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lavoro pubblicato domenica 5 febbraio 2017
ultima lettura domenica 18 ottobre 2020

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INTERVISTA ESCLUSIVA A MARINO E SANDRO SEVERINI DEI GANG A CURA DI JANKADJSTRUMMER

di jankadjstrummer. Letto 421 volte. Dallo scaffale Generico

INTERVISTA ESCLUSIVA A MARINO E SANDRO SEVERINI DEI GANG A CURA DI JANKADJSTRUMMER "1° PARTE"


INTERVISTA ESCLUSIVA A MARINO E SANDRO SEVERINI DEI GANG A CURA DI JANKADJSTRUMMER "1° PARTE" <img style="border: 0px currentColor; border-image: none; float: left" src="http://www.friendsofpoplar.it/images/stories/inevidenza.png" border="0" alt="articolo in evidenza" title="articolo in evidenza" />

L’incontro con i Fratelli Severini è quanto di più appagante potessi immaginare, Marino è un fiume in piena bastano poche battute e si lascia andare a parlare di rock, di politica, cultura popolare ma anche di filosofia, arte e di economia globale, un autentico concentrato di cultura e di conoscenza. Marino ha tante cose da dire e lo fa con estrema semplicità ma con la lucidità di chi ha combattuto nella sua vita tante battaglie e ne va orgoglioso. L’intervista per questo motivo sarà pubblicata in due parti in modo da poter meglio approfondire il “Gang-pensiero”:

I Gang, band storica del rock italiano nata all’inizio degli anni 80, con 10 album all’attivo, eredi italiani delle sonorità del periodo punk londinese, sono nati dal progetto dei fratelli Severini, Marino e Sandro, nativi di Filottrano in provincia di Ancona. Da sempre politicamente e socialmente molto attivi e impegnati, sono una delle più note band militanti nel panorama musicale italiano e disponibili in svariate situazioni a mettere la loro musica al servizio di ideali e progetti con un unico grande filo conduttore: i diritti umani e la solidarietà.
Durante il loro percorso il rapporto con l’arte e la musica si è modificato rispetto all’idea originaria, sviluppando così nel tempo la metafora e il linguaggio profetico come antidoto alla perdita della memoria individuale e collettiva: uno dei mali della società italiana contemporanea. Il progetto è quindi quello di fondere il rock con la tradizione popolare, nel senso di dare una vera identità culturale alla propria musica, che vuole essere, in mezzo alla lotta delle contraddizioni, un punto di riferimento e uno strumento di aggregazione, un genere più folk, o meglio combat folk.

Jankadjstrummer : Partiamo dagli albori, siete nati come gruppo punk ma vi siete liberati molto presto o forse non lo avete mai assorbito il lato nichilista del fenomeno, quindi niente esteriorità, niente violenza stupida ma voglia di incanalare la rabbia di tanti giovani verso un percorso di lotta capace di riconquistare tanti spazi vitali e far valere i propri diritti, una idea di punk diversa forse mutuata dalle lotte delle minoranze etniche presenti nella Londra fine anni ’70 tanto presenti nel suono e nelle liriche dei Clash, in questo contesto come era vista la provincia da due giovani musicisti? Era un azzardo esportare in Italia questi fermenti? Tutto sommato il terrorismo e la disillusione aveva messo in crisi sia il movimento studentesco che quello operaio…

Marino Severini: …Alla Fine degli anni 70 ci siamo trovati, sia io che Sandro , in mezzo ad una palude, dopo tanto correre ci sembrava essere, veramente, arrivati alla fine della Corsa, l'ultima stazione, la fine di un Sogno e di un assalto al Cielo. Era la sconfitta e con essa il disorientamento, la sfiducia , la paura che ci circondavano. Nell'estate del 1979 facemmo un viaggio a Londra e li “sul campo “ ci accorgemmo che il movimento Punk non era quello che veniva descritto e raccontato anche sui quotidiani del Movimento...ma era tutta un'altra Storia! Poi il concerto dei Clash a Bologna il 1 giugno del 1980 il Giorno dei giorni, fu una vera e propria illuminazione. Per noi non fu la “ solita“ scoperta ma la risposta nel vento alla solita domanda :“ Che fare ? “. Quello che stavano facendo i Clash, potevamo farlo anche noi, è stata quella la lezione più contagiosa, l'esempio da seguire, la Chiamata! Quel concerto fu quella “ cosa “ che stavamo aspettando e che fino a quel giorno non sapevamo ancora cosa fosse....Si poteva ricominciare a stare in mezzo alla mischia , a ritrovare aggregazione e appartenenza non piu' attorno ai fuochi della politica ma a quelli della Musica o meglio del rinato Rock'n'Roll !!, l'espressione più importante della Cultura popolare del 900.

