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lavoro pubblicato mercoledì 11 gennaio 2017
ultima lettura domenica 26 febbraio 2017

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Un periodo di merda.

di Antonino61. Letto 648 volte. Dallo scaffale Eros

Quando sei mollato e non vedi futuro, gli amici si vedono nel momento del bisogno. O era il loro di bisogno?..

Era un periodo di merda finita la storia con Giselle non uscivo più di casa, lavoravo di malavoglia, dormivo e mangiavo poco.

Marco hai letto il libro!?...
Il libro?...No! non l'ho ancora cominciato, risposi.
Leggilo;.. è interessante, inoltre potrebbe anche esserti utile.
D'accordo, questa sera lo leggerò senz'altro!.., risposi distratto, mentre mi sfilavo il camice;.. ciao Marta a domani, la salutai uscendo.
Bussai alla porta accanto che aprii senza aspettare risposta, Giulio seduto dietro la scrivania stava telefonando, rispose al mio saluto con un gesto della mano, montai sulla "graziella" avviandomi al parcheggio attraverso la fabbrica.
Certo, pensai che Giulio e Marta erano stati lungimiranti quando quindici anni prima avevano cominciato la produzione di imballaggi in cartoni, il laboratorio allora era in un piccolo capannone, ed eravamo in sei, quattro dipendenti più loro due, e per me era il primo lavoro dopo gli studi tecnici.
Da allora la produzione era molto aumentata, arricchendosi di tecnologie sempre più raffinate, ora, stampanti, piegatrici, cucitrici, incollatrici, nastri e carrelli trasportatori si alternavano a bancali con vari tipi di carta e cartoni alti più metri occupando capannoni che venivano regolarmente ampliati.
Mentre in bicicletta li attraversavo lentamente andando verso il parcheggio pensavo al programma di lavoro del giorno dopo, in macchina mi ricordai del libro, dovevo leggerlo, era la seconda o la terza volta che Marta mi chiedeva se lo avevo iniziato.
Marta e Giulio, come del resto tante altre persone, facevano di tutto per farmi sentire la loro vicinanza e amicizia con consigli e inviti vari, da quando Giselle quattro mesi prima se ne era andata a Milano come responsabile di una nota agenzia turistica dicendomi che con il suo trasferimento finiva anche la nostra convivenza, per me era cominciato l'inferno!
Forse avrei dovuto intuirlo prima che le sue frequenti assenze,per lavoro, preludevano alla fine del rapporto, ma ne ero troppo innamorato, e del resto quando rientrava anche dopo giorni di mancanza la felice vita di coppia riprendeva con l'allegra fantastica disponibilità di sempre.
Rientrato in casa mangiai qual'cosa scaldato nel micro-onde rimpiangendo di non aver accettato l'offerta di Giulio di restare a cena da loro.
Sapevo per certo che le loro attenzioni erano sincere e personali, e non dovute al rapporto di lavoro che svolgevo come responsabile della produzione, ma dovevo imparare a cavarmela da solo.
Andai presto a letto iniziando a leggere il libro che mi aveva dato Marta, il cui titolo era
"L'ospite' ", raccontava di una spedizione scientifica italiana che agli inizi del novecento si era spinta verso il Polo Nord, dove tre dei suoi membri sorpresi dalle avverse condizioni atmosferiche si erano persi e furono salvati e ospitati da una tribù indigena che nel loro costume usavano offrire le loro donne in segno di "L'ospite' ".
Il libro spiegava che questa consuetudine aveva un riscontro positivo, in quanto essendo la comunità ristretta ad un centinaio di individui rischiava di inaridirsi geneticamente.
Questa pseudo spiegazione culturale che il libro forniva era in realtà un pretesto, infatti oltre i tre-quarti delle sue pagine descrivevano dettagliatamente i preparativi delle donne e degli uomini della tribù per stimolare gli ospiti al rapporto sessuale.
I rapporti inizialmente graditi ai tre uomini con il passare dei giorni risultavano piuttosto impegnativi, e solo grazie ad una alimentazione particolarmente completa e raffinata e alla abilità delle donne ad organizzare ed utilizzare giochi erotici e coinvolgenti riuscirono a destare il giusto interesse dei maschi nei mesi che seguirono.
In definitiva il libro era un lungo racconto erotico con relativi disegni illustrativi e quando girai l'ultima pagina mi stavo masturbando.
Il giorno dopo Giulio mi chiese se avevo letto il libro,.. gli risposi di si!.. Guardandomi mi chiese se mi era piaciuto e mi era servito;.... e quando gli risposi nuovamente di si! mi disse: da solo? La domanda mi colse di sorpresa, allargai leggermente le braccia dicendo:.. ero solo...!
Peccato!... Mi disse, e girandosi verso la porta del suo ufficio continuò,.. noi siamo tuoi amici!... lo sai..., siamo sempre disponibili!.
Consideravo Giulio e Marta come fratelli maggiori dai quali avevo avuto aiuto e consigli, ma nei giorni che seguirono sempre più spesso mi sorprendevo pensare a quella "disponibilità".
Marta aveva quarantatrè anni, la sua naturale eleganza faceva di lei una bella signora e che un fisico alto e slanciato mascherava un corpo piuttosto formoso rendendolo comunque sessualmente interessante.
Avevo un bel ripetermi che era sbagliato da parte mia una simile valutazione, o che non dovevo rilevare eventuali doppi sensi nelle sue frasi di dialogo, dicendomi che sicuramente il mio giudizio era falsato dal forzato digiuno sessuale.
Nonostante tutta la mia buona volontà non potevo fare a meno di sbirciare nella sua scollatura e di valutare le affermazioni delle "malelingue" le quali affermavano che Marta era tornata dalle ultime vacanze con una silhuette molto migliorata.
Mi bastava stargli vicino annusare il suo profumo per sentirmi eccitato e ad avere il cazzo duro, infatti più volte, o perchè l'avevo sfiorata, o perchè era piuttosto evidente, dopo avermi guardato la patta dei pantaloni, mi aveva detto: Marco credo proprio tu abbia bisogno di una femmina!..., mettendomi però contemporaneamente in guardia dall'andarmi a impegolare con donne vogliose di consolarmi, che sicuramente non mancavano anche in fabbrica.
