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lavoro pubblicato sabato 28 gennaio 2017
ultima lettura mercoledì 26 giugno 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

"17 Novelle Bizzarre + 1" (9° Novella)

di JohnMcDillan. Letto 320 volte. Dallo scaffale Fantasia

 "Le Scale Della Consuetudine..." [13:30 p. 28/02/2015](di John McDillan)La Magnifica Festa Del Sultano Sul Divano finì con un forte applauso.Col sorriso sulle labbra, la gente si sparpagliava dunque per tutta la Fiera.Uno st...

"Le Scale Della Consuetudine..."
[13:30 p. 28/02/2015]

(di John McDillan)

La Magnifica Festa Del Sultano Sul Divano finì con un forte applauso.

Col sorriso sulle labbra, la gente si sparpagliava dunque per tutta la Fiera.

Uno stormo di bambini, correndo gioiosi per ogni dove, s'imbatterono in un cartello:

"Per le Scale della Consuetudine da questa parte"...

Spinti dall'incontenibile curiosità, i bambini seguirono l'insegna, passando svelti fra la folla che gli andavano contro.

L'insegna li condusse vicino ad un'altra insegna, che indicava sempre la stessa cosa, solo che si trovava in un luogo più buio, silenzioso ed estremamente isolato.

Un bambino prese l'unica fonte di luce presente in quella zona umida ed echeggiante...

Una strana candela appoggiata a terra che scioglieva la sua cera verso l'alto.

"Giovanotti, correte verso le Scale della Consuetudine?"

Squarciò il silenzio una voce possente.

"Beh, forse si..."

Dissero intimoriti da una figura altissima e larghissima come un armadio del diciottesimo secolo.

"Allora...da questa parte."

Disse indicandogli la direzione opposta all'indicazione del cartello.

Alcuni bambini seguirono le indicazioni del Gigante, altri seguirono il cartello...

Quelli che seguirono il cartello, non trovarono ciò che stavano cercavano...

Camminarono nel buio totale, fino a scivolare nel vuoto, per poi cadere a capofitto sopra lo stand vuoto della donna incinta di 245 mesi...

Quelli che seguirono il Gigante, invece, arrivarono davanti ad una piccola porta di legno.

Vi entrarono e si ritrovarono dinanzi un corridoio lunghissimo e strettissimo, poco illuminato...

Ricordava i corridoi di quei castelli con le mura strette e con il tetto molto basso.

Era adornato una una moquette verde scura.

Le porte, però, non erano poste come di consuetudine a destra e sinistra...

Ma sopra il soffitto e per terra!

"Oh, mammaluna!"

"Mammaluna, già..."

Si dissero i tre bambini rimasti.

"Frederick, mio fratello è andato con gli altri sette...

Meglio che io torni da mamma con lui..."

Non appena il bambino si girò per tornare indietro vide la stessa scena che gli era posta dinanzi...

Un corridoio infinito e a soqquadro.

"La porticina è scomparsa!"

"Dai, non fare così!

Non ti piace il brivido dell'avventura?"

Disse il bambino davanti a tutti con la strana candela in mano che colava la sua cera verso l'alto.

"Effettivamente, un po' di timore è giusto che ci sia...

Mostriamo cautela".

Disse il terzo bambino.

"Che facciamo allora?"

Chiese il primo sottovoce.

"Andiamo avanti, può darsi che troveremo un uscita che ci porterà dai nostri genitori al più presto!"

Disse il secondo scandalizzato.

"Calma.

Pensiamo da "Bizzarri"...

Stamattina mio padre ha detto che noi non siamo poi così distanti dal loro mondo...

Lo ha detto ad un Bizzarro che mangiava vetro...

Hey, tu!

Tu!

Non guardarti attorno terrorizzato!

Che cosa NON faresti tu?

Sentiamo..."

Chiese il terzo bambino al secondo.

"Non farei...dunque...oh mamma...aprirei le porte di sopra anziché quelle che ci sono di sotto...

Non vorrei cadere nel vuoto!

Io soffro di vertigini

Io soffro di vertigini, mammaluna!"

