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lavoro pubblicato mercoledì 8 febbraio 2017
ultima lettura lunedì 17 giugno 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

TERZINE SQUINTERNATE

di jenagamuna. Letto 229 volte. Dallo scaffale Poesia

Due righe di spiegazione. La nuova terzina nasce rimando con il secondo verso della precedente, e via di seguito. Però, nel mio caso - non certo per quanto riguarda i poeti - senza alcun nesso logico o di contenuto fra le terzine stesse. Da qui l'effett

1036

Il cielo aveva un aspetto deforme,

quasi emulo del gobbo di Notre Dame.

Lasciava nella notte grottesche orme.

1037

Si rotolava allegro nel letame

felice come Pasqua è dire poco.

Diceva ch’era meglio del catrame.

1038

Vendeva ghiaccioli sull’Orinoco

e a volte anche ciabatte, le infradito.

Poi chiuse, c’era scritto: PER TRASLOCO.

1039

Gli piaceva dire “Resto basito”

perché gli dava un tono da accademico.

Al bar dicevan ch’era scimunito.

1040

Che ne sapeva lui del mondo alchemico

per quanto fosse un bravo muratore.

Però in materia su sempre polemico

1041

Di mestiere faceva il giocatore

però non si sapeva di che cosa.

Suo padre era al contrario un contatore.

1042

Nostalgico calzava ancor la uosa

persino a Ferragosto in riva al mare.

La sera aveva un’aria un po’ brodosa.

1043

Provò un impulso a gettarsi, a volare.

Il vuoto lo carpì come un artiglio,

la Morte non se lo lasciò scappare.

1044

Camminava con un fiero cipiglio

esibendo il suo membro lungo il Corso.

Un po’ come una madre con il figlio.

1045

Bevve alla fonte della vita un sorso,

provò un’ebrezza quasi da ubriaco.

Capì che il tempo suo era già trascorso.



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