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lavoro pubblicato giovedì 26 gennaio 2017
ultima lettura lunedì 17 giugno 2019

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Punizione divina

di Paoloc. Letto 402 volte. Dallo scaffale Pensieri

-- Signore?-- Pietro! Vieni, cosa c’è?Il televisore proietta un vecchio film in bianco e nero, bagnando la stanza altrimenti buia di una pulsante luce cinerea. Sullo schermo una ragazza grida, mentre sul suo volto deformato dall’orro...

-- Signore?
-- Pietro! Vieni, cosa c’è?
Il televisore proietta un vecchio film in bianco e nero, bagnando la stanza altrimenti buia di una pulsante luce cinerea. Sullo schermo una ragazza grida, mentre sul suo volto deformato dall’orrore scorrono copiosi rivoli d’acqua.
-- Hanno iniziato un’altra guerra -- informa Pietro in tono composto, cercando tuttavia di far intendere attraverso una leggera inflessione del tono di voce, che la questione non è da sottovalutare.
-- Le ostilità sono iniziate appena da due giorni e già c’è ressa giù ai cancelli. Moltissimi sono bambini non battezzati.
Nel teleschermo una candida mano si solleva reggendo un lungo coltello da cucina.
-- Pietro, siediti -- lo invita il Signore con aria per nulla turbata, la mano che accarezza lentamente l’aria indicando accanto a se una poltroncina identica a quella su cui è seduto Lui.
Dagli altoparlanti un gruppo di violini inizia a trafiggere l’aria con note affilatissime.
Pietro sprofonda nella pelle logora della seduta. Un vago odore di tabacco impregna l’ambiente, ma non in maniera sgradevole.
Per un po’ nessuno dei due parla. Entrambe gli sguardi fissi sull’apparecchio sul quale scorre l’immagine di un pigro rivolo di sangue che, mescolandosi all’acqua, fluisce nello scarico di una vecchia vasca smaltata.
Dopo un breve sospiro, è’ l’Altissimo a rompere il silenzio.
-- Pietro ne abbiamo parlato già altre volte, ricordi? Non posso più intervenire. Sono diventati troppi e sono cambiati.
Pietro si volta a guardarlo. Il signore non ricambia lo sguardo. La luce del televisore fa scintillare la lunga barba bianca.
-- Lei è l’onnipotente! Potrà pure fare qualcosa. Ci ha creati e come ogni creatore conoscerà anche il modo di porre fine alla sua opera. Lo ha già fatto in passato...
Il Signore raggrinza la barba in un amaro sorriso.
-- Parli del diluvio? Mi ricordi quali sono stati gli effetti dell’ultimo che ho provato ad inviare?
-- Qualche centinaio di morti, un migliaio di feriti e tre villaggi coperti di fango -- mormora Pietro, in quella che appare più come una richiesta di scuse che una risposta.
-- Terribile -- commenta il Signore, sarcastico.
-- E degli altri miliardi che ancora restano cosa mi dici? Si sono finalmente accorti di avermi offeso? Hanno smesso di odiarsi tra di loro? Hanno abbandonato gli altri credi per seguire me?
Il silenzio resta tra i due come una pesante cortina. La mano del Signore afferra il telecomando e cambia canale. Appare un documentario sui bradipi.
-- Ma dove avevo la testa? -- borbotta tra se, lasciando l’altro a chiedersi se quest’ autocommiserazione si riferisca all’aver creato la razza umana o quella dei bradipi.
-- Me forse una... -- riprende Pietro speranzoso, dopo qualche momento di riflessione durante il quale il Signore pare ignorare completamente la sua presenza.
-- Le epidemie? -- lo anticipa l’Altissimo, -- Hanno trovato le cure per tutto... quasi per tutto, ma non sono stato io a creare certi abomini. Di quelli devono imputare loro stessi! Comunque, mi pare che sopravvivano bene nonostante tutto. Li ho fatti resistenti.
Nella voce nessuna traccia dell’autocompiacimento che Pietro avrebbe gradito avvertire.
