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lavoro pubblicato domenica 8 gennaio 2017
ultima lettura giovedì 20 aprile 2017

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il Cuore di Ménalis

di alessandrobarca. Letto 113 volte. Dallo scaffale Fantasia

Anni dopo gli eventi narrati ne "Le Magnifiche Armate", la guerra non si è ancora placata e nuove minacce incombono sul mondo di Nemlèndi. Perciò, saranno vere le voci che vedrebbero un'Ippo intenta a riprendersi ciò che le spetta di diritto?..

Il Trono Ippo

- Il Cuore di Ménalis

Un ciclone aveva colpito il regno degli uomini, portando freddo e pioggia. Ménalis* non era più la città splendida e gloriosa di un tempo: il Castello di Felix era stato abbandonato ed ora cadeva a pezzi, le strade erano sempre allagate e da quando Loromodis era stata nominata nuova capitale del regno, Ménalis era sempre più deserta, e vi erano rimasti solo vecchi e alcuni ribelli che volevano riportare Ménalis al suo vecchio ruolo di capitale. La tempesta non accennava a calmarsi: il vento soffiava impetuoso e i fulmini squarciavano il cielo, così come le lame delle spade lacerano le carni dei nemici. Le mura della cittadella cadevano a pezzi e l'edera distruggeva ciò che ancora resisteva alle intemperie che si facevano anno dopo anno sempre più violente. L'estate ormai non esisteva più: c'era una costante primavera che non aveva mai fine. Da quando lo Spirito di Nemlèndi aveva abbandonato il mondo degli umani per ricongiungersi con i suoi fratelli divini, la situazione aveva cominciato a precipitare: la guerra tra Ippo ed Ippis non accennava a fermarsi e una serie di moti rivoluzionari contro re Elgar di Paonia* vessavano Ménalis e le città vicine, portando alla rovina l'antico splendore degli uomini.

In una delle poche osterie rimaste aperte, due vecchi amici si erano incontrati per caso e avevano deciso di restare a chiacchierare dei vecchi tempi ormai andati. Lil, il più anziano dei due, era un uomo sulla sessantina e piuttosto in sovrappeso; Ziahni invece era di qualche anno più giovane ed in passato era stato un soldato che aveva combattuto insieme a Felix e ad Elgar nella battaglia di Ippissonia*. Proveniva da una famiglia di artigiani di Jahacca, una cittadina vicina alle foci dell'Aimòtas*, e quando Demos, dopo aver ricevuto l'incarico di regnare durante l'assenza di Felix, aveva cominciato a formare un esercito per entrare in guerra contro gli Ippis, Ziahni rifiutò di arruolarsi e fuggì di casa, per poi tornare a combattere al fianco di Re Felix dopo il suo ritorno a Ménalis.

«Vecchio mio, ne è passato di tempo» disse con tono allegro Lil sollevando il suo calice di vino.

«Alla salute, amico» rispose Ziahni e i due sorseggiarono quell’aspro vino.

«Le vendemmie non sono più quelle di una volta» Lil appoggiò il bicchiere sul tavolo con una smorfia di disgusto.

«Questa pioggia incessante non è di aiuto». I due si guardarono per qualche secondo senza proferire nessun'altra parola. Poi scoppiarono a ridere senza apparente motivo. Lil tornò serio e prese parola. «Cosa hai fatto in questi anni, Ziahni?».

«Ho viaggiato» dichiarò con semplicità l'uomo. «Sono stato a Loromodis per qualche anno e ho soggiornato anche a Ippissonia».

«Perché allora sei tornato in questa fogna di città?» chiese Lil non nascondendo il suo disappunto.

«Mi mancava la mia casa» rivelò con un accenno di malinconia. «Ho comprato una fattoria appena fuori dalle mura, nel Borghetto ed ora vendo lane e tessuti».

«Non male per un vecchio soldato in pensione» rise Lil.

«E tu che mi dici, vecchio mio?».

«Tiro avanti con mia moglie. Non abbiamo molto e la situazione sta diventando insostenibile per noi, ma non possiamo permetterci di andarcene».

«Ménalis è cambiata».

