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lavoro pubblicato giovedì 9 febbraio 2017
ultima lettura giovedì 13 giugno 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

"17 Novelle Bizzarre + 1" (10° Novella)

di JohnMcDillan. Letto 259 volte. Dallo scaffale Fantasia

 "Il Sorriso Che Non Mi Hai Tolto..." [12:31 p. 31/01/2015](di John McDillan)La Fiera continuava.Era quasi l'ora dei "Fuochi di Sacrificio..."Uno spettacolo dedicato a tutti i presenti e assenti...Con questi fuochi d'artif...

"Il Sorriso Che Non Mi Hai Tolto..."
[12:31 p. 31/01/2015]

(di John McDillan)

La Fiera continuava.

Era quasi l'ora dei "Fuochi di Sacrificio..."

Uno spettacolo dedicato a tutti i presenti e assenti...

Con questi fuochi d'artificio bizzarri, si dava ai Bizzarristici la possibilità di sacrificare un po' del loro Tempo, per fargli ricordare tutti gli strani giorni in cui si ritenevano bizzarramente "Normaloidi"...

Poiché nessuno nasce Bizzarro.

Nessuno.

Nemmeno il primo che si è dimostrato tale lo è sempre stato.

Comunque, ritornando allo spettacolo pirotecnico, prima dei "Fuochi Di Sacrificio", per lanciare un segnale d'inizio, alcuni bizzarri si erano prefissati di far esplodere in cielo, in maniera insonora, una capsula di neve frizzante allo scopo di rinfrescare i presunti osservatori, un po' accaldati dalla forte affluenza di persone, con tutta la presenza dell'inverno.

Pertanto Cari Lettori, mentre loro stanno facendo i dovuti preparativi, vi voglio raccontare di un uomo il cui nome ne avrete sicuramente sentito parlare...

Sempre se avete letto questo libro in maniera cronologica, è ovvio...

Il suo nome è Séraphin McCold...

Nome angelico e cognome da brivido.

Già...

Quest'uomo era davvero un angelo...

Un marito e padre eccezionale.

Un bell'uomo premuroso e gentile.

E amava il brivido, essendo stato un pilota di rally.

Quindi era un uomo assai dinamico.

Era...

Infatti, il Tempo, le circostanze e i dispiaceri gli hann giocato un brutto scherzo.

Gli hanno precluso la gioia di vivere.

Ricordate che ha perfino rifiutato l'invito di Cody, quel Bambino Empatico, a essere felice per un po'?

Quest'uomo sapeva come raggirare il Tempo, con i suoi riflessi da pilota da rally...

Fatto attesta il mancato arresto del suo Tempo...

Che sia un Bizzarro?

Mah...

Parlando della casa McCold, inutile dire che la brutta tata chiamata "Tristezza" governava terribilmente su tutti i componenti della famiglia, cucinando angoscia per colazione, solitudine per pranzo e malinconia per cena, solo per rimanere più leggeri.

Quel pomeriggio, Londra era silenziosa.

Le strade erano vuote.

Tutte le persone si erano ammassate al di fuori della Fiera del Bizzarrismo, una Fiera piccola ma abnorme, che toccava il cuore dei partecipanti e degli osservatori.

La moglie di Séraphin era andata a fare una commissione in farmacia.

I bambini erano sopra, in soffitta, mostrando rispetto al padre rimanendo silenziosi e leggendo uno strano libro dal titolo rappresentato da un numero romano...

Comunque, il signor Séraphin McCold, nel suo disperato silenzio, notò un'ombra bizzarra avvicinarsi alla porta...

Séraphin si alzò per aprire credendo fosse la moglie...

Ma il Sig.McCold, rimase di stucco.

Gli si gelò il sangue nelle vene.

Aveva visto qualcuno o qualcosa che conosceva molto, molto bene...

La creatura, una sorta di ombra bianca, entrò silenziosa nella sua casa...

"Accomodati, siediti pure qui, davanti a me..."

Disse Séraphin indicandogli la sedia di fronte alla sua, in modo molto freddo e distaccato...

"Dunque dopo tempo sei venuta qui ad ascoltarmi, bene, ho due cosette da dirti..."

La sua Vita gli era seduta lì dinanzi, in carne ed ossa, pronta ad ascoltarlo pazientemente...

"Che ti salta in mente, eh?

Vuoi farmi impazzire?"

Disse il Sig.McCold alzandosi con veemenza dalla sedia, mettendo la sua mano dietro la sua nuca, e voltandole lo sguardo continuando il suo richiamo...

"Hai idea, cioè, hai IDEA di cosa mi stai facendo passare?"

La sua Vita, un essere incognita, anonima lo fissava.

Mostrava una forma umana ed una pelle bianca carta con tante penne che gli gironzolavano attorno...

"Chissà cosa gli scrivono addosso", direte voi.

Io lo so.

Quelle penne gli ruotano attorno come satelliti scrivendo ogni singolo momento di cosa stesse accadendo accadendo al Sig.Séraphin...

La Vita, essendo stata sgridata, abbassò lo sguardo, mortificata...

"E ferma queste penne!"

Séraphin ne prese una mentre scriveva qualcosa di notevole e la sbattè sul suo tavolo di legno, fermandola del tutto, impedendogli di tornare dalla sua padrona.

