

Ma parlerò a quelli che hanno parlato male di me...

Per i Bizzarri, avete commesso un reato grave...

Il "Parlarmalcidio" rischia di sbattervi nel "Carcere della Vergogna" per trent'anni...

Ma c'è una speranza...

C'è una speranza per uscire fuori da quest'impiccio...

E lo dovete scoprire voi...".

La folla colpevole aveva lo sguardo abbassato, e pentito disse:

"Non sappiamo, come uscirne...

Quel che possiamo fare ora è chiederti scusa...

Veramente..."

Il Bizzarro disse:

"Ben fatto, siete stati assolti...niente più "Carcere della Vergogna" per trent'anni...!

La folla che era colpevole non gioì perché non riuscivano a gioire dalla vergogna che avevano provato, ma rimase contenta, sollevata da quelle parole...

"Ora, miei cari normalozzi, godetevi il resto della Fiera.

Ho concluso, Vostro Onore!"

Tutti si sparpagliarono.

Il Mangiavetro, quando la folla scomparì del tutto, prese il pezzetto di vetro che Arnold gettò a terra, e se lo masticò per bene, dicendo:

"Lo avevo detto che i normaloidi masticano e sputano parole di vetro...

Lo avevo detto..."

Fine.



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