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lavoro pubblicato lunedì 6 febbraio 2017
ultima lettura sabato 20 aprile 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

4

di AnneX. Letto 485 volte. Dallo scaffale Teatro

Dialogo sui massimi sistemi tra l'impersonificazione di una tomba e un'amica.Pippa AmataVirginia Scena spoglia, sedute attorno ad un tavolino quadrato...

Dialogo sui massimi sistemi tra l'impersonificazione di una tomba e un'amica.

Pippa Amata
Virginia

Scena spoglia, sedute attorno ad un tavolino quadrato, sul tavolino un tappo a corona.

Pippa: (Mordicchiando una matita) La mia vita è un pendolo che oscilla tra un ciclo ermeneutico e un ciclo mestruale, fendendo una densa atmosfera di tensione sessuale insoddisfatta. (Pausa) Che gioia mordicchiare la matita sognando di leccarne il legno, dalla grafite all'estremità vergine. (Pausa) Meglio troppo presto che mai, Samuele lo sapeva. (Pausa) L'ironia di questo costante agonizzare alla ricerca di gloria, di soddisfazione, un attimo di divertimento, poi di nuovo il nulla. Il desiderio di costruire. Tutta la vita a remare contro la corrente del tempo, come dei disperati salmoni. (Pausa) Tutta la vita trascorsa nel disperato tentativo di costruire un castello di sabbia che testimoni la nostra vanità quando le nostre fibre avranno concluso il loro graduale implacabile processo di decomposizione. La fine è già nell'inizio. Resterà qualcosa di me?

Virginia: Un fiore ravanato fuori da un secchione, a tua eterna memoria.

Pippa: Dici?

Virginia: Dico.

Pippa: (Posando la matita) Come lo sai?

Virginia: Il tappo lo dice.

Pippa: Ah! Il tappo! Sacro oracolo del Tempo Perso.

Virginia: Lui non mente. Non più del mondo intero almeno.

Pippa: Sei sicura?

Virginia: Si è mai sicuri di qualcosa?

Pippa: Possibile.

Virginia: Tutto è certo come un'infinita manciata di possibilità. Il tappo non mente più di te, Amata Pippa; non mente più di te che hai conosciuto i segreti del mondo ultraterreno.

Pippa: Io ment0?

Virginia: Non più del tappo.

Pippa: Io ho conosciuto il mondo ultraterreno?

Virginia: Non più del tappo.

Pippa: Io ho conosciuto mai qualcosa?

Virginia: Non più del tappo.

Pippa: Tutto si nasconde in se stesso, privando il resto della possibilità di un romantico randez-vous come fosse una fanciulla troppo pudica, e a se stesso basta. Ci si specchia nelle finestre e si parla dei propri drammi all'immagine riflessa, soddisfatti della calda comprensione di questo tragicomico circolo chiuso.

Virginia: Tutto gira, il mondo gira, la conoscenza gira. Tutto gira su se stesso.

Pippa: Ciascuno nella propria orbita, senza mai avvicinarsi troppo.

Virginia: Altrimenti ci si ingloba.

Pippa: E se ci si ingloba?

Virginia: Si diventa trottole.

Pippa: Io sono una trottola?

Virginia: Lo sei stata. Hai girato vosticosamente sul puntino dei tuoi piedi che rappresentava il tuo fulcro sul mondo, tentando disperatamente di affermare il tuo ritmo sulla frequenza del pianeta. Tuttavia sei stata inglobata dal movimento terrestre e pian piano la tua velocità è diminuita: il tuo ossessivo vorticare ne ha risentito, e sei caduta a terra, abbandonata al moto rotativo globale. (Pausa) Perdendo l'unico movimento che ti era concesso sei entrata a far parte del resto, ma a quale prezzo! (Pausa) Io giro ancora sulle mie gambe.

Pippa: Se ora sono nel tutto, se ne faccio parte, ho infinite possibilità.

Virginia: Infinite.

Pippa: E cosa posso fare?

Virginia: Nulla, sei morta.

Pippa: Più di tutto il resto?

Virginia: Dovresti chiederlo al tappo.

Pippa: Ah! Il tappo! Il tappo è più morto di me!

Virginia: Possibile.

Pippa: Cosa vuol dire se cade a pancia in su?

Virginia: Significa si.

Pippa: Valeva anche per me?

Virginia tira il tappo che cade a pancia in su.

Pippa: Ah, incredibile! Proprio come un salmone! Quando ti ritrovi a pancia all'aria significa si. Significa si, sei morto. Significa si: ora fai parte del divertentissimo Club del Tutto, in cui hai infinite possibilità ma nessuna consistenza per poterne godere.

Virginia: E' questa la cosa divertente.

Pippa: Cosa?

Virginia: La cosa divertente di tutto il gioco.

Pippa: Quale gioco?

Virginia: Il monopoli dell'oca che gira su se stessa come una trottola in attesa di cadere esanime rompendosi l'osso del collo.

Pippa: Anche l'oca ha infinite possibilità dopo?

Virginia: Infinite possibilità di cottura.

Pippa: Avrei dovuto scrivere testamento.

Virginia prende la matita e si prepara a scrivere sul tavolo quello che Pippa sta per dettare.

Pippa: Io Amata Pippa desidero essere cucinata in un saporito soffritto di sedano e carote, tagliata fina, servita su un piatto d'argento. (Con aria solenne) Questo è il mio corpo, mangiatene in memoria di me.

Virginia: (Interrompendo la stesura del testamento, ma continuando a tenere la matita in mano come per riprendere a scrivere.) Non si può.

Pippa: Perché non si può?

Virginia: Il monopoli non ammette pause pranzo, e nessuno ha fame. Inoltre, il soffritto resta sullo stomaco.

Pippa: Allora fate di me affettato per panini.

Virginia: Se si mangia mentre si gira su se stessi, si finisce per vomitare.

Pippa: Cielo no, no! Non potrei accettare l'idea di essere vomitata.

Virginia: In fondo non sarebbe altro che uno sciocco déjà-vu.

Pippa: A nessuno fa piacere venir vomitato, per questo si gira e non si mangia, per rispetto verso il pasto. (Pausa) E per questo ci si guarda bene dal lasciar disposizioni testamentarie riguardo come si desidera essere cucinati.

Buio.



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