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lavoro pubblicato domenica 8 gennaio 2017
ultima lettura mercoledì 2 ottobre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

IL PIANTO DELL'ORCO

di DOMENICO DE FERRARO. Letto 614 volte. Dallo scaffale Fiabe

IL PIANTO DELL’ORCOIl male avanza tra giorni difficili , dove non c’è più tempo per credere in se stessi ,né in miracoli  o prodigi, leggi che possono salvarti da quell’orrore di vivere in comune. Credere di ...

IL PIANTO DELL’ORCO

Il male avanza tra giorni difficili , dove non c’è più tempo per credere in se stessi ,né in miracoli o prodigi, leggi che possono salvarti da quell’orrore di vivere in comune. Credere di potercela fare , far finta di nulla che tutto vada per il meglio che non ci sono problemi o immane catastrofi dietro la porta , tra sortilegi , buone maniere che richiamano una storia dimenticata dentro un libro ingiallito . Tu mi guardi vicino al fuoco . Tu mi deludi mio caro amico , te ne stai incurante del male fatto vicino alla fiamma che riscalda , balla nell'oscurità che brucia il tempo, i vari racconti uditi. L'eco del vento entra impetuoso, porta con sé voci gioiose, voci di bimbi, di madri, d'addì ,di cose vecchie buttate nell'immondizia.

Sono solo io e l’orco , stasera , lui mi guarda sbavando chiuso in gabbia vorrebbe divorarmi, vorrebbe assaggiare la mia carne ,bere il mio sangue, vorrebbe trasformarsi in me stesso. Andare libero sotto altre sembianze per paesi, città per mondi lontani , giocando a palla nel sonno d'un bimbo febbricitante che si nasconde nel letto sotto le lenzuola profumate ,in cerca della madre che scende sbadigliante dal suo giaciglio in cerca dei suoi occhiali. Ma la finestra è aperta ,il vento entra fischiando , portando con se freddi zefiri, gelide parole, in un balzo felino, l’orco e nella sua stanza. Annusa di quà , annusa di là guarda sotto il letto , se vi è nascosto qualcuno.

La febbre sale e con ella , ritornano i ricordi d'infanzia. Ritornano i giorni passati al sole che con dovizia, con abnegazione ha reso il bimbo un bravo scolare. Tonino conosce tutta la storia del suo popolo ,conosce la miseria della sua città ,conosce il senso della giustizia , la dolce musica che aggrazia il bel canto, conosce le parole che scacciano via ogni disgrazia.

Mò volesse mangià in un sol boccone, arrostito sopra ad una fiamma, indorato con salvia, rosmarino , arrostito ad arte come solo io sò fare. Quante creature me sò magnate , non tengo chiù lo conto . Sente ancora le voce di quei poveri pargoli , sente ancora le lacrime, che gridano lasciaci stare, non farci del male, vai via, mamma aiutami, ma la fame , mi prende al cervello, non riesco ad avere pietà, il sangue m’inebria , afferrarli, mangiucchiarli piano piano, ossicino dopo ossicino , oh che prelibatezza.

Povero me, sento l'orrore, sento la morte, sento una strana creature avvicinarsi vicino al mio cuoricino. Oh dove sei mamma? dove siete miei cari, sono rimasto, solo in questo lettino , attendo la fine, forse la morte .Attendo giorni sereni , tra strade deserte nell'eco d'un tempo passato ,oltre questa invidia ,questa becera ignoranza, getto l'occhio sopra le bianche lenzuola , mi guardo intorno ,osservo, spero che tutto finisca presto. Spero di non sentire più queste maledette voci, sussurri, echi di rumori d'una città che ignora chi sono , ignora le mie paure di bimbo ,nascosto sotto le coperte.


Vorrei essere mai nato , ho portato solo dolore ,solo lacrime, come un cielo in tempesta, ho bagnato questo mondo, ho divorato l'innocenza dei bimbi , non ho scusanti , se mi nascondessi nel silenzio d’un universo sconosciuto sentirei la mia coscienza gridare basta. Rintanato sopra una soffitta, dietro di te , dietro questo orrore che ho procurato, contro il tempo , contro questa maledizione che mi perseguita, che divora il mio corpo , mi trasforma in un mostro in un orco. Vorrei dire basta ,gridare basta , al tanto orrore ,sono un orco , m'aggiro tra case abbandonate , portando seco con me il male che alimenta la mia anima .

Nessuno m'ascolta , sento l'alito dei mostri che entrano in questa stanza, ho tanta paura, vorrei essere grande, poter sconfiggere le mie paure, vorrei picchiare i mostri che m'assediano. Vorrei continuare a vivere , divenire grande più grande di mio padre , che non ho mai conosciuto. Vorrei essere quell'uomo, che ora siede al bar del centro che mentre fuma, sorride ad una signorina che passa, vorrei , essere il vento, forse il mostro che m'alita vicino, vorrei continuare a vivere a credere che un giorno tutto possa essere un fragile ricordo.

Non voglio fargli del male, non voglio più uccidere e se mi trasformarsi da orco malvagio, divenissi il braccio destro della befana , si propria quella bacucca d'una befana che non ho mai potuto digerire, con i suoi orribili dolci, maledetta befana, se penso alla mia infanzia, forse è stata proprio lei , la causa del mio odio verso i piccoli indifesi. Non è mai venuta a casa mia a portarmi un dolce ,un regalo , forse aveva paura, forse non si fidava d'entrare nella grotta ove abitavo. Mai avuto un dono , un giocattolo , fin da piccolo sono sempre stato trattato da orco . Figlio d'orco , nipote d'un orco , un repellente mostro da evitare, da non avvicinare.
Questa è la mia colpa , d'essere nato orco , dopo tanto male voglio rimediare al tanto male fatto . Quest'anno mi travesto da befana e vado in giro a portare regali , giocattoli , cioccolate a tutti quei teneri , saporiti mocciosi.