Le "schermaglie" allusive, gli "involontari" strofinamenti, mi eccitavano sempre più;.. e spesso mi ero ripromesso che alla prima occasione gli avrei infilato una mano tra le chiappe, o altro gesto che non lasciasse dubbi sulle intenzioni, ma poi mi frenavo per il timore di commettere un errore, in definitiva Giulio e Marta erano amici e forse ero io ad essere troppo "infoiato" per una serena valutazione.
Sabato mattina andai in ufficio, anche se la fabbrica era chiusa, come del resto ero solito fare ultimamente. quando Giulio mi raggiunse, mi parlò di alcuni piccoli problemi poi mi disse che Giulia mi stava preparando la festa con un pranzetto afrodisiaco, al quale non potevo mancare.
La mattinata trascorse tra momenti di eccitazione e incertezze, quando salii;.. l'abitazione era sopra agli uffici.., Giulia era in cucina, mi disse che il pranzo sarebbe stato pronto dopo pochi minuti e che mangiavamo in tinello perchè c'era più fresco;.. si scusava di essere ancora in vestaglia ma faceva troppo caldo per vestirsi.
In quel momento comparve Giulio con in mano un bottiglione "magnum" dicendo: oggi si pasteggia a champagne!.., molto bene gli fece eco Marta, è l'ideale per il pesce!...
Dopo l'aperitivo mangiammo spiedini ed altre specialità marinare, avendo una cura reciproca di mantenerci sempre il bicchiere pieno e probabilmente era colpa del vino se spesso le battute risultavano essere piuttosto spinte, ed in particolare dopo aver inserito come argomento l'ospitalità descritta nel libro, del quale mi dissero di avere anche il video e che dopo pranzato lo avremmo sicuramente visionato......
Dopo un complimento, da me fatto, per l'ottimo pranzo, Marta che mi stava di fianco si accese una sigaretta, mi ringrazio dicendo che ero molto gentile, mi si appoggio sulla spalla e chinandosi in un alone di fumo mi baciò sulle labbra,... senza volerlo alzai il braccio che tenevo lungo il fianco infilandoglielo sotto la vestaglia in mezzo alle gambe,... e mi fu del tutto naturale alzarlo sino a sentire sotto le dita i peli della vulva.
Guardai Giulio, che però non aveva visto nulla perchè era dall'altra parte del tavolo e sorrideva tranquillo,.. al bacio di Marta, la quale poi si allontanò lentamente come se nulla fosse.
Dopo il caffè, naturalmente corretto, andammo in soggiorno e mentre Giulio inseriva la cassetta nel video-registratore, Marta mi fece sedere sul divano vicino a lei.
le immagini raccontavano ben poco della "storia" ma documentavano in modo molto dettagliato i particolari legati ai rapporti sessuali.
I commenti più piccanti che facevamo accompagnavano misure, posizioni, ed espressioni date dai vari piaceri dagli attori, erano sottolineati spesso dai relativi gesti da Marta, che mi teneva una mano su una coscia con le dita in mezzo alle gambe,.. strofinandomi leggermente il cazzo, mentre dalla vestaglia semi-aperta facevano capolino le sue grosse tette.
Dai spegni quell'affare!.., disse rivolta al marito,....spegnilo!... Guarda questo povero ragazzo a momenti gli scoppiano le palle..., bisogna fargli un pompino!!.., così dicendo si alzò in piedi, e prendendomi la mano mi fece alzare, dai vieni!.., Guardai Giulio, che allargò le braccia e scuotendo leggermente la testa come rassegnato, disse:... se bisogna farlo!?,... bisogna farlo.......!
In camera mi sfilò la maglietta gettandomi letteralmente sul letto, ed aiutandomi a togliere pantaloni e mutande, quindi salì anche lei sul letto inginocchiandosi al mio fianco, si chinò e prendendo il cazzo in mano se lo infilò in bocca.
Guarda che bello!, disse, poco dopo a Giulio, tenendo il cazzo dritto in mano e scuotendolo lentamente e noi che non ci avevamo mai pensato! Giulio stava di fianco al letto menandosi l'uccello, non ci badare,.. a lui piace guardare!.., disse Marta.
Sia chiaro che voglio godere anch'io!.. gli rispose Giulio e sia altrettanto chiaro che tu non avrai l'aumento per questo!.. disse ridendo.
La ragioniera sono io; e se uno lavora bene bisogna pagarlo bene!!....gli rispose Marta che accese un sigaro con fare da Boss, e così dicendo si tolse la vestaglia e girandosi mi scavalcò ponendomi il culo in faccia.
Il mio ricordo della figa era ancora legato a quello di Giselle che usava depilarsi di frequente lasciando solo un piccolo ciuffo sul pube, fui quindi sorpreso di trovarmi sul muso una fica così...grande..., il folto cespuglio di peli simile ad un cespo d'insalata copriva tutto il pube finendo tra le grosse chiappe, era diviso al centro dalle grandi labbra tra le quali si intravedevano quelle piccole e frastagliate con sopra il grosso clitoride.
Marta probabilmente avvertì la mia sorpresa, tanto che girandosi mi chiese: Non ti piace?
Buona!!.. Le risposi,... ficcandoci in mezzo il muso e dentro la lingua..., godendo di tanta abbondanza, del gusto e del profumo di sesso che quasi più non ricordavo.
..., continuò Marta, ;.. mi disse, prima di riprendere a spompinarmi.
Dai fatti impalare!!..Fatti impalare ..!!.., quasi urlava implorante Giulio.
Vuole vederci chiavare....., vieni girati, mi disse Marta, facendomi mettere di traverso sul letto con i talloni sulla sponda, montandomi sopra e infilandosi il cazzo in fica gli disse:... sbuffando dal sigaro che ammorbava l'aria ma al tempo stesso mi eccitava quel suo fare un pò smoking fetish.
Mosse adagio i fianchi facendosi penetrare sino in fondo, mentre io le mungevo le tettone, poi si chinò mettendomi la lingua in bocca, e una nuvola di fumo usciva dalle sua labbra. Tossii un pò non essendo fumatore. Mi strinse ridendo divertita, poi, rimanendo sempre in quella posizione, sollevò il bacino e cominciò a farsi pompare su e giù,... il marito si era inginocchiato in terra, aveva il muso all'altezza giusta per leccare la fica e i culi, leccando il cazzo che entrava e usciva dalla vagina beveva gli umori dell'orgasmo nel momento che io e Marta godemmo.
Un paio d'ore più tardi, dopo uno stimolante spuntino ed aver terminato di vedere la video-cassetta, ci ritrovammo sul letto.
Marta si era coricata nuda al centro e e aveva aperto le gambe in modo provocante ed invitante, Giulio si inginocchiò sopra la sua testa mettendole l'uccello in bocca;.. si piegò in avanti finendo con il viso in mezzo alle cosce della moglie.