Il nostro essere “provinciali “ fece allora la differenza perche'quel giorno del 1 giugno del 1980 avemmo la visione e provammo la sensazione precisa ( per la coscienza dovemmo aspettare ) che la crepa c'era , ed era stata fatta da Strummer e dalla sua Banda. Per dirla tutta sia Michele Serra sulle pagine dell'Unita', sia i Raff Punk su un volantino in cui scrivevano “Crass not Clash “ criticarono aspramente, da posizioni completamente opposte, la “calata “ dei Clash in Italia. E le loro posizioni non erano altro che la rappresentazione di un'egemonia culturale e politica dalle mille teste che avevano “amministrato” il Movimento sia operaio che giovanile e che lo aveva portato comunque alla sconfitta, alla fine di quella stagione. Finalmente per noi si apri' quella crepa e da li' decidemmo di passare, per trovare una nuova possibilita' di partecipazione e protagonismo, liberi e liberati da quella egemonia della “sinistra“ tutta italiana. La rivolta che si annunciava e che bisognava portare anche in Italia era quella dello STILE ! La strada e le sue subculture , gli Ultimi che diventano i primi. Infatti gli ultimi avevano reagito per primi al Nuovo Modello Occidentale imposto da Thatcher - Reagan. La finanza che vinceva sull'industria, il fare i soldi con i soldi. Il “punk “ reagi' senza mediazione, proclamando culturalmente uno scontro frontale….. E fu cosi' che rinacque anche il Rock'n'Roll che da anni era agonizzante e ostaggio delle regole della spettacolarizzazione e del profitto. Da troppo tempo era stato messo in gabbia dalle leggi del Mercato….

2) Jankadjstrummer : i Gang non hanno mai fatto mistero che il faro, la loro fonte di ispirazione era il “combat rock” dei Clash, anche la scelta dei testi in inglese e la struttura dei brani seguivano quel clichè, cosa trovavate di dirompente in Joe Strummer e soci e perché ne eravate affascinati? Pensate sia ancora attuale il loro modo di scrivere il rock?

Per rispondere come si deve a questa domanda io direi di affrontare l'argomento come si dovrebbe. Bisogna , per prima cosa, tenere conto della nostra collocazione nel Tempo. E il tempo che è passato da “i Clash “ ci permette oggi di vedere da lontano , di avere una panoramica ampia, tanto ampia da riuscire a portare “ i Clash” fuori dal Tempo. I Clash o meglio la loro opera appartiene al Mito, con loro rinasce la Canzone, quella canzone che Canta , che narra il Mito ! Per circostanze storiche se volessimo trovare delle affinita' o delle analogie dovremmo tornare ai tempi di Woody Guhtrie quindi all'inizio di quella canzone Popolare che trova un nuovo protagonismo nella narrazione del Mito. I Clash come Guthrie sono dei Cantori.

Prima di questa forma canzone di Guthrie, a narrare il Mito erano stati altri linguaggi ed altre culture a farlo, il Teatro , il Cinema , Il Romanzo , la Musica Classica.....poi ci fu la Canzone, quella popolare, intesa come “popular “ perche' la traduzione italiana di “popolare “ non rende giustizia e chiarezza all immaginario proprio della cultura anglosassone. Il Mito che questa canzone canta e narra e ' L'UNITA' ! Proprio per questo la stessa canzone riesce come una radice a dar vita ad un'espansione culturale tanto grande che è il Rock'n'roll ! Il Grande Albero della Vita !