Verrà mai la befana da me ? ridicolo, mi porterà mai una calza colma di tanti dolciumi ? un giocattolo, una stella, una semplice carezza, oh come vorrei uno scrigno in cui e chiuso un magico dono, poter cambiare questa mia vita, diventare grande più grande d'un gigante, correre sopra le nuvole, correre contro il male , ridere , giocare con tutti i bambini del mondo, lontano dall'orrore dai mostri che ogni sera vengono vicino al mio lettino.

Il tempo cambia, passano i giorni , domani verrà la befana , tutti , grandi, piccini , aspettano un dono , tutti aspettano un cambiamento , un giorno migliore per poter vivere. Madri, padri, famiglie intere attendono doni, attendono che il signore li guidi verso una nuova terra, verso una terra promessa ove i frutti son cosi dolci , dove il cielo è più azzurro, dove i pesci danzano sulla superfice delle acque, dove tutti attendono una felicita, qualcosa che li trasformi , in un amore , in una gioia infinita, in uomini liberi , ed i vecchi potranno ritornare a sorridere ed i bimbi giocare tra i prati in fiore. Questo vogliamo , pace, una casa piccola, graziosa con tanto verde intorno. Un luogo ove poter continuare a pregare, credere nel signore , sperare d'essere se stessi .


Si cambio ,cambio questa mia vita , questa pelle , questi denti che hanno affondato in dolci innocenti carni, si cambio , cambio pelle , corpo , cambio, divento la befana quella maledetta befana che non mi ha mai amato e che io non ho potuto mai conoscere . Il tempo, gli uomini sono stati crudeli con me, solo perché ero brutto da far rabbrividire , solo perché ero uno demente, un povero diavolo , dall'aspetto orribile, perché ho vissuto, lontano dagli uomini, lontano da quel sentimento che l'accomuna tutti , che loro chiamano amore. Cambio vita lo sò e difficile , divenire tutt'altra persona , qualcosa che non sono mai stato. Un essere , totalmente diverso dalla mia natura. Ma l'orrore ed il pianto dei tanti innocenti a cui ho fatto del male , risuona in me , il ricordo di chi non aveva colpa , pesa il rimorso dentro di me , che trascino con me con questo dolore , con questo soffrire , con questa paura.


Sento che domani sarò felice , sento le voci allontanarsi le sento più deboli, vorrei ora saltare dal letto correre nella stanza di mia madre abbracciarla, vorrei , ma lei dorme con il suo compagno , con quello strano uomo peloso ,puzzolente , che mi fa tanta paura, vorrei saltare dal mio letto , correre nella stanza di mia madre e dire basta ,gridare : mandalo via , manda via quell'orribile uomo.
Mandalo via , stringi me tra le tue braccia , bacia me, che sono tuo figlio, bacia me, dammi tanti baci, dammi il tuo calore , riscalda il mio corpo, il mio cuore, scaccia via i mostri che mi perseguitano , allontana da me le voci malvagie.


L'urlo ,il dolore è sempre uguale , per grandi e piccini, perseguiamo sogni , strade che portano assai lontano oltre il nostro credo , vorremmo che il male , tutto ciò che odiamo finisse , vorremmo che il grande tendone , il sipario che ci divide, ed apre, chiude questa storia mostrasse una realtà senza orribili delitti , mostrasse uomini e donne tutti uguali , senza alcun dolore, senza alcuna paura , come per incanto la vecchia befana trasformasse ogni cosa in ciò che vorremo essere.
Così con un solo colpo di bacchetta , l'orco divenisse finalmente un bravo uomo ed il piccolo che si nasconde sotto le coperte avrebbe finalmente accanto la sua mamma ed il suo papà . La vecchia strega gira il mondo a cavallo della sua scopa , solca cieli infiniti, universi sconosciuti , corre come un turbo su paesi e metropoli ed ad ogni uomo che soffre gli regala ciò che ha sempre desiderato. Ma tu intanto continua a lottare , lotta contro il male , contro ogni guerra, non smettere di lottare , trasforma il tuo spirito ,coltiva il tuo credo, non lasciare che la fiamma della speranza si spenga , non t’arrendere mai al male.


Balla befana sopra il mondo , con la sua scopa e là un ranocchio diventa un principe, lì una ragazza conquista il suo moroso, tutti ballano insieme alla befana , chi non ci crede e solo un povero orco , senza cuore , senza amore , senza un amico. Eccoti il tuo dono, chiudi gli occhi ed ascolta la voce che giunge dal fondo della tua coscienza che giunge dal fondo del tuo cuore , questo è il mio dono in questa fredda sera che trasforma la nostra vita in un gioco dell’ oca contro l'orrore ,contro il male insito nell'animo di coloro che coltivano la bestia del potere.

Sono libero, l'orco è scappato , ha aperto la gabbia mi e passato vicino , senza toccarmi e svanito nel nulla , forse e saltato dalla finestra , forse è caduto da basso, forse si è rotto l'osso del collo , confesso mi fa tanto piacere sapere che lui non c'è più in casa mia, che finalmente io possa crescere , essere ciò che sono. Mia madre mi ha detto che non tornerà più , che la loro storia è una storia finita , come sono felice , il mostro è fuggito e andato via forse alla ricerca di chi lo possa aiutare a cambiare ,alla ricerca d’un perdono , sorrido, mia madre mi sembra di nuovo tanto bella, finalmente non vedrò, mai più quell'orribile , uomo peloso aggirarsi in mutande per casa mia.













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