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lavoro pubblicato sabato 4 febbraio 2017
ultima lettura mercoledì 24 giugno 2020

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Tavolo di cristallo

di stelladellest. Letto 1604 volte. Dallo scaffale Eros

Abbassò le spalline della sottoveste che scivolò a terra ed aveva immaginato bene: sotto era nuda; la condusse verso il tavolo, la fece stendere e l'ammirò: una golosa pietanza su un elegante piatto.

Esitò prima di suonare il campanello, i due cognomi sulla targhetta lo mettevano a disagio, era la prima volta che andava a casa sua, la casa che lei divideva con un altro uomo.


Lei aprì la porta e lo fece entrare richiudendola velocemente; indossava una sottoveste di seta e lui immaginò che sotto non ci fosse niente altro; i piedi nudi con le unghie curate e laccate di rosso.

La seguì in salone e si sedette sul divano; un bel divano ad angolo, comodo, elegante; prese il drink che lei gli porgeva guardandolo con sguardo voluttuoso.

Non avevano ancora scambiato una parola, lui guardava solo lei, non volgeva lo sguardo altrove, non voleva vedere i particolari della vita di lei in quella casa e non voleva spezzare quel silenzio magico che li legava.

Lei si inginocchiò sul morbido tappeto ed iniziò a sbottonargli la camicia, affondando il viso sul suo torace; le delicate mani lo sfioravano procurandogli piacevoli brividi lungo la schiena; si lasciò andare chiudendo gli occhi, abbandonandosi a lei.

La bocca scorreva sui suoi pettorali, lungo lo sterno, la lingua guizzò nel suo ombelico, provocandogli un misto di solletico ed eccitazione; slacciò cinta e pantaloni e lui inarcò la schiena per liberarsene.

Lei abbassò anche i boxer: non era ancora totalmente eccitato, ma ci avrebbe pensato lei; insinuò una mano tra le gambe accarezzando, tastando, stringendo leggermente e notando l'immediata reazione di lui.

Non aveva ancora abbassato la bocca e lui si chiedeva cosa stesse aspettando: avrebbe voluto farlo lui, forzarla, ma rimaneva inerme ad aspettare le sue mosse.

Ecco finalmente il caldo respiro farsi sempre più vicino e le morbide labbra circondare il suo sesso, l'accogliente bocca accoglierlo, l'umida lingua leccarlo, tormentarlo, un delizioso ed eccitante tormento.

Lo fece entrare nella sua bocca lentamente, aderendo bene con le labbra lungo l'asta, facendolo scivolare lungo la lingua, abbassandosi per farlo affondare sempre più in fondo alla sua gola.
Doveva fermarla, se continuava così avrebbe raggiunto l'orgasmo senza neanche esser riuscito a sfiorarla, senza averle sfilato quella seducente sottoveste e aver guardato quel corpo così sexy ed invitante.

La fece alzare e, liberandosi dei pantaloni che aveva ancora alle caviglie, si alzò anche lui e fu allora che lo vide: un bellissimo tavolo di cristallo al centro della stanza.

Abbassò le spalline della sottoveste che scivolò a terra ed aveva immaginato bene: sotto era nuda; la condusse verso il tavolo, la fece stendere e l'ammirò: una golosa pietanza su un elegante piatto.

Il contatto del cristallo sulla sua pelle calda la fece rabbrividire, il tavolo non era abbastanza lungo e la posizione era scomoda: doveva tenersi ai bordi per non scivolare, si sentiva vulnerabile e sapeva che lui se la stava mangiando con gli occhi.

Le accarezzò il viso, infilandole un dito in bocca, lasciandolo bagnare bene e facendolo poi scorrere lungo il mento, il collo, in mezzo ai seni.

Poi due dita, per andare a stringere un capezzolo, poi l'altra mano per l'altro capezzolo; poi entrambe le mani a stringerle i seni.

Ora era lei a subire la dolce tortura, quei gesti lenti, quel centellinare le carezze, ora avrebbe voluto lei la sua bocca, ma non poteva usare le mani, doveva tenersi per non scivolare dal tavolo e neanche lei voleva rompere il silenzio.

Le prese una gamba e se l'appoggiò alla spalla, accarezzando la caviglia, il polpaccio, su verso la coscia per fermarsi all'inguine, i pollici che sfiorano la pelle morbida, sempre più vicini al suo sesso, per poi passare all'atra gamba, stesso percorso, stesso trattamento, senza tralasciare un centimetro della sua pelle, ma evitando accuratamente il centro del suo piacere.
Ecco finalmente la bocca sulla sua, la lingua che ripercorre lo stesso percorso fatto dalle dita, facendola bruciare di passione e voglia.
Una mano si ferma sul monte di venere, il pollice appoggiato sul suo clitoride, non si muove, solo una leggera pressione; l'altra mano la sfiora, la allarga, le dita si insinuano tra le sue pieghe.
Lei si inarca, chiede di più, va verso quella mano che finalmente si decide a darle piacere.
Un piacere che arriva lento, dalle viscere al cervello, le dita entrano ed escono, a volte piegate, altre allargate; il pollice che prima era solo appoggiato al suo piacere, inizia a premere sempre più.
Forti brividi la scuotono e la fanno scivolare dal tavolo, lui ne approfitta per inginocchiarsi e farla appoggiare alle sue spalle; la bocca a contatto col suo sesso, la lingua che prende il posto delle dita ed un turbine di piacere, brividi, gemiti scuotono il suo corpo.

Lui continua finchè la sente cedere stanca e sudata ; la prende dolcemente tra le braccia e, fattala alzare, la pone davanti ad un angolo del tavolo. La inclina allargandole le gambe: il sesso appoggiato al cristallo, la prende per i fianchi e la fa strusciare, schiacciata sul piano freddo e liscio, aggrappata ai lati.
La prende così, da dietro ed ad ogni colpo viene eccitata dal contatto col tavolo e gode, gode di nuovo facendo eccitare lui sempre più, che trattiene ancora l'orgasmo perché su quel tavolo ha ancora un progetto.
Esce da lei oramai esausta e la stende nuovamente: gira attorno al tavolo, la fa scivolare in avanti tenendole la testa fuori dai bordi; lei capisce ed apre la bocca.
Lui accolto in quella calda ed umida cavità, spinge fino in fondo, fino a scoppiarle in gola, trattenendola per farle bere tutto, per non farle perdere una goccia.

Rivestitisi, lui finisce il drink, la bacia con passione e se ne va; sa che in quella casa non rimetterà piede.



Commenti

pubblicato il domenica 5 febbraio 2017
theLunatic, ha scritto: Scritto molto bene ... niente viene lasciato all'immaginazione e forse questo è un suo limite! Comunque mi è piaciuto!
pubblicato il sabato 11 febbraio 2017
stelladellest, ha scritto: Grazie 1000!!

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