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lavoro pubblicato martedì 7 febbraio 2017
ultima lettura mercoledì 19 giugno 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Project Poron - 00000111

di Momy93. Letto 353 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Com'era possibile non ricordare com'era fatta Monsano? Io ci avevo vissuto per più di vent'anni, e loro erano qui da due settimane.Più cercavo di ricordarmi le ambientazioni di tutto quello che avevo vissuto finora, e più scompariv...

Com'era possibile non ricordare com'era fatta Monsano?
Io ci avevo vissuto per più di vent'anni, e loro erano qui da due settimane.
Più cercavo di ricordarmi le ambientazioni di tutto quello che avevo vissuto finora, e più scomparivano dalla mia mente.
In alcuni casi riuscivo a ricordare quello che avevo fatto, ma non riuscivo ad inserirlo in un contesto spaziale.
"Porca puttana, che cazzo sta succedendo ancora?"
"Non lo so, è successo così all'improvviso. Prima ancora di cercare Monsano su Google Maps, Io e Gabriel stavamo pensando a dove fare rifornimento prima di partire, ma non riuscivamo più a concentrarci sui luoghi in cui avevamo girato finora. Eppure avevamo già fatto rifornimento più volte. Avevamo combattuto i Kanja, fatto la spesa...ma non riuscivamo a focalizzarci sui luoghi di tutti questi eventi."
"Aspetta, rifornimento per andare dove?"
"Sai com'è, mentre tu dormivi, noi ci siamo dati da fare. Fermo Assan, non aprire la finestra! Ti consiglio vivamente di non farlo. Anzi è meglio tirare le tende."
"Perché non posso guardare?"
"Prima Gabriel ha provato ad uscire fuori, ed è svenuto alla porta, ancora prima di mettere piede fuori."
"Ha detto che si prova una sensazione di vuoto pazzesca, che ti intrippa il cervello. Quindi per ora siamo bloccati dentro"
Però a ripensandoci mi resi conto di non aver dimenticato tutto.
Ricordavo benissimo com'era fatta casa mia. Mi ricordo anche della sera in cui avevo incontrato i ragazzi.
C'erano alcune cose che non erano vaghe nella mia ente, anzi erano ben definite.
"Hai ragione Assan, anch'io mi ricordo bene di alcune cose. Mi ricordo di casa tua...e...e mi ricordo di quando siamo andati al negozio."
"Si, avete ragione, anche per me e mio fratello è così. Ci sono alcune situazioni che sono ancora ben definite nella nostra mente.
Il Momento in cui ci siamo incontrati tutti, la macchina di Assan e casa usa. Il negozio in cui siamo andati il giorno dopo. L'ospedale in cui sei stato ricoverato e il carcere da cui ti abbiamo liberato. E per finire il Dirty Kebby.
Se ci pensate sono tutte le situazioni che ci hanno portati a dove siamo adesso."
Non sapevo che dire. Arrivati a quel punto avevo capito che era inutile riflettere, perché nell'ora successiva, tutto sarebbe stato di nuovo messo in discussione.
A quel punto salirono su anche Ahmed e Gabriel.
"Ah bene ragazzi, siete tutti qui? Allora andiamo da Eleonora e Matteo, che hanno finito i preparativi"
Non ci avevo pensato, ma finora non avevo ancora visto quei due.
"Come?...quali preparativi?"
"Ma Tullio, non gli hai spiegato tutto questa mattina?"
"No, perché tu ci hai interrotti!"
"Aaaah, fai tanto il saputello e poi fai le cose fatte male. L'ho detto io che era meglio se lasciavi parlare tuo fratello."
"Stai calmo, adesso gli spiego"
Dopo l'incidente al negozio di vestiti, andarono a vivere con Assan, Eleonora e Matteo al Dirty Kebby.
Oltre a farli lavorare nel locale, li sottopose a degli allenamenti, per imparare a controllare al meglio i loro poteri, e migliorarli.
A quanto pare Ahmed aveva già insegnato ad Eleonora e Matteo come usare i loro poteri, in precedenza.
Infatti quando gli altri arrivarono al locale, loro sapevano già come camuffarlo in qualcos'altro.
Tre giorni fa però, disse di dover portare i due da qualche parte per fare un allenamento speciale ed importante.
Dal allora non si seppe più niente di loro fino ad oggi.
"Noi invece ci siamo allenati a...nel.....scusa Gabry, dov'è che ci siamo allenati."
"Non ti ricordi? Andavamo al coso dai...ehm...adesso mi sfugge"
"Ha ragione, neanch'io riesco a ricordarmi" aggiunse Jhora.
"Ahmed, dov'è che ci avevi portato a fare l'allenamento?" continuò.
"Boooh, anch'io ho le idee un po' confuse"
Tanto per cambiare tutto era appena stato rimesso in discussione.
"È strano...credevo avessimo dimenticato tutto, eccetto gli eventi importanti che ci hanno portati fin qui...e l'utilizzo dei nostri poteri, è stato più che fondament......anzi aspetta, qualcuno di voi si ricorda almeno cosa abbiamo fatto?"
