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lavoro pubblicato giovedì 26 gennaio 2017
ultima lettura sabato 18 maggio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

"17 Novelle Bizzarre + 1" (3° Novella)

di JohnMcDillan. Letto 266 volte. Dallo scaffale Fantasia

 "245 Mesi..." [15:39 p. 20/06/2015](di John McDillan)"Gente affamata di leccorniose degustazioni! Assaggiate il triscotto all'unicotta proveniente dall'estremo est di Lussemburgo!È più invitante del comune biscot...

"245 Mesi..."
[15:39 p. 20/06/2015]

(di John McDillan)

"Gente affamata di leccorniose degustazioni! Assaggiate il triscotto all'unicotta proveniente dall'estremo est di Lussemburgo!

È più invitante del comune biscotto ed è farcito dall'unicotta che è più dolceamaro della ricotta!

Garantito gentilissima folla, garantito!"

La folla s'accalcava per gustare quel triscotto che già in cuor suo amava...

Intanto, un'altra Bizzarrella dello stand opposto, che s'occupava ad insegnar agli animali a fare le divisioni fra due frazioni algebriche, osservava il triscotto piena di voglie e di malinconia...

"Oh, ma tu guarda, ma tu guarda!

Un... Un triscotto...!"

Disse la Bizzarrella.

"Non ne mangio uno da quando mio marito morì nella Quinta Guerra Pluviale...

Era nella quarantasettesima legione dei fantini cavalcatori di elefantini bizantini nani..."

Si ripeteva tra sé.

"Hey... Hey!" Gridò.

"Me ne potreste portare uno?

Hey, gentilissima gente, mi sentite?

Sono qui!

Vi prego, sono di fronte al triscottificio!

Mi vedete?

Mi sentite?"

Disse loro monologando questa Bizzarrella di bell'aspetto, dalla pelle color "verde speranza".

Ella, era incintante di un essere privo di alcun "vissuto" ma vivente di una vita dal sapore al quanto sconosciuto...

Aveva una pancia pesante circa novantatre chilogrammi!

Chissà chi o cosa dovesse partorire.

Qual essere vivente nasce già avente novantatre chili?

Boh!

Non ne ho idea.

Comunque...

Una Signora con la "S" maiuscola di sessantasette anni, che faceva la fila per il triscotto, notò l'invocazione di soccorso della donna "verde" e ne comprò gentilmente uno anche per la signorella...

"Ecco a lei..."

Le disse la Signora.

"Oh, grazie!"

Rispose la Bizzarrella.

Poi aggiunse:

"Lei è più dolce del miele che mi procurano gentilmente i miei Orsi Olandesi quando tornano dalle loro vacanze trimestrali obbligatorie per omaggiarmi!"

"Si figuri... (Orsi Olandesi?)".

Disse e pensò fra sé la Signora mentre sfoggiava il suo elegante "Si figuri..."

"Come le han messo nome i suoi genitori?"

Le chiese la Bizzarrella.

"Sono madama Ida Jackson, e lei?"

"Bizzarrella: mi chiamano da indimenticato tempo Bizzarrella... A servirla..."

"Onorata: ma lei... Oh mamma, lei è la signora incinta con la pancia più immensa che abbia mai visto!

...Oh misericordia!"

Disse la signora sbalordita.

"A quale mese di gestazione vi apprestate?

Sarete imminente al lieto evento bella signora...?"

Chiese sbigottita.

"Sono al duecentoquarantacinquesimo mese..."

"Oh!"

Rimase perplessa.

"Si... 245 mesi, e lui non vuole uscire..."

La folla, avendo le orecchie ben sintonizzate sulle stranezze, accerchiò lo stand della bizzarra donna gravidante per constatare con i propri occhi ciò che avevano appena ascoltato.

Al ché, la bizzarra donna incinta chiese all'elegante Signora:

"Signora, le piacerebbe conoscere mio figlio?"

"Eheh... mi piacerebbe mia cara, ma è impossibile..."

"Se riuscissi a rendere possibile la cosa, potrebbe aiutarmi, non so, a farlo uscire?"

"Se ci riuscisse, dovreste vincere il Nobel mia cara!"

"Non so cosa sia, ma l'idea di vincere qualcosa non mi dispiace affatto...

Aspetti qui, torno in un batter di tappeto..."