«Già». Ci fu un altro momento di silenzio tra i due. Ziahni finì il suo vino e ne prese un altro po’. Dopo qualche minuto, stavolta fu Ziahni a prendere la parola. «Ho sentito che presto tutto questo finirà» disse.

«Che vuoi dire?».

«Che il regno di Tenadna Ramnatyis è agli sgoccioli e che i ribelli hanno le ore contate».

«Spiegati meglio».

«Da quanto ho sentito, re Elgar sta preparando un piano per sedare tutte le rivolte e mettere a tacere le cattive voci sul suo conto. A quanto pare, starebbe costruendo una nuova flotta».

«Di nuovo?» Lil era sorpreso.

«Ti sembra che dopo i "Fuochi di Mare" sia cambiato qualcosa in positivo? Anche se all'epoca i ribelli furono messi allo sbaraglio, ora si sono ripresi e continuano a infliggere non pochi danni al regno di Elgar. Evidentemente, hanno la memoria corta».

«E coche mi dici riguardo agli Ippo?».

«Ricordi l'ultima Regina Ippo*?».

«Sì, quella che fu uccisa da Tenadna. Ricordo che me lo raccontasti: eri presente al duello!».

«Vero, quel giorno i miei occhi videro tutto e quelle immagini sono ancora vivide nella mia mente. Comunque, sembra che la figlia di Lamchara Scramjoude, così si chiamava la Regina, voglia riprendersi ciò che le spetta di diritto: il trono Ippo!» spiegò Ziahni, catturando l'attenzione del vecchio amico.

«Pensavo che la dinastia delle Scramjoude si fosse estinta» lo interruppe Lil.

«Ma non è così. Itcha Scramjoude si è rifugiata al largo di Nadalyip, il reame Ippo, da quando la madre fu spodestata ed è da allora che aspetta il momento della vendetta» rispose l'amico.

Lil scosse la testa. «Non riuscirà mai a riprendersi il trono. Avrebbe bisogno di alleati potenti. Gli Uomini sono divisi e l'hai detto tu stesso che Elgar è troppo occupato a trovare un metodo per annientare i ribelli. Per quanto riguarda gli Ippis... bè, non se la passano molto bene dopo tutte le battaglie che hanno dovuto combattere contro gli Ippo».

«Tutto ciò che hai detto è vero, ma gli Ippis hanno sconfitto gli Ippo qualche anno fa a Kaimahia e da allora Tenadna non ha più osato attaccarli. Sa che si stanno riprendendo e che se avessero l'occasione si vendicherebbero. Inoltre, le sue sorelle Ippo non vedono più in lei ciò che vedevano all'inizio di questa guerra».

«Bah» Lil era confuso e stanco. «Non penso ci sia ancora speranza per Nemlèndi, altrimenti Felix non ci avrebbe mai lasciati».

«Che altra scelta aveva? Ha fallito. È stato inviato su Nemlèndi dagli dèi per scacciare il male una volta per tutte. Durante il suo regno millenario sono scoppiate cinque guerre e innumerevoli battaglie».

«Non eri tu quello che era fuggito da Ménalis dopo la chiamata alle armi di Demos? Non eri tu quello che era tornato per combattere al fianco dello Spirito di Nemlèndi?» lo contestò Lil.

«Ricordo di aver pianto quando venni a sapere della sua ascesa al Cuore di Fantàsia*, ma combattei con altrettanto valore anche sotto il comando di Elgar. Grazie alla nostra determinazione e alla nostra forza scacciammo gli Ippo e ci riprendemmo Ippissonia. In seguito, Elgar strinse un'alleanza con la Dama dei Fuochi Eterni* e continuai ad essere fedele ai suoi ordini, rimpiangendo sempre e comunque la partenza di Felix. Oggi però non sono più il giovane guerriero che ero un tempo e ho imparato a vedere il mondo attraverso diversi punti di vista. Perciò adesso posso dire che sì, è stato un bene che Felix se ne sia andato e sono fiducioso che la situazione si risolverà al più presto».

