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lavoro pubblicato giovedì 26 gennaio 2017
ultima lettura giovedì 15 ottobre 2020

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IL PRETE BELLO. (4^parte e fine)

di sempretibet. Letto 976 volte. Dallo scaffale Gialli

La vedova del sindaco non si spiegava l’assenza del prete bello, non sapeva che era stato trattenuto dai carabinieri. Nessuno sapeva di lui, era preoccupata. Intanto era assediata dai giornalisti, non poteva neanche lasciare casa...


Il prete bello sentiva che era ad un punto determinante della sua vita, comunque andasse a finire nulla poteva tornare ad essere come prima. Ora voleva lei, voleva condividere con lei, costasse quello che costasse, ogni attimo della sua vita futura. Ma avevano ancora un futuro? Ora che era sospettato di un delitto atroce? Non si permetteva più neanche di chiedere l’aiuto divino dato che aveva tradito così proditoriamente il suo dovere di prete e uomo. Gli sembrava ipocrita anche il solo pregare ed evitò di farlo.

La lettera anonima era in viaggio verso il suo destinatario. Per i misteri della burocrazia mai risolti, doveva, prima di raggiungere un indirizzo situato a poche decine di metri dalla bussola postale dove era stata imbucata, raggiungere il capoluogo di provincia, qui essere smistata e poi rimandata per la consegna. Ci volevano tre giorni lavorativi.

Il capo della procura invitò a soprassedere. Per adesso dovevano seguitare ad interrogare il prete bello, dovevano insistere nell'interrogatorio, farlo cedere, solo con una sua piena confessione si poteva essere sicuri dell’incriminazione e della condanna. Le prove erano solo indiziarie.
Il maresciallo condivise questa decisione.

La vedova del sindaco non si spiegava l’assenza del prete bello, non sapeva che era stato trattenuto dai carabinieri. Nessuno sapeva nulla di lui, era preoccupata. Intanto era assediata dai giornalisti, non poteva neanche lasciare casa.

Poi la lettera arrivò a destinazione. Un carabiniere l’aprì e immediatamente la consegnò al maresciallo, il quale capì che aveva trovato il bandolo della matassa, aveva in mano l’assassino.
Stranamente proprio in quell'attimo seppe chiarire anche la cosa che lo angustiava da giorni.
Il motivo che gli impediva di ritenere colpevole il prete bello!
L’armadio delle armi del Sig. X.!!!!!!
Era coperto di polvere, polvere di molti giorni, forse settimane! Nessuno poteva averlo aperto! Il prete bello non poteva aver usato quel fucile.

Il parroco, il prete bello, era innocente.

La lettera molto voluminosa, di diverse pagine, spiegava dettagliatamente ogni cosa. Il perché, il come.
L’assassino era tranquillo. Non era minimamente a conoscenza di quanto stava accadendo e l’arrivo del maresciallo a casa non lo inquietò più di tanto, ma mentre questi parlava la sua sicurezza andò scemando. Ora era in assoluta fibrillazione. Come potevano sapere tutte queste cose? Questi dettagli? Fu invitato a recarsi immediatamente in caserma. Il maresciallo stesso lo accompagnò.


Quanto può essere vendicativa una donna!
La moglie dell’assassino, amante del sindaco, esultò di una crudele gioia quando vide il marito dover seguire il carabiniere in caserma. Aveva portato, con quella lettera anonima, tante e tali prove da rendere schiacciante l’incriminazione. Le prove delle malversazioni, i numeri di conti correnti dove erano state depositate le somme e dove trovare una di quelle pallottole modificate dal marito simile a quella usata per l’assassinio. L’uomo, messo alle strette, crollò dopo poche ore d’interrogatorio, neanche era a conoscenza della tresca della moglie con il sindaco, non era questa la causa dell’omicidio. La vera causa era una consistente appropriazione di beni del comune, veri e propri furti, reato scoperto dal sindaco che voleva denunciarlo.
Questo avrebbe causato la perdita di tutti i benefici faticosamente raggiunti. Da qui il passo fino all'omicidio fu breve.

Il prete bello?
E’ quasi naturale che non abbia potuto vivere felicemente e facilmente la storia d’amore con la donna che amava. Lo scandalo, sia pur circoscritto nell'ambito ecclesiale ci fu, e la minaccia di trasferimento in chissà quale località lo fece decidere ad abbandonare la tonaca. Questo fra mille difficoltà e minacce di ritorsione varie. Lui non cedette e la scelta di cosa fare fu sua, solo sua.

Il prete bello vive ora con la sua donna. Vive con lei e con i figli di lei. Forse gli manca qualcosa della vita da religioso ma non lo fa mai pesare, ogni attimo le dimostra il suo amore con dei piccoli gesti d’affetto. E’ felice per quanto è possibile. La sua passione è ancora viva, arde di un fuoco perenne.
Sono passati anni da allora e il tempo ha coperto solo parzialmente con la sua polvere quanto è accaduto.

A volte ricordano quei giorni ma non ne parlano mai.
Tibet.
da
sempretibet.blogspot. it


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