Il Rock'n'Roll inteso come l'ultima grande stagione dell'Umanesimo… perche' l'Umanesimo che è radice della nostra cultura italiana, non è unica ma è frutto dell'incontro di tante culture diverse. E’ un sincretismo che viene creato dal bisogno di utilita' e cio' che è utile è sempre una nuova appartenenza, grazie alla quale si trova forza e sogno per dare nuovamente l'Assalto al Cielo: la Liberta'. Quindi se il Rock'n'Roll ' è la stagione di un Nuovo Umanesimo ed è l’espressione piu' alta della Cultura Popolare del 900 ecco allora che la stessa cultura, durante la stagione del Rock'n'roll , riacquista e riafferma la sua caratteristica piu' importante , la sua unicita' , la sua essenza: l'Eternita'. La cultura popolare non è universale , non va bene a tutti e a tutti non è utile ma solo a chi è ultimo, a chi viene respinto , viene spinto ai margini, sfruttato , umiliato, sconfitto. Torna cosi' con questa cultura un protagonismo che è quello del Bandito , del Fuorilegge , a cui anche Dylan in John Wesley Harding riconosce il ruolo di Profeta !

Fuorilegge inteso come colui che viola le leggi per affermarne il principio. E il principio dei principi quello su cui tutte le leggi e tutte le religioni si basano è semplicemente “ non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te “.

In questo contesto va inserita la “ Canzone “ dei Clash ! E non va assolutamente ristretta o immeserita o ridimensionata dentro delle “gabbie “ tipo combat rock o punk o cose del genere utili solo ai commessi dei negozi di dischi o a riviste musicali brave a mettere nelle riserve il grande Spirito Guida del Rock. I Clash inoltre riuscirono con la loro opera a dare vita ad una nuova stagione della canzone che ci siamo detti, quella umanista e popolare , quindi resuscitarono il rock'n'roll, addirittura sincretizzando gli stili della Strada , unendoli e con la forza dell'Unita' detta anche Scena riuscirono ad abbattere con essi le mura d'Occidente, e li riversarono verso il Villaggio Globale. Il disco “ Sandinista” resta l'opera principale, la sintesi riuscita di tutto il lavoro artistico, culturale e politico dei Clash.

Il discorso è molto lungo e non penso sia questa la sede giusta, ma come per Guthrie anche per i Clash ritengo sia ora che venga resa giustizia al loro lavoro. Tanto per dire , ritengo giusto che a narrare Strummer sia Scorsese e non Julien Temple, perche' c’è tutta un'altra regia del narrare...e Strummer per primo se lo merita una visione piu' ampia dove il tutto è nell'attimo e l'attimo nell'Eternita'….. Come è giusto ormai che a raccontare il Rock si torni con un atteggiamento meno superficiale da parte della Critica , della quale siamo orfani da troppo tempo soprattutto qui in Italia dove la chiacchiera e' la principale responsabile dell'omicidio della Cultura.

Inoltre vorrei chiarire quello che ci riguarda a proposito del seguire “quel cliche' “ ecc ecc …dei Gang detti per anni “ i Clash italiani “, tanto per intenderci.

L'originalita' è una categoria che riguarda il presente ed è per sua natura transitoria, vedi nell'arte la cosiddetta “ performance “, nell'Antichita', per esempio, si credeva che l'imitazione di un modello nobilitasse la “ copia “, reiterare i moduli che hanno resistito all'usura del Tempo è un modo per iscriversi all'Eternita'….. per farne Parte. Un'Eternita' di forme purificate, cioe' di Archetipi !

Se noi teniamo conto di cio' avremmo la consapevolezza di cio' che sono e hanno rappresentato molte forme artistiche , molti linguaggi che nel tempo si sono susseguiti senza tener conto di una via orizzontale di progressione, ma hanno compiuto uno scarto di lato. E' quello che nella storia dell'Arte si chiama Ritorno....vedi Dante , Picasso, Macchiavelli..... Questo accade anche nella scienza...