"Hai ragione Cesare, non riesco a ricordare cosa abbiamo fatto. Cioè si, so che abbiamo...abbiamo...oh merda!"
"È vero...eppure sono scura che ci siamo allenati, perché abbiamo acquisito una maggiore padronanza dei nostri poteri."
Tante cose erano confuse, ma un certezza era lampate: Ahmed sapeva tutto di quello che stava succedendo.
La cosa mi faceva particolarmente incazzare. Noi subivamo inerti tutto quello che succedeva, e lui non accingeva a spiegarci qualcosa.
"Ahmed...perché ci fai questo?"
"Faccio cosa?"
"Perché...ci fai...questo?"
"Sul serio, cosa?"
"Smettila con questa farsa cazzo!!! Perché continui a mentirci???? Qui sta succedendo un casino e siamo tutti nella merda, e tu fai finta di niente!!! Dicci come stanno le cose!"
"Ti sbagli, ti assicuro che non vi sto nascondendo niente"
"Smettila con queste cazzate!!!"
"Datti una calmata Assan"
"No cazzo! Non capisci Tullio, il mio cervello sta per andare in frantumi per tutto quello che sta succedendo! Lui è sicuramente coinvolto e fa finta niente cazzo! Ma ci prende per stupidi?? E voi non dite niente?"
"Cosa ti prende all'improvviso Assan?" Mi chiese Gabriel.
"Cosa prede a me??? Cosa prende a tutti voi cazzo!!! Vi sta bene andare avanti così, come se niente fosse? Beh a me invece non va! Voglio che mi dici che cazzo sta succedendo! Anzi, riporta tutto alla normalità e basta!"
"Smettila di fare il coglione Assan! Che cazzo credi di essere l'unico qui che sta soffrendo??? Ma cosa vuoi saperne tu di cosa proviamo noi, sei hai dormito come una femminuccia per tutto questo tempo! Cose ne sai di cosa abbiamo passato io, Gabriel e Jhora in queste due settimane??? Quindi non fare come se fossi tu l'unica vittima! Credi che noi ci siamo pianti addosso? No, ci siamo rimboccati le maniche per mettere fine a tutto questo. È inutile rimanere qui a farci domande, non è semplicemente ponendole che troveremo la riposta a tutto questo.
Non puoi negarlo, in cuor tuo sai che tutto questo deve succedere. Lo hai sentito non è vero? Tutti noi lo abbiamo sentito. Ogni cosa che succede è come già definita. È come se tutto dipendesse da una volontà superiore alla nostra. Un copione già scritto, del quale ci sfugge ancora il quadro completo.
Ora, vuoi startene in disparte e guardare o vuoi prendere attivamente parte all'opera?"
"...Scusate, vado un attimo fuori..."
"Idiota...non puoi uscire fuori. Ricordi, nulla assoluto? Oblio?" mi ricordò Tullio.
Andai quindi nella stanza accanto.
"Grazie Tullio"
"Non ringraziarmi idiota, non l'ho fatto per te. È come se...cioè, ho sentito come di dovergli fare questo rimprovero un po' sproporzionato proprio adesso.
Per lo stesso motivo per cui riusciamo ad accettare tutto quello che sta succedendo. Perché per Assan è così difficile? Perché per lui è più difficile da sopportare?"
"Voi non potete nemmeno immaginare cosa ha passato. Nemmeno lui sa cosa ha passato."
"E scommetto che non sei intenzionato a dircelo vero?" gli chiese Jhora.
"Nonostante io abbia affinato i miei poteri, non riesco ancora a leggere nella tua mente. Perché non vuoi che veda cosa c'è dentro i tuoi pensieri e ricordi? Noi ci fidiamo di te, perché sappiamo che è la cosa giusta da fare, ma anche tu devi fare uno sforzo da parte tua." Continuò.
"Cavolo, dobbiamo andare di là! Quei due non possono resistere a lungo!"
"Lascialo perdere Jhora, ci abbiamo già provato mille volte, non ti dirà niente."
Tullio e Gabriel uscirono dalla stanza per venire in quella accanto dove ero io.
"Aspetta Jhora...sei sicura di voler aspettare ancora a lungo per dirglielo?"
"Dire cosa a chi?" Chiese ad Ahmed
"In un mondo dove tutto viene messo continuamente in discussione, io non aspetterei così tanto a dirgli cosa provi per lui"
"Se sai che cosa provo per lui, e se è vero che sei coinvolto in qualche modo in tutto questo, dovresti sapere perché non posso dirgli cosa provo per lui."
"Non so a cosa ti riferisci, ma non credo ci sia niente di male a lasciarsi andare a l'amore più sincero."
"Dimmi una cosa, è possibile che io possa vedere il futuro?"
"Credo che tu possa vedere quello che dentro l'animo delle persone, ma quello che c'è dentro di lui va decisamente oltre qualsiasi concetto temporale."
