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lavoro pubblicato martedì 7 febbraio 2017
ultima lettura giovedì 4 giugno 2020

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Conversione (parte 1)

di corsaro. Letto 358 volte. Dallo scaffale Generico

E' oramai un anno e mezzo che ho intrapreso questo cammino. Dapprima mi avvicinai, o meglio, mi riavvicinai dopo quasi trent'anni, alla figura di Gesù e alla Chiesa, così, semplicemente per puro caso. La morosa ci andava sempre, non se ne.....

E' oramai un anno e mezzo che ho intrapreso questo cammino. Dapprima mi avvicinai, o meglio, mi riavvicinai dopo quasi trent'anni, alla figura di Gesù e alla Chiesa, così, semplicemente per puro caso. La morosa ci andava sempre, non se ne perdeva una. Di messe intendo. E di manifestazioni, celebrazioni etc di carattere religioso. Io, manco a Natale; non ero il tipo. Decisamente. Un bel po indifferente e un altro po di me decisamente contrario. Dopo una vita dissoluta e certamente non vissuta cristianamente, con una struttura di carattere tipicamente anarcoide, e lo affermo senza peraltro rinnegare nessuno dei miei valori e principi. Di allora e di oggi. Nessuna contraddizione. Tantomeno caratteriale. Della coerenza me non sempre altamente sbattuto. Ma quando c'è qualcosa di nuovo da conoscere, scoprire o riscoprire, allora, in quel caso non mi son mai tirato indietro. Non so nè come nè perchè; la morosa mi ha solo chiesto "Vieni?" ed io "Perchè no?". Al limite mi sarei annoiato o non ci sarei più tornato per altri trent'anni. Invece.

A questo punto andrebbe presentato (ostentato) il mio curriculum, il mio certificatola mia carta d'identità che testimonia il mio passato e la mia carriera non propriamente ecclesiastica; come ogni figliol prodigo che si rispetti. Se no, che conversione sarebbe ? Dunque: donne, centri sociali, casini allo stadio, casini per la politica, casini per le donne, gioco d'azzardo come se piovesse, ancora donne, fior di prostitute comprese, ovvio, rosari di bestemmie, ideali e principi non propriamente religiosi, già detto ma vale decisamente la pena sottolinearlo, una laurea in una facoltà non proprio affine all'insegnamento cattolico (anima e mente, quasi mai andate d'accordo). Se metti tutte queste cose, e molte molte altre, e le mescoli con un carattere di merda, casinista, rivoluzionario, un po da secchione ribelle e incazzato hai fatto il tuo profilo del corsaro. Eppure.

Mi piacque, quella prima volta dopo tanti anni che tornai a messa. Non solo non mi annoiai, mi piacque. Non è che ne fui entusiasta ma non mi dispiacque affatto. Non si può certo dire che fu un colpo di fulmine, amore a prima vista, dopo secoli e secoli, sulla via di Damasco. Ma ci tornai. Volli tornarci io. E poi ancora. E ancora.

E ogni volta andare a messa con un entusiasmo diverso e più forte. E mille domande che mi venivano spontanee dopo ogni messa. Belle domande. Le ponevo a me stesso e le ponevo alla morosa.E lei, pazientemente mi rispondeva riscoprendo,a sua volta, dentro di se, un rinnovato vigore ed entusiasmo verso la Parola. Le parole sono importanti, sempre detto. Altrochè i fatti. E la Parola di Gesù.

Ma non fu una cosa repentina, nente affatto. Non fu un colpo di fulmine. Questo è stato il bello. Un po come la storia d'amore con la mai fidanzata fu un cammino lungo, lento, impervio, fatto sì di autostrade ma anche e, soprattutto, di sentieri difficili e improbabili.

Andammo ad Assisi. E mi confessai.



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