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lavoro pubblicato martedì 10 gennaio 2017
ultima lettura martedì 25 aprile 2017

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MEDJUGORE - Quando Dio scatena l'Apocalisse, soltanto il Diavolo ti può salvare

di MaddoxDeTox. Letto 113 volte. Dallo scaffale Generico

Recensione del febbraio 2014 effettuata per il sito www.cinemorte.com, sito messo off-line nel marzo dello stesso anno e in attesa di ripristino per vie legali.

Nel giugno del 2013 scesi a Roma per alcuni affari di carattere filantropico (una bella ventitduenne di Centocelle) che si rivelarono un disatro in termini di spreco di tempo, risorse ed stamina. Questo a vederla negativa. Sull'altro piatto della bilancia si può dire che conobbi Yorghe Danzi, e sebbene non potesse venire incontro alle esigenze che mi spinsero nella Capitale Eterna si può dire che furono tre giorni spesi bene. Conosciuto una sera al CSOA Corto Circuito durante una rassegna sullo pseudocinema mi si affiancò durante la proiezione di "Cigarette Burns", a mio parere una delle poche perle della serie Masters Of Horror che ha il pregio di ricordami che, nonostante le ultime porcate, Carpenter è pur sempre un genio. Tra una birra e svariati bla bla da cinefili, Yorghe mi disse di aver girato l'anno prima un film autoprodotto dalla A alla Z, tra l'altro in Veneto. Preso dall'orgoglio regionale e dalla curiosità e mi lasciai convincere a seguirlo, finita la proiezione, nel suo appartamento per una proiezione privata. Perchè seguire uno sconosciuto romano di nome YORGHE a casa sua per vedere un film sul divano, vi chiederete voi. Perchè, come i cattolici più ferventi, ho sentito La Chiamata, e questa mi ha spinto nel pellegrinaggio che mi ha portato verso l'apparizione finale, ovvero MedjuGore.
Questo lungometraggio del 2012 della durata di ottanta minuti netti mi ha colpito in faccia come solo pochi film hanno il potere di fare. E visto che mi aspettavo il solito filmino ripreso con telecamere scrause e montato con Pinnacle è difficile spiegare la sensazione di giubilo provata quando ho visto le riprese in HD e l'audio ridoppiato come in Italia si amava tanto fare nei poliziotteschi anni 70. Ma sul comparto tecnico, cast e aneddoti mi dilungherò come al solito alla fine, per cui reggetevi forte e raccomandate l'anima a Dio (o in questo caso al Diavolo).
Partendo dall'ovvio gioco di parole (Medjugorje+Gore= MedjuGore) già si può intuire il tono della pellicola: scorrerà del sangue, questo è sicuro. Ma è l'idea che sta all'inizio del film che ha qualcosa di brillante ed estremamente blasfemo. Tutto inizia in un paesino di poche case sperso tra le montagne, dove Emma, una bambina di otto anni figlia di taglialegna completi di camicia a scacchi e Timberland, ha in mezzo ad una prato la visione della Madonna Che Piange Sangue®. Questo scatena il solito tam tam mediatico che noi italiani amiamo in maniera così morbosa (a me ogni Madonna che piange sangue ricorda sempre la tizia di "Paura Nella Città Dei Morti Viventi" di Fulci) finchè qualcosa di più morboso non ci attrae. Conosciamo così la troupe di una TV locale che si appresta a fare un'ultima diretta prima che l'intera vicenda cada nel dimenticatoio. I membri sono il burbero Alan, cameramen con qualche chilo di troppo ma con battute degne della verbosità intelligente di Tarantino, Rebecca, la rossa e ovviamente procace giornalista che durante tutta la pellicola si evolverà da semplice bambolina ad eroina con le "palle" d'acciaio e IL FONICO, il cui nome non viene mai nominato per tutto il film grazie a degli a volte spassosissimi espedienti. Arrivati sul posto avvolto dalla nebbia la troupe si trova a dover affrontare un problema: Emma, la bambina della visione, è scomparsa. Purtroppo non per molto. La suspance viene interrotta poco dopo, come a dirci che sarrebbe bello ma non è quella la direzione della storia, quando il padre della bimbetta la ritrova seduta in un prato tra la nebbia. Con i capelli rasati a zero. Con gli occhi ribaltati indietro. Con una croce DRITTA cicatrizzata al centro della fronte. A quanto pare Dio ha deciso di porre fine a questo esperimento chiamato umanità ed ha deciso che a scatenare l'Armagheddon sarà una bambina di otto anni. Ora, se come me masticate film sugli zombi avrete certo un idea di "contagio" sanguinolenta, fatta di morsi, sangue vomitato, urla e denti digrignati. In MedjuGore no. Basta che la ragazzina appoggi la fronte su quella del padre per renderlo un pelato marchiato come lei (qui gli effetti speciali mi hanno ricordatto molto quelli dell'Arca Dell'Alleanza di Indiana Jones, ma senza sangue e sai che c'è, funzionanano alla grande!). Da qui in poi ogni persona del villaggio verrà a mano a mano "contagiata" da quello che si palesa sempre di più come qualcosa di inarrestabile, tant'è che le armi contro questi esseri "divini" non hanno effetto. In compenso lo hanno sugli abitanti che, resi isterici dalla realtà dei fatti, pensano bene di cominciare ad ammazzarsi a vicenda, per poi essere resuscitati dalla piccola Emma. Purtroppo (e qua anche Yorghe mi ha detto che a posteriori è stata un'idea pessiama) IL FONICO muore, Rebecca la bona e Alan si rifugiano in una casa barricando le finestre e le porte ("Le Brigate Della Morte" docet) cercando di capire come uscirne vivi e qui, in una più che magistrale citazione a "Zombie 2" di Fulci, la nostra Rossa perde un occhio. Ormai tutti gli abitanti del villaggio sono dei "contagiati" e niente sembra poter risolvere la situazione finchè, a tre quarti di pellicola circa, arriva Padre Debo, IL PRETE CON LE KATANE. Sento già qualcuno che grida al trash, e ha pienamente ragione. D'altronde, chi ha mai detto che fosse un film serio? Ma nemmeno le spade di questo prete che sembra preso in prestito dall'anime "Trigun" hanno potere di sconfiggere i toccati da Dio, e allora, ecco l'idea che rende il film una vera perla. Dopo aver pronunciato la frase che da il sottotitolo a questa recensione il prete disegna un bel pentacolo col proprio sangue ed evoca Risch, un demone palestrato che indossa una maschera antigas della prima guerra mondiale. A quanto pare il sangue di questo demone ha il potere di fare male ai "nemici" ed ecco che, con un Emma sorridente appollaiata su di una croce e circondata dai suoi "seguaci", questi quattro cavalieri dell'apocalisse al contrario scatenano la battaglia finale per salvare il mondo da chi l'ha creato e lo vuole distruggere.