La bella Bizzarrella arrivò con una coppia di telefoni antichi, quelli in bachelite nera anni 40...

Li appoggiò sul bancone e disse:

"Io non gli ho mai potuto parlare, intuirà bene il perché, ma da ieri, qualsiasi persona può farlo al posto mio!"

"Non comprendo... Come gli parlerò? E lui mi parlerà?"

"Semplice, con la cornetta del telefono che ingoierò..."

Disse mostrando alla donna e alle genti l'apparecchio telefonico che aveva recuperato.

"No, mia cara!

È pericoloso, non si discute!"

"La prego, abbiate la vostra sfiducia sottoposta..."

"Potrebbe rivelarsi fatale, lo sa?"

Insisteva madama Jackson.

"Io da sola non posso parlargli... Mio marito non c'è più perché mi aiuti... Io... Io da sola non so più come fare..."

"N'è sicura al cento per cento di ciò che mi ha chiesto di fare?

"Da giovane ho fatto nascere migliaia di vite operando come ostetrica ma qualcosa del genere non l'ho mai affrontata..."

"Si, ne sono sicura al centovirgolacinque per cento..." Confermò la Bizzarrella.

"Allora finisca il suo triscotto e cominciamo".

La Bizzarrella uscì da dietro al bancone e abbracciò con tutta la sua debole forza, l'amabile Signora Ida Jackson...

Dopodiché, finì il suo triscotto e dopo aver bevuto un po', cominciò la sua delicata operazione.

"Inghiottisco la cornetta, Signora Ida..."

"Ma è proprio sicura di ciò che sta facendo?"

"Certosissima!

Lo vede quel bizzarro uomo in quello stand rosso, laggiù, che piange davanti a quella vecchia televisione?"

"Sì... Quel signore magro... Lo vedo... Sta mangiando un piatto di spaghetti se non erro..."

"Ecco, lui mi ha insegnato a ingoiare oggetti senza farmi male...

Mi ha detto che lui è un bizzarroso uomo che ingerisce vetro, se la mia smemorata memoria da bradipo cittadino ricorda bene..."

"Ah, non l'ho visto... Lì giù è un po' isolato, forse per questo..."

"Un attimo che mi volto, lo inghiotto e le do il numero da chiamare... Ecco, è scritto su questo foglietto..."

"Va bene... Se ne è proprio sicura, farò il possibile per aiutarla..."

La donna bizzarra si voltò.

Alzò la cornetta a mò di fachiro come se fosse una spada tagliente...

Se la fece scendere pian piano... pian piano... pian piano dalla bocca all'esofago e giù per lo stomaco...

Allora si voltò e gli diede un pezzetto di carta con scritto:

"+18 331 17 082 09..."

La bella Bizarrella le fece un segno d'intesa per rasserenare la Signora Ida...

"Va bene, immetto il numero..."

Disse timorosa...

TI-TI-TI...TI-TI-TI...TI-TI...TI-TI-TI...TI-TI...

TUUU-TUUUUUU... TUUU-TUUUUUU... TUUU-TUUUUUU... TUUU-TUUUUUU...

"Pronto, mamma?"

Con voce gracchiante si udì dalla cornetta.

"No, non sono la mamma, sono la signora Ida Jackson, un'amica di sua madre..."

"Ah... Poco male, Lei è una zebra, signora Jackson?"

"N-no mio caro..."

"Ah... Mi scusi... Sa com'è... A mia madre piacciono tanto le zebre... Spesso le definisce "sue amiche"... So che lei le alleva e gli insegna ad essere animali domestici adibiti per far del doposcuola di algebra agli umani che gli umani stessi definiscono "asini".

Sa Non le ho mai viste...

Non le ho neppure sentite...

Ne ho sentito solo parlare...

Mica lei sarebbe così tanto gentile da passarmi una zebra?"

Madama Jackson ancora incredula per ciò che stava avvenendo non riusciva a proferir parola.

"Gli devo chiedere se possono insegnare una cosa agli uomini che abitano nel villaggio di mia madre..."

"Beh... Le zebre sono animali caro, non parlano..."

Disse tremolante la donna.

"Uh... E perché?"

"Gli animali non parlano, fanno solo versi... Noi umani invece parliamo, dialoghiamo, ci esprimiamo..."

