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lavoro pubblicato giovedì 5 gennaio 2017
ultima lettura sabato 23 settembre 2017

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Anime Perse - Caduta 14

di FedericoGiacon. Letto 140 volte. Dallo scaffale Fantascienza

La testa gli pulsava come se gliel'avessero presa a martellate fino ad un istante prima, era scomodo e qualcosa gli premeva contro il fianco. Cercò di spostare il braccio sinistro ma era bloccato, e la spalla faceva un male infernale.Sbatt&eacut.....

La testa gli pulsava come se gliel'avessero presa a martellate fino ad un istante prima, era scomodo e qualcosa gli premeva contro il fianco. Cercò di spostare il braccio sinistro ma era bloccato, e la spalla faceva un male infernale.
Sbatté le palpebre e si trovò dentro ad una caverna, lamentandosi si spostò leggermente facendo leva sul braccio destro, poi due mani lo afferrarono.
Davanti a lui c'era il volto preoccupato di Rasp, le labbra si muovevano ma non sentiva nulla. "Perché non sento niente? Mi stanno prendendo per il culo?"

-Black, Black come stai? Mi senti?- continuava a chiedere Rasp.
Il comandante continuava ad avere un espressione confusa e non rispondeva alle domande.
-Te l'ho detto, ha i timpani rotti. Non ti sente.- gli disse Green che era stesa li vicino.
Era quasi l'alba quando, il giorno prima, avevano trovato riparo in quella grotta; sarebbero dovuti partire in poche ore ma Black non si era svegliato e Crab non dava segni di miglioramento, anzi, era febbricitante.
Rasp lasciò il comandante e gli porse dell'acqua; ne avevano poca ma erano quasi due giorni che non beveva. Poi andò da Blue.
-Come sta Crab?- le chiese preoccupato guardandolo, era immobile in un angolo della grotta.
-La febbre è alta; ho cambiato le bende ma a ferita continua a puzzare e ad espellere pus. Non credo che riuscirà mai a riprendersi.- rispose Blue triste.
-Quanto gli dai ancora?-
-Se riusciamo a farlo bere potrebbe reggere anche una settimana; ma non possiamo muoverlo.- disse Blue, poi mise una mano sulla spalla di Rasp -So che è il tuo migliore amico, ma non abbiamo acqua da buttare, ne tempo da perdere qui. Ogni minuto che passiamo in questa grotta diventa sempre più pericoloso. Ora che Black si è svegliato dovremmo partire.-.
-E con lui che dovremmo fare? Abbandonarlo? Ucciderlo? Non ci comportiamo così con i compagni!-
-È comunque spacciato, gli risparmieremmo giorni di agonia e...- ma Rasp si era già diretto furioso verso l'uscita.
Andò verso Rose; era appostata dietro ad un masso con addosso la coperta ipotermica a venti metri dall'ingresso.
-Come va la situazione?-
-Non succede niente, non abbiamo visto nessuno. Tu, piuttosto non dovresti uscire senza la coperta.- rispose Rose.
-Non starò fuori molto. Black si è svegliato.- disse Rasp.
-Come sta?-
-Non lo so, non mi sente, ha i timpani rotti. La mia preoccupazione è Crab.-
-Nessun miglioramento?-
-Peggiora, e non possiamo più restare qui. Blue dice che è spacciato... non so che fare...-
-Cosa suggerisce Blue?- chiese Rose.
-Per lei dovremmo andare avanti senza di lui.-
Ci fu un attimo di silenzio.
-Perché non ne parliamo tutti assieme? Non sei tu che devi prendere queste decisioni.- disse Rose guardandolo con tenerezza.
-Allora seguimi. Non abbiamo tempo da perdere no?-
Mentre rientravano fecero cenno a Baked di seguirli.

"Fermare quelle persone può salvare la vita di un sacco di innocenti che vivono vicino alle rivolte. Fidati, l'idea piace meno a me che a te; ma ricordati una cosa: non lo facciamo perché vogliamo ma perché dobbiamo."
Le parole che Crab gli aveva detto prima che partisse per l'Ex Texas continuavano a risuonare nella testa di Rasp.
"Non perché vogliamo ma perché dobbiamo." Ne avevano discusso, avevano urlato, avevano pianto, ma il risultato era stato quello.
Era giusto che lo facesse Rasp, era il suo addio.
Poggiò la punta del kukri all'altezza del cuore di Crab.
Il cuore di Rasp batteva all'impazzata, avrebbe voluto lanciare via il coltello e scappare. Avrebbe voluto tagliarsi via le mani che stavano per tradire un amico. Non lo avevano addestrato per questo. Scappare, però, non avrebbe risolto nulla. Lo avrebbe fatto qualcun altro.
"Devo davvero farlo?" si domandò Rasp disperato.
-Scusami.- disse in un soffio all'amico; poi spinse il coltello a fondo.
Crab emise un mugolio, poi rimase fermo per sempre.
Rasp lasciò, tremante, l'impugnatura che sporgeva dal petto dell'amico, poi vomitò.
In mezzo alla bile sentiva il sapore acre del tradimento.