Cerco di chiarire questo fatto nonostante il poco spazio e tempo a disposizione per scrollare di dosso ai Clash ma anche ai Gang una lettura fatta soltanto attraverso le lenti di militanza o di impegno ….Se cosi' fosse significherebbe metterci ancora una volta al gioco della fune fra ideologia e politica, quando noi a questo gioco non partecipiamo piu' da tempo. Io sono un Comunista ma proprio perche' attraverso e mi faccio attraversare da culture che appartengono al Mito e all'Eternita', ( prima fra tutte quella del Rock'n'roll ) partecipo alla Politica senza il fardello ideologico, pur restando ripeto un Comunista !

3) Jankadjstrummer : “tribe Union” è il vostro primo EP autoprodotto, sono passati quasi 30 anni da quella uscita, e nonostante i ciuffi ingrigiti vedo che avete tanto voglia di partecipare attivamente al rilancio della musica italiana, pensate di essere ancora un punto di riferimento? perché leggo di molti vostri progetti per il futuro…

La SCENA è quello che conta , quello che da sempre ha permesso di far venire alla luce molte energie creative. Se un torrente non arriva al Fiume non raggiungera' mai l'oceano e presto o tardi diventera' palude. Dopo tanti anni la cosa che mi fa più piacere e mi fa sentire oggi più di ieri parte di una realtà' culturale è proprio la mia presenza in più di 140 lavori di altri gruppi italiani....e la “storia “ continua …. Tenendo conto che le nostre canzoni sono presenti in altre 50-60 raccolte e compilation posso dire che tutto questo per me è la stupenda prova di una vera Appartenenza .

L'invito a partecipare ad un lavoro è sempre un gesto che dimostra stima e affetto e di ciò vado fiero e orgoglioso. Soprattutto oggi che non ho alcun “valore di mercato “. Nessuno mi invita perchè con la mia presenza vende di più...è solo Appartenenza.

Il riferimento o il confronto penso non sia solo musicale ma va aldilà, riguarda un modo di fare e di essere , uno Stile ! col quale fra alti e bassi anche in mezzo a centomila contraddizioni siamo riusciti ad attraversare questi 30 anni.

4) Jankadjstrummer : mi dite qualcosa di più sul progetto di rilettura di brani “ Calibro 77 “, canzoni di lotta in auge in quegli anni di grandi fermenti ed, ancora, sul nuovo disco di inediti che dovrebbe uscire dopo 13 anni?

Nell'Officina dei Gang ci sono molti lavori e progetti non ancora realizzati , portati a termine.....uno di questi , al quale tengo molto, e' CALIBRO 77. Una rilettura di quelle canzoni che sia per me che per Sandro fanno parte delle nostre radici musicali e che hanno contribuito a formare il nostro Stile , il nostro immaginario e che sono anche parte del corredo musicale e culturale di quella che Balestrini chiamava Orda D'Oro, cioè la nostra Meravigliosa Generazione ! Gia' dal titolo si capisce che vogliamo giocare alla rovescia con cosiddetti “anni di piombo “...che vogliamo raccontarli da un'altra prospettiva, la Nostra. E allora cosa c'è di meglio se non le canzoni a cui siamo ancora oggi più legati: De Andre'. Lolli , De Gregori , Guccini , Area , Stormy six, Ivan Della Mea, Pietrangeli, Manfredi , Gaber , Bennato, Riki Gianco....Che erano la colonna sonora di un grandioso Assalto Al Cielo !

C’è poi questo disco nuovo dopo 14 anni ! Quest'anno i Gang compiono 30 anni dall'uscita del primo disco Tribes Union, Non c'è modo migliore per festeggiare come si deve. Guardando avanti piu' che facendo un resoconto. Il titolo è SANGUE E CENERE. Sono 11 canzoni . E' prevista la collaborazione e la presenza di molti musicisti , sarà un disco “corale “! Molti di questi sono americani quindi c'è da parte nostra la volontà di realizzare un disco che sia anche un incontro ravvicinato con il sound della “ frontiera “. Molte delle storie che ispirano le canzoni sono facce, abbracci, racconti che ho incontrato in questi anni, partigiani di ieri e di oggi , operai , migranti , costruttori di Pace...tutti in cammino come me verso Cosmopoli ! Cominceremo a registrare mese prossimo per finire in autunno e poterlo consegnare quindi a Babbo Natale.