Ed è questo il tema che ritorna spesso nella pellicola, al di la del trash palese, un tema che tutto sommato porta ad una riflessione. In quasi tutti o film i buoni si devono difendere dal male che vuole la distruzione, la morte, l'oblio. Ma nei testi sacri é Dio che decreterà l'inizio della fine, e il regista, preso atto di questo, si diverte ad invertire i ruoli. I buoni sono visti come cattivi, come i fautori della fine, mentre gli antagonisti trovano come via l'istinto primario, quello più basso (o più alto) dell'essere umano: sopravvivere. Film godibile, ben dosato nelle sue componenti di thriller, splatter, trash e blasfemia, non annoia e sicuramente intrattiene, facendoci anche ridere, ovviamente nei monmenti giusti. Il tutto contornato da una colonna sonora originale straniante, abominevole e psicotica. Sicuramente non una pellicola mainstream, ma se non altro palese dimostrazione che in Italia non c'e solo la commedia degli equivoci, ma anche un nutrito sottobosco di idee. Che vi piaccia o no.

COMPARTO TECNICO E ANEDDOTI

Yorghe Danzi è produttore, sceneggiatore, regista e aiuto montatore del film. quindi è tutta colpa sua.
La pellicola è stata girata tra settembre e ottobre quasi interamente a Campo Di Brenzone (VR), un paesino abitato da una solo famiglia raggiungibile solo da una mulattiera.
Dei 6000 euro di budget 1000 ne sono andati direttamente alla famiglia per poter fare le riprese.
Tutti gli attori presenti nella pellicola sono dilettanti di teatro (e comunque non ci sono i crediti alla fine del film...) a parte IL FONICO che, a detta di Yorghe, ha interpretato il cadavere in una puntata di Distretto Di Polizia.
La bambina che interpreta Emma ha in realtà 16 anni, cosa che mi ha lasciato parecchio perplesso.
A quanto pare Yorghe fa parte di un collettivo d'arte non meglio specificato, formanto da gente a detta sua "cento vorte mejo de me", questo spiega l'ottimo audio e gli effetti speciali ben amalgamati.
La ragazza che interpreta Rebecca ha dovuto ripetere la scena dell'occhio 17 volte perchè continuava a ridere.
L'attore che interpreta Padre Debo studia effettivamente l'arte marziale del Kendo da dieci anni.
Le musiche, per non dover pagare i diritti, sono state composte e suonate da Yorghe e Carlo "Crak-O" che nel film interpreta Alan.

Purtroppo questa pellicola non è di facile reperibilità, in quanto da quello che so Yorghe non ha mai avuto intenzione di caricarla su internet, ma di presentarla direttamente a dei distributori. Mi sono incontrato con Yorghe altre 4 voltre in altrettante occasioni in cui sono sceso a Roma, ma dopo l'ultima non ho più avuto sue notizie. Girando per centri sociali alcuni dicono sia partito per l'Australia, altri che sia tornato a Gorizia da sua madre, certo è che ha cambiato numero e non abita più nella capitale. Chi lo sa, magari pure lui ha ricevuto La Chiamata e ha iniziato il suo pellegrinaggio personale e visionario per MedjuGore...



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