Dopo che ebbe assimilato tutte le parole di Ziahni, Lil lo guardò dritto negli occhi. «Rimarrai sempre uno stupido, Ziahni, però almeno posso vantarmi di essere il migliore amico dell'uomo più stupido di Nemlèndi» detto ciò, i due risero fino alle lacrime e poco dopo si congedarono.

Ziahni prese la via delle mura col suo carro e Lil si incamminò verso il colle, dove abitava con la moglie. "Spero che questa pioggia smetta presto" pensò stringendo i denti per il freddo. L'acqua gli era entrata nei vestiti e gli aveva bagnato la schiena, provocandogli brividi di freddo che gli percorrevano incessantemente tutto il corpo. Non era però l’unico che girava per strada a quell’ora della sera: c'erano diverse persone sui loro carri che attraversavano la città proprio come lui.

Lil era arrivato alla piazza principale di Ménalis, che si trovava ai piedi del colle su cui c'era tra le tante anche la sua casa. Non vedeva l'ora di cambiarsi quei vestiti fradici e di mettersi davanti al camino, lontano dal gelo e dalla pioggia. La piazza era in fermento: il giorno dopo si sarebbero aperti i mercati e tutti stavano preparando l'occorrente per l’indomani, ignorando il mal tempo e il freddo pungente. All'improvviso, un boato colse Lil di sorpresa: quando si voltò, vide uomini armati di lunghe spade attaccare cittadini e mercanti, indipendentemente dal sesso e dall'età. Uccidevano tutti quelli che si trovavano alla loro portata e seminarono il caos tra la folla. Lil fece uno scatto, ma fu tutto inutile. Uno di quegli uomini lo prese alle spalle e lo colpì alla schiena. Lil cadde in ginocchio, l'acqua gli scorreva sul volto e la vista gli si annebbiò per il dolore. L'uomo gli tirò su la testa, ma Lil trovò il coraggio di proferire le sue ultime parole: «Perché?» fu tutto quello che riuscì a dire.

«Ménalis è nostra» rispose l'uomo con tono aggressivo e, detto ciò, proseguì col suo intento, tagliando la gola al povero Lil, che cadde a terra in una pozza di sangue. Prima di morire, Lil ripensò a ciò che gli aveva detto Ziahni. "C'è ancora speranza". Fu allora che realizzò di essere davvero il migliore amico dell'uomo più stolto di Nemlèndi. La sua anima volò via col vento e la pioggia, lasciando per sempre quel mondo lordo di sangue.

Continua...

* Ménalis è stata la capitale degli umani fino alla definitiva dipartita di Re Felix (vedi l'ultimo capitolo de "Le Magnifiche Armate").

* Paonia è un'isola che in passato si era inabissata, portando sul fondo dell'oceano tutti i suoi abitanti e le sue ricchezze. Solo la regina consorte di quell'isola riuscì a sopravvivere e prima di morire diede alla luce quello che sarebbe dovuto diventare nuovo sovrano di Paonia, salvando così la stirpe dei Paonyis. Elgar, suo discendente, fu nominato da Re Felix re di Paonia, in quanto unico erede di diritto dell’isola, e decise pertanto di spostare la capitale del regno degli uomini da Ménalis a Loromodis, principale centro di Paonia, innescando così una serie di rivolte contro il suo operato.

* La Battaglia di Ippissonia è narrata ne "Le Magnifiche Armate" e fu uno scontro che vide l’esercito dell’usurpatore Demos schierarsi contro Ippo ed Ippis. In soccorso degli Ippis intervenne una piccola armata comandata da Re Felix e da Elgar Paonyis. Gli esiti di questo conflitto verranno rivelati in un secondo momento.

* Fiume che attraversa il regno degli uomini e separa Ménalis dai Monti Dumadrog e dal reame degli Ippis.

* Ne "Le Magnifiche Armate", la Regina Ippo Lamchara Scramjoude è spodestata da Tenadna Remnatyis, che la uccide durante un combattimento poco prima della battaglia di Ippissonia.

* Dimora degli Dèi e di Zatan, loro padre e creatore della vita e anche del male.

* Monarca assoluto degli Ippis, equivale alla Regina Ippo.



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