5) Jankadjstrummer : la dimensione live è un elemento caratterizzante del progetto Gang, c’è voglia di sinergia col pubblico, voglia di condividere, di scambiare sentimenti e stati d’animo senza nessuno steccato, qual’ è la vostra forza? E cosa ricevete dai vostri fans?

Da molti anni ho rinunciato a portare le mie canzoni ovunque. Mi lascio portare da loro. Un po' come fanno i pastori con le pecore ed un Buon pastore sa quali sono i pascoli migliori dove l'erba e' più buona e non contaminata da sostanze nocive, sa dove scorre l'acqua più fresca e più pulita. A questa “ verita “ mi sono arreso. E facendo così mi ritrovo sempre a Casa ! Non fra “fans “ che è una parola che non ho mai usato e che non mi piace… ma fra compagni, fratelli, con i quali si condivide un Sogno e un progetto di Liberta' , di emancipazione, di memoria da tenere viva, di Gioia e Rivoluzione. Il live e' un momento in cui , dopo aver viaggiato su tante strade diverse , ci si incontra e si canta, come una volta l'umanità faceva attorno al fuoco ! Era ed è il modo migliore per affrontare la notte , il buio, la paura e il Grande freddo. Le canzoni sono belle se sono utili e viceversa. Cantarle insieme ci restituisce il senso di una Comunità. Quando questo accade non ci sono più steccati, palchi, transenne …. Siamo una cosa sola, quella Canzone !

6) Jankadjstrummer : Libertà creativa, autonomia nelle scelte, volontà di non piegarsi alle logiche di mercato sono sempre gli elementi che fanno scegliere agli artisti sia essi musicisti che altro di auto prodursi e di non lasciarsi condizionare, consigliereste ai giovani artisti di ripercorrere la strada da voi intrapresa, in sostanza, riconoscete di aver fatto degli errori in questi lunghi anni di attività o non avete niente di cui recriminare?

Molti ci stimano per la ...Coerenza ! Ma dico sempre che la coerenza per me non è altro che una roba da funamboli non e' altro che la capacità di stare in equilibrio sulla fune ,a volte anche ad altezze elevate e quindi pericolose. Ecco , noi ci siamo riusciti , abbiamo imparato ad essere dei bravi funamboli.

L'unico consiglio che mi permetto di dare ai più giovani e' soltanto quello di saper “ Pungere e Volteggiare “ quindi di agire in base alle circostanze imparando a saper pungere e volteggiare in base al tempo e al luogo. Pungere e Volteggiare, come faceva Mohammed Ali', il più grande combattente di tutti i tempi . Quanto a noi ci siamo permessi molti sbagli nella vita , ma se non l'avessimo fatti non avremmo imparato ed lo abbiamo imparato sulla nostra pelle. Questo pareggia il conto. Per il resto non penso proprio che esista qualcuno in questo “ ambiente “ che si puo' permettere di scagliare verso di noi , la prima pietra. Quello che mi permetto di aggiungere è che noi siamo stati sempre molto “ fortunati “ nel senso che eravamo e siamo ancora molto ricchi di cultura quindi di buone relazioni, soprattutto umane. Questo ci ha permesso di poter sempre scegliere e assumerci quindi le responsabilità derivanti dalle scelte. Molti , soprattutto oggi ,questo non se lo possono permettere perchè sono molto più “poveri “ di noi. Ma le colpe vere di questa povertà sono altrove, sono di coloro che avrebbero dovuto farsi carico di tale situazione e creare quelle circostanze perchè i gruppi avessero potuto scegliere. E qui la colpa è di tutto l'universo della sinistra, dall'Arci ai tanti centri sociali, ripeto tutti, quelli che in tutti questi anni non hanno saputo costruire un circuito, un territorio comune e libero, dove attrarre le migliori energie. Prendersela con i gruppi e le band, soprattutto singolarmente, e' solamente una vigliaccata utile a perpetrare lo sfascio in atto, la fine della rivolta dello “stile” in Italia. Ma questo è un discorso lunghissimo che merita un'intervista a parte se vogliamo essere chiari e precisi.



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