Tutte le penne quindi, smisero di scrivere...

"Ero felice sai, io ero una persona felice...

Avevo tutto...

Una moglie che mi amava, dei figli che mi ammiravano...

Avevo un gruzzoletto messo da parte per la vecchiaia..."

La Vita alzò lo sguardo e alzò l'indice, come se volesse rispondere...

"Abbassa questa mano, e sta a sentire, calunniatrice!"

Séraphin si appoggiò esausto sul tavolino...

"Perché...perché...PERCHÉ?"

Egli cominciò a piangere...

"Ero vivo, io ero vivo, e tu, TU!

Dove te ne sei andata...

Dove ti sei cacciata, rispondi!?"

La Vita prese una penna che si era fermata sul tavolo e scrisse una cosa sul suo braccio, mentre il Sig. McCold era distratto...

"Che stai facendo?"

Egli la interruppe mentre scriveva...

Poi Séraphin, intravede sul suo braccio una parola non conclusa:

"DEPRESSIO.."

"NE! Finisci di scrivere, complice del mio disastro!"

Lei era impaurita dalla reazione che avrebbe potuto avere "il suo affidato" alla vista di quella mezza parola scritta sulla sua pelle...

Ma, inaspettatamente, Séraphin si sedette di nuovo, di fronte a lei...

Prese con delicatezza la sua Vita per le mani...

E tremando, e abbassando i toni, gli cominciò a dire queste testuali parole:

"Amica mia, tu sei in me da quando sono nato...

Sei il dono più bello che mi abbiano fatto, lo giuro...

Ma ti prego, torna, torna da me...

Io ero una persona piena di Te...

Lo ricordi?

Lo annotasti sulla tua pelle tempo fa...

Lo leggo io da qui, leggilo anche tu, sulla tua fronte c'è scritto che "Pieno Di Vita" chiesi alla mia donna se voleva essere mia moglie...

"Pieno Di Vita" cominciai la mia carriera da pilota...

"Pieno Di Vita" amai con tutto me stesso i miei figli, i miei amici e il mio Dio...

Prendi questo specchio (disse prendendo uno specchio posto al di sopra di un piano d'appoggio), leggilo tu stesso..."

La Vita prese lo specchio che gli diede "il suo affidato" con timore, e lesse in mente tutto ciò che gli disse pocanzi il Sig. McCold...

Lei sapeva benissimo che Séraphin gli aveva detto la verità.

Ma volle leggere quelle parole su di sé, per rispettare la richiesta di constatare il tutto.

Alla fine, la Vita prese una penna e si disegnò una lacrima vicino al suo volto indefinibile...

Séraphin tornò a prendere le mani della sua Vita appoggiandole sul tavolo, stringendogliele più forte dall'emozione...

Lei riabbassò lo sguardo...

Il Sig. McCold riprese a parlare con calma, ma con la voce che gli tremava dicendo:

"Guardami in faccia ora..."

La Vita rialzò lo sguardo e lo guardò negli occhi...

"Ecco Il Sorriso Che Non Mi Hai Tolto...

Ecco questo ultimo mio sorriso...

Lo avevo nascosto per bene quando me li hai portati via tutti...

Ecco, lo dedico a te...

Ora mi serve un rifornimento di sorrisi, li ho finiti tutti, mia cara..."

Disse quelle parole con un piccolo sorriso affaticato...

La Vita singhiozzava dal pianto...

Un pianto forte e silenzioso, che non poteva esternare disegnando le sue lacrime, perché le sue mani le teneva ancora ben strette alle sue il suo ritrovato Séraphin...

"Caro, tutto bene?"

La moglie di Séraphin entrò nel salotto improvvisamente, e vide suo marito da solo, che fissava il vuoto con i pugni stretti appoggiati sul tavolo...

"Hey...

Come ti senti oggi...?

Stai tremando..."

Ella gli disse avvicinandosi, malinconicamente...

Poi lo abbracciò...

Ma il Sig. McCold continuava a fissare ciò che era davanti a lui, il vuoto...

Poi, d'un tratto, girò il suo sguardo verso sua moglie dicendole:

"Ti Amo..."

Sua moglie rimase sorpresa...

Colpita.

Poi sorrise e spalancò i suoi bei occhi increduli.

"Ti Amo, ti amo, amore io ti amo!"

Séraphin continuò a ripeterlo a più non posso, quasi come se avessi voluto recuperare le mancate occasioni...

Prese sua moglie in braccio con una forza che non si sentiva da anni.

I bimbi erano su in soffitta, e anche loro sentirono quelle sue belle parole, dedicate alla loro dolce madre...

Parole che non echeggiavano dalla sua bocca da tempo a loro avviso...

Il Sig. McCold si avviò di corsa all'uscio di casa e, aprendo la porta di casa, la richiuse con un piede avendo l'incredula moglie in braccio...

Fuori stranamente nevicava, sua moglie rideva con i suoi bei bambini che li osservavano dalla finestra felici...

Séraphin baciò sua moglie teneramente e disse:

"Avrò sempre un sorriso da parte, per te, Vita mia..."

E i "Fuochi di Sacrificio" cominciarono a colorare il grigio cielo di Londra...

Fine.



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