"Ah... Perdoni la mia interminabile ignoranza... Sa com'è... Non sono mai nato... Non potrei mai conoscere tutto ciò che lei normalmente sa finché non mi deciderò a uscire..."

"Caro, permette una domanda?"

"Certo, signora Jackson..."

"Perché non "nasce", ed esplora questo bellissimo mondo?"

"Perché non esco? Bella domanda..."

"Potrebbe finalmente dar risposta ai suoi dubbi, avere una visione chiara dei suoi interrogativi!"

"Perché... Perché... Beh, perché ci sono troppi uomini che non si comportano come le zebre..."

"In che senso?"

"Eh... Tanti sensi..."

"Dimmene almeno uno, ti ascolto caro..."

"Ok...

Allora...

Le zebre sia che sono bianche con le strisce nere, sia che siano nere con le strisce bianche, hanno la dignità di chiamarsi sempre "zebre", e non "zebre bianche con le strisce nere" o "zebre nere con le strisce bianche", comprende?"

"La seguo..."

"Invece, degli esseri umani come mia madre, che hanno la pelle diversa da lei, chiamano mia madre una "verde senza speranza"... Non mi sta bene... Perché fanno questo? Perché le zebre, che sono bestie non notano le piccole differenze, e gli umani che sanno parlare, sì?"

"Eh... Lo so mio caro... Purtroppo questo mondo è così..."

"Bizzarro... Troppo a volte..."

"Ma non esci solo per questo?"

"No".

"Ah... E cos'altro c'è allora?"

"Io... Io... Io mi vergogno terribilmente..."

"Di cosa mio caro?"

"Beh, a lei lo posso dire, sono colorato da mamma e papà come "bianco luna"...

E se poi non riuscissi a vedere i miei simili come persone normali, come fanno le zebre?

Non me lo perdonerei...

Mi vergogno di essere un "bianco lunare"...

Perché vorrei essere un umano e basta..."

"Allora esci, e sii un umano e basta... Sarai un animo nobile... Né bianco lunare né verde speranza né bianco come me e neppure nero, giallo o rosso... Un umano..."

"Va bene..."

"Che vorresti fare appena esci da qui?"

"Voglio imparare a scrivere velocemente, in un giorno, e poi voglio scrivere dei libri pieni di storie che ho creato dalla mia fantasia incontaminata da plagi che ho maturato qui dentro, nella mia cara placenta..."

"Vuoi che ti dia una mano ad uscire?

Sono una specialista in questo, magari trasferiamo tua madre in un ospedale per un cesario..."

"Certo... A patto di una cosa..."

"Cosa?"

"Che nessuno fermi la mia immaginazione..."

...

"Mio caro ragazzo, sappi che, appena nascerai, ti accorgerai che la vita è un eterna distesa di scelte...

Come sceglierai di essere un essere umano, di essere buono e di rimanere te stesso, potrai scegliere anche di non modificare la tua immacolata fantasia..."

"Allora, faccia partorire mia madre... Voglio partire... Voglio cominciare a vivere..."

Dunque, un gruppo aiutò la donna a togliersi la cornetta dalla gola, e l'aiutarono ad uscire dal tendone della Fiera del Bizzarrismo per dar vita ad una strana creatura...

L'Autore Del Bizzarrismo...

John McDillan...

Fine.



Commenti

pubblicato il giovedì 26 gennaio 2017
abisciott1, ha scritto: Simpaticissimo anche questo. Mi ricorda i racconti di Chesterton... Il Club dei mestieri stravaganti?
pubblicato il giovedì 26 gennaio 2017
abisciott1, ha scritto: Inoltre, apprezzo molto come scrivi. Tanti dialoghi e giusto l'essenziale. Niente fronzoli che servono solo per riempire le righe. E' meglio così. A me sembra già di conoscere questi stand senza che tu li abbia descritti con mille parole.
pubblicato il venerdì 27 gennaio 2017
JohnMcDillan, ha scritto: Grazie mille, veramente... In Italia non viene tanto apprezzato questo mio modo di scrivere, anche se, sul web, l'Italia Non Commerciale risponde diversamente... Il libro intero "17 Novelle Bizzarre + 1" ha avuto più di 11 k visualizzazioni... Il mio scopo è diffondere il mio modo di scrivere, e questo sito permette di raggiungere Lettori unici come te... Grazie davvero

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