"Oh Ahmed, Ma che cazzo gli hai fatto??" Tullio era tornato indietro sconvolto dopo quello che aveva visto nell'altra stanza.
"Cavoli hai ragione, andiamo!"
Ci raggiunsero, e ci trovammo tutti davanti allo stesso spettacolo.
"Oh mio dio, che cavolo hai fatto questa volta" commentò Jhora.
Non appena si oltrepassava la porta, si entrava in uno spazio scuro ed infinito, senza confini.
Sembrava di essere nello spazio appunto, ma senza le stelle.
In mezzo alla stanza, fermi per aria, c'erano due paia di bulbi oculari.
"Tadaaann! Vi presento, Eleonora e Matteo!" Esclamò Ahmed.
"Non vorrei dire, ma...non manca tipo...tutto il resto del loro corpo????" chiese incredulo Tullio.
"Jhora, devi toccarli e trasmettere agli altri tutto quello che ti invieranno"
"Wo wo non così infetta! almeno questa volta dacci una minima spiegazione" lo interruppe Tullio.
"Non c'è tempo, ci sta aspettando di là. Vi spiegherò tutto quando sarete arrivati...dai Jhora comincia"
"Aspetta Ahmed, devo trasmettere anche a te?"
"Io sono già di là, sbrigati!"
Jhora tocco quei bulbi senza il minimo ribrezzo, ed iniziò a concentrarsi.
La stanza iniziò ad accartocciarsi su se stessa, il nulla stava scomparendo nel nulla insieme a tutti noi.
Non riuscivamo più ad indentificare nemmeno i nostri stessi corpi.
Ad un certo punto l'ambiente circostante iniziò a comparite piano piano, e con esso anche i corpi attorno alle due paia di occhi.
"Aiaaa cazzo!"
"Oh mio dio scusatemi, è stato Ahmed a dirmi di..."
Non eravamo più nella stanza, ma in una piccola piazza.
Di fronte a noi un grande edificio antico. Sul suo lato destro una grande entrata ad arco con un grande orologio e una piccola campana sulla sua sommità. Ma non era il campanile della chiesa, bensì l'entrata del cortile di un municipio.
Sul lato sinistro invece c'era una piccola porta con sopra una tenda da sole bianca con una scritta nera a caratteri maiuscoli "PANIFICIO".
Alle nostre spalle un piccolo parchetto, con al centro un
a fontana.
Era recintato dato la piazza si trovava su una collina, e all'orizzonte si potevano scorgere le altre colline circostanti.
C'erano un paio di macchine parcheggiate, ma a parte noi, non sembrava esserci nessun altro fuori.
Iniziammo a guardarci tutti intorno, increduli per quello che era appena successo.
A parte Ahmed, che iniziò ad andare verso il panificio.
"Ah eccoti qua Michela! Almeno sta volta sei puntuale!"
Non ce n'eravamo accorti, ma su una panchina accanto al panificio, c'era un piccolo zaino nero e un gatto seduto. Si, era seduto come si siedono le persone.
Era un gatto tartarugato bianco, rosso e nero con al collo un piccolo fiocco rosso con un campanellino dello stesso colore.
Scese giù ed avvenne l'inimmaginabile, iniziò a trasformarsi. Pareva di essere in un episodio di Sailor Moon.
Cresceva sempre di più ed assumeva sempre di più sembianze umane.
Alla fine apparve una donna, bassa, magra con i capelli neri e ricci.
"Quante volte te lo devo dire?! il mio nome è Elizabeth!"
"E io quante volte te lo devo dire che le persone normali non vanno in giro nude??"
Già, era tutta nuda con al collo solo il suo fiocco rosso, ma ciò non sembrava provocarle alcun disagio.
"La natura ci ha dato la nostra pelle come abito della nostra anima. Perché dovrei opprimermi con gli strumenti della prigione che tu chiami normalità?"
"Ti prego non ricominciare, vestiti prima che arrivi qualcuno! L'ultima volta c'è mancato poco!"
"Tranquillo, ho i vestiti nello zaino come sempre, adesso mi vesto." E così fece.
Nonostante fossimo a maggioranza maschi, alla vista di quella donna nuda, eravamo più terrorizzati che altro.
"Allora? Quale di loro è l'eroe? Il biondo?"
"Ancora??? Quante volte te le devo dire? È Assan, quello con i capelli neri! È sempre lui"
"Ma siiii, che differenza fa? dopo tutto ognuno di noi nel suo piccolo è un eroe...no?"
"Ok, lascia perdere, non...non voglio più discutere con te."
Ahmed si rivolse quindi verso di noi.
"Bene ragazzi, la prima fase è finita! Ciò significa che è tempo della seconda parte, e di doverose spiegazioni e riposo.
Per prima cosa, Benvenuti nella vera Monsano, in provincia di Ancona!

J@Alpha:/$ Errore: base dati processo corrotta. Riavviare il processo? Si(S) No(N)
J@Alpha:/$ N



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