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lavoro pubblicato sabato 28 gennaio 2017
ultima lettura venerdì 20 novembre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

L'ultima notte di Giacomo

di Sebastian. Letto 517 volte. Dallo scaffale Horror

Mi scuso in anticipo nel caso in cui il mio racconto non venga gradito. Infatti non ne ho ai scritto uno prima d'ora. Se qualcuno avesse dei consigli da darmi li scriva pure nei commenti, saranno tutti ben accetti. Buona lettura.

La notte del 27 gennaio 1909 viene ricordata nel villaggio di Valduggia come la più grande tragedia mai avvenuta nella zona. Ancora oggi i vecchi raccontano questa storia ai propri nipoti, per metterli in guardia dall'agnosticismo e dall'ateismo, considerato in questa piccola cittadina allo stesso livello di un omicidio. E facendo parte dei vecchi di Valduggia, racconterò anche a te, mio caro nipote, ciò che accadde quella notte.
Giacomo era il capo della compagnia dei poco di buono della nostra cittadina. Non superavano nemmeno i vent'anni, eppure erano per la maggior parte degli ex carcerati. Malvisti da tutti, non frequentavano mai la chiesa e passavano tutte le notti nei locali delle città limitrofe, tornando a casa all'alba. Il 27 gennaio Giacomo ebbe la pazza idea di imitare un rito, del quale era venuto a conoscenza da una banda simile alla sua, il quale prevedeva che i partecipanti passassero la notte nella Caverna dell'Orso, sulla quale si raccontavano leggende terrificanti. La banda era formata da dieci membri, ma parteciparono solo in cinque. Gli altri si erano accampati poco lontano per sorvegliare i compagni.
Appena arrivati percorsero una ventina di metri all'interno della caverna. Era mezzanotte e si sentivano strani rumori, forse dei lontani ululati. Dopo circa un'ora due dei partecipanti si arresero, a causa del freddo e del timore che incuteva loro la strana caverna, e andarono con gli amici accampati. Passò un'altra ora e gli ultimi due abbandonarono Giacomo, il quale vedendo che si arresero, disse ridendo: - Mi fate pena! Come potete definirvi veri uomini, se non avete un minimo di coraggio -.
Alle tre di notte sentì strani rumori provenienti dall'interno della caverna, urla non umane, forse demoniache, che lo spaventarono molto, ma non si mosse da dove si trovava. Contemporaneamente alle urla udì uno strano rumore di tamburi, che lo facevano pensare ad antichissimi riti tribali, precedenti alla nascita dell'uomo, praticati da creature ormai estinte sulla Terra. - Non addormentarti! - pensava, sapendo che in quella caverna c'era qualcosa di anormale, soprannaturale, lo capiva dall'atmosfera.
La sua fine arrivò dopo mezz'ora, ormai anche i suoi amici sentivano quelle urla e quei tamburi.
- Scappa! - gli dicevano - O potrebbero ucciderti le creature che vivono lì. Le leggende potrebbero essere vere! -
Dal profondo della caverna comparvero delle luci, probabilmente di torce. Qualche secondo Giacomo dopo vide ombre di strane creature, che producevano le urla. Appena vide in faccia, sempre che ne avessero una, quegli esseri, perse la sanità mentale. I suoi amici raccontarono di averlo chiamato più volte a gran voce, ma egli restava immobile con gli occhi sbarrati Poi si mosse di colpo camminando verso l'interno della grotta. A quel punto dissero di aver visto la sua ombra dilaniata, alcuni dicono da un orso o da qualcosa di simile, altri da un gruppo di strani uomini. Comunque sia scapparono subito, spaventati dalle grida di terrore misto a dolore dell'amico e dagli strani versi di ciò che lo stava uccidendo.
Questa strana storia finisce qui mio caro, spero che sia sufficiente a tenerti lontano da quell'oscuro posto e che tu la racconti ai tuoi nipoti. Ora torna pure a ciò che stavi facendo e lasciami qui a riposare sulla mia poltrona. Ciao.


Commenti

pubblicato il sabato 28 gennaio 2017
CanoviAlfredo, ha scritto: La matrice lovecraftiana c'è, ma è imprecisa. Non nella grammatica, si capisce che è il tuo primo racconto quindi di passo sopra, ma nell'implementazione del racconto. Pochi dettagli, alcune consecutio temporum vaghe...nella prima parte parli di una bada di ragazzacci ma questo è ininfluente nel racconto, forse ti conveniva perdere un po' di tempo nel descriverli, nel descrivere Valduggia e le atmosfere inquietanti. Non lo trovo particolarmente interessante o fantasioso ma, essendo per tua stessa ammissione, il tuo primo lavoro ti porgo i miei complimenti. Il mio è stato molto peggio...:)
pubblicato il sabato 28 gennaio 2017
abisciott1, ha scritto: Non è un vero e proprio racconto, secondo me. Sembra un articolo di giornale. Doveva essere romanzato.
pubblicato il lunedì 30 gennaio 2017
Sebastian, ha scritto: Grazie mille, cercherò di fare meglio la prossima volta.
pubblicato il martedì 31 gennaio 2017
Noia, ha scritto: Non starti a dannare ??, l'importante é che sia una lettura piacevole, il prossimo racconto sará migliore.

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