"Shhhhhhhh!

Calma, e tu invece?"

Chiese anche al primo.

"Beh, io non resterei qui, ma andrei avanti".

"Bene, allora ascoltatemi.

Apriamo la prima porta a terra.

La vedo come soluzione più illogica".

Consigliò il terzo.

"Ok".

Disse il primo.

"Io posso rimanere qui?"

Chiese il secondo, che, guardando le facce degli altri due bambini che esprimevano senza parlare un concetto del tipo:

"Ma veramente fai?"

Si autorispose:

"Come non detto".

I tre aprirono la prima porta a mo' di botola e vi si gettarono dentro.

CROOOOOOCCCCKKKKKKKKK!

Caddero su qualcosa di croccante.

"Salatini!"

Una vasca intera di bastoncini salati attutì la loro inevitabile caduta.

"Mammaluna, come sono...strani!

Hanno il sapore di cheesecake al cavolfiore!"

Disse il secondo.

Il primo, che nella caduta aveva perso la candela nei salatini, si tuffò in profondità per riprenderla.

"Ecco la candela!"

Gridò il primo con la "candela" in mano.

"Ma...quella non è una candela!"

Disse il terzo bimbino intimorito.

"È un tappo!"

Precisò subito dopo.

"Mammalunaaaaaaaaaaaaaaaaaa!"

Gridarono all'unisono, cadendo bizzarrantemente in alto staccandosi con ferocia dagli infiniti salacheescavolfiorini!

Tutt'e tre caddero con delicatezza su delle gradinate con un cartello con su scritto:

"Benvenuti sulle Scale della Consuetudine".

Alla prima rampa, sospesa nel buio ed illuminata da piccole lucciole, vi era uno scoiattolo londinese che come mestiere, lavorava come Semplice Scoiattolo al Hyde Park, ma come passione consigliava gli inesperti all'ingresso delle Scale della Consuetudine.

Non parlò, ma fece cenno di aprire una scatola al suo fianco.

I tre bambini l'aprirono e vi trovarono un biglietto, con su scritto.

"Cari Visitatori.

Sono l'organizzatore della Fiera.

Non so quanti di voi siete riusciti ad accedere a queste bellissime scale che portano nel "nulla" più profondo e nel "tutto" più vasto...

Comunque, ho una proposta bizzarra da farvi.

Vi invito, a lasciare qui i vostri nomi, e a sceglierne di nuovi.

Se non volete farlo, pagherete un pegno".

"Io mi chiamerò Lucius Todd!"

Disse impulsivo il primo.

"Come il mio maestro di chitarra..."

"No, io non voglio lasciare il mio nome invece!"

Disse il secondo spaventato.

"Avanti, sceglie uno, lo farò anch'io..."

Rassicurò il terzo.

"E va bene...

Mi chiamerò Howard Guy...

Come il mio gelataio di fiducia..."

"Il mio nome sarà Joe Eastwood invece..."

Dichiarò il terzo.

"E chi è?"

Chiese Howard.

"Non lo so, l'ho immaginato e mi è piaciuto".

Lo scoiattolo prese un altro scatolo piccolissimo, e glielo diede ai bambini.

Lucius prese il pacchetto, lo aprì e vi era un altro biglietto...

"Lucius, leggi..."

Chiese Joe.

"Va bene...allora:

"Avete accettato di cambiare i vostri nomi...

Bene.

Le Scale della Consuetudine saranno ben liete di essere usate da voi...

Vi è mai capitato di voler cambiare consuetudine?

Mi spiego.

Se di consueto, siete persone normali e basta...

Che vivono la loro vita senza uno scopo...

Che non si interessano di ciò che è falso o vero...

Vi è mai capitato di voler divenire migliori?

Vi è mai capitato di voler cambiare?

Sulle Scale della Consuetudine...

Potrai cambiare ogni tua abitudine.

Basta salire a più non posso, arrivando alla cima.

Ma prima, ditevi l'un l'altro quale consuetudine volete cambiare...

Una che vorreste perdere e una che vorreste prendere.