-- La verità -- prosegue il Signore -- è che l’unica cosa sensata che avrei dovuto fare sarebbe stata abbandonare l’intero progetto. Eliminare tutto quando ne avevo ancora il potere. Ormai gli uomini si fanno beffe di qualsiasi cosa: uragani, maremoti, terremoti... le ho provare tutte ma ormai lo capirebbe anche un fanciullo che non c’è più nulla da fare.
-- Ma lei li ama! Come può pensare che sarebbe stato meglio cancellarli definitivamente? -- si scandalizza Pietro.
-- Ma forse... -- un’intuizione -- forse lei non vuole davvero eliminarli. Potrebbe farlo ma spera in qualcosa.
L’altro scuote la testa con decisione.
-- Non spero più in niente Pietro. Li ho amati un tempo ma ora non meritano più nulla da me. Neanche il castigo.
L’improvviso e speranzoso entusiasmo di Pietro sfuma in un battito di ciglia.
-- Se anche volessi punirli o sterminarli -- prosegue il Signore, -- non potrei arrecare loro più danno di quanto non si stanno già infliggendo da soli. Questo è un fatto incontrovertibile. Sono finiti i tempi dei piccoli villaggi, di mentalità superstiziose o delle distruzioni di massa con il semplice ausilio di un po’ di fuoco o di uno sciame di cavallette. Loro adesso hanno questa tecnologia. Possono difendersi egregiamente da tutto e spiegare tutto in maniera scientifica, senza doversi scomodare a pensare al giudizio divino.
Pietro si fa per un momento ancora più serio, le rughe sul volto accentuate dalla luce del monitor. Poi, in un sussurro quasi esitante: -- Ha preso in considerazione l’ipotesi di un intervento più diretto? Una sua apparizione sarebbe la risposta definitiva a ogni problema.
Il Signore non risponde immediatamente. Si prende il tempo di un altro cambio di canale: la pubblicità di una barretta ai cereali. Un gruppo di ragazzi corre su un vasto prato giocando a rincorrersi. Le loro risate saturano l’ambiente stridendo in maniera scandalosa contro gli argomenti che si stanno trattando.
-- Sarebbe una mossa vana, Pietro. Ora loro hanno queste -- risponde il signore indicando con un cenno del mento l’apparecchio davanti a loro.
-- Le barrette ai cereali? -- esclama confuso Pietro.
-- Pietro... le TV -- spiega il Signore, sollevando esasperato gli occhi verso l’alto, dove un ventilatore ruota pigramente le sue pale impolverate.
-- Il televisore e tutte le altre diavolerie che sono nate da esso -- prosegue -- Quassù puoi vedere quello che vuoi, e anche quello che non vuoi. Cose reali e cose irreali che appaiono più vere della realtà. Chi osserva le immagini attraverso questa finestra può credere tutto, e quindi a niente, in verità. Un’apparizione divina? Qualche miracolo? Ci presterebbe fede solamente una piccola minoranza di nostalgici, chiamiamoli così. La maggior parte di loro penserebbe a un’impostura e ne riderebbe.
Il telecomando del televisore scricchiola mentre il Signore preme uno dei tasti cambiando nuovamente canale.
-- So come ti senti -- cerca di consolarlo l’Altissimo, tenendo lo sguardo perso nel monitor -- Sono secoli che provo le stesse cose ma non c’è soluzione. Ho dato loro il libero arbitrio e possono e ne stanno facendo l’uso che vogliono, che ci piaccia o meno. Perciò continua a fare il tuo lavoro e non pensarci più.
Pietro torna a poggiare la schiena contro la poltrona. Un attimo di pace prima di tornare davanti alla lunga fila di anime approdate davanti a lui, non per decisione del suo superiore.
-- Ti ricordi com’era bello prima? -- gli viene chiesto senza nessuna nostalgia. La voce di Dio che riporta un semplice e asciutto dato di fatto.
-- Certo che lo ricordo, Signore -- sospira Pietro.
Sullo schermo una bambina e un piccolo cane fluttuano in aria, su una strada lastricata di mattoni gialli, all’interno di quella che ha tutta l’aria di essere un’enorme bolla di sapone.



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