-Quanta acqua abbiamo?- chiese Blue.
-Con quella che abbiamo raccolto la notte scorsa a mala pena tre litri.- rispose Rose.
-Va bene, distribuiscila nelle varie borracce.- Rose annuì e si allontanò -Baked, situazione armi?-.
-Tre fucili con duecentoquaranta colpi in tutto, il fucile di Straw con cinquanta colpi e quattro pistole con ottanta colpi in totale; più le armi specializzate.- rispose il cecchino.
-Ok, tu, Green e Rose avrete un fucile a testa; tu prenditi anche quello di Straw, ma usalo solo in caso di estrema necessità. Io e Rasp ci prendiamo due pistole a testa.- decise Blue.
Rasp, intanto stava smantellando la slitta per farne una gerla in cui trasportare Green. Le tracce della slitta erano troppo facili da seguire, anche sulla roccia.
Attesero il tramonto prima di partire; avrebbero viaggiato di notte, mentre durante il giorno avrebbero trovato riparo in grotte o sotto le coperte ipotermiche.
Partirono in fila indiana per nascondere il loro numero. Rasp chiudeva la fila con Green sulle spalle. Abbandonando la grotta, passarono davanti al cumulo di pietre sotto il quale Rasp aveva lasciato il suo migliore amico.

L'uscita era li, tre metri sopra la testa di Word, sentiva l'aria che entrava da quella fessura.
Si arrampicò fino a quello spiraglio, smaniosa di sentire un po' di vento sulla faccia e di poter finalmente spegnare quella maledettissima torcia.
Fuori doveva essere pomeriggio inoltrato. Secondo i suoi calcoli, si doveva essere spostata di circa quattro chilometri a est della Base, e uno o due a nord.
Con la borraccia quasi finita non aveva speranze di dirigersi verso il punto di ritrovo fuori Hanksville; la sua unica possibilità era di tornare alla Base, lì avrebbe trovato provviste e forse un mezzo. Sempre che non fosse ancora occupata.
Si girò verso la parete rocciosa alle sue spalle; aggirare il Canyon era fuori discussione, erano circa venticinque chilometri da fare a piedi nel deserto; doveva tagliare scalando quel muro, cosa che le avrebbe fornito un vantaggio nel caso ci fosse ancora qualcuno alla Base.
Fortunatamente era pomeriggio e lei era in ombra, altrimenti avrebbe dovuto attendere la notte, per evitare di disidratarsi.
Mise sotto la lingua la sesta pastiglia energetica e iniziò a salire su per quelle rocce rosse.
Le ci vollero due ore e mezza per arrivare in cima ai duecento metri della parete, il sole non era ancora tramontato quindi si cercò una nicchia nel muro e dormì finché non fu notte.

Conosceva quel cactus, si mise alla sua destra, poi contò trentasette passi verso nord-ovest.
Al trentottesimo il suo piede si appoggiò su una lastra metallica, mimetizzata sotto la polvere.
Word la sollevò sbuffando, era pesante e i cardini erano vecchi ed arrugginiti. Un vecchio ingresso di emergenza della Base. Doveva essere la prima che la utilizzava da molti anni.
Una volta dentro la botola si trovò in un corridoio illuminato da luci di emergenza. Fece tre passi, poi notò una tacca nel muro alla sua sinistra; si aggrappò a due rientranze nascoste sopra la sua testa e iniziò a percorrere il tunnel strisciando sul soffitto.
Venti metri dopo gli appigli finirono e rimise i piedi a terra. Le braccia le dolevano terribilmente. Non era sicura che i sistemi di sicurezza dietro di lei fossero ancora attivi, ma non era il caso di rischiare.
Il corridoio terminava con un muro liscio, Word infilò un dito in un piccolo buco nell'angolo in alto a destra, schiacciò il pulsante e la parete scattò in avanti con un sibilo.
Spinse più forte che poteva ma riuscì ad aprire solo uno spiraglio largo una ventina di centimetri; qualcosa bloccava la porta dall'altra parte.
Sbraitando si infilò nel varco ed entrò nella Base.
Uscì nelle cucine, l'ingresso nascosto era stato bloccato da delle macerie.
Word si diresse verso la porta, guardò nel corridoio; non si muoveva nulla. Tornò indietro e prese una pagnotta che addentò avidamente.
Ci fu un rumore alle sue spalle.
-Buonasera, miss Word-



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