Un consiglio:

Attenzione a non cambiare mai una buona consuetudine con una cattiva...

Vi ritroverete male per il resto della Vita...

Un saluto, Cari Lettori

Buona Vita.

J.M.D"

"Howard, comincia prima tu...

Lucius, tu rifletti prima di parlare..."

Disse Joe amministrando gli altri due.

"Io vorrei...vorrei perdere la consuetudine di mangiare alle tre del mattino e prendere la consuetudine di mostrare più coraggio".

"Bene, ora è il tuo turno Lucius".

"Io vorrei perdere la consuetudine di essere impulsivo e prendere la consuetudine di aiutare mia madre nelle faccende domestiche".

"Ok, è il mio turno."

Joe fece un sospiro e disse:

"Voglio perdere la consuetudine di essere definito Normaloide e prendere la consuetudine di essere definito un Bizzarro..."

"Speriamo sia una buona scelta la tua, Joe..."

Disse Lucius.

"Ne sono convinto".

"Andiamo allora!"

Disse Howard.

I tre corsero verso la cima delle Scale della Consuetudine.

Erano desiderosi di scoprire cosa sarebbe accaduto dopo.

Arrivati alla cima, trovarono un cartello con su una freccia rossa che indicava "Giù".

"Aspetta, è sicuro?"

Chiese Lucius.

"Si, non ci è successo nulla fino ad'ora!"

Disse Howard.

Joe disse:

"Io mi sono dimenticato di salutare lo scoiattolo...

È stato così gentile con noi".

"Va bene, va..."

Disse Howard.

"Ma dopo torna qui e segui le indicazioni...

Noi iniziamo ad andare".

I due bambini si gettarono nel vuoto.

Joe tornò dallo scoiattolo.

Lo scoiattolo abbracciò la caviglia di Joe in senso di riconoscenza e poi gli diede una cosa...

Una chiave d'oro.

Da lontano si intravedeva una persona nell'ombra...

"Benvenuto Joe, nel mondo dei Bizzarri..."

"Chi sei tu?"

"Io sono quello che ha organizzato tutto qui..."

"Ah, grazie di tutto, signore...

Grazie anche della chiave...ma cos'apre, signore?"

"Apre il tuo stand..."

"Il mio...stand?"

"Si, il tuo stand..."

"Oh, mammaluna..."

"Potrai mostrare alla gente ciò che vuoi...

La tua fantasia, la tua creatività...

Ciò che vuoi ripeto..."

"Vorrei tanto fare disegni viventi..."

"Se lo hai pensato, ricorda che ora sei un Bizzarro, puoi farlo senza problemi.

Non è magia, non è scienza...

Immaginazione e fantasia, punto."

"Oh, grazie!

Ma...vorrei farle due domande...posso?"

"Certo".

"Dove sono i miei amici?"

"Ah, Lucius e Howard otterranno ciò che hanno chiesto...

Ma non ricorderanno nulla dell'accaduto".

"E di me?"

"Si, sciocchino, di te si".

Disse sorridendo l'Organizzatore.

"Un'altra domanda...

Dove sarà collocato il mio stand?"

"Te lo farò vedere molto presto..."

Subito, di colpo, Joe si ritrovò nel suo stand, con il suo nuovo amico scoiattolo londinese come collaboratore.

Non potete immaginare chi aveva di fronte:

Il Mangiavetro, incredulo che un normaloide fosse diventato un Bizzarro...

Dovette ricredersi.

Allora egli subito si accovacciò, prese un cappello, lo mise in testa e se lo tolse in segno di riconoscenza, facendosi notare dal suo posto.

La folla, avvicinandosi agli incredibili disegni che Joe stava appena creando, si avvicinò anche allo stand rosso del vecchietto, che prima, era come abbandonato a sè.

Il Mangiavetro, capì che chiunque, anche un bambino, poteva divenire uno strabiliante e unico Bizzarro.

Questo lo capì di buon grado dalla pioggia di sorrisi di approvazione del pubblico che sommergevano il suo collega...

Il piccolo e Bizzarro... Joe.

Fine.



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