Quel groviglio di carne vera era molto più eccitante del video, Marta da sotto mi guardò, si tolse il cazzo di bocca e sorridendomi mi mandò un bacino e allargò le chiappe del marito infilandogli un dito nel culo.
Roberto sembrò gradire perchè si spinse più all'indietro, si chinò mettendomi la lingua in bocca, mi fece l'occhiolino dicendo: vedi come gli piace?
Non avevo mai inculato un uomo, però l'idea mi eccitò, mi ci posi dietro, Giulio se ne accorse e si sollevò per facilitarmi, Marta gli allargò bene le chiappe, gli accarezzai il solco passandoci in mezzo la cappella più volte prima di appoggiargliela sullo sfintere che si aprì docilmente con una leggera pressione accogliendomi e mi bastarono poche spinte per penetrarlo tutto, mentre da sotto Marta accarezzandomi la palle mi infilava un dito nel culo e spingendomi avanti e indietro dava il ritmo dell'inculata al marito. Marta iniziò a succhiare il cazzo di Giulio che venne ben presto nella sua bocca, le sue labbra avevano un’espressione da troia mai vista… Eccitato diedi due colpi secchi e godetti per la seconda volta. Lo sperma colava dall’ano e Marta iniziò a leccarlo per non perdere una goccia. Poi ci avvicinò e prese a baciarci. Poi rilassata si sdraiò su di noi e rimanemmo un tempo indefinito a goderci il momento.
La notte quando ci salutammo con un casto bacetto e con l'augurio della buona notte, li ringraziai del pranzo squisito e della loro calda cura dell' <Ospite>'..


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