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lavoro pubblicato martedì 10 gennaio 2017
ultima lettura martedì 19 settembre 2017

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Un giorno di sole

di AllegraSolitudine. Letto 236 volte. Dallo scaffale Sogni

Lei camminava in un sentiero che attraversava un pascolo, il vento forte e l’aria fresca pettinavano i fili d’erba, i quali si piegavano ondeggiando. Lei era felice, chiudeva gli occhi ed i sensi venivano invasi da suoni, odori. Ad un tra...

Lei camminava in un sentiero che attraversava un pascolo, il vento forte e l’aria fresca pettinavano i fili d’erba, i quali si piegavano ondeggiando.
Lei era felice, chiudeva gli occhi ed i sensi venivano invasi da suoni, odori.
Ad un tratto un suono diverso -Tactactac -, era la prima volta che sentiva un suono del genere dal vivo, il suo cervello cerco’ un appiglio per definirlo.
Gli occhi ancora chiusi e una consapevolezza, un serpente a sonagli era vicino.
Apri di scatto gl'occhi e si guardo attorno, ‘niente’, forse era un errore, un gioco del vento.
Ma come fece un’altro passo ecco che il -tactactactac- era presente e piu’ forte.
Rimase nuovamente immobile e si guardo attorno attentamente, -dove sei??- chiese.
La risposta fu -tactactactactac-.
Lo sguardo analizzava ogni singolo angolo in un raggio di due metri attorno a lei.
E allora lo vide: con le sue linee marroni che definivano i disegni geometrici lungo il suo corpo arancione caco, a momenti arancione mattone.
La sua bellezza era accecante, la delicatezza di ogni singola sfumatura che si creava sul suo corpo grazie alla luce del sole che si rifletteva sulle squame. Immobili Lui e Lei, si osservavano.
Lei e Lui, due mondi cosi’ lontani, ma allo stesso tempo cosi’ vicini.
Lei cerco’ una via di fuga, ma doveva muoversi lentamente e decisa.
Il suo cuore batteva forte, doveva saltare, muoversi, fuggire lontano da Lui.
Una goccia di sudore freddo gli scorreva sul viso, d’istinto alzo la mano e l’anullo, Lui si spavento’ e gli salto addosso, lei indietreggio’ ed inciampo’. Lei era per terra e Lui attacco’ di nuovo.
Ma quando Lui cadde a terra il suo corpo era diviso in due, mentre il machete luccicava con il sangue sulla lama.
Lei si alzo da terra e piangeva, lo spavento?, la paura?, l’orrore?
Il machete aveva tagliato la testa al serpente a sonagli, lei si chino e raccolse il corpo mutilato del serpente, nelle sue mani quel corpo si muoveva ancora, ma ormai la sua vita era finita. Pianse, si senti immensamente mostruosa, il suo machete aveva tolto la vita a quell’essere unico.
Il vento ignaro continuava a pettinare l’erba, ed il sole iniziava il suo lento tramonto.
Lei inginocchiata per terra chiedeva scusa, mentre le lacrime cadevano sulle squame color caco. Chiuse gli occhi per trattenere le troppe lacrime, ma quando riapri’ gli occhi era a letto.

Un sogno, era solo un sogno, ma il dolore, quello era reale e l’accompagno per sempre.



Commenti

pubblicato il martedì 10 gennaio 2017
Gattopardo, ha scritto: La sensibilità oltre ogni limite di chi, anche in sogno, preferirebbe la vita altrui (anche una vita animale) alla propria. Non so se voluto ma trovo affascinante ai fini della costruzione e della filosofia del racconto che sia stato l'istinto di conservazione, che è un istinto animale, a prevalere sul quel sentimento.
pubblicato il lunedì 16 gennaio 2017
abisciott1, ha scritto: A me fa pensare alla rivincita di Eva contro il Serpente. E stavolta la donna non cade in tentazione.

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